Il primo cittadino ricostruisce le drammatiche ore vissute dal paese e punta l’attenzione sulla contemporaneità dei focolai: «Famiglie, bambini e anziani hanno avuto paura». Nei soccorsi anche la Protezione Civile di Camini

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Una giornata che Giorgio Tropeano, sindaco di Stilo, difficilmente potrà dimenticare. Il giorno dopo il vasto incendio che ha minacciato da vicino la parte bassa del centro abitato, il primo cittadino affida a una lunga e dura testimonianza la ricostruzione di quelle ore, ponendo soprattutto un interrogativo sulla dinamica del rogo e sulla presenza di più focolai divampati contemporaneamente.

«Ieri Stilo ha vissuto una giornata che non dimenticheremo facilmente. Il fuoco si è propagato da più punti contemporaneamente, creando in pochi minuti un fronte di incendio di diverse centinaia di metri e lambendo pericolosamente tutta la parte abitata della zona bassa del paese», racconta Tropeano.

È proprio questo l’aspetto sul quale il sindaco concentra maggiormente la propria attenzione. Pur lasciando alle indagini il compito di individuare eventuali responsabili e ricostruire con certezza quanto accaduto, Tropeano ritiene che la dinamica osservata sul territorio non possa essere sottovalutata.

«Una dinamica che non può essere liquidata come il gesto sconsiderato di un singolo irresponsabile», afferma. E aggiunge: «Appiccare il fuoco in più punti, nello stesso momento, è una strategia studiata e pensata per mettere deliberatamente in difficoltà chi deve intervenire».

Parole pesanti, accompagnate dalla descrizione di ciò che accade quando i soccorritori si trovano davanti a più fronti contemporaneamente: «Significa costringere le prime squadre dei Vigili del Fuoco ad affrontare contemporaneamente più focolai, disperdendo le forze e rendendo estremamente difficile intervenire tempestivamente su ogni fronte dell’incendio».

Il giudizio politico e istituzionale del primo cittadino è durissimo: «È una strategia che lascia sgomenti e che può essere concepita solo da menti criminali, capaci di mettere consapevolmente a rischio un intero paese e la sicurezza dei suoi cittadini».

Tropeano parla soprattutto della paura vissuta dalla popolazione, mentre le fiamme avanzavano e il fumo avvolgeva parte del territorio. «Famiglie, bambini e anziani hanno avuto paura. Hanno avuto paura le persone che vedevano un fronte di fuoco di centinaia di metri avanzare pericolosamente e le fiamme avvicinarsi alle proprie case».

Non soltanto il rischio per le abitazioni. Il bilancio riguarda anche il patrimonio ambientale e alcuni servizi essenziali: il fuoco ha devastato aree naturali e terreni e, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, ha provocato conseguenze anche alla rete idrica, aggravando ulteriormente una situazione già estremamente difficile.

Il sindaco mantiene comunque netta la distinzione tra le valutazioni politiche sulla gravità di quanto osservato e le responsabilità penali, che dovranno essere accertate dagli investigatori.

«Non sappiamo ancora chi abbia appiccato il fuoco e saranno le indagini a stabilire responsabilità e dinamiche. Ma una cosa è certa: chiunque lo abbia fatto ha agito contro Stilo, contro i suoi cittadini e contro il nostro territorio».

Quanto avvenuto viene inoltre inserito da Tropeano in un quadro più ampio. Nei giorni precedenti altri episodi avevano interessato Pazzano e Bivongi, alimentando preoccupazione nella Vallata dello Stilaro.

«La Vallata dello Stilaro è una storia comune, un patrimonio condiviso, una terra che appartiene a tutti noi», sottolinea il sindaco, rivendicando il diritto di una comunità «fatta di persone perbene, di lavoratori, di uomini e donne seri» a vivere senza paura.

Nelle parole del primo cittadino trova ampio spazio anche la gratitudine nei confronti di quanti hanno combattuto contro le fiamme. Tropeano ringrazia i Vigili del Fuoco, l’Arma dei Carabinieri, la Protezione Civile e tutti coloro che hanno collaborato nelle ore dell’emergenza. Tra le realtà intervenute va ricordata anche la Protezione Civile di Camini, presente sul territorio al fianco delle altre squadre impegnate nelle operazioni.

«Grazie a chi è intervenuto, a chi ha aiutato, a chi non si è tirato indietro», afferma Tropeano.

Il messaggio conclusivo assume i toni di un appello all’unità e, contemporaneamente, di una sfida a chiunque abbia pensato di poter colpire impunemente il territorio.

«Chi pensa di poter devastare impunemente il nostro territorio deve sapere che Stilo non dimentica. Stilo non resta in silenzio».

E infine le parole che sintetizzano la posizione del sindaco dopo una delle giornate più difficili vissute dalla comunità: «Stilo è la nostra casa. La Vallata dello Stilaro è la nostra casa. E la nostra casa la difenderemo tutti insieme, con la forza della nostra comunità, senza paura e senza arretrare di un passo».




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Giuseppe Mazzaferro

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