Il parapetto in vetro si è affermato come una delle soluzioni più richieste per balconi, terrazze, facciate e bordi a sbalzo. Trasparenza, pulizia estetica e leggerezza visiva lo rendono attraente tanto per i progettisti quanto per i committenti. Ma dietro a questa soluzione “apparentemente semplice” si nascondono criticità tecniche che richiedono competenze specifiche e sistemi all’altezza.
La prima riguarda la stabilità percepita. Un parapetto può essere pienamente conforme alle normative, ma se vibra o trasmette sensazione di movimento sotto carico, l’utente lo percepisce come insicuro. La rigidità del sistema – e in particolare la qualità del vincolo alla base – è quindi determinante non solo per le prestazioni strutturali, ma anche per il comfort nell’uso quotidiano.
La seconda criticità è legata alla variabilità del cantiere. Solette non perfette, pendenze, stratigrafie diverse, impermeabilizzazioni, quote irregolari: sono condizioni ordinarie che si amplificano lungo l’altezza del parapetto. Per gestirle senza improvvisazioni, il sistema deve consentire regolazioni precise e ripetibili direttamente in opera.
A queste si aggiungono le condizioni operative di posa: su balconi, facciate e bordi a sbalzo spesso non è possibile lavorare da entrambi i lati, il che aumenta complessità, tempi e rischi per gli operatori.
E poi c’è la durabilità nel tempo: acqua, agenti atmosferici, drenaggi e guarnizioni non sono dettagli da rimandare a fine progetto, vanno previsti e progettati fin dall’inizio.
Installazione di parapetto in vetro con sistema DEFENDER ONE su terrazza residenziale affacciata sul paesaggio rurale
DEFENDER ONE, come cambia la posa dei parapetti in vetro?
È in questo contesto che nasce DEFENDER ONE, il sistema di parapetto in vetro sviluppato da Saint-Gobain Logli, azienda italiana specializzata in soluzioni e accessori tecnologici per il fissaggio del vetro, parte del gruppo Saint-Gobain dal 2018.
Sistema DEFENDER ONE in contesto sportivo: soluzione ad alta continuità visiva per tribune e aree spettatori
Il concept alla base è quello che Saint-Gobain Logli definisce “democratizzazione” della posa: più soluzioni entrano nel mercato, più diventa essenziale guidare la filiera con sistemi sicuri, ripetibili e supportati da competenze.
DEFENDER ONE è progettato per essere installato da un solo lato, quello interno, e per consentire tutte le operazioni di regolazione e fissaggio dall’alto, con un semplice avvitatore. Nessuna colla, nessun attrezzo speciale. Una sequenza sintetizzabile in tre passaggi: blocco – allineo – fisso.
Il cuore del sistema è un vincolo brevettato che garantisce al vetro un appoggio continuo sul lato esterno: una scelta tecnica che consente alla lastra di esprimere il massimo della propria resistenza, con un fissaggio su 4 punti testato fino a 6 kN/m. Il risultato è un sistema che trasmette un senso di rigidezza e solidità “assoluto”.
DEFENDER ONE – sezione verticale: schema del fissaggio su 4 punti testato fino a 6 kN/m
DEFENDER ONE: posa in 3 step
La procedura di installazione di DEFENDER ONE si articola in tre step:
1. Bloccaggio superiore: la prima vite stabilizza e guida la lastra nella posizione corretta.
2. Regolazione dell’inclinazione: la seconda vite consente una regolazione fino a ±1,5°, per allineare con precisione la testa del vetro anche su supporti non perfetti.
3. Bloccaggio finale alla base: la terza vite chiude il vincolo e rende definitivo il fissaggi
DEFENDER ONE – sezione orizzontale: schema della sequenza di serraggio con le tre viti di bloccaggio, regolazione e fissaggio finale
A questo si aggiunge una regolazione in altezza fino a +5 mm, inclusa nella dotazione standard dei kit, per gestire dislivelli e uniformare la quota tra lastre adiacenti.
Un dettaglio operativo importante riguarda la coppia di serraggio indicata nelle istruzioni: 1 Nm. Non si stringe “a sensazione”, ma si applica una forza precisa e verificabile, uno strumento utile anche per caposquadra e direttore dei lavori, che possono monitorare con facilità la conformità del montaggio.
A completare il sistema, una serie di accorgimenti pensati per il cantiere reale: fori di fissaggio più ampi per velocizzare le operazioni, area di compensazione che semplifica l’uso di ancoranti chimici, dettagli che, sommati, riducono tempi e margini di errore in maniera significativa.
Per approfondire DEFENDER ONE direttamente dalla voce di Lorenzo Piscitelli, Technical & R&D Manager di Saint-Gobain Logli, guarda l’intervista completa.
Acqua, drenaggio e durabilità: il progetto del nodo
Per i parapetti da esterno, la gestione dell’acqua non è un dettaglio: è uno dei principali fattori che determinano la durabilità nel tempo. La zona di incastro è tra le più critiche e meno ispezionabili dell’intero sistema, se non viene gestita correttamente, si creano le condizioni per ristagni, infiltrazioni e degrado progressivo.
DEFENDER ONE integra soluzioni pensate specificamente per questo tema: la possibilità di uno scolo integrato nel profilo, per drenare sia il profilo sia il piano di posa; e la presenza di un vano tecnico con area di compensazione alla base, che facilita l’applicazione di sigillanti in corrispondenza degli ancoraggio.
Sistema DEFENDER ONE su parapetto in vetro a bordo tribuna: trasparenza totale verso il campo, separazione delle aree garantita
Nei casi più complessi, come i profili annegati, il nodo viene studiato in fase di progetto con il supporto tecnico Saint-Gobain Logli, per definire vie di deflusso ottimali e soluzioni su misura.
Per la manutenzione ordinaria, le indicazioni sono semplici: pulizia con detergenti neutri e controlli periodici su guarnizioni e zone di drenaggio. Per la manutenzione straordinaria, come la sostituzione di una lastra, la procedura prevede semplicemente di invertire la sequenza di posa, sostituire il vetro e ripetere il montaggio. Un’operazione rapida, senza attrezzi speciali, e che, in assenza di danni o usure anomale, consente di riutilizzare i componenti esistenti.
Sistema DEFENDER ONE applicato a parapetto in vetro in ambiente commerciale su larga scala
Standard e su misura: il supporto tecnico di Saint-Gobain Logli
DEFENDER ONE è disponibile come kit con componenti pronti per la posa, pensati per coprire le esigenze più comuni con velocità e semplicità. Ma il valore che Saint-Gobain Logli porta al mercato non si esaurisce nel prodotto: è un approccio a sistema, fatto di documentazione tecnica, formazione, consulenza e supporto su cantieri complessi.
Installazione DEFENDER ONE su copertura praticabile: posa da lato interno con accesso limitato al bordo
Per esigenze che superano i parametri standard, resistenze superiori a 6 kN/m, stratigrafie particolari, integrazione con sistemi di impermeabilizzazione, l’ufficio tecnico è in grado di studiare e validare soluzioni dedicate.
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Rossella di Gregorio
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