#Finsubito news – debiti, ristrutturazione e futuro della fabbrica di Treviglio


Bianchi ha chiesto protezione dai creditori per riorganizzare l’azienda e trattare il rientro dai debiti. La crisi dello storico marchio di biciclette è arrivata alla composizione negoziata, con misure protettive confermate dal Tribunale di Bergamo. La notizia è stata ricostruita da Escape Collective e verificata anche da Bicycle Retailer attraverso documenti giudiziari.

Al centro ci sono investimenti, perdite e un mercato delle bici che ha cambiato direzione dopo il boom della pandemia. Non risulta una dichiarazione di fallimento: Bianchi sta cercando un accordo con banche e fornitori, mentre prosegue la propria attività.

Bianchi bici in crisi: i debiti si riferiscono al bilancio 2024

I conti citati nell’inchiesta di Escape Collective indicano circa 100 milioni di euro di debiti alla fine del 2024, di cui 64,3 milioni verso le banche. È la fotografia di quel bilancio, non un conteggio dell’esposizione aggiornato al novembre 2026.

La stessa ricostruzione, basata su documenti societari in Italia, Svezia e Regno Unito, quantifica in circa 28 milioni le perdite accumulate tra il 2023 e il 2025. Sono cifre diverse: i debiti misurano quanto l’impresa deve ai creditori, le perdite descrivono il risultato negativo dei singoli esercizi.

La guida è passata a giugno a Tony Grimaldi, amministratore delegato ad interim e figlio del proprietario Salvatore Grimaldi. Dal 2021 si sono alternati quattro amministratori delegati o direttori generali. Il gruppo Grimaldi controlla Bianchi dal 1997.

La domanda del 30 settembre e le misure protettive

Secondo i documenti esaminati da Bicycle Retailer, la richiesta di protezione è stata presentata il 30 settembre 2026 e confermata dal tribunale il 16 ottobre. Il provvedimento prevede quattro mesi di protezione dalla domanda, con possibilità di estensione. Le ricostruzioni indicano quindi una prima scadenza a fine gennaio 2027, eventualmente prorogabile fino alla fine di maggio.

Le misure servono a evitare che le iniziative esecutive dei creditori interessati compromettano le trattative, per esempio attraverso il pignoramento di macchinari, scorte o conti. Non cancellano il debito. Il lavoro resta quello di trovare condizioni di rimborso sostenibili.

Nella composizione negoziata un esperto indipendente aiuta l’impresa e i creditori a cercare una soluzione. Per Bianchi, Bicycle Retailer indica Eugenio Bissocoli. La gestione dell’azienda resta all’imprenditore: l’esperto assiste il negoziato e non sostituisce automaticamente gli amministratori.

Perché Bianchi è arrivata alla ristrutturazione

Grimaldi ha descritto a Escape Collective una crescita tentata su troppi fronti nello stesso momento: nuova fabbrica, nuove linee di biciclette elettriche e acquisizione di distributori esteri in perdita. Il tutto mentre il settore aveva già troppi prodotti da vendere.

«Siamo stati troppo ambiziosi in troppi segmenti», ha ammesso il dirigente nell’intervista, qui tradotta. Le sue parole collegano la difficoltà finanziaria anche alle scelte compiute dall’azienda, oltre che al rallentamento del mercato.

La domanda esplosa durante la pandemia aveva incoraggiato investimenti e ampliamenti. Quando le vendite hanno rallentato, l’eccesso di offerta ha reso più difficile smaltire le biciclette disponibili. Il fenomeno riguarda anche le e-bike, un comparto sul quale Bianchi aveva investito. Per chi guarda invece all’acquisto, abbiamo ricostruito separatamente come funzionano i bonus locali per le bici elettriche: gli incentivi al consumatore non vanno confusi con gli strumenti di risanamento delle imprese.

Che cosa succede alla fabbrica di Treviglio

Lo stabilimento inaugurato nel 2024 resta uno dei passaggi centrali della trasformazione industriale. Il progetto complessivo annunciato negli anni precedenti prevedeva oltre 40 milioni di euro di investimenti; la nuova struttura produttiva, secondo la cronaca locale del Corriere, è costata circa 30 milioni. Anche qui le due cifre riguardano perimetri differenti.

Il 31 ottobre il Corriere di Bergamo ha raccontato la revisione del piano per l’area della vecchia fabbrica. È prevista una logistica utilizzabile anche da terzi, insieme a spazi commerciali e a un bikepark pubblico. Il magazzino a servizio di Bianchi è stato invece ricavato nel nuovo stabilimento.

La trasformazione dell’ex fabbrica non equivale alla chiusura del nuovo impianto. Sono due parti diverse del comparto di Treviglio. Nel frattempo, l’azienda ha continuato a valorizzare il marchio con Casa Bianchi, presentata nel giugno 2025 come sede produttiva ed esperienza aperta al pubblico, fra nuovi prodotti e iniziative legate ai 140 anni della fondazione.

Finita dopo una stagione la collaborazione con Bahrain Victorious

Un altro cambiamento riguarda le corse. Il 29 ottobre 2026 Bianchi e Bahrain Victorious hanno annunciato la conclusione consensuale della partnership con effetto immediato. Il comunicato ufficiale ringrazia le persone coinvolte e non indica motivazioni economiche per la separazione.

L’accordo era stato annunciato nel dicembre 2025 come pluriennale, con partenza dalla stagione 2026. La collaborazione si è quindi fermata dopo il primo anno. Non è corretto attribuire automaticamente lo stop alla crisi finanziaria: le due notizie sono contemporanee, ma la nota delle parti non stabilisce quel collegamento.

Durante la stagione il marchio aveva accompagnato anche Afonso Eulálio, protagonista in rosa al Giro d’Italia 2026. Ora la questione industriale passa soprattutto dal confronto con i creditori: Grimaldi ha riferito di un dialogo costruttivo con le banche, ma l’esito degli accordi resta da definire.

Le domande sulla crisi Bianchi

Bianchi è fallita?

Le notizie verificate descrivono una composizione negoziata con misure protettive, non una dichiarazione di fallimento. L’obiettivo è il risanamento dell’impresa.

Quanti debiti ha Bianchi?

Il dato riportato dalle fonti è di circa 100 milioni alla fine del 2024, di cui 64,3 milioni verso le banche. Non è una cifra aggiornata a oggi.

La fabbrica Bianchi di Treviglio chiude?

Le ricostruzioni consultate riferiscono di una riorganizzazione. La revisione urbanistica riguarda anche la vecchia fabbrica, distinta dal nuovo stabilimento inaugurato nel 2024.

Quando finisce la protezione dai creditori?

La prima scadenza riportata è a fine gennaio 2027. Un’eventuale proroga, che non è automatica, potrebbe portarla fino a fine maggio.


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