#Finsubito news – Il Canavese si sveglia sotto la pioggia. A Settimo auogestione a scuola, a Ivrea dodici anni di revenge porn


Lunedì 19 ottobre 2026. È il 292° giorno dell’anno. Alla fine del 2026 ne restano 73.

A Torino il Sole sorge alle 7.48 e tramonta alle 18.39. Avremo circa 10 ore e 51 minuti di luce. Le giornate continuano ad accorciarsi e domenica prossima, 25 ottobre, tornerà anche l’ora solare. Alle tre del mattino le lancette dovranno essere riportate alle due.

Dormiremo un’ora in più. Almeno quelli che potranno permetterselo. Gli altri si ritroveranno semplicemente a uscire dal lavoro quando fuori sarà già buio. Un progresso straordinario, soprattutto per chi ama l’inverno. 

La Luna è crescente, ormai oltre il primo quarto raggiunto ieri sera. La superficie illuminata è di circa il 60%. A Torino sorge intorno alle 15.40 e tramonta nelle prime ore di martedì, poco dopo l’una.

La prossima Luna piena arriverà lunedì 26 ottobre, alle 5.11 del mattino.

Anche questa volta il nostro satellite rispetterà il programma. Da quelle parti, evidentemente, non esistono proroghe, varianti in corso d’opera e imprese che abbandonano il cantiere. 

Il santo del giorno

Il 19 ottobre la Chiesa ricorda San Paolo della Croce, sacerdote piemontese e fondatore della Congregazione dei Passionisti.

Il suo vero nome è Paolo Francesco Danei. Nasce a Ovada, nell’Alessandrino, nel 1694, primo di sedici figli di una famiglia di origini nobili, ma con difficoltà economiche.

La sua giovinezza è segnata da una profonda religiosità. Inizialmente aiuta il padre nelle attività familiari, ma progressivamente matura la decisione di dedicarsi completamente alla vita spirituale.

Nel 1713 attraversa una svolta personale che lo porta a desiderare un’esistenza di preghiera, povertà e penitenza.

Qualche anno dopo si ritira a Castellazzo Bormida, dove comincia a elaborare le regole di una nuova congregazione religiosa.

Nascono così le fondamenta di quello che diventerà l’ordine dei Passionisti, dedicato alla meditazione sulla Passione di Cristo.

Nel 1727 Paolo viene ordinato sacerdote insieme al fratello Giovanni Battista, che condividerà buona parte della sua attività religiosa.

Il primo grande centro della congregazione viene fondato sul Monte Argentario, in Toscana.

Da lì Paolo comincia un’intensa attività di predicazione nelle campagne, nei piccoli paesi e nelle comunità più povere.

Non è un uomo interessato soltanto alle discussioni teologiche. Dedica grande attenzione alle persone comuni, ai malati, agli emarginati e a chi vive in condizioni di difficoltà.

Scrive moltissimo. Le sue lettere costituiscono ancora oggi una delle testimonianze più importanti della spiritualità cattolica del Settecento.

Nel 1771 contribuisce anche alla fondazione delle Monache Passioniste a Tarquinia.

Muore a Roma nel 1775 e viene canonizzato nel 1867 da Papa Pio IX.

La sua storia è quella di un piemontese che, partendo da un piccolo centro dell’Alessandrino, costruisce una congregazione destinata a diffondersi in numerosi Paesi.

Un uomo che per tutta la vita predica povertà, sacrificio e attenzione verso gli ultimi.

Valori che vengono ricordati puntualmente nelle celebrazioni religiose.

Metterli in pratica, naturalmente, è tutta un’altra faccenda.  

Che tempo farà oggi

L’autunno concede qualche ora di tregua. Ma non conviene fidarsi troppo.

Dopo una domenica caratterizzata da piogge diffuse e un deciso peggioramento delle condizioni meteorologiche, lunedì 19 ottobre il Piemonte vedrà una graduale attenuazione delle precipitazioni.

Secondo il bollettino di ARPA Piemonte, emesso domenica 18 ottobre alle 14, il cielo sarà inizialmente molto nuvoloso, con piogge deboli o localmente moderate soprattutto nelle prime ore della giornata.

Nel pomeriggio i fenomeni tenderanno a esaurirsi e potranno comparire alcune schiarite. Verso sera, però, la nuvolosità tornerà ad aumentare.

A Torino sono previsti 14 gradi di minima e 18 di massima.

Le temperature resteranno dunque decisamente più basse rispetto alla settimana scorsa, quando in alcune zone della pianura piemontese si erano superati i 22 gradi.

Rimane inoltre l’allerta gialla per rischio idrogeologico nelle zone A, B, G e H del Piemonte.

Per il Canavese riguarda in particolare le aree settentrionali comprese nella zona B, tra cui la Valchiusella. Non si tratta quindi di un’allerta estesa automaticamente a tutti i Comuni del territorio.

I rischi principali sono rappresentati da allagamenti localizzati, piccoli smottamenti e possibili innalzamenti dei corsi d’acqua.

Il miglioramento di oggi sarà comunque temporaneo.

Martedì 20 ottobre è previsto un nuovo peggioramento, con piogge in progressiva estensione e intensificazione durante il pomeriggio. Le precipitazioni potranno diventare localmente forti soprattutto sui settori alpini e settentrionali.

Per mercoledì 21 ottobre il quadro rimane ancora instabile, anche se è attesa una graduale attenuazione della nuvolosità a partire da sud-ovest.

Insomma, oggi si potrà forse chiudere l’ombrello per qualche ora.

Domani sarà meglio ricordarsi dove lo abbiamo messo.  

Torino: temperature tra 14 e 18 gradi. Mattinata molto nuvolosa, con possibili piogge deboli e qualche rovescio. Nel pomeriggio precipitazioni in attenuazione e possibilità di schiarite. Nuove nubi in arrivo durante la serata. Una giornata nella quale uscire con l’ombrello sarà una scelta prudente.

Settimo Torinese: valori indicativi tra 13 e 19 gradi. Cielo prevalentemente nuvoloso al mattino, possibili piogge intermittenti e qualche apertura nelle ore centrali. Nel pomeriggio condizioni generalmente più asciutte. Il maltempo dovrebbe concedere una pausa, almeno fino al prossimo peggioramento.

Chivasso: temperature indicative tra 13 e 19 gradi. Mattinata grigia, con possibilità di precipitazioni deboli, soprattutto nelle prime ore. Nel pomeriggio il cielo tenderà a diventare variabile. Qualche schiarita possibile, ma senza grandi illusioni.

Ciriè: circa 12-18 gradi. Cielo molto nuvoloso, con piogge più probabili nelle prime ore della giornata. Sulle Valli di Lanzo le precipitazioni potranno risultare più persistenti, soprattutto sui settori montani. Nel pomeriggio graduale attenuazione dei fenomeni.

Ivrea: valori indicativi tra 13 e 18 gradi. Mattinata caratterizzata da nuvole e possibili piogge, in attenuazione nel corso del pomeriggio. Particolare attenzione alle zone pedemontane e alla Valchiusella, dove il terreno è già stato interessato dalle precipitazioni delle ultime ore.

Rivarolo Canavese: temperature indicative tra 12 e 18 gradi. Cielo inizialmente coperto, con possibilità di pioggia debole. Nel pomeriggio qualche schiarita e precipitazioni generalmente in esaurimento. Venti deboli e clima fresco.

Nel Canavese le minime saranno generalmente comprese tra 11 e 15 gradi, con massime attorno ai 16-19 gradi nelle zone pianeggianti.

Nelle vallate alpine farà più fresco, mentre le precipitazioni tenderanno ad attenuarsi nel corso della giornata.

La situazione rimarrà da seguire soprattutto nei territori interessati dall’allerta gialla, in particolare lungo i corsi d’acqua minori e nelle zone soggette a smottamenti.

Il bollettino ufficiale sarà aggiornato da ARPA Piemonte entro le 13 di oggi.

Le temperature dei singoli comuni, esclusa Torino, sono indicative e ricavate dalla previsione meteorologica regionale.

Ieri è successo questo: le 5 notizie da sapere

1. Canavese, dodici anni di foto intime diffuse di nascosto. Sessanta uomini nelle chat e una donna tradita dalla persona di cui si fidava

Per dodici anni ha condiviso la propria vita con un uomo che, secondo quanto emerso dalle indagini, condivideva con decine di sconosciuti anche la sua intimità.

Fotografie, filmati, immagini private. Materiale che la donna aveva affidato al compagno oppure che era stato realizzato senza che lei ne fosse consapevole.

Tutto finiva nelle conversazioni di Facebook e Telegram, accompagnato da commenti offensivi e umilianti.

La vicenda arriva dal Canavese ed è stata raccontata ieri, domenica 18 ottobre, da La Voce.

Al centro dell’inchiesta della Procura di Ivrea c’è un operaio di 55 anni, residente in un piccolo paese del territorio, che ha patteggiato due anni di reclusione per diffusione illecita di immagini intime e maltrattamenti.

La pena è stata sospesa, subordinatamente alla partecipazione dell’uomo a un percorso di recupero per autori di violenza.

A far emergere la vicenda è stato un episodio apparentemente banale.

L’uomo esce di casa e dimentica il telefono.

La compagna, insospettita da alcuni comportamenti, decide di controllarlo.

Quello che trova è molto peggio di quanto avrebbe potuto immaginare.

Fotografie e video intimi che la ritraggono, conversazioni con altri uomini, profili falsi utilizzati per condividere il materiale.

Alcune immagini erano state inviate privatamente dalla donna al compagno, nell’ambito della relazione. Altre erano state realizzate a sua insaputa.

Il giorno successivo, accompagnata da un’amica, la vittima si presenta ai Carabinieri e sporge denuncia.

Cominciano così gli accertamenti coordinati dalla Procura di Ivrea.

Gli investigatori ricostruiscono un’attività protratta per oltre un decennio e identificano almeno sessanta persone coinvolte nelle conversazioni.

Non soltanto sconosciuti.

Tra i destinatari delle immagini compaiono anche conoscenti dell’uomo e residenti nello stesso paese.

Un dettaglio che rende ancora più pesante la vicenda.

Perché quella donna, mentre camminava per strada, faceva la spesa o incontrava qualcuno, non poteva sapere chi avesse visto le sue fotografie.

Il procedimento penale nei confronti del cinquantacinquenne si è concluso con il patteggiamento. La vittima si prepara ora ad agire anche sul piano civile per ottenere un risarcimento.

Rimane la dimensione di una violenza che non ha bisogno di lasciare lividi per distruggere la fiducia di una persona.

Dodici anni.

Non un errore commesso una sera, non una fotografia inviata per sbaglio.

Dodici anni nei quali, secondo quanto ricostruito, l’intimità di una donna è stata trasformata in materiale da distribuire e commentare.

E tutto mentre continuava a vivere con l’uomo che avrebbe dovuto rispettarla.  

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2. Strambino, un incendio devasta un capannone industriale. Le fiamme partono da un macchinario e raggiungono il tetto

Una mattinata di paura, un capannone industriale avvolto dalle fiamme e un imponente intervento dei Vigili del fuoco.

È successo ieri, domenica 18 ottobre, a Strambino, dove un incendio ha interessato lo stabilimento della STT Srl, azienda specializzata in trattamenti termici, situata in strada per Carrone.

Le prime informazioni indicano che le fiamme si sono sviluppate in corrispondenza di un macchinario, per poi propagarsi fino alla copertura dell’edificio.

Il rogo ha provocato danni ingenti, ma fortunatamente non risultano persone ferite o intossicate.

L’allarme è scattato durante la mattinata.

La richiesta di intervento al numero unico di emergenza 112 ha mobilitato diverse squadre dei pompieri.

Sono arrivati mezzi da Ivrea, Castellamonte e Volpiano, oltre a un’autoscala partita da Torino.

Sul posto è intervenuto anche il nucleo specializzato NBCR, competente per i rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici.

Presenti inoltre i Carabinieri e il personale sanitario del 118.

Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza hanno richiesto un intervento articolato, necessario per evitare che il fuoco provocasse conseguenze ancora più gravi.

Resta ora da chiarire l’origine precisa dell’incendio.

La circostanza che le fiamme siano partite dalla zona di un macchinario non significa automaticamente che sia stato un guasto tecnico a provocarle.

Saranno gli accertamenti a stabilire la dinamica e le cause del rogo.

Da quantificare anche i danni economici.

Non è ancora chiaro quali attrezzature siano state compromesse e se l’incendio avrà conseguenze sulla ripresa dell’attività produttiva.

Per la STT si apre quindi una fase delicata, tra verifiche tecniche, interventi di ripristino e valutazioni sui tempi necessari per tornare alla normalità.

Il dato più importante, fortunatamente, è che nessuno si è fatto male.

Per il resto il conto arriverà.

E quando un incendio raggiunge la copertura di un capannone industriale, difficilmente si tratta di una spesa da sistemare con una mano di vernice. 

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3. Settimo, si parla di occupare le scuole. Intanto la protesta arriva anche a Caluso e Ivrea

La settimana scolastica potrebbe cominciare con qualche sorpresa.

All’Istituto di istruzione superiore di Settimo Torinese circolano voci di una possibile occupazione studentesca proprio a partire da oggi, lunedì 19 ottobre.

La notizia è stata pubblicata ieri da La Voce, che ha raccolto segnalazioni sulle conversazioni diffuse nelle chat degli studenti.

Attenzione, però.

Per il momento non ci sono conferme di un’occupazione effettivamente organizzata.

Non sono noti i promotori e non è certo che l’iniziativa venga realizzata.

La vicenda prende origine dalle mobilitazioni della settimana scorsa, quando tra gli studenti erano circolate alcune email che invitavano a disertare le lezioni di venerdì 16 ottobre.

Al centro della protesta, le condizioni degli edifici scolastici, i problemi dei trasporti e la richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione.

I messaggi invitavano i ragazzi a organizzare un’assenza collettiva.

Successivamente, secondo le segnalazioni raccolte, nelle chat si sarebbe cominciato a parlare di qualcosa di diverso: un’occupazione della scuola.

Voci analoghe riguardano anche la scuola media Silvio Pellico di San Mauro Torinese.

In questo caso le conversazioni sarebbero circolate tra alcuni ragazzi di terza media.

Ma anche qui non esiste alcuna conferma di un’iniziativa realmente organizzata.

Potrebbe trattarsi di una proposta, di una provocazione o semplicemente di messaggi scritti senza una concreta intenzione di passare ai fatti.

Il clima generale, però, è quello di una mobilitazione studentesca che continua ad allargarsi.

Dopo le proteste di Chivasso, dove gli studenti dell’Europa Unita sono scesi in strada per denunciare bagni guasti, finestre danneggiate e problemi di manutenzione, ora arrivano nuovi appuntamenti anche nel Canavese.

Mercoledì 21 ottobre manifesteranno gli studenti del liceo Martinetti di Caluso.

Sabato 24 ottobre, alle 15.30, è prevista una manifestazione in piazza Ottinetti a Ivrea, contro il carovita e quella che gli organizzatori definiscono economia di guerra.

Le iniziative hanno caratteristiche differenti, ma nascono in un contesto comune.

Gli studenti chiedono scuole migliori, maggiori finanziamenti pubblici e prospettive concrete per il futuro.

Si può discutere delle modalità della protesta, delle occupazioni e delle responsabilità di chi organizza queste iniziative.

Resta il fatto che, nel 2026, centinaia di ragazzi sono costretti a mobilitarsi anche per chiedere servizi igienici funzionanti e ambienti scolastici decorosi.

Non esattamente una richiesta rivoluzionaria.

E forse, prima di preoccuparsi soltanto di chi occupa una scuola, sarebbe utile chiedersi perché qualcuno sente il bisogno di farlo.

Leggi l’articolo sulle possibili occupazioni a Settimo

Leggi l’articolo sulle proteste a Caluso e Ivrea

4. Ragazza ipovedente lasciata a piedi dall’autobus, Gtt replica: «Il lettore funzionava, la tessera era scaduta»

La ragazza sostiene di avere diritto al viaggio gratuito.

L’azienda di trasporto risponde che la tessera utilizzata non era valida.

E così la vicenda della ventiduenne ipovedente rimasta a piedi a Vidracco, in Valchiusella, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Ieri, domenica 18 ottobre, Gtt ha fornito la propria versione di quanto accaduto il 14 ottobre sulla linea Traversella-Ivrea.

Secondo l’azienda, il lettore elettronico installato sull’autobus funzionava regolarmente.

Il problema, sostiene Gtt, non riguardava quindi un guasto tecnico.

La carta Bip utilizzata dalla giovane sarebbe stata una tessera ordinaria con un contratto di viaggio scaduto, non una carta di libera circolazione valida per il trasporto gratuito.

Una ricostruzione molto diversa da quella emersa inizialmente.

La ragazza, residente a Banchette e impegnata in uno stage presso gli uffici comunali di Vidracco, aveva raccontato di essere stata invitata a scendere dal mezzo perché impossibilitata a convalidare il proprio titolo di viaggio.

Non aveva con sé denaro contante e aveva proposto di pagare utilizzando il bancomat.

A bordo, però, non era disponibile un Pos.

Per tornare a casa era stata costretta a chiedere aiuto a una parente residente a Issiglio.

La vicenda aveva provocato anche una dura reazione dell’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi e della presidente dell’Agenzia della Mobilità Piemontese, Cristina Bargero.

Entrambi avevano chiesto spiegazioni sull’accaduto.

Adesso Gtt si scusa con la giovane per la situazione, ma contesta gli elementi centrali della prima ricostruzione.

Secondo quanto riferito dall’azienda, il conducente non avrebbe riscontrato anomalie nel dispositivo di lettura.

Resta dunque da chiarire quale fosse effettivamente il titolo di viaggio posseduto dalla ragazza e quali procedure siano state applicate.

Perché una cosa è avere una tessera che non funziona a causa di un guasto del lettore.

Un’altra è utilizzare un abbonamento scaduto.

La differenza non è un dettaglio.

E proprio per questo serve un accertamento definitivo, senza trasformare automaticamente la versione di una parte nella verità dell’intera vicenda.

C’è poi una questione più generale.

Quando un passeggero con disabilità incontra un problema nell’utilizzo del trasporto pubblico, dovrebbero esistere procedure chiare e strumenti adeguati per affrontare la situazione.

Possibilmente senza costringerlo a telefonare a un familiare perché venga a prenderlo.  

Leggi la replica di Gtt su La Voce

5. Chivasso, la Festa dei Nocciolini cresce del 9,63%. Arrivano sempre più visitatori da fuori Piemonte. Ma quanti sono davvero?

A Chivasso i Nocciolini continuano a funzionare.

Non soltanto come prodotto dolciario, ma anche come richiamo turistico.

Secondo i dati elaborati da Ascom Confcommercio Torino, l’edizione 2026 della Festa dei Nocciolini ha registrato un incremento dei visitatori del 9,63% rispetto all’anno precedente.

Il bilancio, pubblicato ieri da La Voce, evidenzia soprattutto una crescita delle presenze provenienti da fuori Piemonte.

Un segnale positivo per una manifestazione che negli ultimi anni ha cercato di rafforzare la propria capacità di richiamo, trasformandosi da appuntamento cittadino a iniziativa di promozione del territorio.

L’edizione 2026 non si è limitata alla tradizionale festa dedicata al dolce tipico chivassese.

Il programma ha compreso anche iniziative collaterali, tra cui il Treno Storico Torino-Asti-Chivasso, il raduno delle Fiat 500 d’epoca e la Cena sull’Acqua, organizzata all’edificio di presa del Canale Cavour.

Appuntamenti che hanno contribuito ad arricchire l’offerta e a coinvolgere pubblici differenti.

Commercianti e ristoratori hanno registrato un fine settimana favorevole, mentre l’amministrazione comunale rivendica i risultati della collaborazione con Ascom nell’ambito del Distretto Urbano del Commercio.

L’assessore Claudio Casalino sottolinea il ruolo delle iniziative distribuite nel centro cittadino, che hanno permesso di coinvolgere non soltanto i produttori dolciari, ma anche negozi e attività di ristorazione.

Fin qui tutto bene.

Resta però una questione che merita qualche approfondimento.

I dati diffusi indicano percentuali di crescita, ma non forniscono tutti i valori assoluti necessari per comprendere il peso effettivo dei diversi flussi turistici.

Un aumento importante dei visitatori provenienti da altre regioni è certamente una buona notizia.

Ma sapere da quanti visitatori si è passati a quanti altri sarebbe ancora meglio.

Perché le percentuali sono bellissime.

Soprattutto quando manca il numero sul quale sono state calcolate.

La sfida per Chivasso sarà comunque trasformare la crescita della Festa dei Nocciolini in un vantaggio economico duraturo.

Far arrivare le persone in città per un fine settimana è un buon risultato.

Convincerle a tornare anche quando non ci sono bancarelle e degustazioni sarebbe ancora più interessante. 

Leggi l’articolo su La Voce

Accadde oggi

19 ottobre 1812. Napoleone lascia Mosca. Pensava di conquistare la Russia, comincia una delle ritirate più disastrose della storia

È il 19 ottobre 1812.

Dopo oltre un mese trascorso a Mosca, Napoleone Bonaparte ordina alla sua Grande Armata di abbandonare la città.

È l’inizio di una ritirata destinata a trasformarsi in una catastrofe militare.

Quando, nel giugno dello stesso anno, l’imperatore francese aveva attraversato il confine russo, era alla guida di un esercito immenso, composto da centinaia di migliaia di soldati provenienti dalla Francia e dai territori alleati.

Napoleone era convinto di poter costringere lo zar Alessandro I ad accettare le sue condizioni.

Ma la campagna militare prende una direzione completamente diversa.

L’esercito russo evita per quanto possibile lo scontro decisivo e si ritira verso l’interno del Paese, lasciando dietro di sé territori devastati e risorse insufficienti per sostenere l’avanzata francese.

Il 7 settembre viene combattuta la sanguinosa battaglia di Borodino.

Napoleone riesce a proseguire e il 14 settembre entra a Mosca.

La città, però, è stata in gran parte evacuata.

Poco dopo scoppiano incendi devastanti.

L’imperatore aspetta che lo zar chieda la pace.

Aspetta una settimana, poi un’altra.

Ma la risposta non arriva.

Nel frattempo le scorte diminuiscono, i rifornimenti diventano sempre più difficili e l’inverno si avvicina.

Il 19 ottobre Napoleone prende finalmente la decisione di lasciare Mosca.

La Grande Armata si mette in marcia verso ovest.

Comincia un viaggio terribile.

I soldati devono affrontare fame, malattie, temperature sempre più rigide e continui attacchi delle truppe russe.

Le strade sono difficili da percorrere, i cavalli muoiono e i carri vengono abbandonati.

La disciplina militare comincia a cedere.

Alla fine di novembre, durante il passaggio del fiume Beresina, la ritirata assume proporzioni drammatiche.

Migliaia di uomini perdono la vita.

Napoleone riesce a tornare in Francia, ma la sua Grande Armata è stata distrutta.

La campagna di Russia segna l’inizio della crisi irreversibile del suo dominio sull’Europa.

Duecentoquattordici anni dopo, quella ritirata rimane uno degli esempi più studiati di fallimento strategico e militare.

Napoleone aveva conquistato una delle città più importanti della Russia.

Ma non aveva ottenuto la resa del suo avversario.

Una dimostrazione del fatto che occupare un territorio e vincere una guerra non sono necessariamente la stessa cosa.

Una lezione che la storia continua a riproporre.

E che, con sorprendente regolarità, qualcuno continua a dimenticare.

19 ottobre 1987. Il lunedì nero di Wall Street: la Borsa americana perde il 22,6% in un solo giorno. Il mondo scopre quanto può essere contagiosa la paura

È lunedì 19 ottobre 1987.

A Wall Street, nel cuore finanziario di New York, comincia una giornata che entrerà nella storia con un nome preciso: Black Monday, il lunedì nero.

Gli operatori arrivano in Borsa dopo settimane caratterizzate da crescente nervosismo.

Negli anni precedenti i mercati azionari avevano registrato forti rialzi. Il valore di molte società era aumentato rapidamente e si erano diffuse preoccupazioni sulla sostenibilità di quelle quotazioni.

Ma nessuno immagina che, nel giro di poche ore, il mercato americano possa subire una caduta di proporzioni straordinarie.

Gli ordini di vendita cominciano ad accumularsi.

I prezzi scendono.

Gli investitori cercano di liberarsi dei titoli prima che le perdite diventino ancora più pesanti.

I sistemi informatici, sempre più utilizzati per gestire gli scambi, contribuiscono ad accelerare la spirale.

Una parte delle strategie automatiche prevede infatti la vendita di azioni quando i mercati scendono oltre determinate soglie.

Il risultato è un meccanismo che si alimenta da solo.

I prezzi diminuiscono, partono nuovi ordini di vendita e i prezzi scendono ancora.

Alla fine della seduta il Dow Jones Industrial Average, uno dei principali indici azionari americani, ha perso il 22,6%.

È il più grande crollo percentuale giornaliero nella storia dell’indice.

In una sola giornata viene cancellata una quantità enorme di ricchezza finanziaria.

La crisi non rimane confinata agli Stati Uniti.

I mercati internazionali sono ormai collegati e le vendite si propagano anche alle Borse europee e asiatiche.

Il lunedì nero del 1987 diventa così una delle prime grandi dimostrazioni della vulnerabilità di un sistema finanziario sempre più globalizzato.

La Federal Reserve, la banca centrale americana, interviene per garantire liquidità e impedire che il panico produca conseguenze ancora più gravi.

Negli anni successivi vengono introdotti nuovi meccanismi di protezione dei mercati, tra cui sistemi capaci di sospendere temporaneamente le contrattazioni durante le fasi di caduta più violenta.

L’obiettivo è evitare che gli ordini automatici e il panico collettivo trasformino ogni crisi in una valanga incontrollabile.

Trentanove anni dopo, il lunedì nero rimane un riferimento fondamentale per chi studia l’economia.

Dimostra quanto rapidamente la paura possa propagarsi quando milioni di investitori cercano contemporaneamente di vendere.

E racconta anche una delle grandi contraddizioni dei mercati finanziari.

Quando le azioni salgono, tutti sembrano convinti che continueranno a salire.

Quando cominciano a scendere, improvvisamente tutti vogliono uscire dalla stessa porta.

Peccato che la porta, quasi sempre, sia molto più stretta di quanto sembrasse all’ingresso. 

L’oroscopo di oggi

Ariete – La settimana comincia con parecchia energia, ma anche con qualche ostacolo. Qualcuno potrebbe cambiare i vostri programmi all’ultimo momento, mettendo alla prova la vostra pazienza. Sul lavoro meglio evitare risposte impulsive. In amore una conversazione sincera può risolvere un malinteso. Sempre che riusciate a lasciare parlare anche l’altra persona.

Toro – Un lunedì concreto, con buone possibilità di sistemare una questione economica o professionale rimasta in sospeso. Avete bisogno di certezze, ma oggi qualcuno potrebbe proporvi un cambiamento interessante. Prima di respingerlo, ascoltate. Non tutto ciò che è nuovo rappresenta una minaccia alle vostre abitudini.

Gemelli – Telefonate, incontri e conversazioni movimentano la giornata. Una notizia potrebbe aprire prospettive interessanti sul lavoro. Avete la parola pronta e una buona capacità di convincere gli altri. Cercate soltanto di non promettere più di quanto possiate mantenere. La vostra agenda non è elastica quanto la vostra fantasia.

Cancro – Una questione familiare richiede attenzione, ma non è il caso di preoccuparsi più del necessario. Sul lavoro una piccola soddisfazione potrebbe restituirvi fiducia. In amore avete bisogno di rassicurazioni. Provate però a non chiederle ogni dieci minuti. Anche la persona più paziente, prima o poi, deve andare a lavorare.

Leone – Giornata favorevole per chi deve affrontare una discussione importante o presentare un progetto. Avete energia e determinazione. Qualcuno potrebbe riconoscere il vostro impegno. Accettate il complimento senza trasformarlo immediatamente in una celebrazione pubblica. In amore torna un po’ di leggerezza.

Vergine – Il lunedì vi trova già impegnati a sistemare ciò che gli altri hanno lasciato incompleto venerdì. Il problema è che rischiate di dedicare troppo tempo ai dettagli. Una questione professionale richiede pragmatismo, non perfezionismo. Non ogni errore merita una relazione scritta in tre copie.

Bilancia – Dopo qualche giornata complicata ritrovate serenità. Una conversazione potrebbe chiarire un malinteso e una collaborazione professionale si rivela più interessante del previsto. In amore meglio essere spontanei. Non tutte le parole devono essere valutate da una commissione prima di essere pronunciate.

Scorpione – L’intuito funziona bene, soprattutto nei rapporti di lavoro. Potreste accorgervi di un problema prima degli altri. Evitate però di interpretare ogni comportamento come un tentativo di danneggiarvi. Qualcuno potrebbe essere semplicemente distratto. Succede anche alle persone che non hanno nulla contro di voi.

Sagittario – Una giornata movimentata, con qualche opportunità interessante. Avete voglia di cambiare aria e di iniziare qualcosa di nuovo. Sul lavoro cercate però di portare a termine almeno uno dei progetti già avviati. Non serve trasformare ogni lunedì nell’inizio di una nuova vita.

Capricorno – Il lunedì parte bene. Avete lucidità, determinazione e la possibilità di risolvere una questione che vi trascinate da tempo. Sul lavoro potreste ricevere una conferma importante. Anche nei rapporti personali il clima migliora. Godetevi il risultato senza cercare immediatamente un altro problema da affrontare.

Acquario – Creatività e intuito vi accompagnano per tutta la giornata. Una proposta insolita potrebbe trovare qualcuno disposto ad ascoltarla. Nei rapporti personali cercate di essere più presenti. Non basta avere sempre idee brillanti. Qualche volta serve anche ricordarsi che le altre persone esistono.

Pesci – Un lunedì abbastanza tranquillo, con qualche piccola soddisfazione. Una persona cara potrebbe cercarvi per un consiglio. Ascoltatela, ma senza assumervi automaticamente la responsabilità di risolvere tutti i suoi problemi. Sul lavoro meglio procedere con calma e non farsi coinvolgere nelle discussioni altrui.

Il segno favorito

Capricorno. Oggi avete le idee chiare e una buona occasione per ottenere un risultato importante. Una questione professionale potrebbe finalmente sbloccarsi, mentre nei rapporti personali torna maggiore serenità. Approfittatene senza pretendere che tutto sia perfetto. Quando le cose funzionano, ogni tanto conviene semplicemente esserne soddisfatti.

Il segno che deve contare fino a dieci

Ariete. Qualcuno è arrivato in ritardo. Qualcun altro ha cambiato i programmi. E una terza persona ha avuto perfino il coraggio di contraddirvi. Prima di trasformare il lunedì in una battaglia campale, provate a contare fino a dieci. Uno, due, tre… Se al decimo numero siete ancora arrabbiati, ricordatevi almeno che la settimana è appena cominciata. Litigare con tutti prima di martedì potrebbe rendere i prossimi giorni piuttosto lunghi. 




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