l’intelligenza artificiale entra nella filiera bufalina – Ruminantia – Web Magazine del mondo dei Ruminanti


La trasformazione digitale della zootecnia non è più una prospettiva futura, ma una realtà che sta già ridefinendo il modo di allevare, gestire e valorizzare la filiera della mozzarella di bufala. In questo scenario nasce ESPERIA Academy, un progetto promosso dal CeSMA – Università degli Studi di Napoli Federico II, in qualità di capofila, con l’obiettivo di formare nuove figure professionali capaci di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale, sensoristica avanzata e tecnologie digitali applicate al comparto bufalino. ESPERIA, acronimo di “Educazione e Sviluppo di Profili Emergenti con competenze Rilevanti in Intelligenza Artificiale” è un progetto sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale, nell’ambito del Bando vIvA, con il supporto di Google.org, e punta a creare competenze concrete per accompagnare la modernizzazione della filiera della mozzarella di bufala campana.

Dall’idea alla realizzazione

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il settore zootecnico sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Oggi allevatori, tecnici e operatori della trasformazione devono confrontarsi con nuove sfide: sostenibilità ambientale, benessere animale, efficienza energetica, gestione dei dati produttivi, tracciabilità e riduzione dei costi. In questo contesto, l’intelligenza artificiale e i sistemi digitali possono offrire strumenti decisivi per migliorare produttività e competitività. Considerando che tali sistemi richiedono personale adeguatamente formato, il progetto ESPERIA punta a colmare l’attuale “digital mismatch”, ovvero il divario tra innovazione tecnologica e competenze disponibili nel settore. Dal punto di vista tecnico-scientifico, per ciascuna figura professionale, ESPERIA si propone quindi di approfondire temi altamente avanzati: Intelligenza artificiale applicata alla salute animale; Machine Learning e analisi predittiva; Computer Vision per il monitoraggio comportamentale; IoT e sensoristica embedded; Big Data analytics agro-zootecnica; Blockchain per la tracciabilità alimentare; Sistemi DSS per il supporto decisionale; Gestione energetica smart e sostenibilità; Robotica e automazione di stalla; Tecnologie Agritech e Industria 5.0 (solo per citare alcuni degli argomenti che saranno approfonditi nei diversi percorsi formativi).

Partners coinvolti

Il progetto coinvolge partner strategici della filiera bufalina come ANASB, e della formazione, soprattutto in ambito Intelligenza Artificiale come PAIDEA e Perlatecnica, con l’obiettivo di creare un ecosistema formativo capace di mettere in connessione università, imprese, allevatori e giovani professionisti. Tra i corsi previsti figurano “Next Gen Farmer”, l’ “Advanced Digital Veterinary Clinician”, l’ “Agro-Energy & Green Innovation Manager”, l’ “”Operatore di Stalla Smart”, il “Tecnico Zootecnico di Stalla Intelligente”, e il “Casaro Digitale 5.0”. Figure professionali completamente nuove, pensate per una filiera sempre più interconnessa, automatizzata e data-driven.

La filiera bufalina e il contributo di Anasb

Particolarmente rilevante sarà il contributo di ANASB, che mette a disposizione una delle più importanti banche dati bufaline europee, aggiornata ad aprile 2025, comprendente: 1.350.585 capi bufalini registrati; 1.205.998 lattazioni chiuse; 72.596 depositi di DNA; 205.267 capi punteggiati; oltre 6.000 soggetti genotipizzati; dati provenienti da 37 province italiane; 1.052 soci allevatori coinvolti. Questi numeri mostrano chiaramente come la filiera bufalina stia già entrando nell’era dei Big Data e della selezione genetica avanzata. Anche il settore caseario è destinato a beneficiare fortemente di questa evoluzione. Considerando, infatti, che la filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP coinvolge oltre 1.800 allevamenti e più di 20.000 addetti complessivi, di cui oltre 11.000 concentrati nel Mezzogiorno, si capisce bene quanto sia alto il fabbisogno di formazione. Coldiretti stima per il 2024 investimenti superiori a 2,5 miliardi di euro nell’agricoltura digitale e la necessità di almeno 5.000 nuove figure professionali legate alla digitalizzazione delle campagne. La figura del “Casaro Digitale 5.0”, infatti, sintetizza perfettamente il cambio di paradigma in atto: la tradizione artigianale resta centrale, ma viene supportata da strumenti avanzati per il controllo dei processi produttivi, della qualità del latte, della tracciabilità.

Metodologia e coordinamento scientifico

Dal punto di vista scientifico, il coordinamento del progetto è affidato al Professor Francesco Bonavolontà del DIETI – Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, da anni impegnato nello sviluppo di sistemi avanzati di misura, IoT e Intelligenza artificiale applicati all’agrifood e alla zootecnia di precisione.

Co-responsabile del progetto è la dott.ssa Maria Teresa Verde, medico veterinario che ha conseguito un Dottorato di ricerca in Dottorato di Ricerca in Information Technology and Electrical Engineering (ITEE), sviluppando strumenti innovativi, basati su telecamera ad infrarossi e algoritmi di AI per la ricerca di mastiti subcliniche nella bufala, e per la misurazione dell’ingestione di mangime abbinando camere 3D e AI.

Metodologicamente ESPERIA adotterà una didattica ibrida con formazione in presenza, e-learning, project work, simulazioni e attività pratiche in ambienti di “stalla 5.0”. È inoltre prevista l’organizzazione di un Hackathon tematico dedicato alla filiera bufalina digitale, con almeno 10 team multidisciplinari coinvolti nello sviluppo di soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale. Tra i risultati attesi del progetto figurano: formazione di 180 beneficiari diretti; attivazione di 6 percorsi formativi specialistici; certificazione delle competenze per almeno il 90% dei partecipanti; due eventi di job matching; incremento dell’adozione di AI nelle aziende bufaline; diffusione di modelli organizzativi data-driven; aumento della sostenibilità ambientale e del benessere animale.

Fasi operative

Il percorso progettuale è articolato in diverse fasi operative, ciascuna pensata per creare un ecosistema stabile tra università, imprese, professionisti e territorio. La prima fase ha riguardato la definizione del modello formativo, l’analisi dei fabbisogni della filiera e la costruzione del partenariato tecnico-scientifico. In questa fase sono stati coinvolti partner strategici come il CeSMA dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, soggetto responsabile, Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina (ANASB), PAIDEA, Perlatecnica, con il supporto di CIPAB, FIDSPA e ordini professionali veterinari e agrotecnici della Campania.  L’obiettivo era definire: i profili professionali emergenti; i moduli formativi; le tecnologie abilitanti; le metodologie didattiche; le attività pratiche in ambiente “stalla 5.0”. Successivamente il progetto ha strutturato i sei percorsi formativi principali.

La fase attuale: reclutamento e costruzione della community ESPERIA

Oggi ESPERIA entra nella fase più strategica: il reclutamento dei partecipanti e dei professionisti che contribuiranno alla crescita della filiera bufalina digitale.

Il progetto è attualmente aperto a:

  1. giovani interessati ai lavori del futuro nell’agrifood e nel Precision Livestock Farming;
  2. studenti e neodiplomati;
  3. NEET e disoccupati;
  4. operatori agricoli e di stalla;
  5. casari;
  6. allevatori;
  7. veterinari;
  8. tecnici zootecnici;
  9. agronomi;
  10. professionisti che vogliono aggiornare le proprie competenze.

Parallelamente è aperta anche la fase di coinvolgimento di:

  1. docenti universitari;
  2. ricercatori;
  3. professionisti del settore agritech;
  4. veterinari;
  5. esperti AI;
  6. tecnici della sensoristica;
  7. specialisti di sostenibilità;
  8. professionisti dell’automazione e dell’Industria 5.0.

ESPERIA Academy vuole, infatti, costruire una rete interdisciplinare di competenze che possa offrire un contributo concreto alla crescita tecnologica della filiera, creando una community permanente di innovazione per tutta la filiera bufalina.

La fase attuale di reclutamento, guidata da Perlatecnica e supportata dall’esperienza di tutti i Partner, rappresenta quindi un momento cruciale: è il punto di partenza per costruire il capitale umano che guiderà la trasformazione digitale della zootecnia italiana nei prossimi anni!

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 Redazione Ruminantia

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