Siena, 29 ottobre 2026 – In corso a Siena l’assemblea di Mps chiamata a deliberare sul piano messo a punto dall’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, per resistere all’Opas di Intesa Sanpaolo. E’ un momento chiave per il futuro della banca. La città attende con fibrillazione cosa sarà dell’istituto cardine dell’economia senese. Nel centro direzionale di Via Mazzini è presente il 65,86% del capitale sociale. Il nutrito ordine del giorno prevede che prima vengano esaminati i cinque punti della parte ordinaria, a partire dalla nomina dei consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, e successivamente i cinque punti della parte straordinaria. La fusione con Mediobanca, l’offerta di scambio con Banco Bpm e quella con Banca Generali rappresentano i punti uno, tre e quattro della parte straordinaria, mentre il dividendo da 4 miliardi di euro è l’ultimo punto della parte ordinaria.
“Senza l’ultimatum di Intesa la partita sarebbe aperta”
Il voto di oggi sulle Ops di Mps su Banco Bpm e Banca Generali deve “essere letto nel contesto nel quale si è formato. L’ultimatum posto da Intesa Sanpaolo ha compresso lo spazio per un confronto tra piu’ opzioni alternative. Senza quell’ultimatum, la partita sarebbe ancora aperta” e “le nostre proposte avrebbero potuto essere esaminate nel merito, con maggiore tempo e con tutti gli elementi informativi necessari”. Lo ha detto, all’assemblea di Mps, l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, per il quale dunque “il voto può misurare i numeri di oggi” ma “non può riscrivere il merito industriale delle proposte, né cancellare il valore creato dalla nostra iniziativa”.
“Questo non è il verdetto finale sul futuro del Monte”
“Il risultato di questa assemblea non va letto come esito dell’offerta e non determina, da solo, il futuro del Monte”. Lo dice l’Ad di Mps, Luigi Lovaglio, parlando all’assemblea di Mps. “Tra il voto di oggi e l’obiettivo dichiarato dall’offerente c’è ancora una strada lunga, come il procedimento antitrust. Solo allora sarà possibile conoscere con maggiore chiarezza il perimetro effettivo dell’operazione, gli eventuali correttivi e le condizioni complessive sulle quali gli azionisti saranno chiamati a decidere, documenti da pubblicare, condizioni da conoscere e adesioni effettive da raccogliere. Il voto di oggi è solo un passaggio. Non è il verdetto finale sul futuro del Monte”, conclude.
Bocciata fusione con Mediobanca
L’assemblea di Mps ha bocciato la proposta di fusione tra Mediobanca e il Monte dei Paschi di Siena. La delibera, per la cui approvazione sarebbero serviti i due terzi dei voti, ha raccolto il voto contrario del 63,65% del capitale presente, quello favorevole del 32,91% mentre gli astenuti sono stati il 3,42%.
Dipendenti di Mps fuori dall’assemblea dei soci (Foto Lazzeroni)
Lovaglio: “Abbiamo fatto l’impossibile”
“Abbiamo mantenuto le nostre promesse, in questi 4 anni abbiamo fatto ciò che molti ritenevano impossibile, e lo abbiamo fatto con lavoro, disciplina e risultati – dice l’ad di Mps Luigi Lovaglio in assemblea. Se mi si consente una metafora calcistica – ha aggiunto – qualche gol l’abbiamo fatto anche da calcio d’angolo, ma c’è una cosa di cui siamo particolarmente orgogliosi: quei gol li abbiamo segnati giocando la partita, non cambiando le regole del campionato”, ha proseguito Lovaglio per il quale “tutto questo è stato possibile grazie alla forza delle nostre persone, all’attaccamento dei nostri clienti e all’identità straordinaria di un’organizzazione che porta sulla propria pelle una data: 1492. L’anno in cui questa meravigli ebbe inizio. Conoscevamo le posizioni di alcuni azionisti rilevanti e sapevamo che l’aritmetica della fusione sarebbe stata difficile. Ci ha sorpreso, invece, il cambio di rotta di Intesa Sanpaolo: inizialmente favorevole alla fusione e successivamente orientata ad auspicarne la mancata approvazione. Quando un attore così rilevante cambia posizione in modo cosi netto il contesto dell’assemblea cambia di conseguenza”.
E aggiunge: “Ciò che proponiamo ai nostri azionisti è il completamento di un progetto che ha visto un plebiscito all’assemblea Mps dello scorso anno e un’adesione massiccia da parte degli azionisti di Mediobanca – ha proseguito -. Il mercato, e in particolare i fondi e gli altri investitori istituzionali, hanno continuato a manifestare con chiarezza una valutazione positiva del progetto. Per noi, il prevalente sostegno anche oggi di una componente qualificata dell’azionariato istituzionale internazionale rappresenterebbe un segnale forte e chiaro del valore del nostro progetto”.
Il presidio dei lavoratori, “Mps un patrimonio italiano”
Un centinaio di persone al presidio promosso da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede dell’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi, a Siena, per chiedere la tutela dell’occupazione e del legame tra la banca e il territorio. “Monte dei Paschi è Siena e un patrimonio per tutto il Paese” è il messaggio della mobilitazione, alla quale i sindacati hanno invitato anche le istituzioni e la comunità senese, mentre è in corso l’assemblea chiamata a esaminare il futuro dell’istituto. “Di fronte a uno smembramento e a inevitabili sovrapposizioni si rischiano i posti di lavoro”, avverte Alice D’Ercole, segretaria generale della Cgil di Siena. Sul territorio, ricorda, ci sono 2.200 dipendenti diretti e oltre mille lavoratori dell’indotto. Le preoccupazioni riguardano i possibili licenziamenti nell’indotto, la mobilità del personale e le opportunità occupazionali che potrebbero venire meno. D’Ercole richiama inoltre la stima della Camera di commercio di una possibile perdita fino a dieci punti di Pil per il territorio. Per Riccardo Pucci, segretario generale della Cisl di Siena, il risanamento del Monte deve essere riconosciuto innanzitutto alle lavoratrici e ai lavoratori, insieme alla città e alle istituzioni. “Il nostro impegno come organizzazione sindacale è quello a tutela del lavoro”, afferma, esprimendo il timore che quella dell’assemblea possa essere ricordata come una giornata storica in senso negativo.
“È patrimonio italiano, quindi bisogna che in qualche modo questo patrimonio venga tutelato”, aggiunge. Massimo Martini, coordinatore provinciale della Uil di Siena, sottolinea il legame tra l’istituto e la comunità: “Siena è legata alla banca, la banca è legata a Siena ma è legata alla comunità”. Un rapporto che passa anche dalla fedeltà dei correntisti negli anni difficili del Monte. “Non ci scordiamo mai dei correntisti di questa banca”, afferma Martini, chiedendo di tutelare dipendenti, clienti e presenza dell’istituto sul territorio. “Tutti insieme dobbiamo cercare di salvaguardare la nostra banca, la nostra banca di Siena e fare in modo che si trovi la miglior soluzione”, conclude.
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