nel 2025 boom di citazioni per innovazione sociale e crisi climatica


L’innovazione sociale e le grandi emergenze del nostro tempo dominano stabilmente il dibattito pubblico italiano. Nel corso dell’intero anno 2025, sono state proprio innovazione sociale (legata al ruolo di imprese sociali, aziende e terzo settore) e crisi (climatica e ambientale) le due tematiche più trattate dai media nazionali, superando ciascuna la soglia record di 1 milione di citazioni complessive.

Il picco di citazioni
fonte rapporto ecomedia 2026

È questo il dato più significativo emerso dal Rapporto Eco Media 2025, giunto alla sua dodicesima edizione e presentato a Roma presso la sede italiana del Parlamento Europeo, nell’ambito degli Stati Generali dell’Informazione Ambientale. L’evento, organizzato da Pentapolis Institute ETS e dal web magazine Eco in Città, ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

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La classifica dei temi: l’energia guadagna terreno, trasporti ancora ultimi

Dietro ai due macro-temi leader, la sensibilità ecologica e quella economica mostrano una forte interconnessione. La classifica dell’attenzione mediatica evidenzia importanti scostamenti rispetto all’anno precedente:

  • 3° posto – Economia (e circolare): oltre 900mila citazioni.

  • 4° posto – Energia: oltre 780mila citazioni (guadagna 2 posizioni rispetto al 2024).

  • 5° posto – Risorse: 775mila citazioni (guadagna 2 posizioni rispetto al 2024).

  • 6° posto – Biodiversità: oltre 724mila citazioni.

  • A seguire: istituzioni e società (412mila), Finanza sostenibile (quasi 350mila) e infine Trasporti, che in linea con lo scorso Rapporto si conferma all’ultimo posto (poco più di 217mila occorrenze).

Il trend stagionale: l’effetto COP30 e la pausa estiva

L’andamento delle citazioni è rimasto continuativo per tutto il periodo d’analisi. Tuttavia, in linea con la precedente ricerca, si registra una fisiologica decrescita nei mesi estivi (complice la pausa editoriale) e una fiammata da settembre a novembre, mese in cui i riflettori si sono accesi sulla COP30 (Conference of Parties).

La mappa dei media: dove e come si parla di ambiente

La ricerca ha fotografato una netta predominanza delle piattaforme digitali, ma con dinamiche differenti a seconda del mezzo:

Canale Media Quota % Volume delle citazioni Focus Tematico Prevalente
Web 66,21% Più di 4 milioni di articoli Innovazione Sociale
Carta Stampata 15,07% Oltre 990mila uscite Crisi Ambientale
TV 14,65% 965mila citazioni Innovazione Sociale
Radio 4,07% Poco più di 267mila citazioni Biodiversità (maggior numero di citazioni)

Il ruolo chiave dell’informazione locale e la polarizzazione radiofonica

Se sulla carta stampata e nei palinsesti TV sono le fonti locali a diffondere in misura maggiore l’informazione ambientale, la radio mostra una dinamica differente. Nel comparto radiofonico si nota infatti una maggiore polarizzazione: temi specifici come risorse, economia e trasporti vengono affrontati e approfonditi con molta più frequenza dalle emittenti locali rispetto ai network nazionali.

Tra le testate complessivamente più prolifiche si segnalano Agenparl e Ansa per il web, La Gazzetta del Mezzogiorno e Il Sole 24 Ore per la stampa, Gruppo Norba per la TV e Radio24 e Radio Radicale per l’etere.

Social Network ed engagement: cala la copertura, ma il dibattito è vivo

Un focus specifico del Rapporto è stato dedicato alla COP30 di Belèm (Brasile) analizzando le piattaforme X, TikTok, Facebook e Instagram.

Si rilevano oltre 17mila contenuti dedicati, un dato che segna tuttavia una flessione del 28% rispetto alla copertura della COP29 del 2024. Nonostante il calo dei post, il coinvolgimento degli utenti è rimasto alto, con un engagement che ha superato le 830mila interazioni complessive. La piattaforma più utilizzata è stata X, con contributi provenienti da oltre 7mila autori unici (principalmente giornalisti e politici).

Dal punto di vista del sentiment, i post sono prevalentemente neutri (94%), il 2% positivi e il 4% critici. Le stroncature si sono concentrate sulla percezione di ipocrisia attorno alla Conferenza, alimentata dalle operazioni infrastrutturali ad alto impatto ambientale attuate dal Paese ospitante e dalla sensazione che gli sforzi globali – soprattutto economici – siano insufficienti.

Il dibattito social: COP30, Clima e Brasile

L’analisi semantica delle conversazioni online ha permesso di stilare la classifica dei tre sostantivi più utilizzati dagli utenti, nel corso della COP30 in Brasile svelando i veri motori dell’attenzione digitale.

1. Al primo posto: “COP30”

Il termine cardine del monitoraggio è stato declinato in molteplici sfaccettature:

  • Foresta amazzonica e deforestazione: centrale il tema della tutela della foresta pluviale, con molti post focalizzati sul lancio del fondo internazionale Tropical Forest Forever Facility.

  • Greenwashing e proteste indigene: forte risonanza per la campagna dei popoli nativi “A resposta somos nós”. Gli utenti hanno accusato la Conferenza di promuovere progetti compensativi basati sulla natura che non risolvono l’inquinamento delle multinazionali.

  • Combustibili fossili: il 12% dei contenuti ha chiesto impegni vincolanti per la loro graduale eliminazione.

  • Attivismo e giovani: ampio spazio alle delegazioni dei più giovani (tra cui quelle italiane, come il Trentino-Alto Adige), ai racconti di esperti sul campo (come la biologa Emanuela Evangelista) e alle proteste politiche, come quella per espellere la delegazione israeliana.

  • Disinformazione e Salute: spiccano gli appelli di scienziati per l’integrità dell’informazione (sfociati nella Declaration on Information Integrity on Climate Change) e, seppur in misura minore (2%), il legame clima-salute con l’evidenza del contributo dell’AUSL Romagna. Non sono mancate, infine, pesanti critiche all’impatto dei consumi e degli allevamenti intensivi sul suolo.

2. Al secondo posto: “Clima”

La parola chiave legata all’area di interesse della Conferenza si è concentrata su:

  • Giustizia climatica ed equità: focus sugli impatti sproporzionati delle emissioni sulle popolazioni più vulnerabili.

  • Finanza e obiettivi globali: discussioni sul compromesso europeo per i target climatici del 2040, sugli impegni economici nazionali e sulla necessità di colmare i divari infrastrutturali nelle soluzioni basate sulla natura.

  • Geopolitica: i conflitti militari in corso sono stati indicati dagli stakeholder come i principali ostacoli al perseguimento degli obiettivi ecologici globali.

3. Al terzo posto: “Brasile”

I contenuti sul Paese ospitante della Conferenza a Belém hanno toccato dinamiche sia ambientali sia di politica interna:

  • La leadership di Lula: Le dichiarazioni del Presidente brasiliano hanno rimarcato la scelta fortemente simbolica di portare la COP nel cuore dell’Amazzonia per guidare la diplomazia climatica internazionale.

  • Transizione ed energia: Focus su rinnovabili, biocarburanti e il delicato dibattito sul phase-out dei combustibili fossili, macchiato dalle accuse per la forte presenza di lobbisti del petrolio.

  • Tensioni interne: Il dibattito sui diritti dei nativi contro lo sfruttamento del suolo si è intrecciato con la cronaca politica interna, dominata dall’arresto dell’ex presidente e leader dell’opposizione Jair Bolsonaro, già condannato dalla Corte Suprema a settembre 2025.

Il commento: “Spiegare il perché, non solo il cosa”

“L’Agenda 2030 non è solo una tabella di marcia istituzionale, ma è un patto globale che richiede una metamorfosi del nostro tessuto sociale, economico e politico”, ha commentato Massimiliano Pontillo, Presidente di Pentapolis Institute ETS. “Ma per non smarrire la strada, abbiamo bisogno di una luce nitida. L’informazione ambientale non deve solo ‘dire cosa succede’, ma deve spiegare perché è fondamentale. Solo attraverso la verità dei dati e la chiarezza del racconto potremo costruire quella fiducia necessaria a trasformare la transizione ecologica da una sfida anche tecnologica a un trionfo della civiltà umana”.

Il Forum ha visto il confronto di oltre 40 speaker del mondo politico, accademico e imprenditoriale, suddivisi su 5 tavoli tematici: energia, mobilità, innovazione digitale, economia circolare e agroalimentare.

Premio Pentapolis “Giornalisti per la Sostenibilità 2026”

A margine degli Stati Generali, sono stati celebrati i professionisti dell’informazione che si sono distinti nel racconto della sostenibilità:

  • WEB: Premio Assoluto a Raffaele Lupoli (Economia Circolare); Menzione Speciale ad Alessandro Farruggia (Ultima Bozza).

  • TV: Premio Assoluto a Emanuele Biggi (Rai 3 – Geo); Menzione Speciale a Ertilia Giordano (TeleAmbiente – EcoAgenda).

  • CARTA STAMPATA: Premio Assoluto a Maria Chiara Voci (Casa Naturale); Menzione Speciale a Claudio Sisto (Mondo Sommerso).

  • RADIO: Premio Assoluto a Cecilia Di Lieto (Radio Popolare); Menzioni Speciali a Marianna Usuelli (Radio Popolare) e Lucia Lo Palo (Giornale Radio).

  • AGENZIE STAMPA: Premio Assoluto a Stefano Secondino (Ansa); Menzione Speciale a Sara Dellabella (Agi).

  • PODCAST: Premio Assoluto a Ferdinando Cotugno (Areale ed Ecotoni); Menzione Speciale a Stefania Mangiapane (Felicità sostenibile).

  • PREMIO SPECIALE (Saggistica Ambientale): Stefano Martello (giornalista e scrittore).

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