Crocifisso ligneo di Vicalvi, al via il restauro: sinergia tra istituzioni, università e territorio per salvare l’opera


La scultura lignea policroma raffigurante Cristo Crocifisso, uno dei tesori storici, artistici e devozionali più importanti e antichi della Valle di Comino, custodita nel presbiterio della chiesa di San Francesco a Vicalvi, sarà sottoposta a un delicato e completo intervento di restauro. Nell’ambito di una convenzione stipulata tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina e l’Università della Tuscia per attività di ricerca, studio e formazione nel settore del restauro dei beni culturali, si è deciso di selezionare la scultura come oggetto di studio e restauro di una tesi di laurea magistrale.

Per poter passare alla fase successiva, è stato concluso un accordo fra la Soprintendenza, l’Università, i Frati minori conventuali di Foligno, proprietari del convento, e la parrocchia di Vicalvi che si occupa della chiesa. E’ stato, quindi, ufficialmente costituito il Comitato Pro San Francesco, nato con lo scopo di sostenere, promuovere e finanziare l’intera operazione. Il comitato è formato da un gruppo di storici volontari che già da anni si prende cura con dedizione della chiesa del convento, cercando a fatica di contrastare i segni del tempo e i danni, dovuti all’incuria del periodo di chiusura della struttura, e di farla rivivere attraverso manifestazioni religiose e culturali.

Il gruppo, il cui Presidente è il parroco don Antonio Lecce, è composto da Giuliano Fabi, Domenica Fazio, Angelo Ferrera, Mariarosaria Ianni, Irene Palombo, Stefania Prino, Rocchina Rotondi e Domenico Villa.

Un restauro complesso: la sfida conservativa

Il restauro è stato affidato alla studentessa Elena Leigheb e costituirà l’argomento della sua tesi magistrale. Il lavoro si svolgerà sotto la guida e il coordinamento delle professoresse Maria Ida Catalano e Paola Pogliani, e della restauratrice Cristina Caldi, in costante raccordo con la dott.ssa Ilenia Bove e la dott.ssa Chiara Arrighi della Soprintendenza.

La scelta è ricaduta su questo Crocifisso proprio per le sue criticità conservative, che lo rendono un interessante e complesso banco di prova per la studentessa. L’opera presenta, infatti, un grave attacco biologico: la quasi totalità della superficie è intaccata da funghi e muffe che camuffano la cromia e la bellezza dell’intaglio. Sono, inoltre, presenti danni provocati da insetti xilofagi: l’azione dei tarli ha compromesso la matericità del legno, causandone una discreta perdita. Infine sono evidenti numerosi depositi superficiali, cioè uno strato coerente e omogeneo di particellato atmosferico e alterazioni dovute a materiali estranei alla tecnica esecutiva originale. Fortunatamente, la gravità di queste condizioni è stata parzialmente limitata da precedenti interventi storici di disinfestazione, pulitura e consolidamento.

Tra storia, scienza e tecnologia 3D

Dal punto di vista storico-artistico, l’opera è di pregevole fattura e la sua datazione oscilla attualmente tra il XIII e il XVIII secolo. Da sempre oggetto di profonda venerazione, anche per via del presunto legame con il soggiorno di San Francesco a Vicalvi, il Crocifisso potrebbe aver subito rifacimenti, adattamenti e ridipinture nel corso dei secoli, che il restauro aiuterà a decodificare. Per inquadrare l’opera nel suo contesto originario, la tesi prevederà uno studio approfondito su tre fronti: 1. Storico-artistico e stilistico attraverso il confronto con altre opere e lo studio delle vicende del territorio e del convento; 2. Tecnico-esecutivo, supportato dalle competenze teorico-pratiche della restauratrice Caldi e dalla bibliografia di settore; 3. Diagnostica scientifica con tecniche di campionatura e analisi non invasive per identificare con precisione la specie legnosa e i pigmenti utilizzati. Inoltre, l’azienda Sertech 3D, con sede in Vicalvi, ha già offerto il proprio supporto tecnologico realizzando una scansione 3D dell’opera prima del trasferimento, utilizzando un braccetto antropomorfo Hexagon Absolute Arm e il software di metrologia PolyWorks. Il modello digitale a nuvola di punti così ottenuto permetterà una precisa comparazione geometrica futura e fornirà ai restauratori uno straordinario strumento di analisi.

Obiettivi della raccolta fondi: una sfida contro l’umidità

Per l’avvio dei laboratori, l’Università della Tuscia ha richiesto un contributo economico di 1.000 euro per coprire i costi vivi dei materiali tecnici, a cui si aggiungono le spese di trasporto.

Sul fronte logistico, il cittadino Livio Palombo si è già offerto, a titolo personale e gratuito, di occuparsi del delicato trasporto del Crocifisso verso i laboratori di Viterbo e ha già provveduto a consegnare il prezioso tesoro. Tuttavia, l’obiettivo della raccolta fondi attivata dal Comitato punta più in alto. I restauratori hanno evidenziato che, per evitare che l’umidità della parete attacchi nuovamente il legno rendendo vano il lavoro, l’opera non potrà più essere appesa direttamente al muro. Per questo motivo, Elena Leigheb progetterà nella sua tesi un nuovo e apposito supporto espositivo per distanziare il Crocifisso dalla parete. La raccolta fondi servirà, quindi, anche a finanziare la costruzione della struttura necessaria per la conservazione nel tempo dell’opera.

Il futuro: la festa del ritorno e il convegno

La generosità della comunità servirà, infine, a sostenere i festeggiamenti per il ritorno a casa della scultura. Una volta riportato il Crocifisso a Vicalvi, il Comitato ha intenzione di organizzare una festa e un convegno scientifico a cui parteciperanno la Soprintendenza e l’Università della Tuscia, durante il quale verranno illustrate al pubblico tutte le fasi del restauro e le scoperte storiche e cronologiche emerse dalle analisi.

Un appello al cuore della comunità: per il Crocifisso, la Chiesa e il Convento

Il Comitato Pro San Francesco rivolge un appello a tutti coloro che, per motivi di fede o personali o culturali, sono legati al Convento di San Francesco di Vicalvi, un luogo che da secoli è un punto di riferimento per l’intera Valle di Comino. “Ogni singolo contributo, anche minimo, sarà fondamentale: solo unendo le forze si potrà raggiungere l’obiettivo prefissato. Questo restauro non rappresenta un punto d’arrivo, ma il primo, decisivo passo di una sogno più grande: sostenere il recupero del Crocifisso oggi significa accendere una speranza per poter recuperare un giorno la chiesa e, chissà, l’intero complesso del convento, restituendo a tutti la pienezza di un luogo così caro e prezioso”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione

Source link

Di