I risultati dello studio clinico di Fase IIb su volixibat, presentati al Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato, aprono nuove prospettive per il trattamento di uno dei sintomi più invalidanti della patologia
Riceviamo e pubblichiamo.
I nuovi dati provenienti da uno studio clinico di Fase IIb sul farmaco volixibat indicano un possibile cambiamento di scenario per la colangite sclerosante primitiva, PSC.
Per chi convive con questa patologia il prurito è infatti uno degli aspetti più invalidanti, ma secondo questo recente studio vi è un’attenuazione rapida e clinicamente significativa del sintomo nei pazienti trattati.
A comunicare il raggiungimento dell’endpoint primario dello studio è stata l’azienda farmaceutica Mirum: i dati completi della sperimentazione sono stati illustrati al Congresso dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato, EASL, che si è svolto a Barcellona a fine maggio.
Un miglioramento del prurito colestatico potrebbe rappresentare una svolta per le persone affette da questa malattia epatica, per la quale non sono ancora disponibili terapie autorizzate in grado di intervenire in maniera specifica sulla progressione della patologia o sui suoi sintomi principali.
Una malattia rara con forte impatto sulla qualità della vita
La colangite sclerosante primitiva, PSC, è una malattia epatica immunomediata cronica caratterizzata da infiammazione e cicatrizzazione dei dotti biliari intra ed extraepatici.
Il conseguente ostacolo al deflusso della bile determina un danno epatico progressivo che può evolvere fino alla cirrosi e, nei casi più gravi, comportare la necessità di trapianto di fegato.
Si tratta di una patologia rara: le stime epidemiologiche disponibili in Italia sono eterogenee e probabilmente influenzate dal diverso grado di completezza dei database utilizzati.
Alcune fonti riportano circa 500 casi ma evidenze regionali, come quelle del Registro Toscano Malattie Rare, suggeriscono che il numero reale di pazienti possa essere più elevato.
La PSC è una condizione ad elevato impatto clinico: le principali manifestazioni includono dolore addominale, fatigue, estrema stanchezza, e, soprattutto, un prurito intenso e persistente che fino al 91% dei pazienti sperimenta nel corso della malattia e che è capace di compromettere in modo rilevante il riposo notturno e le normali attività quotidiane.
Secondo quanto emerso da una recente indagine internazionale, il 42% delle persone affette da colangite sclerosante primitiva riporta un prurito di intensità moderata o severa, con un significativo impatto negativo sulla qualità della vita.
A complicare ulteriormente la gestione della malattia contribuisce anche un aumentato rischio di neoplasie delle vie biliari e di altre complicanze epatiche severe.
La nuova terapia contro il prurito colestatico
In questo scenario si colloca volixibat, una terapia orale sperimentale appartenente alla classe degli inibitori del trasportatore ileale degli acidi biliari, inibitori di IBAT.
Il meccanismo d’azione del farmaco mira a ridurre il riassorbimento degli acidi biliari nell’intestino, interrompendo il loro ricircolo tra intestino e fegato.
La conseguenza è una diminuzione dei livelli intraepatici e circolanti di acidi biliari, con un potenziale beneficio sul prurito e sugli altri disturbi tipici delle patologie colestatiche.
Attualmente volixibat è in via di sviluppo per il trattamento di due malattie colestatiche croniche del fegato, ossia per la colangite sclerosante primitiva, PSC, nello studio di Fase IIb VISTAS, e per la colangite biliare primitiva, PBC, nello studio di Fase IIb VANTAGE, dove il farmaco ha già mostrato segnali preliminari incoraggianti e un profilo di sicurezza complessivamente favorevole, caratterizzato soprattutto da disturbi gastrointestinali transitori e di gravità lieve o moderata.
Lo studio clinico VISTAS
La sperimentazione di Fase IIb VISTAS è un trial condotto a livello internazionale randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, e ha coinvolto 158 pazienti con colangite sclerosante primitiva e prurito associato.
I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi in base all’intensità di questo sintomo al basale, valutata attraverso la scala a 11 punti ItchRO, Adult Itch Reported Outcome, in cui 0 equivale a nessun prurito e 10 al prurito peggiore immaginabile.
Il gruppo principale comprendeva 111 partecipanti con sintomi da moderati a severi, mentre il gruppo secondario ne includeva 47 con manifestazioni più lievi; i pazienti di entrambe le coorti sono stati trattati con volixibat alla dose di 20 mg due volte al giorno o con placebo.
L’endpoint primario dello studio, valutato nel gruppo principale, era la variazione del punteggio medio del prurito rispetto al basale, calcolata, sempre in base alla scala ItchRO, come media delle ultime dodici settimane di trattamento, fino alla settimana 28.
Nei pazienti, dunque, si è osservato un calo statisticamente significativo del prurito rispetto al placebo: nel gruppo principale la riduzione è stata di 2,72 punti rispetto al valore iniziale, con una differenza rispetto al placebo pari a 1,64 punti.
Un aspetto rilevante riguarda la rapidità della risposta alla terapia, con segnali di miglioramento emersi già nelle prime due settimane di trattamento.
Riscontri positivi sono stati osservati anche nel gruppo con sintomatologia più lieve, il che suggerisce un effetto consistente del farmaco a prescindere dal livello di gravità della malattia.
Dal punto di vista della sicurezza, il profilo di tollerabilità di volixibat è risultato in linea con quanto atteso per i farmaci inibitori di IBAT: gli effetti indesiderati più comuni hanno interessato l’apparato gastrointestinale, accompagnati da variazioni in alcuni parametri epatici di laboratorio.
Verso l’avvio del percorso di approvazione del farmaco
Sulla base dei risultati ottenuti, Mirum prevede di intraprendere a breve un confronto con la Food and Drug Administration (FDA) statunitense e con le principali agenzie regolatorie globali per definire i primi passaggi verso l’eventuale autorizzazione di volixibat, con l’obiettivo di rendere disponibile il farmaco ai pazienti nei prossimi anni.
Secondo gli sperimentatori, i dati provenienti dallo studio clinico VISTAS rappresentano un segnale rilevante in una patologia caratterizzata da un bisogno clinico ancora largamente insoddisfatto e potrebbero aprire la strada alla prima terapia destinata in maniera specifica al controllo del prurito nella colangite sclerosante primitiva.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link




