Il 12 agosto 2026 l’Europa torna a guardare il cielo, ma l’eclissi solare non è soltanto uno spettacolo astronomico. Mentre dall’Italia il Sole sarà coperto fino a circa il 95% nelle aree più favorite, la fascia di totalità attraverserà la Spagna poco prima del tramonto, trasformando alcune città della penisola iberica in destinazioni ad altissima domanda. Hotel, crociere, collegamenti ferroviari e servizi urbani stanno già misurando l’effetto economico di un evento che, nelle località meglio posizionate, durerà poco più di un minuto.
L’appuntamento arriva nel pieno dell’alta stagione e concentra in pochi minuti una domanda turistica eccezionale. Nelle destinazioni spagnole meglio posizionate, le prenotazioni alberghiere risultano in crescita fino al 76% rispetto all’anno precedente e le tariffe medie fino all’85%, secondo un’analisi di SiteMinder. È un caso quasi da manuale: una risorsa non replicabile, visibile solo in una fascia geografica ristretta e in un orario preciso, modifica prezzi, durata dei soggiorni, trasporti e gestione delle città.
La Spagna al centro dell’eclissi solare 2026
La fascia di totalità è la stretta zona nella quale la Luna copre completamente il disco del Sole e rende visibile la corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella. Il percorso del 12 agosto attraversa la Russia artica, la Groenlandia, l’Islanda e l’Atlantico, per poi raggiungere la penisola iberica e terminare oltre le Isole Baleari. Una piccola porzione del Portogallo nord-orientale rientra nella totalità, mentre gran parte dell’Europa, Italia compresa, resta nella zona di eclissi parziale.
La Spagna è il baricentro europeo dell’evento. La totalità attraversa il Paese da nord-ovest a est, passando da La Coruña verso città come León, Bilbao, Saragozza e Valencia, prima di raggiungere le Baleari. La penisola iberica non vedeva un’eclissi totale dal 1912, mentre l’Agenzia spaziale europea indica nel 2006 l’ultimo passaggio osservato dalla terraferma europea. Il fenomeno è quindi storico soprattutto per l’ampiezza del territorio spagnolo coinvolto e per la facilità con cui milioni di persone possono raggiungere la fascia di totalità.
La fase più spettacolare durerà poco, soprattutto perché avverrà con il Sole molto basso. A León la totalità è prevista alle 20:29 per 1 minuto e 45 secondi; a Saragozza alle 20:29 per 1 minuto e 24 secondi; a Palma di Maiorca alle 20:31 per 1 minuto e 36 secondi; a Valencia alle 20:33 per circa un minuto. A La Coruña l’oscuramento completo inizierà intorno alle 20:28 e durerà 76 secondi.
Anche in Spagna servirà un orizzonte occidentale libero. La semplice presenza nella fascia di totalità non garantisce che edifici, montagne, alberi o foschia non coprano il Sole proprio nel minuto decisivo. L’Instituto Geográfico Nacional raccomanda di scegliere un punto con ampia visibilità verso ovest, poiché la Spagna si trova nella parte finale del percorso dell’ombra lunare.
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Quanto vale il turismo dell’eclissi
L’eclissi cade il 12 agosto, quando la capacità ricettiva spagnola è già sottoposta alla pressione dell’alta stagione. La domanda aggiuntiva non si distribuisce su settimane o sull’intero Paese: converge sulle località comprese nella fascia di totalità e sulle notti immediatamente precedenti. Questa concentrazione spiega perché il fenomeno abbia prodotto variazioni molto diverse da una destinazione all’altra.
SiteMinder ha confrontato i soggiorni prenotati dal 10 al 12 agosto 2026 con quelli del periodo corrispondente del 2025. Nelle Asturie le prenotazioni risultano in aumento del 76% e la tariffa media dell’85%. Nella provincia di A Coruña gli incrementi sono rispettivamente del 65% e del 41%. A Palma la domanda cresce del 75% e i prezzi del 24%; a Valencia le prenotazioni segnano ancora +75%, mentre le tariffe avanzano del 6%.
Questi numeri mostrano come un evento di appena uno o due minuti possa influenzare il revenue management, cioè la gestione dinamica dei prezzi e delle camere. Nelle Asturie l’anticipo medio di prenotazione è passato, secondo la stessa rilevazione, da 121 a 215 giorni. I soggiorni si sono accorciati e concentrati attorno alla data dell’eclissi: per gli operatori aumenta il ricavo potenziale, ma cresce anche il rischio di picchi difficili da gestire. A La Coruña, l’impatto supera il perimetro degli hotel.
Tra l’11 e il 13 agosto sono attese nove navi da crociera, con circa 25 mila persone tra passeggeri ed equipaggi. L’Autorità portuale stima una ricaduta vicina ai 2 milioni di euro su città e area metropolitana. Solo nella giornata dell’eclissi sono previste cinque navi e oltre 11 mila passeggeri, mentre circa 300 addetti saranno impegnati nell’organizzazione e nella sicurezza.
Il valore economico dell’evento dipenderà dalla capacità della città di trasformare l’afflusso in spesa per ristoranti, negozi, trasporti e attività culturali senza paralizzare i servizi. Gli autobus speciali, i parcheggi di scambio, le limitazioni al traffico e la protezione dei punti panoramici diventano così una parte essenziale del prodotto turistico, non un semplice costo accessorio.
Il rovescio della medaglia è visibile alle Baleari. Maiorca affronta l’eclissi durante uno dei periodi di maggiore pressione turistica dell’anno. La Serra de Tramuntana, considerata un punto privilegiato per osservare il tramonto, è stata chiusa ai visitatori dalle 15 alle 21 per ragioni di sicurezza. Le autorità hanno individuato 26 aree ufficiali nelle quattro isole, con una capacità teorica complessiva fino a 300 mila persone, invitando residenti e turisti a limitare gli spostamenti.
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In Italia il Sole sarà coperto fino al 95%
In Italia non esiste un unico orario valido per tutti. Il primo contatto avviene in punti diversi del Paese tra le 19:24 e le 19:38 circa, mentre il massimo cambia in base alla posizione. Inoltre, la fine astronomica dell’eclissi può cadere quando il Sole è già tramontato: ciò che conta per chi osserva è il massimo realmente visibile dalla propria località. La geografia favorisce il Ponente ligure, il Piemonte, la Liguria nel suo complesso e la Sardegna nord-occidentale. Le elaborazioni dell’Istituto nazionale di astrofisica indicano una copertura che cresce dal 18% circa in Calabria a oltre il 93% in Piemonte e Liguria, con punte attorno al 95% nel Ponente ligure e nel nord-ovest della Sardegna.
Il dato percentuale, però, racconta soltanto metà della storia. Al massimo dell’eclissi il Sole sarà vicinissimo all’orizzonte, verso ovest-nord-ovest. Un’altura collocata nella direzione sbagliata, un versante chiuso, una fila di edifici o una montagna distante possono cancellare proprio i minuti più importanti. Le aree più adatte sono quindi coste aperte verso ovest, pianure, creste esposte e luoghi dai quali il tramonto è normalmente visibile senza ostacoli.
C’è un paradosso: le zone con la copertura maggiore sono anche quelle nelle quali il Sole appare più radente. Per questo l’Inaf suggerisce di verificare la visuale dal punto scelto osservando dove tramonta il Sole nei giorni precedenti. Nel Centro-Sud, inoltre, il massimo geometrico può cadere dopo il tramonto locale; in quel caso si vedrà soltanto la fase crescente fino alla scomparsa del Sole. La variabile finale sarà il meteo. Una copertura teorica del 95% perde qualsiasi valore con nubi basse o foschia sull’orizzonte. Le condizioni locali andranno quindi controllate poche ore prima dell’evento, evitando spostamenti improvvisati verso punti panoramici difficili da raggiungere o privi di vie di deflusso.
Gli orari nelle principali città italiane
A Milano l’eclissi inizierà alle 19:27 e raggiungerà il massimo alle 20:20, con il 92,32% del disco solare oscurato. A Torino il primo contatto è previsto alle 19:28 e il massimo alle 20:21, con una copertura del 93,34%. A Genova il fenomeno inizierà alle 19:29 e toccherà il massimo alle 20:22, con il 93,60%. A Venezia l’inizio è previsto alle 19:27 e il massimo alle 20:19, con il 91,27% del Sole coperto. A Bologna l’eclissi comincerà alle 19:28 e raggiungerà il massimo alle 20:21, con una percentuale del 92,66%.
A Roma il fenomeno inizierà alle 19:32 e raggiungerà il massimo alle 20:11, con un oscuramento del 69,12%. A Napoli l’inizio è fissato alle 19:33 e il massimo alle 20:02, con una copertura del 45,84%. In Sardegna il fenomeno comincerà poco più tardi: a Sassari alle 19:35, con massimo alle 20:25, e a Cagliari alle 19:37, con massimo alle 20:20. A Palermo l’eclissi inizierà alle 19:38 e raggiungerà il massimo alle 19:56, prima che il Sole scompaia dall’orizzonte.
Gli orari sono espressi nell’ora legale italiana e le percentuali indicano la porzione dell’area del disco solare coperta al massimo locale.
Perché il 95% non equivale a un’eclissi totale
Un’eclissi solare si verifica quando la Luna passa tra la Terra e il Sole e proietta la propria ombra sul nostro pianeta. La totalità è visibile soltanto dentro il cono d’ombra più scuro, che percorre una fascia relativamente stretta. Chi si trova nella penombra vede invece la Luna coprire soltanto una parte del disco solare.
Anche quando resta scoperta una piccola falce, la superficie del Sole continua a emettere una luce troppo intensa per essere guardata direttamente e il cielo non assume le caratteristiche della totalità. Soltanto dentro la fascia totale, per il breve intervallo nel quale il disco è interamente coperto, diventano visibili la corona e il rapido cambiamento della luce ambientale.
Dall’Italia, il 12 agosto 2026, quel momento non ci sarà. La corona non sarà visibile e gli occhiali protettivi dovranno rimanere indossati durante tutta l’osservazione diretta, anche nelle località dove l’oscuramento sfiorerà il 95%.
Come osservare il Sole senza rischi
Gli occhiali da sole comuni non proteggono gli occhi, neppure se molto scuri. Per osservare direttamente l’eclissi servono visori o occhiali specifici conformi allo standard internazionale ISO 12312-2, integri e privi di graffi. In Italia l’eclissi sarà sempre parziale, quindi non esiste alcun istante nel quale sia sicuro toglierli guardando il Sole. Fotocamere, binocoli e telescopi richiedono un filtro solare progettato per lo strumento e fissato davanti all’ottica. Non bisogna guardare attraverso questi dispositivi indossando soltanto gli occhiali da eclissi: le lenti concentrano i raggi e possono danneggiare sia il filtro sia la vista.
In assenza di una protezione certificata, l’alternativa è l’osservazione indiretta con un semplice proiettore a foro stenopeico. Il piccolo foro proietta l’immagine del Sole su una superficie, permettendo di seguire l’avanzamento della Luna mantenendo la stella alle proprie spalle. Non si deve guardare il Sole attraverso il foro.
La prossima eclissi visibile dall’Italia
Chi non dispone di un orizzonte libero o incontra nuvole può seguire l’evento online. L’Inaf ha programmato una diretta dalle 19:30 con collegamenti dall’Italia e dalla fascia di totalità. L’Agenzia spaziale europea trasmette dalle 19:30 alle 20:45 ora italiana, mentre la copertura della Nasa comincia alle 19:15; l’ingresso dell’ombra totale in Spagna è atteso intorno alle 20:28.
La prossima eclissi solare visibile dall’Italia arriverà il 2 agosto 2027. Sarà ancora parziale sul territorio nazionale, ma più semplice da osservare perché avverrà in mattinata con il Sole alto. Le regioni meridionali saranno le più favorite: in Sicilia l’oscuramento supererà il 90% e a Lampedusa si avvicinerà al 99%.
La fascia di totalità attraverserà invece la Spagna meridionale, il Nord Africa e parte del Medio Oriente. Nel punto di massima durata la fase totale arriverà a circa sei minuti, molto più dei pochi istanti disponibili nel 2026 sulla penisola iberica. Dall’Italia l’eclissi parziale del 2027 durerà oltre due ore, ma neppure Lampedusa entrerà nella fascia del 100%.
Per vedere una totalità da una parte del territorio italiano l’attesa sarà molto più lunga: le effemeridi indicano il 3 settembre 2081 come la prossima eclissi totale visibile nel Paese, con condizioni che varieranno sensibilmente a seconda della località.
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