23/06/2026 – È stato pubblicato il Prezzario unico del cratere del Centro Italia 2026, il riferimento tecnico-economico per determinare i costi degli interventi di ricostruzione pubblica e privata nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal sisma 2016.
L’Ordinanza 276/2026 del Commissario straordinario alla ricostruzione, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 18 giugno 2026, aggiorna il Prezzario unico del cratere 2022 e introduce disposizioni di coordinamento con il Testo Unico della Ricostruzione Privata.
Il nuovo prezzario serve per redigere i computi metrici estimativi, costruire i quadri economici, verificare la congruità tecnico-economica delle lavorazioni e determinare il contributo concedibile.
Perché è stato aggiornato il Prezzario unico del cratere
L’aggiornamento nasce dall’esigenza di adeguare i valori economici alle condizioni effettive del mercato e alle specificità della ricostruzione post-sisma.
L’Ordinanza evidenzia che il cratere presenta condizioni particolari: elevato numero di interventi, concentrazione della domanda di lavori, difficoltà operative dei cantieri, reperimento complesso di manodopera specializzata, materiali e servizi. A questi fattori si sono aggiunti, dal 2022, gli effetti dell’aumento dei costi delle materie prime, dell’energia, dei trasporti, dei noli e della componentistica impiantistica.
Il PUC 2026 è quindi concepito come uno strumento unitario, autonomo rispetto ai prezzari regionali, per garantire uniformità di trattamento tra territori, maggiore coerenza nelle istruttorie e una base aggiornata per progettisti, imprese, Uffici speciali per la ricostruzione e stazioni appaltanti.
Prezzario cratere 2026, cosa cambia per tecnici e progettisti
Il nuovo prezzario è stato elaborato in conformità al Codice dei Contratti Pubblici e all’Allegato I.14 sui criteri di formazione e aggiornamento dei prezzari.
Rispetto all’edizione precedente, il PUC 2026 introduce una struttura più articolata e operativa. I prezzi delle opere compiute riportano il dettaglio dell’incidenza percentuale di prodotti, risorse umane e attrezzature; sono inoltre disponibili le analisi prezzi e i file relativi alle risorse elementari utilizzate per la definizione dei prezzi.
Secondo la nota metodologica, il PUC 2026 contiene 18.161 prezzi di opere compiute, con 3.305 articoli in più rispetto all’edizione 2022, pari a un incremento del 24,40%.
Tra le nuove voci e gli ambiti maggiormente implementati rientrano strutture in legno, consolidamenti di strutture lignee, sistemi FRCM, FRP e CRM, interventi antisfondellamento, bonifiche da amianto, calcestruzzi prestazionali, prefabbricati in calcestruzzo, soluzioni CAM, murature evolute, infissi, pompe di calore, impianti ibridi ed edilizia sanitaria e scolastica.
Costi parametrici, aumenti per livelli operativi L0-L4
L’Ordinanza interviene anche sui costi parametrici del Testo Unico della Ricostruzione Privata, prevedendo un adeguamento collegato all’applicazione del PUC 2026.
L’incremento è differenziato in base al livello operativo degli edifici:
+1% per gli edifici con livello operativo L0;
+2% per gli edifici con livello operativo L1-L2-L3;
+4% per gli edifici con livello operativo L4.
L’aumento maggiore riguarda quindi gli interventi su edifici L4, in particolare quelli per i quali è stato registrato un accollo più significativo nelle richieste di contributo relative a interventi con demolizione e ricostruzione presentate attraverso la piattaforma Ge.Di.Si.
Maggiorazioni per legno, isolamento sismico e dissipazione di energia
Il PUC 2026 è accompagnato da nuove maggiorazioni orientate a favorire soluzioni tecniche coerenti con gli obiettivi di sicurezza, sostenibilità e qualità della ricostruzione.
Per gli edifici a prevalente destinazione abitativa, l’incremento del contributo per la realizzazione di solai in legno su almeno il 70% della superficie complessiva dei solai passa fino al 5%.
Per le strutture portanti in legno, nei casi di demolizione e ricostruzione di edifici con livello operativo L4, la maggiorazione sale al 15%. Può arrivare al 20% se almeno l’80% del legno massiccio utilizzato, calcolato sulla massa ammessa a contributo, è stato tagliato e lavorato entro 200 chilometri dal cantiere.
Sono inoltre previste maggiorazioni del 10% per interventi che utilizzano sistemi di isolamento sismico e del 5% per interventi con sistemi di dissipazione di energia, anche quando non è prevista la demolizione dell’edificio.
Per accedere a questi incrementi, il beneficiario deve presentare espressa rinuncia alle disposizioni del Superbonus richiamate dall’articolo 119, commi 1-ter e 4-quater, del Decreto Rilancio, qualora siano state richieste.
Ricostruzione privata, quando si applica il PUC 2026
Per la ricostruzione privata, il PUC 2026 si applica ai procedimenti per la concessione dei contributi avviati sulla base di domande presentate dopo l’entrata in vigore dell’Ordinanza.
Per le domande già presentate alla data di entrata in vigore dell’Ordinanza e non ancora definite con provvedimento di concessione del contributo, resta ferma, in via generale, l’applicazione del Prezzario unico del cratere 2022.
Il soggetto istante può però chiedere l’applicazione del PUC 2026 attraverso una variante in Ge.Di.Si., con aggiornamento del computo metrico estimativo e revisione complessiva del quadro tecnico-economico, da sottoporre alla verifica dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione.
Per gli interventi già dotati di provvedimento di concessione del contributo alla data di entrata in vigore dell’Ordinanza, resta fermo il prezzario applicato per determinare il contributo.
Le nuove maggiorazioni e gli adeguamenti dei costi parametrici si applicano agli interventi per i quali il contributo è determinato con il PUC 2026. Non si applicano invece agli interventi già decretati per i quali venga presentata una variante finalizzata all’utilizzo dei nuovi prezzi.
Ricostruzione pubblica, regole per nuove progettazioni e progetti in corso
Per la ricostruzione pubblica, il PUC 2026 si applica a tutte le nuove progettazioni di opere pubbliche avviate dopo l’entrata in vigore dell’Ordinanza.
Si applica anche alle progettazioni in corso alla stessa data, se non è ancora intervenuta l’approvazione del progetto da porre a base di gara.
Resta comunque la facoltà delle stazioni appaltanti di applicare o continuare ad applicare i prezzari regionali vigenti nei rispettivi territori, sia per le nuove progettazioni sia per quelle già in corso.
Applicazione anche ai sismi 2022 e 2023 in Marche e Umbria
L’Ordinanza estende l’applicazione del PUC 2026 anche ai processi di ricostruzione pubblica e privata dei territori delle Regioni Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023. La finalità è garantire un trattamento uniforme ai cittadini danneggiati dai diversi eventi sismici che hanno interessato le aree del Centro Italia dal 2016 al 2023.
Entrata in vigore del Prezzario cratere 2026
L’Ordinanza entra in vigore con l’acquisizione del visto di legittimità della Corte dei conti. Il provvedimento è stato registrato dalla Corte dei conti il 22 maggio 2026 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 giugno 2026.
Il PUC 2026 sostituisce il Prezzario unico del cratere 2022 dalla data di efficacia individuata dall’Ordinanza, ferme le disposizioni transitorie previste per ricostruzione privata e pubblica.
Per i professionisti incaricati, il nuovo prezzario diventa quindi il riferimento da verificare in relazione allo stato del procedimento: nuova domanda, domanda già presentata, contributo già concesso, nuova progettazione pubblica o progetto in corso.
Prezzario nazionale dei lavori pubblici, atteso entro fine giugno
L’approvazione del Prezzario unico del cratere 2026 si inserisce in una fase di revisione più ampia del sistema dei prezzari. Infatti, entro la fine di giugno 2026 è atteso il Prezzario nazionale dei lavori pubblici, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 come riferimento annuale per il costo di prodotti, attrezzature e lavorazioni relativi agli appalti di lavori.
Il nuovo strumento nazionale non sostituirà i prezzari regionali o i prezzari speciali, ma avrà una funzione di coordinamento e supporto. Dovrà contribuire al monitoraggio del costo delle opere pubbliche, alla sostenibilità dei quadri economici e a una maggiore omogeneità nella formazione dei prezzi, anche attraverso l’indicazione di soglie territoriali di variazione.
Regioni, Province autonome, stazioni appaltanti ed enti concedenti autorizzati ad adottare prezzari speciali dovranno motivare eventuali scostamenti dalle stime del prezzario nazionale e dalle soglie individuate. La motivazione dovrà avvenire in sede di adozione dei prezzari, quindi nel momento in cui il listino regionale o speciale viene formalizzato o aggiornato.
Il sistema sarà affiancato dall’Osservatorio per il monitoraggio dei prezzari delle opere pubbliche, istituito presso il MIT, chiamato a raccogliere dati, analizzare le dinamiche di mercato, promuovere metodologie omogenee e verificare la coerenza dei costi anche sui principali interventi pubblici.
Su proposta della stazione appaltante, l’Osservatorio potrà esprimere pareri non vincolanti di congruità sui costi dei PFTE relativi a opere pubbliche non ricomprese in contratti di programma e da finanziare in tutto o in parte con contributi statali o dell’Unione europea.
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Rossella Calabrese
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