Studiosi, istituzioni e cittadini riuniti nella Cappella dell’Assunta per la presentazione del saggio edito da Rubbettino, che ripercorre le vicende regionali dall’XI al XIX secolo.
Di Ada Giorno
Una narrazione rigorosa, documentata e soprattutto libera da vecchi stereotipi storiografici. Questo il filo conduttore della presentazione del volume “Storia della Calabria. Dall’Unità del Sud all’Unità d’Italia (secoli XI–XIX)” (Rubbettino Editore), monumentale opera del prof. Giuseppe Caridi, svoltasi ieri, 17 giugno, nella suggestiva cornice della Cappella dell’Assunta all’interno della Cattedrale di Cosenza.
L’evento, promosso dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, da A.I.Par.C. Nazionale ETS, dalle sezioni territoriali A.I.Par.C. di Cosenza e Rende e dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria, ha richiamato un folto pubblico di studiosi, istituzioni e cittadini, trasformandosi in un momento di altissima riflessione culturale e civile.
Nel suggestivo spazio della Cappella dell’Assunta, proprio accanto al tavolo dei relatori, spiccava la straordinaria e venerata immagine della Madonna del Pilerio. L’antica icona trecentesca della patrona e custode della città di Cosenza, ritrae con straordinaria e austera dolcezza la Vergine nell’atto di allattare il Bambino Gesù.
La sua maestosa presenza visiva e spirituale non solo ha impreziosito la cornice dell’evento, ma ha quasi idealmente dialogato con le pagine del volume, ricordando a tutti i presenti come la storia profonda della Calabria sia intimamente legata alla sua identità religiosa, all’arte sacra e alla devozione popolare dei suoi territori.
A guidare e introdurre i lavori è stata la prof.ssa Ada Giorno, docente di Storia e Filosofia, Responsabile Comunicazioni Social di A.I.Par.C. Cosenza e Responsabile Inclusione del Parco Strati. Nella sua introduzione, ha evidenziato come l’opera di Caridi rappresenti una ricostruzione ampia ed equilibrata di ben otto secoli di storia regionale, capace di restituire alla Calabria la sua autentica dignità storiografica, ricordando l’illustre percorso scientifico dell’autore.
Giuseppe Caridi, oggi Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, Direttore della “Rivista Storica Calabrese” e Direttore scientifico nazionale di A.I.Par.C., ha infatti dedicato decenni allo studio del Regno di Napoli e della Calabria, indagando figure cruciali – come Carlo III di Borbone, Alfonso il Magnanimo, Ferrante d’Aragona, il cardinale Fabrizio Ruffo e San Francesco di Paola – e approfondendo nodi complessi quali le dinamiche feudali, la storia della Chiesa, le rivolte popolari e i rapporti tra centro e periferia.
I saluti istituzionali si sono aperti con l’intervento di Don Luca Perri, Rettore della Cattedrale, che ha richiamato il valore spirituale e culturale del suggestivo luogo ospitante. Subito dopo, il focus si è spostato sulla dimensione identitaria del libro grazie a Salvatore Timpano, Presidente di A.I.Par.C. Nazionale ETS, che ha richiamato l’attenzione del pubblico sull’immagine della copertina: un dettaglio dell’affresco della Calabria Ulteriore, tratto dal ciclo delle Regioni d’Italia conservato nei Musei Vaticani.
Timpano ne ha sottolineato la forte valenza simbolica, interpretandola come una rappresentazione visiva della dignità storica e geografica della regione, in perfetta sintonia con le recensioni che hanno definito la scelta grafica un vero e proprio “manifesto visivo della Calabria storica”.
Proprio agganciandosi a questo focus, prima di passare ai saluti successivi, la prof.ssa Ada Giorno ha preso la parola per sottolineare il ruolo cruciale che può esercitare questa visione centrale richiamata dal frontespizio e dalla copertina del volume: una prospettiva forte, capace di proiettare la Calabria non come periferia, ma come snodo strategico nella nuova frontiera geopolitica dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.
Questo profondo valore civile e culturale è stato poi ripreso e ampiamente rilanciato da Tania Frisone, Presidente di A.I.Par.C. Cosenza, che ha intrecciato il suo saluto con la missione dell’associazione, mirata a promuovere conoscenza e partecipazione attiva; Frisone ha ricordato come la critica abbia riconosciuto nel volume uno strumento di consapevolezza collettiva, capace di offrire una narrazione documentata e finalmente libera da vecchi stereotipi.
A completare il quadro dei saluti istituzionali, Alba Carbone, Presidente di A.I.Par.C. Rende, ha rimarcato l’importanza di un’opera scientifica di tale portata, definendola una voce preziosa capace di ricomporre e restituire profondità alla memoria del territorio, salvando ciò che il tempo e la storia avevano disperso.
Il ricco dialogo con gli esperti ha permesso di sviscerare i contenuti più significativi del saggio. Lo storico e ricercatore dell’Università della Calabria Antonello Savaglio, legato a Caridi da una lunga e feconda collaborazione scientifica maturata all’interno della Deputazione di Storia Patria e dell’Ateneo, ha offerto una disamina articolata del testo. Savaglio ne ha lodato l’equilibrio e la limpidezza narrativa – definita «un esempio di storiografia civile» – e la capacità di descrivere la Calabria non come una periferia marginale, bensì come un crocevia dinamico di popoli e poteri pienamente inserito nel contesto mediterraneo ed europeo.
Subito dopo, il Direttore dell’Archivio Diocesano Vincenzo Antonio Tucci si è concentrato sulla forte continuità della presenza ecclesiastica sul territorio. Il volume di Caridi, ha spiegato Tucci, funziona come una vera e propria «mappa delle presenze ecclesiastiche», mettendone in luce il ruolo di vera intelaiatura culturale e sociale profonda delle comunità calabresi attraverso l’uso di fonti d’archivio ricchissime. Tornando al microfono per un secondo intervento, Salvatore Timpano ha poi rimarcare la solidità metodologica del testo, descrivendolo come una «lezione di metodo» capace di intrecciare con un equilibrio magistrale la storia politica, istituzionale e religiosa dentro reti di ampio respiro, ricordando come il ruolo di Direttore scientifico nazionale di A.I.Par.C. ricoperto da Caridi conferisca ulteriore autorevolezza al progetto.
L’incontro si è concluso con la consapevolezza condivisa che la “Storia della Calabria” di Giuseppe Caridi non sia soltanto un saggio accademico, ma un’opera necessaria per il presente: un libro capace di restituire alla regione la storia complessa che ci contraddistingue e che si presenta come fiera e pienamente europea, espressione di un territorio che, attraversato da conflitti e rinascite, è sempre capace di custodire un’identità profonda, resistente e straordinariamente viva.




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