#Finsubito news – Amaie Energia, un milione di prestito dalla controllante: liquidità post Pnrr


Sanremo. Prima sei milioni di aumento di capitale, poi altri 500 mila euro messi in programma dal Comune, di cui 250 mila da versare entro la fine dell’anno. Adesso arriva un’ulteriore operazione finanziaria, questa volta interna al gruppo delle “municipalizzate” matuziane: la storica Amaie Srl in liquidazione presterà un milione di euro ad Amaie Energia e Servizi per ricostituire il livello di liquidità assorbito dal più importante ciclo di investimenti affrontato negli ultimi anni dalla multiutility pubblica sanremese.

La giunta Mager ha dato oggi il via libera all’operazione, autorizzando la società interamente controllata dal Comune a concedere alla partecipata un finanziamento fruttifero da un milione di euro, con tasso fisso del 2,35% annuo, erogazione entro il 25 ottobre e restituzione dell’intero capitale, insieme agli interessi maturati, entro dodici mesi. Un’eventuale proroga dovrà essere espressamente concordata tra le parti e subordinata a una nuova verifica delle rispettive condizioni finanziarie. Un intervento che Palazzo Bellevue tiene a distinguere nettamente da un’operazione di salvataggio.

Nella proposta approvata dalla giunta viene infatti specificato che Amaie Energia non presenta uno squilibrio economico strutturale: il problema è di cassa e nasce soprattutto dal disallineamento temporale tra le ingenti somme anticipate dalla società per realizzare gli investimenti e l’effettiva erogazione dei contributi pubblici, in particolare quelli Pnrr. La stessa delibera sottolinea che tanto Amaie Energia quanto la controllante Amaie Srl hanno chiuso in utile l’ultimo triennio e qualifica quindi il finanziamento come un intervento di «ottimizzazione della liquidità», non come ripianamento di perdite o sostegno a un’azienda in crisi.

Per capire perché un’azienda patrimonialmente rafforzata abbia nuovamente bisogno di liquidità bisogna guardare a quanto successo negli ultimi due anni. Amaie Energia ha attraversato tra il 2025 e il 2026 una fase di investimenti senza precedenti, concentrati soprattutto sui progetti finanziati dal Pnrr. Secondo il bilancio di fine mandato presentato poche settimane fa dall’allora presidente Sergio Tommasini, dal gennaio 2025 gli impegni finanziari sostenuti dalla società avevano raggiunto circa 23,55 milioni di euro, dei quali circa 17,35 milioni riconducibili agli investimenti Pnrr e altri 6,2 milioni alle quote capitale di finanziamenti pregressi.

La partita principale è stata quella del mercato dei fiori di Valle Armea, dove il piano di riqualificazione ha assorbito circa 15,4 milioni di euro nel biennio, all’interno di un programma complessivo che ha interessato logistica, celle frigorifere, magazzini, impianti, spazi dell’asta e produzione fotovoltaica. Nei mesi scorsi il valore complessivo degli interventi era stato indicato attorno ai 16-17 milioni di euro, con una quota rilevante sostenuta attraverso finanziamenti pubblici. È un meccanismo abbastanza semplice: la società realizza i lavori, paga imprese e fornitori e soltanto successivamente riceve una parte delle risorse pubbliche. Nel frattempo, però, la cassa viene utilizzata. Ed è esattamente questo che Palazzo Bellevue mette oggi nero su bianco.

La relazione inviata al Comune il 5 ottobre ha evidenziato un assorbimento significativo di risorse finanziarie, pur in presenza dell’equilibrio economico della gestione e di un rafforzamento patrimoniale già realizzato. La necessità, secondo gli amministratori delle due società, è quindi riportare Amaie Energia a un livello di liquidità coerente con le sue dimensioni e con gli investimenti appena conclusi.

L’operazione assume un significato ancora maggiore se letta insieme alla lunga vicenda della ricapitalizzazione di Amaie Energia. Quelli che per anni erano stati i “famosi” sei milioni di aumento di capitale erano inizialmente immaginati in larga parte come un’iniezione di risorse nella società. Il percorso è stato poi rimodulato fino ad arrivare alla soluzione perfezionata nel luglio scorso: 2,3 milioni di euro di apporto monetario e circa 3,7 milioni attraverso il conferimento della porzione immobiliare dell’ex sede di Amaie Srl a Valle Armea. Il capitale sociale di Amaie Energia è così salito a 11,378 milioni di euro.  La soluzione ha prodotto un rilevante rafforzamento patrimoniale, ma proprio la composizione dell’aumento aiuta a comprendere il problema attuale.

Una quota importante dei sei milioni, infatti, è arrivata sotto forma di patrimonio immobiliare, non di denaro immediatamente disponibile sul conto corrente. Lo stesso atto della giunta evidenzia che circa il 62% dell’aumento di capitale è stato realizzato attraverso il conferimento di un immobile e, quindi, senza produrre un corrispondente incremento immediato della liquidità. Il patrimonio è cresciuto, dunque, molto più velocemente della cassa. Ed è qui che interviene il nuovo prestito.

La società chiamata a mettere a disposizione il milione è Amaie Srl, la vecchia capogruppo interamente posseduta dal Comune e oggi amministrata da Sergio Tommasini, che pochi giorni fa ha lasciato la presidenza di Amaie Energia al nuovo presidente Gian Carlo Ghinamo. Il cambio al vertice di Amaie Energia è stato formalizzato il 9 ottobre. Amaie Srl, a differenza della società operativa, oggi ha una struttura estremamente leggera: non ha più l’organizzazione aziendale che aveva quando gestiva direttamente acquedotto e distribuzione elettrica e dispone invece di una significativa liquidità accumulata nel percorso di dismissione e valorizzazione delle precedenti attività e partecipazioni. Tra le fonti che hanno contribuito nel tempo alla formazione della cassa ci sono anche le operazioni legate al passaggio del servizio idrico a Rivieracqua, le valorizzazioni patrimoniali e i proventi derivanti dalla partecipazione in Distribuzione Elettrica Adriatica – DEA, società nella quale Amaie è entrata dopo il conferimento del ramo della distribuzione elettrica sanremese. Amaie detiene ancora oggi una quota del 20,68% del capitale di DEA. Il risultato è che la società holding dispone oggi di una cassa considerevole rispetto alle proprie necessità operative.

Ed è proprio questo il ragionamento alla base della scelta del Comune: utilizzare temporaneamente una parte delle disponibilità della controllante per sostenere la società operativa che, invece, ha appena affrontato una fortissima concentrazione di investimenti. La delibera consente anche di entrare nei numeri.

Alla data del 7 settembre 2026 Amaie Srl disponeva di circa 2,94 milioni di euro di liquidità. Il piano finanziario 2026-2028 predisposto in maniera prudenziale dagli amministratori dimostra che la società è nelle condizioni di concedere il finanziamento senza compromettere il proprio equilibrio: dopo il prestito da un milione, la liquidità prevista dovrebbe attestarsi attorno a 1,4 milioni a fine 2026, scendere a circa 287 mila euro alla fine del 2027 e risalire leggermente a 292 mila euro nel 2028.

Numeri che Palazzo Bellevue ha ritenuto compatibili anche con la futura fase di razionalizzazione societaria di Amaie Srl. Il prestito, inoltre, non è gratuito: al tasso fisso del 2,35%, in dodici mesi l’operazione genererebbe teoricamente circa 23.500 euro di interessi, qualora il capitale restasse interamente utilizzato per tutto il periodo. Amaie Energia dovrà quindi restituire integralmente il milione alla controllante. Parallelamente al finanziamento della holding c’è la partita del Comune.

Con l’utilizzo del cosiddetto “tesoretto” derivante dall’avanzo, Palazzo Bellevue ha già stanziato 500 mila euro complessivi destinati al rafforzamento di Amaie Energia. La prima tranche, pari a 250 mila euro, dovrà essere versata entro la fine del 2026 come conferimento in conto futuro aumento di capitale. La pratica è già passata dalla commissione consiliare e dovrà essere perfezionata dal consiglio comunale.

L’atto approvato precisa però una condizione importante: se il successivo aumento di capitale non dovesse perfezionarsi, la somma dovrà essere restituita al Comune. Per gli altri 250 mila euro non c’è invece ancora un automatismo: l’eventuale secondo versamento sarà deciso nel corso del 2027, in occasione delle successive scadenze di bilancio e dopo una nuova valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della partecipata. Complessivamente, quindi, la manovra immediata può mettere a disposizione di Amaie Energia 1,25 milioni di nuova liquidità: un milione in prestito da Amaie Srl e 250 mila euro dal Comune.

Il rapporto finanziario tra la vecchia Amaie e la società operativa, peraltro, non rappresenta una novità assoluta. Quando Amaie Energia era ancora una realtà molto più piccola, nata essenzialmente attorno alla produzione di energia, la controllante aveva già sostenuto finanziariamente la partecipata durante la fase di sviluppo della centralina idroelettrica di Vignai, nel territorio di Baiardo. Era il periodo della presidenza di Gianni Rolando in Amaie. La stessa storia societaria di Amaie Energia ricorda che la società iniziò proprio nel 2005-2006 assumendo la gestione della centralina di Vignai, perché la controllante non poteva gestire direttamente quell’attività in ragione della propria posizione nel settore della distribuzione elettrica.  Da quella piccola società energetica è nata nel tempo l’attuale multiutility: nel 2013 è arrivato il mercato dei fiori, poi il servizio di igiene urbana, il parco costiero, le spiagge e, più recentemente, ulteriori servizi pubblici. Anche lo statuto contempla espressamente la possibilità che la società riceva finanziamenti dai propri soci. Il meccanismo utilizzato oggi riprende quindi uno strumento già appartenuto alla storia delle due società, ma su una scala completamente diversa.

Ed è proprio la crescita di Amaie Energia a spiegare le dimensioni dell’intervento. Nel 2023 la società aveva chiuso con 721 mila euro di utile su oltre 36 milioni di fatturato; nel 2024 il valore della produzione ha raggiunto 37,4 milioni con 777 mila euro di utile e nel 2025 è salito a circa 39,4 milioni, con un risultato positivo di 636 mila euro. Anche per il 2026 viene prevista una chiusura positiva.

(In copertina il mercato di fiori)


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