Assessora Bondavalli, in centro storico sono sempre più numerosi i graffiti e le scritte sui muri, sulle saracinesche e sulle vetrine. Quanto è grave, secondo voi, questo problema? “È un problema che prendiamo molto sul serio. Il decoro urbano non è un aspetto marginale: incide sulla qualità della vita dei residenti e sull’attrattività del centro storico per chi lo frequenta, ci lavora o lo visita. Una scritta su una facciata, su una saracinesca o su una vetrina non è soltanto un problema estetico, ma può contribuire a creare una sensazione di trascuratezza e di abbandono”.
Avete intenzione di mettere in campo un piano specifico per la rimozione dei graffiti e delle scritte, magari in collaborazione con i proprietari degli immobili? “Il tema della rimozione degli imbrattamenti deve entrare in un sistema più ampio e continuativo di cura del centro storico. Il Comune interviene direttamente sugli spazi pubblici e sugli immobili di propria competenza, mentre sugli edifici privati lavoreremo per costruire una collaborazione con i proprietari. Del resto, questa impostazione è coerente con il lavoro che stiamo facendo attraverso l’Hub urbano: una progettualità condivisa sulla vita del centro storico”.
Ci sono vie o aree del centro considerate particolarmente problematiche? “Come Unità di Progetto del Centro Storico, nei mesi scorsi abbiamo rimosso graffiti e scritte dalla segnaletica e dai muri pubblici in viale Allegri, nell’ambito del progetto di sistemazione del viale. Siamo inoltre intervenuti in via Farini e in piazza Roversi, all’interno del progetto di sistemazione dello Iat. Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 interverremo anche in piazzetta degli Orti di Santa Chiara, via della Croce Bianca, vicolo del Folletto e via dei Due Gobbi, nell’ambito dei progetti di rigenerazione di queste aree. In una fase successiva concentreremo quindi l’attenzione anche su via Emilia San Pietro, senza naturalmente trascurare gli altri luoghi dell’esagono”.
State valutando sistemi di prevenzione o maggiori controlli? “Ci tengo a dire una cosa: il Comune deve fare fino in fondo la propria parte, garantendo una cura puntuale dello spazio pubblico, ma non possiamo pensare che ogni intervento di pulizia venga vanificato dopo pochi giorni. Serve un rinnovato senso di responsabilità collettiva e di rispetto per i beni comuni. I gruppi di Controllo di Comunità hanno giustamente a cuore questa situazione, così come i cittadini della Consulta del Centro Storico. Per questo dobbiamo, da un lato, mettere in campo tutti gli sforzi possibili per intervenire con tempestività e, dall’altro, è fondamentale il lavoro delle forze dell’ordine e della polizia locale, anche attraverso gli strumenti di videosorveglianza che abbiamo implementato e il presidio delle aree più sensibili. Solo negli ultimi mesi abbiamo attivato oltre 60 nuove telecamere in città, 28 delle quali lungo la via Emilia tra San Pietro e Santo Stefano. È uno strumento importante sia per la prevenzione sia per supportare le attività di indagine. La sicurezza e il decoro devono procedere insieme. In questi giorni sono anche comparsi simboli che richiamano esplicitamente un immaginario neofascista, come la croce celtica. Quei simboli hanno un significato preciso e non possono essere considerati semplicemente come una delle tante forme di imbrattamento. Sul tema degli imbrattamenti dobbiamo essere molto chiari: la città è uno spazio di tutti e non è tollerabile chi sporca muri pubblici e privati con scritte e graffiti senza alcun rispetto”.
Quanto pesa il tema del decoro urbano nella strategia per rilanciare il centro storico? “Il centro è un ecosistema nel quale commercio, socialità, cultura, sicurezza, accessibilità, qualità urbana e cura dello spazio pubblico sono elementi strettamente collegati. È proprio questa la logica dell’Hub urbano, che abbiamo costruito come strumento stabile di lavoro e di collaborazione tra pubblico e privato. Nel progetto candidato alla Regione per il 2026-2027 abbiamo previsto un investimento complessivo di oltre 1,2 milioni di euro per spazi, infrastrutture e servizi, con interventi di sostegno alle imprese, riqualificazione dello spazio urbano e promozione”.
Non ci sono soltanto i graffiti: ci sono saracinesche abbassate, vetrine sporche, edifici deteriorati e spazi vuoti. “Sul tema dell’incuria, dei graffiti e degli imbrattamenti servono dialogo e collaborazione con commercianti, coi proprietari e coi cittadini. Gran parte delle risorse del progetto dell’Hub urbano le riserveremo proprio alle imprese perché una vetrina che si spegne rappresenta anche un presidio che viene a mancare. A breve pubblicheremo il bando per l’assegnazione di contributi per chi intende rinnovare il proprio esercizio o decide di aprire una nuova attività in centro storico”.
I cittadini segnalano spesso situazioni di degrado, ma anche una certa sensazione di abbandono. Servono più controlli? “Il presidio del territorio è importante e deve essere costante. In questi mesi abbiamo lavorato per rafforzare la presenza della nostra polizia locale, specie nelle aree più sensibili, anche attraverso servizi mirati di controllo. Sul centro abbiamo attivato anche l’esperienza degli street tutor che presidiano le zone maggiormente frequentate di sera con azioni di prevenzione e di educazione a comportamenti corretti. La sicurezza urbana è fatta certo di controllo, ma anche di presenza delle attività economiche, di persone che vivono il centro, di iniziative, di illuminazione e di spazi pubblici curati. Perché un centro vivo e frequentato è anche un centro più presidiato. Per questo sicurezza e rilancio economico non sono due politiche separate, ma due aspetti della stessa strategia. E per questo il nostro investimento riguarda anche eventi e iniziative per rendere il centro attrattivo e luogo di incontro”.
Possiamo aspettarci interventi concreti già nei prossimi mesi? “Stiamo mettendo a terra le azioni previste nel piano di rilancio. Il lavoro è già in corso e nei prossimi mesi entreranno progressivamente nella fase operativa diversi interventi. Penso alla rigenerazione del quadrante nord, con il progetto che riguarda il Parco del Popolo e il parcheggio Zucchi, per il quale è previsto un investimento di circa 2,5 milioni di euro. Il progetto punta a rendere quest’area una vera porta di accesso al centro storico, più verde, più sicura e più attrattiva. Sul fronte della promozione, proseguiremo inoltre con il calendario di iniziative che accompagna la vita del centro durante tutto l’anno, con appuntamenti culturali, sportivi e di intrattenimento. A settembre torneranno il Festival di Emergency e la Giareda in una versione rinnovata, spazio poi anche alla Festa dello sport e a quella dedicata ai prodotti dop e igp prevista il 19 settembre ai Chiostri di San Pietro. Entro l’autunno usciranno inoltre i bandi dedicati alle imprese e proseguiremo con l’importante pacchetto di manutenzioni e interventi programmati sugli spazi pubblici. È già attiva anche l’Agenzia di promozione integrata del centro storico, pensata per raccontare e promuovere in maniera unitaria il sistema del commercio, della cultura, dei servizi e degli eventi”.
Il lavoro da fare è tanto… “E noi ce la metteremo tutta, grazie anche alla proficua collaborazione nata con i soggetti che hanno aderito all’hub del centro storico e, come noi, credono nel rilancio di questa parte di città: Camera di Commercio, Cna, Lapam Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confedilizia e Asppi”.
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