(Adnkronos) – Nuove misure contro il caro carburanti in arrivo. Secondo quanto si apprende il Consiglio dei ministri è in programma domani, mercoledì 26 agosto, alle 18. Come spiegano fonti di Palazzo Chigi l’intervento dovrebbe prevedere una proroga per alcuni giorni delle misure già in vigore, così, da consentire al governo di lavorare nel frattempo a un intervento più mirato per tutelare le fasce più deboli. 

Sui prezzi dei carburanti e possibili misure di sostegno si è già svolta oggi, martedì 25 agosto, una riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani, Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.  

Quella in scadenza domani, relativa allo sconto sul diesel, precisano, non sarà la misura definitiva, ma servirà a consentire di mettere a punto il provvedimento nei tempi che sono necessari. L’obiettivo è predisporre una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo. 

“Ci stiamo confrontando e, come abbiamo già fatto in questi mesi così difficili, continueremo a far sì nelle prossime settimane che si riduca l’impatto su famiglie, lavoratori e soprattutto sull’inflazione” ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del Meeting di Rimini. “Siamo fiduciosi sulla tenuta del nostro sistema paese, che sta sorprendendo gli osservatori internazionali”, ha sottolineato Urso. 

“Faremo domani un consiglio dei ministri, in cui, intanto, prorogheremo lo sconto diesel” ha detto il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini. “Poi stiamo ragionando più a lungo termine, occorrono dei soldi ovviamente e i soldi vanno chiesti laddove ci sono”. Proroga che sarà “di alcuni giorni, fino a settembre immagino. Poi io vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso”, ha spiegato il ministro. 

 

Il governo aveva prorogato fino a domani, mercoledì 26 agosto, lo sconto di 17 cent sul gasolio, attivando le accise mobili finanziate dall’extragettito Iva. La misura era arrivata, dopo giorni di pressioni dalle associazioni dei consumatori. L’Unc aveva denunciato aumenti lampo. La proroga evita solo in parte la stangata, ma non risolve il caro-carburanti in vista dei rientri dalle ferie. 

 

L’Italia, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “continua a portare avanti con determinazione la propria iniziativa sul tema del contributo sugli extraprofitti del settore energetico, promuovendone la discussione a livello europeo”, chiarendo in merito al confronto in corso in Ue quello che definiscono un “equivoco sul metodo”. 

“La Commissione Europea non è stata ‘interrogata’ per un parere o un’autorizzazione vincolante su questo specifico punto, né si è di fronte a una censura o un rigetto delle posizioni italiane”, sottolineano le fonti. “Si tratta perciò di un’iniziativa politica pensata per aprire un confronto diretto e un dibattito tra i ministri delle Finanze dei Paesi membri”, spiegano ancora le fonti di Palazzo Chigi. “La Commissione non è dunque il destinatario di un’istanza formale di valutazione, ma la discussione attiene al dialogo politico sovranazionale tra Stati membri”. 

 

Il vicepremier e ministro delle Finanze dell’Irlanda, dichiara il portavoce della Presidenza irlandese, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, “discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per portare avanti le questioni sollevate nella loro lettera”. “I governi di tutta Europa sono giustamente attenti agli sviluppi nei mercati dell’energia e al loro impatto su famiglie, imprese e sull’economia in generale”, sottolinea il portavoce riferendosi alla richiesta formulata da Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna riguardo alla possibilità di tassare gli extraprofitti delle aziende petrolifere a livello comunitario. 

 

Agenti Fnaarc, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio, aderente a Confcommercio, riconosce lo sforzo fatto dal governo per attenuare il caro carburante in una fase, segnata da tensioni e incertezze internazionali, ma chiede interventi strutturali ed efficaci in grado di attenuare la volatilità dei mercati nel lungo periodo. “Dopo quasi un mese di applicazione, il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio viene prorogato per altri due giorni, il 25 e 26 agosto, con un impatto finanziario di 20,8 milioni di euro” si legge in una nota di Agenti Fnaarc. “Comprendiamo che l’andamento dei mercati internazionali renda difficile prevedere l’evoluzione dei prezzi – dichiara Alberto Petranzan, presidente nazionale Agenti Fnaarc – ma non possiamo vivere di proroghe. Abbiamo bisogno di certezze e quindi di correttivi strutturali e adeguati per compensare le importanti oscillazioni dei carburanti”. 

 

“Alla vigilia del controesodo estivo, per milioni di automobilisti e famiglie al rientro dalle vacanze si prospetta un salasso insostenibile” si legge in una nota dell’Adoc. “I prezzi di benzina e gasolio continuano a correre, superando i livelli record, registrati nel 2022 e minacciando di toccare la soglia dei 2,3 euro al litro, uno scenario destinato a peggiorare drasticamente. Che fine hanno fatto le promesse dell’attuale esecutivo che, prima di insediarsi in Parlamento, chiedeva a gran voce l’azzeramento totale delle accise? Di fronte a una situazione straordinaria servono decisioni straordinarie e coraggiose”. “Noi lo chiedevamo prima e continuiamo a chiederlo oggi rinnovando con forza le nostre richieste per arginare l’emergenza. Serve una proroga immediata e un potenziamento del taglio delle accise avviando allo stesso tempo un trasferimento immediato delle accise sui carburanti nella fiscalità generale. Inoltre, bisogna ridurre l’Iva al 5%, equiparando benzina e gasolio all’aliquota già prevista per il metano per autotrazione e sono necessari sostegni diretti per le famiglie a basso reddito e più vulnerabili. Per poter finanziare ciò, bisogna attingere dalla tassazione degli extraprofitti realizzati dalle grandi compagnie energetiche e petrolifere, seguendo la strada finalmente intrapresa da diversi governi europei”, avverte. 

“Solo con interventi strutturali e immediati su tasse e imposte sarà possibile dare respiro a famiglie e imprese, già messe a dura prova dai rincari e attese da un autunno e un inverno che si preannunciano tra i più gravosi degli ultimi anni sul fronte dei costi energetici”, conclude. 

 

“La proroga dello sconto sulle accise del gasolio non basta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sarebbe un pannicello caldo, sia perché significherebbe confermare i prezzi monstre di oggi, oltre 2,2 euro in autostrada, condannando gli italiani a una stangata per l’ultimo controesodo di agosto, 1,80 euro in più a pieno rispetto al viaggio di andata del primo weekend di agosto, 2,20 nelle strade normali, sia perché non si interverrebbe sulla benzina che è a un soffio dai 2,1 euro in autostrada”. 

“Ancora peggiore l’idea di concentrare le misure solo chi ha più bisogno, soprattutto perché significa non considerare l’effetto che il caro carburanti ha sull’inflazione, il vero problema economico, spirale evitabile solo abbassando i prezzi dei carburanti per tutti” conclude Dona. 

 

“No a sconti mirati, bonus o social card riservati solo ad alcune fasce di reddito: qualsiasi nuova misura del governo contro il caro-carburanti deve riguardare tutti gli automobilisti” afferma il Codacons, criticando l’orientamento dell’esecutivo verso aiuti, concentrati esclusivamente sulle fasce di reddito più bisognose. 

Una scelta che per il Codacons “sarebbe profondamente sbagliata: limitare gli aiuti alle sole famiglie con redditi o Isee più bassi non abbasserebbe i prezzi alla pompa e lascerebbe milioni di automobilisti completamente esposti ai rincari. Il risultato sarebbe quello di scaricare ancora una volta il peso del caro-carburanti sul ceto medio, troppo ‘ricco’ per accedere agli aiuti, ma non abbastanza da poter assorbire senza conseguenze l’aumento continuo dei costi per gli spostamenti”. “Il governo non commetta l’errore di trasformare l’emergenza carburanti nell’ennesima lotteria dei bonus. Social card e sconti legati all’Isee non fanno scendere benzina e gasolio e lasciano fuori milioni di famiglie del ceto medio, che finirebbero per pagare integralmente il conto dei rincari. Servono misure universali: quando i prezzi esplodono, lo Stato deve intervenire per tutti gli automobilisti, finanziando gli interventi anche attraverso chi da quelle stesse fiammate dei prezzi ricava maggiori profitti”, conclude il Codacons. 

 

“Il continuo aumento dei carburanti rischia di mettere in ginocchio agricoltura e pesca, due comparti essenziali per l’economia nazionale e per l’approvvigionamento alimentare delle famiglie italiane” dichiara Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi. “È necessario bloccare immediatamente il prezzo del gasolio destinato alle attività produttive e introdurre misure straordinarie di compensazione”. Lo dichiara Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi. “Costi così elevati – prosegue Sciotto – si trasferiscono inevitabilmente sull’intera filiera agroalimentare, dalla produzione al trasporto, determinando nuovi rincari dei generi di prima necessità. Se non si interviene subito, un numero crescente di famiglie avrà enormi difficoltà a mettere un pasto dignitoso in tavola”. 

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