Per la Festa della Musica un percorso tra storia, spiritualità e musica sacra: visite guidate accompagnate dalla Schola Gregoriana Ghislieri. Appuntamento il 21 giugno.
Certosa di Pavia: visite guidate
Un viaggio nel cuore della storia e della spiritualità della Certosa di Pavia attraverso la voce antica del canto gregoriano. Domenica 21 giugno 2026, in occasione della Festa della Musica e del tema scelto per quest’anno, “La voce dei luoghi”, il complesso monumentale ospiterà le “Passeggiate gregoriane”, un’esperienza che unirà visita guidata e momenti musicali dal vivo.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e GhislieriMusica e permetterà ai visitatori di scoprire alcuni degli spazi più suggestivi della Certosa accompagnati dai canti della Schola Gregoriana Ghislieri, diretta da Renato Cadel.
Un itinerario musicale tra gli spazi della Certosa
Le “Passeggiate gregoriane” offriranno l’opportunità di rivivere l’atmosfera che per secoli ha caratterizzato il monastero certosino, dove la musica sacra aveva un ruolo centrale nella vita religiosa della comunità.
Il percorso si svilupperà all’interno dell’antico complesso monastico e permetterà anche l’accesso ad alcuni ambienti normalmente non aperti al pubblico. Durante la visita saranno proposti tre momenti di canto in luoghi significativi, tra cui il coro della Basilica.
Prenotazione obbligatoria
Gli appuntamenti sono fissati alle ore 11.30, 15 e 16.30. La durata di ogni visita sarà di circa 50 minuti. La partecipazione è compresa nel biglietto d’ingresso alla Certosa, ma i posti disponibili sono limitati: è quindi obbligatoria la prenotazione al numero 0382 924 990. Il punto di ritrovo sarà il Cortile d’Onore, vicino alla biglietteria.
Una collaborazione per valorizzare il patrimonio
L’accordo tra Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e GhislieriMusica rappresenta un progetto più ampio di valorizzazione culturale della Certosa di Pavia.
La collaborazione è stata ufficializzata dal direttore dei musei statali lombardi Rosario Maria Anzalone e da Maurizio Harari, presidente di GhislieriMusica, insieme a Giulio Prandi, direttore artistico.
“Siamo molto felici di inaugurare questo accordo – afferma Rosario Maria Anzalone – con una iniziativa pensata appositamente per il Complesso Monumentale di Certosa di Pavia, uno straordinario luogo di culto, storia, arte e spiritualità”.
Harari sottolinea invece il valore di un progetto destinato a durare nel tempo:
“La collaborazione che s’inaugura con la Certosa (non episodica, si badi, ma triennale) risponde a un’organica visione d’insieme del patrimonio culturale, che oltrepassi gli steccati talora improduttivi delle strette competenze storico-disciplinari, per assicurarne la fruizione da parte di un pubblico ampio e articolato per fasce di età, per estrazione sociale, per interessi artistici e musicali”.
“Infatti, nell’idea che GhislieriMusica e la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia condividono con piena convinzione, la categoria dei beni culturali è sempre trasversale e sempre unificante: spazio dell’architettura, spazio della figura e della parola, spazio della musica costruiscono e moltiplicano un ventaglio di rapporti reciproci, egualmente intessuti di consapevolezza storica e di partecipazione emotiva. Ed è in particolare importante che la musica sia ‘fatta’ all’interno dello spazio architettonico storicizzato, sottraendolo ai rischi di una frigida monumentalizzazione e restituendolo alla finalità medesima per cui esso fu ideato, quantunque trasformandosi nel fluire del tempo: essere luogo centrale della relazione umana”.
Nuova gestione del complesso monumentale
La Certosa di Pavia sta attraversando una fase di rinnovamento. Dal mese di gennaio i monaci cistercensi della Congregazione Casamariensis hanno lasciato la gestione del complesso, affidata loro per circa sessant’anni. Oggi la tutela e la valorizzazione del sito sono affidate al Ministero della Cultura attraverso la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia.
“Prendersi cura della Certosa significa innanzitutto conservarne l’identità, tutelando un patrimonio artistico, storico e spirituale unico e rendendolo accessibile alle nuove generazioni» spiega Stefano Aiello, direttore del Complesso Monumentale e del Museo della Certosa. «Tra le tante attività che stiamo conducendo in questi primi mesi di gestione, particolare importanza assume l’intervento di restauro sui corali miniati, a cui le “passeggiate gregoriane” si legano. Si tratta di tutelare testimonianze fondamentali, capaci di raccontare, attraverso la loro materia e la loro bellezza, la fede, l’arte e la storia secolare della Certosa”.
La tradizione millenaria del canto gregoriano
Il protagonista dell’iniziativa sarà il canto gregoriano, una forma musicale profondamente legata alla liturgia e alla storia dei monasteri occidentali.
“Il gregoriano è la voce melodiosa che riveste ogni testo della liturgia romana. La sua perfetta unione di forma e contenuto lo hanno reso il canto proprio della Chiesa. La sua tradizione è millenaria: da sempre accompagna la musica sacra dell’Occidente, offrendole una “sorgente” di perenne ispirazione”, ricorda Renato Cadel, direttore della Schola Gregoriana Ghislieri.
“Fin dalle sue origini, il gregoriano ha trovato una speciale dimora nel mondo monastico: lo possiamo ascoltare ancora oggi (ahimè raramente!) nelle abbazie benedettine, oppure lo possiamo immaginare ogni volta che ammiriamo un antico coro ligneo o un codice corale miniato, come alla Certosa di Pavia”.
I codici miniati tornano protagonisti
Durante le visite del 21 giugno saranno eseguiti brani tratti proprio dai corali cinquecenteschi della Certosa, oggi oggetto di un importante intervento di restauro.
“Passeggiate gregoriane vuole essere una nuova proposta di ascolto extra-liturgico del gregoriano, che unisce la passione per l’arte all’interesse (o curiosità) per la musica sacra. La Schola Gregoriana accompagnerà i visitatori, offrendo tre brevi momenti di canto in luoghi significativi (come il coro della Basilica). Con una particolarità: i brani che saranno eseguiti sono tratti dagli splendidi corali cinquecenteschi oggetto di restauro. Il repertorio dei codici (certamente gregoriano) riporta fedelmente la tradizione melodica propria dell’Ordine certosino; dunque, le note riferiscono da sole il contesto dei manoscritti, a prescindere dalle decorazioni. Tra i canti che eseguiremo, l’introito mariano Salve sancta parens presenta una miniatura particolare, con San Giuseppe e la Madonna che porgono il Bambino a un fedele d’eccezione: Gian Galeazzo Visconti”.
Un appuntamento che vuole restituire alla Certosa la sua dimensione originaria: un luogo dove arte, fede, architettura e musica possano tornare a dialogare.
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Giada Bigardi
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