La separazione tra zona giorno e zona notte nei monolocali rappresenta una delle principali sfide progettuali per architetti e progettisti. L’obiettivo non consiste soltanto nel creare maggiore privacy, ma nel migliorare l’organizzazione funzionale degli spazi senza compromettere illuminazione naturale, aerazione, percorsi interni e comfort abitativo.
Per dividere zona giorno e notte in un monolocale è possibile ricorrere a soluzioni leggere e reversibili, come librerie, tende e divisori mobili, oppure a sistemi più strutturati, quali pareti vetrate, partizioni scorrevoli e setti attrezzati. La scelta dipende dalla configurazione dell’alloggio, dalla posizione delle aperture, dalla superficie disponibile e dagli obiettivi del progetto.
Quando si interviene su immobili esistenti, inoltre, occorre verificare che eventuali modifiche distributive rispettino i requisiti igienico-sanitari, i rapporti aeroilluminanti e la disciplina edilizia applicabile.
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Valutare distribuzione interna, luce naturale e percorsi
Prima di inserire qualsiasi elemento divisorio è necessario analizzare la distribuzione dell’alloggio. La posizione delle finestre, la profondità dell’ambiente, l’organizzazione degli impianti e la relazione tra ingresso, cucina, soggiorno e zona letto influenzano in modo significativo la scelta della soluzione.
Nei monolocali dotati di una sola finestra risultano generalmente più efficaci sistemi filtranti o trasparenti, come partizioni vetrate, strutture a listelli o schermature leggere, che consentono alla luce naturale di raggiungere anche le aree più interne.
Nelle piante rettangolari la separazione tende a svilupparsi lungo l’asse maggiore dell’ambiente, mantenendo la zona giorno in prossimità delle aperture e collocando l’area notte nelle parti più raccolte. Nelle configurazioni quadrate, invece, è possibile utilizzare quinte centrali o laterali capaci di integrare contenimento, postazioni di lavoro o armadiature.
Particolare attenzione va riservata anche all’ingresso, soprattutto quando la porta d’accesso si apre direttamente sullo spazio principale. In questi casi una parete attrezzata o una libreria divisoria possono schermare la vista del letto senza compromettere la percezione di ampiezza.
Soluzioni leggere per dividere il monolocale senza opere murarie
Quando si opera in abitazioni in affitto o si desidera mantenere la reversibilità dell’intervento, la separazione può essere affidata a elementi non permanenti.
Paraventi, pannelli autoportanti, tende a tutta altezza, pareti mobili e divisori leggeri consentono di differenziare le funzioni senza modificare la distribuzione interna dell’immobile.
La scelta del materiale incide in modo significativo sul risultato finale. Le superfici tessili e il legno contribuiscono a creare ambienti più accoglienti; vetro e metallo, invece, favoriscono una maggiore diffusione della luce e una percezione più contemporanea dello spazio.
In ogni caso è opportuno evitare interferenze con aperture, terminali impiantistici, corpi scaldanti, sistemi di ventilazione e percorsi principali.
Librerie, armadi e arredi multifunzione come elementi divisori
Nei monolocali gli arredi assumono spesso una duplice funzione: organizzare lo spazio e separare le diverse attività domestiche.
Librerie bifacciali, armadi passanti, madie e sistemi contenitivi permettono di creare una soglia tra zona giorno e zona notte senza introdurre nuove partizioni edilizie.
Le librerie aperte mantengono una continuità visiva tra gli ambienti e favoriscono il passaggio della luce naturale; gli elementi chiusi offrono invece maggiore privacy e una superiore capacità di contenimento.
Anche una penisola cucina, una scrivania o un divano possono contribuire ad una suddivisione funzionale dell’ambiente quando il progetto richiede una distinzione più leggera tra le diverse aree.
Pareti vetrate e partizioni scorrevoli per una separazione più definita
Quando la superficie disponibile lo consente, le partizioni vetrate rappresentano una soluzione efficace per ottenere una zona notte più riservata senza rinunciare alla luminosità.
Vetri satinati, cannettati, fumé o trasparenti consentono di modulare il livello di privacy mantenendo la continuità percettiva dello spazio.
Le partizioni scorrevoli permettono inoltre di adattare la configurazione dell’alloggio alle diverse esigenze quotidiane, alternando spazi aperti e chiusi nel corso della giornata.
Prima dell’installazione è comunque necessario verificare gli ingombri dei sistemi di scorrimento, gli spessori disponibili e la presenza di eventuali interferenze con impianti e arredi.
Arredi trasformabili e strategie salvaspazio
Negli alloggi di piccola metratura, soprattutto sotto i 30 mq, la gestione dello spazio disponibile passa spesso attraverso l’utilizzo di arredi trasformabili.
Letti a scomparsa, divani letto, tavoli pieghevoli, consolle estensibili e contenitori integrati consentono di modificare la configurazione dell’ambiente in funzione delle diverse attività svolte durante la giornata.
Per garantire un utilizzo corretto di questi sistemi è necessario prevedere adeguati spazi di manovra, punti presa facilmente accessibili e una corretta distribuzione dell’illuminazione artificiale.
Home office e spazi multifunzionali
La diffusione del lavoro da remoto ha reso sempre più frequente la necessità di integrare una postazione operativa all’interno del monolocale.
In molti casi il filtro tra zona giorno e zona notte può diventare l’occasione per ricavare una piccola area studio attraverso librerie passanti, quinte attrezzate o sistemi contenitivi multifunzione.
L’illuminazione per interni deve essere progettata in funzione delle diverse attività, prevedendo luce diretta per il lavoro, illuminazione diffusa per il soggiorno e sorgenti più morbide per l’area dedicata al riposo.
Comfort acustico e qualità abitativa
La separazione tra zona giorno e zona notte non riguarda esclusivamente la privacy visiva. In ambienti caratterizzati da un unico volume abitabile, anche il comfort acustico assume un ruolo rilevante.
Tappeti, pannelli fonoassorbenti, tende pesanti, librerie e rivestimenti tessili contribuiscono a limitare il riverbero e a migliorare la qualità sonora degli ambienti.
Anche la progettazione illuminotecnica partecipa alla definizione delle funzioni. Differenziare le scene luminose permette infatti di distinguere visivamente le diverse aree senza ricorrere necessariamente a separazioni fisiche.
Dividere zona giorno e notte monolocale: verifiche normative e aspetti edilizi
Prima di realizzare partizioni fisse o modifiche distributive è opportuno verificare il quadro normativo applicabile.
In Italia i requisiti minimi relativi a illuminazione e aerazione degli ambienti abitativi sono disciplinati principalmente dal DM Sanità 5 luglio 1975, mentre eventuali interventi edilizi devono essere valutati alla luce del DPR 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia) e delle disposizioni regionali e comunali vigenti.
La creazione di una nuova zona notte attraverso tramezzi o partizioni permanenti richiede una verifica preventiva dei rapporti aeroilluminanti, delle altezze minime, della conformità urbanistica dell’immobile e dell’eventuale titolo edilizio necessario.
L’obiettivo deve essere quello di migliorare la funzionalità dell’alloggio senza compromettere comfort, salubrità e qualità degli spazi.
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Nicola Damato
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