Il sistema nazionale di gestione degli pneumatici fuori uso (Pfu) si conferma uno dei pilastri più solidi dell’economia circolare e della resilienza economica italiana. I dati emersi dal Report di sostenibilità 2025 di Ecopneus, la principale realtà consortile attiva nel Paese, delineano la maturità di una filiera industriale capace di coniugare la tutela capillare del territorio con l’efficienza economica. Nel corso dell’anno, l’attività di raccolta ha raggiunto volumi straordinari, toccando quota 199.408 tonnellate di Pfu. Questa cifra rappresenta circa il 124% del target ordinario previsto dalla legge, a dimostrazione di un impegno strutturale che va ben oltre gli obblighi normativi.

Il coordinamento logistico ha consentito di evadere circa 52.000 richieste di prelievo presso oltre 20.300 punti di generazione della gomma esausta, coprendo in modo omogeneo tutte le province italiane. Questo presidio costante ha permesso il raggiungimento di uno storico traguardo strategico per l’impianto industriale nazionale: il recupero di materia ha superato il recupero energetico, attestandosi al 51% contro il 49%. Il sorpasso sancisce in modo definitivo la centralità del riciclo e della valorizzazione della gomma, trasformando quello che un tempo era un potenziale rifiuto in una risorsa fondamentale per le applicazioni industriali moderne.
La certificazione scientifica dei benefici ambientali
Per dare una dimensione oggettiva e scientificamente inappuntabile a questi risultati, la filiera ha promosso uno studio approfondito di Life Cycle Assessment (Lca), focalizzato sul bilancio complessivo tra le emissioni legate alle attività operative, che vanno dalla raccolta fino alla trasformazione, e i benefici derivanti dal recupero dei materiali. Lo studio, avviato nel corso del 2025 e certificato dall’organismo indipendente Rina con un aggiornamento già pianificato per il 2026, ha evidenziato un saldo ecologico straordinariamente positivo.
La corretta gestione del parco pneumatici fuori uso ha evitato l’immissione in atmosfera di 131.338 tonnellate di CO2 equivalente, un volume di gas serra che richiederebbe il lavoro annuale di circa 17,5 milioni di alberi per essere naturale assorbito. Sul fronte energetico, il riciclo ha prevenuto il consumo di 1.204.249 MWh di risorse fossili non rinnovabili. Per rendere tangibile questa cifra, si tratta del fabbisogno termico necessario a riscaldare oltre 14 milioni di metri quadrati di edilizia residenziale, oppure dell’energia elettrica utile a illuminare uno stadio calcistico per più di 116.500 partite ufficiali. L’impiego della gomma riciclata in sostituzione dei polimeri vergini ha inoltre abbattuto drasticamente gli indicatori di ecotossicità delle acque dolci e ridotto in modo significativo la diffusione di particolato nell’aria.
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Pneumatici fuori uso: il dividendo economico per il sistema Paese
Oltre ai vantaggi di natura ecologica, l’efficacia del modello Ecopneus genera un impatto macroeconomico di rilievo per le casse dello Stato e per il tessuto industriale privato. Sostituire le materie prime vergini di importazione con i materiali derivati dal trattamento dei Pfu ha generato nel 2025 un risparmio complessivo stimato in 69,7 milioni di euro per l’Italia. Questa importante contrazione dei costi di approvvigionamento estero è legata alla sostituzione di materiali critici come gli elastomeri vergini, il poliuretano, il pet coke e i minerali di ferro.
Giuseppina Carnimeo, direttore generale di Ecopneus, ha evidenziato nella nota stampa che i risultati del 2025 raccontano lo sviluppo di un sistema capace di abilitare una reale economia circolare. Il superamento dei target di legge, reso possibile da una logistica capillare, rappresenta la base per generare un valore misurabile. Secondo la direttrice, il sorpasso del riciclo di materia sulla valorizzazione energetica testimonia la qualità dei processi, mentre i quasi 70 milioni di euro risparmiati sulle importazioni qualificano il riciclo dei pneumatici fuori uso come una risorsa strategica essenziale per la resilienza e l’autonomia economica dell’intero Paese.
Il tesoretto della gomma riciclata: 61,5 milioni di euro
La sola gomma riciclata è copre ben 61,5 milioni di euro di questo tesoretto. Il mercato della Gomma Vulcanizzata Granulata (Gvg) si sta consolidando rapidamente all’interno dei confini nazionali, con l’81% del materiale riciclato che viene assorbito direttamente dalle imprese italiane, segnando un incremento netto rispetto al 77% registrato nel corso del 2024. Il settore dello sport si conferma il principale motore trainante del mercato, assorbendo il 71% della produzione totale attraverso la realizzazione di superfici tecniche e intasi per i campi in erba sintetica.
Il comparto dell’isolamento acustico in edilizia e le applicazioni industriali coprono il 24,6% del mercato, mentre una quota pari a 835 tonnellate è stata assorbita dagli asfalti modificati e dai bitumi, un segmento che ha ricevuto un forte impulso dall’entrata in vigore a pieno regime dei Criteri Ambientali Minimi per le infrastrutture stradali, i cosiddetti Cam Strade.
Innovazione tecnologica sulle autostrade: pavimentazioni e barriere
L’orizzonte di Ecopneus si estende verso la ricerca scientifica e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche d’avanguardia, portate avanti in stretta sinergia con università e istituti di ricerca. Nel corso del 2025, l’ambito infrastrutturale ha visto il consolidamento delle pavimentazioni modificate su arterie ad alto tasso di percorrenza come l’A22 Autobrennero, l’A24 e l’A33 Asti-Cuneo. A questo si è aggiunta la presentazione dei risultati del progetto europeo Life Sneak, focalizzato sulla riduzione dell’inquinamento acustico urbano. Le sperimentazioni condotte su pavimentazioni stradali e tramviarie in aree ad alta densità abitativa hanno dimostrato un abbattimento sensibile del rumore da calpestio e delle vibrazioni, un beneficio integrato dall’adozione delle barriere fonoassorbenti, realizzate unendo gomma riciclata e calcestruzzo.
Il fronte della sicurezza stradale ha registrato il successo dei test, condotti in collaborazione con Anas, sul dispositivo salvavita D.s.m.U. Ecofriendly. Questo sistema di protezione continuo, sviluppato con una mescola specifica da Pfu viene installato sui montanti delle barriere esistenti per attutire la violenza degli impatti e tutelare l’incolumità dei motociclisti assorbendo l’energia cinetica dei sinistri.
Dalla zootecnia ai campi di equitazione passando per lo sport: le applicazioni
Inaspettati e rivoluzionari sono i riscontri ottenuti nel settore della zootecnia di precisione e del benessere animale, grazie alle ricerche avviate con il dipartimento di Medicina Veterinaria dell’università di Perugia. L’installazione di piastre sperimentali in gomma all’interno delle zone di stabulazione e di mungitura negli allevamenti di vacche da latte ha aperto nuove prospettive di cura. I test biomeccanici hanno infatti validato la capacità del materiale di prevenire le patologie podali e i problemi di zoppia bovina, elevando al contempo lo standard igienico delle strutture. Infine, il mondo dello sport ha beneficiato della nascita di una nuova superficie removibile ad incastro per il basket 3×3, omologata ufficialmente dalla Fiba.
Sempre in ambito sportivo e sempre in collaborazione con l’ateneo perugino, il centro Happy Horse di Orvieto ha sviluppato un mix ottimale di sabbia e gomma per i campi da equitazione, una soluzione strutturale capace di salvaguardare le articolazioni dei cavalli e di eliminare quasi totalmente la dispersione di polveri sottili nell’ambiente di lavoro.
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