Tajani: ‘Il nostro sistema bancario è vivace, non tocca allo Stato regolare’ – Notizie


Intesa Sanpaolo lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena. Lo rende noto Intesa Sanpaolo. L’offerta di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena avrà a oggetto un massimo di 3.036.151.673 azioni dell’emittente. L’avvio dell’offerta è subordinato al rilascio delle autorizzazioni preventive. L’offerta rappresenta un’operazione di “mercato rivolta direttamente a tutti gli “azionisti dell’emittente, tale da garantire loro la possibilità di essere gli artefici, con l’adesione all’offerta stessa, di un’aggregazione tra l’offerente e l’emittente che permetta la piena valorizzazione delle potenzialità dei due gruppi”, si legge in una nota.

 

“Io credo che in questo momento il mondo bancario italiano sia particolarmente vivace. Io sono sempre favorevole al libero mercato, quindi non tocca a me fare il tifo per una banca o per un’altra, però credo che dopo i momenti di difficoltà che ci sono stati in passato il nostro sistema sia più forte di prima e questo deve essere uno strumento fondamentale per sostenere l’economia reale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Business Forum Italia-Norvegia alla Farnesina. “Quando il mercato è vivo è un fatto positivo, non tocca allo Stato regolare, lo Stato deve vigilare ma c’è la Consob”, ha spiegato.

 

E’ in corso intanto il via il cda di Mps. Già convocata con diversi punti all’ordine del giorno, la riunione servirà anche a fare un’esame preliminare della proposta di aggregazione arrivata da Banco Bpm e dell’opas di Intesa con Unipol

 

“Questa operazione è una opportunità unica per rafforzare la nostra posizione in Europa e in Italia, generando valore per i nostri azionisti e creando una banca wealth management con duemila miliardi con ulteriori opportunità di crescita. Abbiamo deciso di lanciare questa offerta perchè siamo sicuri che ci pone in una posizione futura ancora migliore”. Lo ha detto il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, avviando la conference call con gli analisti circa l’opas su Mps. “Abbiamo dimostrato – ha aggiunto – di riuscire ad aggregare altre banche, e lo abbiamo dimostrato con le Venete e con Ubi. Questa operazione con Mps ci consente di crescere ancora. Questa integrazione ha zero rischi”. “Se mi chiedete se vogliamo acquisire Generali la risposta è no. Non abbiamo nessuna intenzione di mettere becco nella gestione di Generali” ha sottolineato Carlo Messina. “Consideriamo la quota in Generali meramente come una partecipazione azionaria e niente di più” ha aggiunto. “Il marchio di Mediobanca sarà preservato e valorizzeremo tutte le persone della banca”. ha anche detto l ceo di Intesa evidenziando poi che ‘tutti gli azionisti privati riconosceranno la bontà di questa operazione. Abbiamo buoni rapporti con Delfin e Caltagirone e sono certo che l’accoglieranno con favore. Tutti gli investitori di Mps – ha aggiunto – possono accogliere con favore questa operazione, anche quelli istituzionali. Il premio e il pagamento in cash non hanno alcun rischio nell’esecuzione. In Intesa Sanpaolo troveranno un management molto forte e questo credo che ci porterà il favore degli azionisti”.

 

Delfin è un osservatore interessato, e resta per ora alla finestra in attesa dell’evolversi del mercato, nella battaglia che si è aperta su Mps e che coinvolge la quota di Mediobanca in Generali. Da fonti della holding degli eredi Del Vecchio, impegnata in un riassetto interno, si raccoglie in questa fase solo un “no comment”. Ma la posizione espressa in altre vicende è che la finanziaria guidata da Francesco Milleri guarda con favore a operazioni straordinarie che creano campioni nazionali. Con il 17,5% la cassaforte lussemburghese è infatti il primo socio del Monte dei Paschi e azionista rilevante con il 10% del Leone.

 

Piazza Affari gira in positivo dopo quasi 3 ore di scambi, con l’indice Ftse Mib in crescita dello 0,2% a 49.991 punti. Stabile a 77,1 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 2,6 punti al 3,82%, quello tedesco di 1,7 punti al 3,05% e quello francese di 1,8 punti al 3,82%. Prosegue lo sprint di Mps (+11,6%) e Mediobanca (+10,65%), oggetto delle offerte rivali di Banco Bpm (+1,17%) e Intesa (-3,35%). La seconda collegata a Bper (+4,3%), che ritirerebbe gli sportelli di Rocca Salimbeni, lasciando alla Ca’ de Sass Mediobanca e, a cascata, la quota in Generali (+1,52%). Migliora Unipol (+0,86%), segna il passo invece Unicredit (-0,85%), alle prese con l’offerta di scambio su Commerzbank. Il rialzo del greggio (Wti +4,4% a 94,52 dollari al barile) spinge Saipem (+1,66%) ed Eni (+1,3%). Bene Fineco (+1,58%) dopo i dati sulla raccolta, diffusi anche da Mediolanum (+0,28%). Acquisti anche su Poste (+1,75%), Tim (+1,3%) ed Stm (+0,96%). Segnano il passo invece Diasorin (-2,88%), Amplifon (-1,96%), Buzzi (-1,22%), Stellanti (-1,2%) e Fincantieri (-1,12%). Tra i titoli a minor capitalizzazione cedono Met.Extra Group (-4,85%), Mondo Tv (-4,2%) e Carel Industries (-3,6%), mentre corre Trevi (+13,76%).

 

 

Unipol ha sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di una banca composta da 635 filiali di Mps una volta completata l’opas lanciata da Ca’ de Sass sul Monte dei Paschi. La compagnia presieduta da Carlo Cimbri, si legge in una nota, proporrà a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione tra la stessa Bper e la banca ceduta da Intesa, con il gruppo post-fusione che prenderà il nome Banca Monte dei Paschi. A supporto dell’operazione, si legge in una nota, è previsto un aumento di capitale di Unipol assicurazioni fino a 2,5 miliardi di euro.

La domanda su contatti con il governo per illustrare l’operazione di Intesa e Unipol su Mps “avresti dovuto porla a Carlo” Messina perché l’offerta è “di Intesa Sanpaolo e noi siamo una derivata di questa operazione”. Tuttavia “conoscendo la perizia e la professionalità con cui Intesa opera e la sensibilità del mio collega, penso che qualche interlocuzione l’abbia avuta”. Lo ha detto il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, in conferenza stampa. Cimbri ha anche detto di attendersi che l’operazione sia “ben vista dai regolatori domestici ed europei e questo è qualcosa che mette il nostro governo in una posizione favorevole”.

“Stiamo parlando di quella che, con l’orgoglio da italiani, definiamo la banca più antica del mondo. E anche se ovviamente siamo uomini di numeri e cerchiamo di far rendere al meglio i soldi dei nostri azionisti, riteniamo che sia un valore preservare questa storia, preservare questa identità, preservare comunque un orgoglio italiano” ha aggiunto Cimbri parlando dell’acquisizione degli sportelli di Mps. “Per noi – ha aggiunto Cimbri – non è un cambio di strategia, ma è un consolidamento, un rafforzamento, un avanzamento di una strategia che ha radici lontane, che è quella della crescita, dell’influenza del gruppo nel settore bancario, al servizio della nostra capacità distributiva come assicuratori ma anche in termini di opportunità di investimento e di rafforzamento della componente di utili provenienti dal gruppo dal settore bancario”.

In seguito all’operazione su Mps Unipol “si rafforzerà ulteriormente in Bper. Quando faremo la fusione aumenteremo in modo significativo la quota in Bper che gia oggi in tema di interessenza economica”, per effetto dei derivati, “è al 29,9%. Questa quota si incrementerà ulteriormente” per effetto della fusione delle filiali Mps con Bper “di circa il 10% e quindi andremo oltre il 40%” ha poi sottolineato il presidente di Unipol. “Non è nostra intenzione fare un’opa perché noi proporremo una fusione e la fusione se viene approvata con il consenso degli azionisti esenta dall’opa”. “Gli amori si costruiscono e non si improvvisano e, diciamo così, le possibilità di successo di un innamorato che pensa di concupire l’amato semplicemente recapitandogli una letterina prima che arrivi qualcun altro, sono tentativi di un innamorato disperato che secondo me hanno poche possibilità di successo” ha concluso Cimbri sull’invito a trattare recapitato da Banco Bpm a Mps.

 

Il cda di Intesa Sanpaolo, a seguito della decisione di promuovere l’offerta su Mps, ha approvato l’acquisto del 3,01% di Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione.Intesa Sanpaolo prevede che il gruppo risultante dall’operazione con Mps potrà distribuire circa 61 miliardi di euro per il 2025-2029 rispetto ai circa 50 miliardi previsti nel Piano di Impresa 2026-2029, con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi di euro. Prevista la conferma della politica di distribuzione indicata nel piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, che prevede un payout ratio pari al 95%, riferito all’utile netto contabile, per ciascun anno del 2026-2029, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback, e ulteriori distribuzioni da valutare anno per anno a partire dal 2027.

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