“Sono rimasta sinceramente colpita” da Donald Trump, “quando l’ho detto ero estremamente sincera. Ho letto le varie ricostruzioni, con presunti video che sarebbero diventati virali in cui il mio atteggiamento poteva sembrare assertivo, piuttosto di ricostruzioni che racconterebbero di” un modo per “distogliere l’attenzione dall’andamento dei negoziati sull’Iran, riportando l’attenzione sulle difficoltà in ambito Nato”, peraltro “si è allargato il fronte nelle ultime ore ad altri paesi..”. “Non so se possono essere vere, ho già detto e ribadito che non intendo continuare ad alimentare questo confronto”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all’iniziativa ‘Il giorno de La Verità’, intervistata dal direttore del quotidiano Maurizio Belpietro sottolineando che in ogni caso “non cambio idea, la politica estera italiana sarà quella degli ultimi 80 anni: mantenere solido il rapporto tra Usa e Ue è quello su cui si basa la forza dell’Occidente”.
“Non vedo rischi di contraccolpo” nei rapporti Italia-Usa dopo le ultime uscite di Donald Trump, “sono due sistemi che hanno una storia di cooperazione talmente antica e solida che non è che si cancella e ridiscute per una discussione sui social media”, ha spiegato sottolineando che “mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane e mesi a livello istituzionale ed economico”.
La premier ha ricordato la visita del ministro Guido Crosetto a Washington e l’export italiano “cresciuto nonostante i dazi americani nell’ultimo periodo, a dimostrazione che i nostri prodotti sono molto ben recepiti”.
“Non intendo continuare ad alimentare questo confronto. Penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità, l’ho anche detto ieri in Consiglio dei ministri rispetto ai prossimi appuntamenti”, ha sottolineato Meloni parlando dello scontro con Donald Trump ed ha chiarito: “Ritengo che il ministro Tajani nell’immediato abbia fatto bene ad annullare la missione negli Usa per dare un segnale. Ma una volta che il messaggio passa non c’è bisogno di andare oltre. A Villa Taverna il governo sarò presente anche per rispetto all’ambasciatore Ferritta, personalità che molto lavora per i rapporti Italia-Usa”.
Italia e Usa hanno rapporti “che non iniziano e finiscono in base a chi governa in quel momento, dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità cui devono stare, parliamo di politica estera come fosse Temptation Island ma è più complessa, lo dico per i meme che vedo girare”, ha aggiunto la presidente del Consiglio rispondendo ancora a una domanda su Donald Trump.
In Libano “l’Italia ha una storia di impegno in prima linea straordinario. Esiste oggi un negoziato parallelo diretto tra Libano e Israele, e anche questo è un quadrante su cui l’Italia può giocare un ruolo di primo piano. È uno dei temi con cui intendo discute con Macron al vertice intergovernativo di giovedì, è una di quelle cose su cui Italia e Francia possono lavorare insieme”, ha quindi evidenziato.
Sul negoziato fra Usa e Iran “sono abbastanza ottimista, anche se so che “non è semplicissimo. Penso che il nostro non debba essere un ottimismo statico, dobbiamo dare mano sul piano diplomatico e anche dando la disponibilità per una missione”, ha proseguito la premier dopo aver sottolineato gli aspetti chiave dell’accordo.
Il primo, ha spiegato, è “il destino del nucleare iraniano: non possiamo consentire che il regime si doti di testate nucleari nel momento in cui ha dimostrato di avere missili a lungo raggio. Noi non ce lo possiamo permettere, i termini dell’accordo su questo devono essere chiari. Nessun paese della regione – ha aggiunto – può e deve sentirsi minacciato, vale per Israele ma anche per i Paesi del Golfo”.
Meloni ha poi indicato il tema della libertà di navigazione, “una grandissima questione. Abbiamo visto come la chiusura di Hormuz abbia impattato sull’economia. Dobbiamo garantire pieno ripristino navigazione, non solo per lo snodo che Hormuz rappresenta ma anche per il precedente che un controllo sullo Stretto di Hormuz comporta”. Per Meloni, “se consentissimo il pagamento di un pedaggio agli iraniani a Hormuz, ci troveremmo in un mondo in cui ogni passaggio può essere considerato come un’arma. È la ragione per cui abbiamo dato la disponibilità, in uno scenario di pace, a una missione per garantire libertà di navigazione: servirebbe l’autorizzazione del Parlamento ma credo che l’Italia dovrebbe fare la sua parte”.
Sulla legge elettorale, ha poi osservato la premier, “sarebbe un peccato tornare indietro”. “Oggi noi siamo visti come un’ancora di stabilità in un’Europa, ieri eravamo un’Italia instabile in una Europa più stabile. Mi auguro più stabilità in Europa ma certamente non voglio che l’Italia torni a essere instabile.
“Non penso sia una legge” che serve “al centrodestra” ma “a chi vince le elezioni per avere i numeri per governare. Quindi vinca il migliore” ma la riforma della legge elettorale “serve all’Italia, sarebbe devastante tornare indietro”.
“Che cosa fa la legge elettorale: non dà un vantaggio a nessuno, è una legge proporzionale, chi prende più voti governa. Ma dà a chi prende più voti la facoltà di avere una maggioranza per governare cinque anni. Questa roba qui dovrebbe essere una cosa su cui siamo tutti d’accordo, soprattutto la sinistra che dopo il referendum ci ha detto che ha già stravinto. Se hanno già stravinto le elezioni perché non sono contenti che gli si garantisca la maggioranza per governare cinque anni? O forse non siamo così convinti di vincere e il problema semmai è che puntiamo al pareggio che ci consente di governare anche se perdiamo le elezioni”, ha incalzato.
“Questo secondo me sarebbe drammatico non perché ci troveremmo di nuovo la sinistra al governo che considero comunque non una buona notizia ovviamente, ma perché ci ritroveremmo con un’altra maggioranza che non può dare le risposte di cui questa nazione ha bisogno. Ci ritroveremmo con un altro governo che dura sei mesi, un anno, torneremmo esattamente nella situazione in cui eravamo prima. Secondo me questo è un errore enorme”.
“La modifica della legge elettorale sostanzialmente fa due cose, indicazione del premier e” premio di “maggioranza a chi prende un voto in più. Sull’indicazione del premier posso capire che nel campo largo non sono d’accordo perché hanno oggettivamente un problema di chi ‘ce mettiamo’”, ha evidenziato, con finale in romanesco, la presidente del Consiglio. Ma “è un fatto di chiarezza verso i cittadini, di democrazia. Mettere la capacità decisionale nelle mani dei cittadini in una nazione in cui sono diventati presidenti del Consiglio persone che non si erano mai candidate al consiglio comunale ha un senso”.
“Renzi è sempre efficace nelle battute, poi è difficile sostenere che questo è il governo delle tasse – ha aggiunto – Quando chiedi a questi signori quali tasse abbiamo aumentato non sanno rispondere, perché noi le tasse le abbiamo diminuite”.
“A meno che – ha aggiunto Meloni – a Renzi non dispiaccia, e non potrei escluderlo, che delle tasse le abbiamo aumentate, ossia quelle su banche e assicurrazioni. Questo è un governo che in manovra ha chiesto alle banche di darci una mano per aiutare le persone in diffiocoltà. E ringrazio le banche. C’è gente che si definisce di sinistra ma quando ha governato di sinistra non è”.
“Vannacci? La mia idea che la sinistra ne parla molto perché, non potendo parlare della loro coalizione, cercano disperatamente di dire che ha problemi la nostra. Renzi era tanto impegnato a lanciare la volata a Vannacci da non accorgersi che non lo avevano neanche convocato alla riunione dei leader del centrosinistra…”, ha commentato ancora. E al direttore Maurizio Belpietro che, intervistandola, faceva notare come Giuseppe Conte poco prima sullo stesso palco aveva raccontato che spesso nel centrosinistra si fanno riunioni senza Matteo Renzi, la premier ha replicato: “E vabbè, scelte loro… Si parla di noi perché si tende ad avere oggettivamente difficoltà a raccontarsi dall’altra parte”.
“Io seguo il dibattito, le alchimie, l’algebra e l’aritmetica, ma la politica è un’altra cosa”, ha continuato rispondendo a un’altra domanda su Roberto Vannacci. “Quando arriveranno le elezioni, fra un anno, quando sarà, lì varrà solamente: al governo ci vuoi il centrodestra o il centrosinistra? Il campo largo o la coalizione che hai conosciuto in questi anni? Il premier che verrà indicato o il premier che noi indicheremo? Conterà solo questo – ha continuato Meloni -, la gente deciderà su questo, e non serviranno a nulla sondaggi un po’ discutibili, le chiacchiere di Renzi, le alchimie. Gli italiani diranno chi li rassicura di più, chi può meglio governare la nazione in questa tempesta. E si vedrà anche chi sta da una parte e chi sta dall’altra. Io aspetto quel momento, perché quello è il momento che decide”.
“Mi sono fatta l’idea che bisogna fare chiarezza. Per quello che posso, seguo marginalmente” i lavori della commissione Covid ma “stanno uscendo cose inquietanti: persone improvvisate a cui vengono pagati milioni, qualcuno faceva affari mentre l’Italia migliore cercava di combattere il virus”, ha detto ancora. “Sempre per quello che leggo, se ti fossi rifiutato di pagare laute commesse non avresti avuto la possibilità di operare nelle mascherine ma saresti incappato in una serie di vessazioni – ha aggiunto Meloni -. Al di là dei profili penali e senza voler fare polemica politica, rimango colpita che in Italia si sia speso molto più inchiostro sulle relazioni sentimentali di Gennaro Sangiuliano piuttosto sulle centinaia milioni di soldi degli italiani, mentre la gente soffriva, per fare affari facili in un periodo difficile. Mi spiace che alcuni partiti dell’opposizione non siano i primi a voler fare chiarezza”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link


