Giorgia Meloni è tornata a parlare della crisi diplomatica con Donald Trump, cercando di smorzare per quanto possibile i toni. Lo ha fatto durante l’intervista di cui è stata protagonista al ‘Giorno della verità’, affermando di essere rimasta “sinceramente colpita” dall’atteggiamento del presidente degli Usa. Inoltre ha citato un popolare reality di Canale 5, dicendo che la “politica estera non è Temptation Island“.
Giorgia Meloni dopo lo scontro con Trump: “Politica estera non è Temptation Island”
“Non intendo continuare ad alimentare questo confronto, il nostro lavoro bilaterale con gli Usa deve tornare alla normalità”, ha sottolineato la premier, come riporta La Repubblica, riferendosi a quanto accaduto nei giorni scorsi con Trump, il quale ha dichiarato che Meloni lo ha implorato per fare una foto con lui, dando avvio a un duro botta e risposta a distanza.
“Il ministro Tajani ha fatto bene ad annullare la sua missione a Washington, ha dato un segnale ma non è necessario andare oltre”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda la politica estera ha evidenziato di non aver cambiato idea, garantendo che i rapporti “tra Usa e Italia sono solidi”. “Non vedo rischi di contraccolpi. I nostri rapporti vanno bene”, ha rimarcato.
Sempre in riferimento ai rapporti con gli States, ha spiegato che “sono due sistemi che hanno una storia di cooperazione talmente antica e solida che non è che si cancella e ridiscute per una discussione sui social media“.
La premier ha quindi evidenziato che l’export italiano “è cresciuto nonostante i dazi americani nell’ultimo periodo, a dimostrazione che i nostri prodotti sono molto ben recepiti”.
E ancora: “I rapporti non iniziano e finiscono in base a chi governa in quel momento, dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità a cui devono stare, parliamo di politica estera come fosse Temptation Island ma è più complessa. Lo dico per i meme che vedo girare”.
La guerra in Iran: “Nessun Paese si deve sentire minacciato”
Dopo aver affrontato il tema dell’inghippo con Trump, ha parlato della guerra in Iran, sostenendo che “non possiamo permettere che il regime degli ayatollah si possa dotare di un’arma nucleare”. “Nessun Paese della regione – ha aggiunto – deve sentirsi minacciato. Vale per Israele ma anche per i Paesi del Golfo”.
Sullo Stretto di Hormuz, ha spiegato che deve esserci il prima possibile “il pieno ripristino della libertà di poter navigare, per la libertà in sé stessa e per il precedente che non deve ripetersi”. “Potrebbe essere usato in futuro come arma”, ha ragionato, dicendo di essere “abbastanza ottimista” sull’accordo tra Stati uniti ed Iran.
Secondo la premier, l’Italia può giocare un ruolo importante nel “dare una mano sul piano diplomatico e anche dando la disponibilità per una missione in uno scenario di pace”. “Servirebbe l’autorizzazione del Parlamento, ma credo che l’Italia dovrebbe fare la sua parte”, ha sottolineato.
Meloni su quanto sta accadendo in Libano: “Ne discuterò con Macron”
Su quanto sta accadendo in Libano, ha affermato che “l’Italia ha una storia di impegno in prima linea straordinario” nel Paese, ricordando che attualmente esiste un negoziato parallelo diretto tra Libano e Israele.
“E anche questo – ha osservato – è un quadrante su cui l’Italia può giocare un ruolo di primo piano. È uno dei temi con cui intendo discutere con Macron al vertice intergovernativo di giovedì, è una di quelle cose su cui Italia e Francia possono lavorare insieme”.
La premier su Vannacci: “Ne parla la sinistra”
Meloni ha poi parlato anche della politica interna, in particolare di Roberto Vannacci. “Ne parla molto la sinistra – ha commentato – Renzi era così impegnato a parlarne che non si era accorto che non l’avevano invitato alla riunione del centrosinistra. Sfido molti altri ad arrivare a 4 anni di governo con una maggioranza solida come quella che vantiamo”.
“L’algebra, le alchimie… La politica è un’altra cosa – ha proseguito – Alle elezioni bisognerà solo capire se si vuole il centrodestra o il centrosinistra: i sondaggi non serviranno, le riflessioni, le battute di Renzi. Si capirà chi starà da una parte e chi dall’altra”.
La risposta a Renzi: “Mi chiama lady tax? Battute efficaci ma la verità è altra”
Pochi giorni fa Matteo Renzi, ironicamente, aveva chiamato Meloni “lady tax”, affermando che da quando governa le tasse sono cresciute per gli italiani.
“Mi chiama ‘lady tax’? Sempre efficace nelle battute, ma noi le tasse le abbiamo diminuite – ha sostenuto – E potrei di nuovo fare un lungo elenco. A meno che a Renzi non dispiaccia che delle tasse le abbiamo aumentate, a banche, assicurazioni e società energetiche”.
“Quando governava lui, ha usato i soldi per aiutare le banche, e noi invece aiutiamo chi è in difficoltà. Capisco chi si definisce di sinistra e poi quando ha governato di sinistra non è stato”, ha aggiunto.
ANSA
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