Come dividere zona giorno e notte in un monolocale


La separazione tra zona giorno e zona notte nei monolocali rappresenta una delle principali sfide progettuali per architetti e progettisti. L’obiettivo non consiste soltanto nel creare maggiore privacy, ma nel migliorare l’organizzazione funzionale degli spazi senza compromettere illuminazione naturale, aerazione, percorsi interni e comfort abitativo.

Per dividere zona giorno e notte in un monolocale è possibile ricorrere a soluzioni leggere e reversibili, come librerie, tende e divisori mobili, oppure a sistemi più strutturati, quali pareti vetrate, partizioni scorrevoli e setti attrezzati. La scelta dipende dalla configurazione dell’alloggio, dalla posizione delle aperture, dalla superficie disponibile e dagli obiettivi del progetto.

Vista in pianta del monolocale KF1 – Mini Apartment Charlottenburg by Studio Kejo

Quando si interviene su immobili esistenti, inoltre, occorre verificare che eventuali modifiche distributive rispettino i requisiti igienico-sanitari, i rapporti aeroilluminanti e la disciplina edilizia applicabile.

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Arredi su misura e soluzioni integrate ottimizzano gli spazi del KF1 ? Mini Apartment Charlottenburg di Studio Kejo | © Oriol Franquesa

Arredi su misura e soluzioni integrate ottimizzano gli spazi del KF1 – Mini Apartment Charlottenburg di Studio Kejo | © Oriol Franquesa

Valutare distribuzione interna, luce naturale e percorsi

Prima di inserire qualsiasi elemento divisorio è necessario analizzare la distribuzione dell’alloggio. La posizione delle finestre, la profondità dell’ambiente, l’organizzazione degli impianti e la relazione tra ingresso, cucina, soggiorno e zona letto influenzano in modo significativo la scelta della soluzione.

Analisi della pianta dei Ralio Str. Apartments a Vilnius progettati da IDAS

Analisi della pianta dei Ralio Str. Apartments a Vilnius progettati da IDAS

Nei monolocali dotati di una sola finestra risultano generalmente più efficaci sistemi filtranti o trasparenti, come partizioni vetrate, strutture a listelli o schermature leggere, che consentono alla luce naturale di raggiungere anche le aree più interne.

Nelle piante rettangolari la separazione tende a svilupparsi lungo l’asse maggiore dell’ambiente, mantenendo la zona giorno in prossimità delle aperture e collocando l’area notte nelle parti più raccolte. Nelle configurazioni quadrate, invece, è possibile utilizzare quinte centrali o laterali capaci di integrare contenimento, postazioni di lavoro o armadiature.

Quinta realizzata per il progetto Ralio Str. Apartments dello studio IDAS

Quinta realizzata per il progetto Ralio Str. Apartments dello studio IDAS

Particolare attenzione va riservata anche all’ingresso, soprattutto quando la porta d’accesso si apre direttamente sullo spazio principale. In questi casi una parete attrezzata o una libreria divisoria possono schermare la vista del letto senza compromettere la percezione di ampiezza.

Soluzioni leggere per dividere il monolocale senza opere murarie

Quando si opera in abitazioni in affitto o si desidera mantenere la reversibilità dell’intervento, la separazione può essere affidata a elementi non permanenti.

Paraventi, pannelli autoportanti, tende a tutta altezza, pareti mobili e divisori leggeri consentono di differenziare le funzioni senza modificare la distribuzione interna dell’immobile.

Pianta del progetto 024 Apartment di ŠA Atelier in cui una tenda separa le aree comuni

Pianta del progetto 024 Apartment di ŠA Atelier in cui una tenda separa le aree comuni

La scelta del materiale incide in modo significativo sul risultato finale. Le superfici tessili e il legno contribuiscono a creare ambienti più accoglienti; vetro e metallo, invece, favoriscono una maggiore diffusione della luce e una percezione più contemporanea dello spazio.

Una tenda separa la zona notte e la zona giorno nel 024 Apartment a Vilnius progettato da ŠA Atelier | © Foto: Darius Petrulaitis

Una tenda separa la zona notte e la zona giorno nel 024 Apartment a Vilnius progettato da ŠA Atelier | © Foto: Darius Petrulaitis

In ogni caso è opportuno evitare interferenze con aperture, terminali impiantistici, corpi scaldanti, sistemi di ventilazione e percorsi principali.

Librerie, armadi e arredi multifunzione come elementi divisori

Nei monolocali gli arredi assumono spesso una duplice funzione: organizzare lo spazio e separare le diverse attività domestiche.

Librerie bifacciali, armadi passanti, madie e sistemi contenitivi permettono di creare una soglia tra zona giorno e zona notte senza introdurre nuove partizioni edilizie.

Nel Bernabéu Apartment progettato da StudioMadera, una libreria su misura scherma la zona notte | © Foto: Carla Capdevila

Nel Bernabéu Apartment progettato da StudioMadera, una libreria su misura scherma la zona notte | © Foto: Carla Capdevila

Le librerie aperte mantengono una continuità visiva tra gli ambienti e favoriscono il passaggio della luce naturale; gli elementi chiusi offrono invece maggiore privacy e una superiore capacità di contenimento.

La libreria DOGMA di Bonaldo, disegnata da Alain Gilles, grazie alla sua modularità è ideale per separare due ambienti

La libreria DOGMA di Bonaldo, disegnata da Alain Gilles, grazie alla sua modularità è ideale per separare due ambienti

Anche una penisola cucina, una scrivania o un divano possono contribuire ad una suddivisione funzionale dell’ambiente quando il progetto richiede una distinzione più leggera tra le diverse aree.

Pareti vetrate e partizioni scorrevoli per una separazione più definita

Quando la superficie disponibile lo consente, le partizioni vetrate rappresentano una soluzione efficace per ottenere una zona notte più riservata senza rinunciare alla luminosità.

Vetri satinati, cannettati, fumé o trasparenti consentono di modulare il livello di privacy mantenendo la continuità percettiva dello spazio.

j_9-glas-italia-sherazade-spin-piero-lissoni-modular-glass-partition-room-divider-system-110718_3.jpg - Dividere zona giorno e notte in un monolocale: aspetti progettuali per non perdere luce e spazio

Le partizioni scorrevoli permettono inoltre di adattare la configurazione dell’alloggio alle diverse esigenze quotidiane, alternando spazi aperti e chiusi nel corso della giornata.

Prima dell’installazione è comunque necessario verificare gli ingombri dei sistemi di scorrimento, gli spessori disponibili e la presenza di eventuali interferenze con impianti e arredi.

Arredi trasformabili e strategie salvaspazio

Negli alloggi di piccola metratura, soprattutto sotto i 30 mq, la gestione dello spazio disponibile passa spesso attraverso l’utilizzo di arredi trasformabili.

Letti a scomparsa, divani letto, tavoli pieghevoli, consolle estensibili e contenitori integrati consentono di modificare la configurazione dell’ambiente in funzione delle diverse attività svolte durante la giornata.

Per garantire un utilizzo corretto di questi sistemi è necessario prevedere adeguati spazi di manovra, punti presa facilmente accessibili e una corretta distribuzione dell’illuminazione artificiale.

Home office e spazi multifunzionali

La diffusione del lavoro da remoto ha reso sempre più frequente la necessità di integrare una postazione operativa all’interno del monolocale.

In molti casi il filtro tra zona giorno e zona notte può diventare l’occasione per ricavare una piccola area studio attraverso librerie passanti, quinte attrezzate o sistemi contenitivi multifunzione.

The Green Machine è un monolocale compatto con arredi trasformabili progettato da SUPRBLK Studio | © Foto: Nicholas Worley

The Green Machine è un monolocale compatto con arredi trasformabili progettato da SUPRBLK Studio | © Foto: Nicholas Worley

L’illuminazione per interni deve essere progettata in funzione delle diverse attività, prevedendo luce diretta per il lavoro, illuminazione diffusa per il soggiorno e sorgenti più morbide per l’area dedicata al riposo.

Comfort acustico e qualità abitativa

La separazione tra zona giorno e zona notte non riguarda esclusivamente la privacy visiva. In ambienti caratterizzati da un unico volume abitabile, anche il comfort acustico assume un ruolo rilevante.

CURVI è un divano letto matrimoniale del catalogo di Dienne Salotti che consente la massima ottimizzazione degli spazi abitativi

CURVI è un divano letto matrimoniale del catalogo di Dienne Salotti che consente la massima ottimizzazione degli spazi abitativi

​Tappeti, pannelli fonoassorbenti, tende pesanti, librerie e rivestimenti tessili contribuiscono a limitare il riverbero e a migliorare la qualità sonora degli ambienti.

Anche la progettazione illuminotecnica partecipa alla definizione delle funzioni. Differenziare le scene luminose permette infatti di distinguere visivamente le diverse aree senza ricorrere necessariamente a separazioni fisiche.

Separazione tra zona giorno e zona notte nel progetto Klopotowskiego di Dawid Konieczny Interiors | © Foto: Oni Studio

Separazione tra zona giorno e zona notte nel progetto Klopotowskiego di Dawid Konieczny Interiors | © Foto: Oni Studio

Dividere zona giorno e notte monolocale: verifiche normative e aspetti edilizi

Prima di realizzare partizioni fisse o modifiche distributive è opportuno verificare il quadro normativo applicabile.

In Italia i requisiti minimi relativi a illuminazione e aerazione degli ambienti abitativi sono disciplinati principalmente dal DM Sanità 5 luglio 1975, mentre eventuali interventi edilizi devono essere valutati alla luce del DPR 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia) e delle disposizioni regionali e comunali vigenti.

La creazione di una nuova zona notte attraverso tramezzi o partizioni permane​​nti richiede una verifica preventiva dei rapporti aeroilluminanti, delle altezze minime, della conformità urbanistica dell’immobile e dell’eventuale titolo edilizio necessario.

L’obiettivo deve essere quello di migliorare la funzionalità dell’alloggio senza compromettere comfort, salubrità e qualità degli spazi.

Nella micro-house di Mill-a studio una parete leggera separa cucina e zona notte | © Anna Positano & Gaia Cambiaggi

Nella micro-house di Mill-a studio una parete leggera separa cucina e zona notte | © Anna Positano & Gaia Cambiaggi

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 Nicola Damato

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