#Finsubito news – Bandecchi apre le consultazioni per verificare la maggioranza


Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi domani, lunedì 19 ottobre, sarà a Terni per avviare un giro di consultazioni con i componenti del gruppo di maggioranza, le personalità cittadine e le figure politiche che vede più vicine e affini.

L’obiettivo è valutare, dopo un week end di riflessione in cui non ha rilasciato più dichiarazioni, se ci siano le condizioni per poter andare avanti nell’esperienza amministrativa ternana.

In città circolano le voci più disparate legate all’accelerazione che lo stesso Bandecchi ha dato alla crisi politica, con il comunicato che giovedì ha praticamente estromesso dalla maggioranza i quattro consiglieri comunali di “Con Bandecchi per Terni”.

Crisi politica a Terni: Bandecchi avvia le consultazioni

 

I quattro transfughi avevano scelto da settimane di recitare il ruolo della corrente di minoranza interna e poi, dopo l’aut aut del primo cittadino, hanno scelto di collocarsi all’opposizione.

C’è chi dà Bandecchi come pronto a un rilancio dell’azione amministrativa, cercando di riequilibrare i numeri in consiglio con una moral suasion nei confronti di almeno uno dei dissidenti.

C’è chi lo indica disponibile a un patto di legislatura sui temi più rilevanti del prossimo anno e mezzo di governo cittadino e chi lo indica come prossimo alle dimissioni e al ritiro dalla politica in Umbria.

C’è chi, infine, lo vede pronto a riaprire un tavolo col centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche, in cui ogni voto può aiutare nello scontro con la nuova legge elettorale.

Scenari romanzati che non sembrano tenere conto di un fattore decisivo: la crisi è stata aperta proprio da Stefano Bandecchi e dal suo comunicato in cui chiudeva la porta in faccia al gruppo dei quattro dissidenti.

La reazione di passare all’opposizione è stata una conseguenza di quell’uscita del sindaco e non la causa.

Il fatto che nella dichiarazione resa a Tag Umbria + il sindaco dica che non esclude l’ipotesi di un ritorno alle urne, a seguito di una fase di riflessione e della verifica delle condizioni di agibilità politica della sua sindacatura, lascia aperta la porta a ogni soluzione e a ogni exit strategy.

La reazione del centrodestra e la spaccatura con Umbria Civica

Chi fa fughe in avanti oggi, potrebbe venire smentito domani, qualunque sia l’esito della crisi. Non è un caso che il Patto Avanti, finora, sia stato prudentemente in attesa.

Invece il centrodestra ha voluto mostrare di essere pronto a un’eventuale scenario di elezioni anticipate, con un comunicato congiunto delle segreterie territoriali e con i lanci social al vetriolo dell’arcinemico di Bandecchi, Marco Cecconi di FdI.

Però involontariamente proprio il centrodestra ha mostrato una crepa nella coalizione, con il documento firmato da FdI, Forza Italia, Lega e Udc, ma senza i civici di Umbria Civica di Nilo Arcudi.

La compagine civica non partecipa più alle riunioni di coalizione e non firma più i documenti comuni. La causa immediata è la nascita di Alleanza civica per l’Umbria, il movimento promosso dai sindaci di Gubbio, Vittorio Fiorucci, e Deruta, Michele Toniaccini.

Nel loro comunicato stampa, i partiti del centrodestra non usano mezzi termini. “La rottura con altri quattro consiglieri consegna alla città una fotografia che ormai non ha bisogno di spiegazioni. Dopo le varie dimissioni di assessori, dopo l’uscita di consiglieri, dopo l’azzeramento della giunta e i rimpasti, anche il gruppo ‘Con Bandecchi per Terni’ passa all’opposizione di Bandecchi stesso. Doveva cambiare Terni, continua a cambiare quelli che gli stanno intorno”.

Le accuse delle opposizioni e la chiamata alle urne

Il fronte dei partiti del centrodestra  prosegue nell’affondo, evidenziando le ricadute sulla città: “Non ci interessa festeggiare le difficoltà della maggioranza. Il conto lo paga tutta la città. Per questo è arrivato il momento di dirlo senza girarci intorno; il tempo delle attese è finito, Terni deve svegliarsi”.

L’illusione di una svolta radicale viene contestata: “La promessa era una rivoluzione, un metodo nuovo, capacità imprenditoriale al servizio della città, risultati che avrebbero lasciato tutti a bocca aperta. Si evocava persino Dubai ma a distanza di oltre tre anni, sarebbe già un risultato riuscire a far convivere Palazzo Spada con la propria maggioranza”.

L’appello è a voltare pagina: “Ora bisogna lavorare per pacificare Terni, unirla e rimetterla sui binari del lavoro perché già troppo tempo è stato perso. La città ha energie, competenze e persone che meritano di essere coinvolte”.

I firmatari si assumono un impegno per il futuro: “Anche noi abbiamo una responsabilità: trasformare la critica in una proposta credibile, capace di raccogliere queste energie e dare alla città una direzione. La sua proposta politica ha esaurito la propria spinta pertanto liberi Terni rassegnando le dimissioni”.

Il progetto di Umbria Civica per una nuova guida

Da parte sua, Umbria Civica delinea un quadro di emergenza per la città, richiamando l’attenzione sulle questioni vitali.

“Il passaggio all’opposizione di quattro consiglieri comunali della maggioranza che sostiene il sindaco Bandecchi apre una fase di forte incertezza politica e amministrativa”, si legge nella nota del movimento.

“Terni non può essere ostaggio di personalismi, contrapposizioni e continui cambiamenti degli equilibri politici. La città ha bisogno di stabilità, serietà amministrativa e soprattutto di una visione chiara per il proprio futuro”.

Le vere priorità, secondo la forza civica, sono state accantonate: “Le priorità sono ben altre: il rilancio economico e commerciale, l’occupazione, il nuovo Ospedale, la sicurezza, il decoro urbano, la qualità dei servizi e un ruolo più forte di Terni nelle scelte regionali”.

In risposta alla crisi, Umbria Civica propone un cambio di passo netto: “Di fronte a questa situazione, Umbria Civica Terni ritiene necessario lavorare alla costruzione di una vera alternativa civica, autonoma, credibile e inclusiva, capace di superare i vecchi schemi politici e di mettere al centro competenze, programmi e interesse generale”.

Il movimento rivendica un dialogo già avviato: “In questi mesi abbiamo avviato importanti confronti con altre realtà civiche e con esponenti della società civile ternana, riscontrando una significativa disponibilità a costruire insieme un grande progetto politico e amministrativo per il futuro della città”.

Per affrontare la situazione, il movimento annuncia iniziative imminenti: “Per questo Umbria Civica ha deciso di convocare con urgenza una riunione congiunta dei coordinamenti provinciale e comunale di Terni, mobilitando i propri amministratori, dirigenti e aderenti per valutare gli sviluppi della situazione e definire le iniziative politiche necessarie”.

L’ultimatum alla giunta è esplicito: “Se la maggioranza non è più in grado di garantire stabilità e un’azione amministrativa efficace, occorre prenderne atto con responsabilità, senza trascinare la città in una crisi permanente, sempre che non ci si trovi di fronte all’ennesimo teatrino a cui, purtroppo, ci hanno abituato in questi anni”.

La difesa dei fedelissimi e le parole del capo di gabinetto

Sul fronte della maggioranza, la reazione è affidata alla nota del consigliere di Alternativa Popolare e presidente di commissione, Claudio Batini.

Il consigliere rimarca l’anomalia, in positivo a suo dire, dell’azione del primo cittadino: “Nella storia repubblicana italiana la prassi di fronte al dissenso di quattro consiglieri è sempre stata una sola: il sindaco o il presidente di turno si mette in ginocchio, apre i tavoli di trattativa nei corridoi, offre rimpasti di giunta, spartisce poltrone nelle partecipate e accetta compromessi al ribasso pur di difendere a tutti i costi la propria sedia e la fascia tricolore”.

“Stefano Bandecchi ha fatto l’esatto contrario, compiendo un gesto a schiena dritta e trasparenza che non ha precedenti: ha preteso che chi non condivideva più il programma del fare uscisse immediatamente dalla maggioranza e togliesse il suo nome”, rivendica l’esponente di AP.

Una scelta assunta “pur nella piena consapevolezza che questa decisione avrebbe messo a rischio i numeri in aula e aperto la strada alla conclusione anticipata della consiliatura. Bandecchi ha preferito rischiare le dimissioni e ridare la parola agli elettori piuttosto che farsi logorare o accettare il benché minimo ricatto politico”.

“Se le opposizioni hanno davvero i numeri e il coraggio politico – conclude -, presentino la mozione di sfiducia in Consiglio. Noi non abbiamo alcuna paura di tornare al voto e siamo pronti a guardare i cittadini ternani negli occhi in qualsiasi momento, a testa alta e con la schiena dritta. Vedremo se loro potranno fare altrettanto”.

Un’analisi più distaccata ma non meno accorata giunge da Raffaello Federighi, consigliere delegato alla sicurezza e capo di gabinetto in Provincia.

“Bandecchi si dimetterà, risolverà, si farà impastoiare e ricattare, darà un’ennesima dimostrazione di capacità tattica, sono tutte cose che vedremo a breve”, prosegue Federighi, “ma un problema non nasce dal nulla e se non lo inquadriamo, prendendo atto che esiste, sarà difficile risolverlo”.

Il richiamo ai valori originari e l’appello finale

Federighi sostiene che forse “occorreva agire molto prima del febbraio 2026, rimuovendo alla radice e con decisione la madre di tutti i problemi, ma così non è andata e queste sono le conseguenze”.

Guardando al futuro immediato, tratteggia le opzioni sul tavolo: “Ora, il Sindaco può decidere di lasciare, salutare tutti e tornare stabilmente a Roma, ai suoi affari e a obiettivi di politica nazionale, certamente alla sua portata.

Può ma, a mio avviso, non lo farà, rimarrà e cercherà di risolvere una situazione nell’interesse non suo, ma dei tanti cittadini di Terni che in lui hanno creduto per uscire dalla palude in cui erano caduti per i disastri compiuti dai partiti tradizionali”.

“Lo farà perché è nel suo DNA, perché come me, è stato addestrato a combattere, a non mollare mai, a portare a termine la missione affidata, come fa ogni soldato”, assicura il capo di gabinetto della Provincia.

E sulle modalità d’azione, Federighi delinea la strategia: “Nervi a posto, pazienza, dialogo, visione ampia, un occhio all’orizzonte e uno alle buche. Magari, non avrà molti collaboratori alla sua altezza, ma gente fedele e con gli attributi esiste, come esistono persone perbene e disposte a sacrificarsi per un interesse generale”.

Infine, l’accorato appello conclusivo, da soldato a soldato: “Infine, caro Sindaco, ora le parlo direttamente, guardandola dritto negli occhi, posso farlo per età e comuni trascorsi, si rassegni a portare la croce che si è scelto e s’ingegni a costruire i muri con i mattoni che ha”.


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