Il Mondiale 2026 è ormai alle porte. L’11 Giugno Messico–Sudafrica inaugurerà la prima edizione della storia a 48 squadre. La Coppa del Mondo si sa, è una festa per gli appassionati di calcio: talenti che arrivano da tutto il mondo, storie e culture diverse a confronto, idee che si incontrano e scontrano. Nell’edizione più numerosa di sempre, le contendenti al titolo sono tante: i campioni in carica dell’Argentina, il sempre temibile Brasile – con alla guida Carlo Ancelotti – e gli ostici tedeschi.
Tra queste ci sono tre squadre europee che, nonostante la vicinanza geografica, hanno un modo di vedere e vivere il calcio completamente diverso. C’è la Spagna di de la Fuente, che sulle orme degli ultimi vent’anni cerca il risultato attraverso il dominio del gioco, la Francia di Deschamps, che può schierare alcuni tra i calciatori più forti e talentuosi al mondo, e l’Inghilterra di Thomas Tuchel, che vorrà sfruttare la fisicità e l’atletismo degli uomini a sua disposizione.
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Spagna: l’evoluzione del Tiki Taka

La scuola calcistica spagnola è da molti anni al comando del calcio europeo – e non solo. Nelle 3 finali delle competizioni europee per club, su 6 allenatori 4 erano spagnoli. Un dato che – in maniera abbastanza evidente – racconta quanto la filosofia iberica diventa efficace quando si tratta del rettangolo verde. Il Barcellona di Guardiola e la Spagna del 2010 hanno creato una base solidissima su cui il calcio spagnolo si è rifondato.
Luis de la Fuente vuole ripartire dall’Europeo del 2024 per andare alla conquista del secondo titolo mondiale. Il commissario tecnico delle furie rosse si affida ad una squadra piena di talento e fantasia, rinunciando – per la prima volta da quando esistono i mondiali – a tutti i calciatori del Real Madrid. Non figura infatti nell’elenco dei 26 nessuno dei blancos.
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In porta il CT ha l’imbarazzo della scelta, tra Raya e Joan Garcia. In difesa a fianco ai più esperti – vedi Llorente – ci saranno talenti come Cubarsì e Pubill. In mezzo al campo le furie rosse hanno l’imbarazzo della scelta, avendo a disposizione calciatori del calibro di Pedri e Rodri. Il tutto condito da un reparto offensivo che ha come punta di diamante Lamine Yamal. È vero, il numero 10 del Barcellona non arriva alla competizione al massimo della forma, ma sta correndo per rimettersi in sesto e poter dire la sua quando la palla inizierà a scottare.
Francia: talento puro

Didier Deschamps sa come si vince un Mondiale: con lui alla guida, i blues hanno infatti già conquistato la Coppa del Mondo nel 2018. E hanno anche sfiorato una doppietta clamorosa, perdendo l’edizione del 2022 solo ai rigori contro l’Argentina di Leo Messi. I francesi però – come spesso accade – partono anche quest’anno tra i favoriti. Per capire la potenza di fuoco della rosa a disposizione di Deschamps, basta guardare l’elenco degli esclusi. Thuram (Khephren), Kolo Muani, Diaby, Pavard, ma soprattutto Benzema e Griezmann. È vero, le Petit Diable aveva dato l’addio nel 2024, ma tutti ci saremmo aspettati una Last Dance dell’attaccante dell’Atletico Madrid. Last Dance che non ci sarà.
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A guardare la lista dei convocati dall’ex Juventus, riusciamo a comprendere il perchè di alcune esclusioni eccellenti. In porta ci sarà Mike Maignan, in difesa gente del livello di Saliba e Upamecano. Il centrocampo è il reparto più scarno – solo 5 convocati – ma per lasciare spazio all’attacco, che potenzialmente può essere il più prolifico della storia dei mondiali. Barcolà, Dembelè, Douè, Olise, Mbappè e Thuram (più Cherki, Akliouche e Maletà) dovranno giocarsi le sole 3 maglie disponibili. C’è l’imbarazzo della scelta, forse anche troppo.
Inghilterra: le scelte controverse di Tuchel

“It’s coming home“. Questo è il mantra dei tifosi inglesi ad ogni mondiale. Ma la vittoria della Coppa del Mondo manca ormai dal 1966, e Thomas Tuchel ha l’arduo compito di provare a riportare il trofeo “a casa“. La proposta di calcio inglese è ormai ben codificata. Figli della Premier League e dei suoi ritmi ossessivi, i calciatori della nazionale inglese spiccano per doti atletiche e per esplosività. Questo, aggiunto alla classe di Harry Kane, al supporto di Bellingham e Rice e all’imprevidibilità dei vari Eze e Saka, mette The Three Lions di diritto tra le pretendenti al titolo.
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Ma la spedizione degli inglesi non parte sotto le migliori stelle. Il commissario tecnico infatti ha creato molto malumore tra i tifosi e tra i calciatori dopo aver comunicato l’elenco ufficiale dei convocati. Il tedesco ha infatti rinunciato alle giocate di Trent Alexander-Arnold, Phil Foden e Cole Palmer, oltre alla solidità ed esperienza di calciatori come Maguire e Shaw. Tuchel si è già aggiudicato una Champions League – alla guida del Chelsea – quindi sa come affrontare una competizione ad eliminazione diretta così importante. Ma il Mondiale si sa, è tutt’altra cosa: solo il tempo ci dirà se aveva ragione il CT o i malumori dei tifosi erano giustificati.
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Francesco Di Chio
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