Forlì sito strategico, nessuna certezza per Cerreto. E resta il nodo esuberi


Roma, 21 luglio 2026 – “Ora ci aspettiamo che l’azienda dia seguito al confronto, definendo tempi certi per il processo di transizione e presentando una nuova proposta industriale già nel prossimo tavolo che sarà convocato ai primi di ottobre, dopo gli incontri tecnici già fissati per il 3-4 settembre, che assicuri prospettive concrete per il futuro di Electrolux in Italia“.

 È quanto dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo su Electrolux a cui hanno partecipato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i vertici dell’azienda, i rappresentanti delle Regioni e le organizzazioni sindacali e datoriali.

Nel corso del tavolo di oggi, Urso ha ribadito che la vertenza Electrolux è un caso europeo, non solo nazionale, evidenziando che negli ultimi sei anni sono già stati chiusi 25 stabilimenti dell’elettrodomestico in Europa.

“Il Governo – ha argomentato il ministro – è al lavoro con determinazione per creare le condizioni necessarie a una soluzione condivisa, concreta e sostenibile, che tuteli tutti i lavoratori, eviti i licenziamenti e salvaguardi gli stabilimenti e le produzioni in Italia. I precedenti incontri tecnici e il tavolo odierno rappresentano un primo passo importante del percorso che ci eravamo prefissati, sul quale continueremo a lavorare con la massima determinazione”.

Il punto di vista dei sindacati. La Fiom: “Passi avanti, ma non bastano” 

Parzialmente soddisfatti i sindacati. “Sono stati fatti sicuramente passi nella vertenza Electrolux al termine dei tre tavoli tecnici che si sono svolti. Ora è necessario chiarire i vincoli a garanzia del perimetro industriale e occupazionale. Nel corso del tavolo di oggi al ministero, l’azienda si è detta disponibile a impegnarsi per una risoluzione positiva della vertenza. Il punto è che Electrolux deve confermare che il nuovo piano non prevederà i 1.700 esuberi, nè la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi“. Lo mettono in chiaro, in una nota congiunta, Michele De Palma, segretario Fiom-Cgil, e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico. 

La Cisl: “Risultati finora insufficienti”

La Fim Cisl giudica insufficienti gli esiti del secondo tavolo al Mimit sulla vertenza Electrolux e chiede maggiori garanzie occupazionali in vista del prossimo incontro di settembre. “I piccoli passi mossi nei tavoli tecnici di questi mesi non sono sufficienti a mettere in sicurezza l’occupazione e il futuro del settore degli elettrodomestici in Italia”, afferma il sindacato, secondo cui il piano presentato dall’azienda “prefigura un inaccettabile processo di deindustrializzazione”.

La sigla prende atto degli investimenti confermati per lo stabilimento di Forlì sui piani di cottura a gas e sulla gamma forni, definiti “un segnale che va nella giusta direzione”, ma ribadisce che “servono garanzie chiare sui volumi produttivi e sulla piena tenuta occupazionale dello stabilimento”.

Il corteo dei lavoratori Electrolux a Cerreto d’Esi

La Fim Cisl esprime inoltre “forte preoccupazione” per il proseguimento del trasferimento di produzioni da Cerreto d’Esi verso l’estero e giudica “del tutto inaccettabile” l’ipotesi di passare da due turni a uno solo negli stabilimenti italiani. 

«Chiediamo interventi straordinari al Governo, per cambiare la traiettoria industriale di Electrolux e dell’elettrodomestico in Italia, non solo per mitigare le ricadute sociali». Lo hanno dichiarato Vera Buonomo, segretaria confederale Uil, e Davide Sperti, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, al termine dell’incontro al ministero.

Il Comune di Forlì: “Confermato il sito come strategico”

“Per noi questa è la battaglia delle battaglie”, ha commentato l’Assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Forlì, Kevin Bravi, all’uscita dal Ministero, dove ha preso parte al tavolo di confronto. “Dopo l’incontro del 15 giugno, speravamo che i vertici di Electrolux si ripresentassero al tavolo delle trattative con un nuovo piano di riorganizzazione che garantisse il rientro dei licenziamenti e la continuità produttiva dello stabilimento forlivese. Usciti dal Ministero, possiamo dirci parzialmente soddisfatti. Purtroppo il primo obiettivo non è stato raggiunto perché l’azienda, di fatto, ha tenuto in piedi il vecchio piano industriale, quello che tiene in scacco oltre 1700 operai in tutta Italia. Questo è certamente l’aspetto più grave, quello che maggiormente ci preoccupa. Dall’altra parte, invece, quello forlivese è stato confermato come sito strategico per il mantenimento della capacità produttiva, con l’obiettivo di garantire volumi superiori a 200.000 pezzi. Il nuovo piano di rilancio ipotizzato per lo stabilimento di Forlì prevede investimenti mirati su due direttrici principali: i piani a gas e i forni elettrici. Questo è un primo passo in avanti e una buona notizia per la nostra comunità”. 

Piccoli passi avanti al tavolo Electrolux – dice l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia – ma che non sono ancora risolutivi. L’azienda apre alla possibilità di mantenere parte delle produzioni inizialmente destinate allo smantellamento e ad integrarle con altre nuove, ma rimangono incertezze significative sull’effettivo impatto occupazionale e del volume produttivo”.

Il fronte marchigiano: preoccupazione per Cerreto d’Esi

Electrolux: il presidio a Cerreto d'Esi

Electrolux: il presidio a Cerreto

“È fondamentale che tutti e cinque gli stabilimenti vengano mantenuti e garantiti. Ho chiesto chiarezza sul sito di Cerreto”. Lo ha detto l’assessore regionale delle Marche Tiziano Consoli.

Nel corso dell’incontro Consoli ha richiamato l’attenzione sul trasferimento in Polonia di alcuni codici di produzione che, secondo l’azienda, sarebbe avvenuto per prove tecniche. «Questo non va bene perché non rispecchia il quadro regolatorio indicato dal ministro, che aveva chiesto di individuare soluzioni diverse», ha affermato La Regione ha quindi ribadito la necessità di fare piena chiarezza sul futuro dello stabilimento di Cerreto d’Esi: «Mentre per gli altri si parla di innovazione, competitività e nuovi mercati, per Cerreto non sono ancora emerse soluzioni concrete». (ANSA).


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