Agricoltura e pesca, Europa ridisegna la sovranità alimentare


Il Consiglio per l’agricoltura e la pesca sancisce la rotta per i settori ittico e agricolo: sul fronte pesca, si avvia il negoziato per le quote transitorie 2027 a fronte del calo dello sforzo di pesca, e si accelera sul fondo di sostegno 2028-2034 integrando i vincoli anti-sussidi del Wto e i nodi sulla decarbonizzazione dei pescherecci. Sul versante agricolo, i ministri blindano la richiesta di una Pac post-2027 radicalmente semplificata e flessibile per rispondere alla volatilità dei mercati e all’impatto dei conflitti, approvando in parallelo il piano d’azione d’urgenza per contrastare i costi produttivi e salvaguardare l’accesso ai fertilizzanti.

Foto di Ed Wingate su Unsplash.

Si è conclusa su questi punti focali l’intensa due giorni di lavori svoltasi a Bruxelles il 22 e 23 giugno 2026. Al centro dell’agenda dei ministri dell’Unione Europea si sono incrociate le complesse direttrici della sostenibilità ambientale e della resilienza economica, in un momento macroeconomico dominato da fortissime pressioni geopolitiche, mutamenti climatici e costi dei fattori produttivi instabili. Il vertice ha delineato non solo l’assetto operativo per le opportunità di pesca e i sostegni straordinari all’agricoltura nell’immediato termine, ma ha anche gettato le basi politiche per le riforme strutturali dei due comparti che guideranno l’Unione nei prossimi decenni.

Gestione delle acque continentali: verso le quote 2027

La sessione pubblica del 22 giugno, dedicata interamente al comparto ittico, ha preso le mosse dalla presentazione da parte della Commissione Europea della Comunicazione annuale sullo stato della Politica Comune della Pesca (Pcp) e sulle linee guida per le opportunità di cattura relative al 2027. L’intervento ha dato il via ufficiale al processo negoziale per la determinazione dei totali ammissibili di cattura (Tac) e delle quote nazionali. I dati macroscopici presentati evidenziano progressi consolidati: la pressione ittica è in costante calo in numerosi bacini europei e un numero crescente di stock risulta gestito entro i parametri di sostenibilità biologica. Ciononostante, il quadro complessivo resta eterogeneo e permangono profonde criticità strutturali.

I ministri hanno rilevato come il recupero biologico risulti ancora troppo lento in aree strategiche quali il Mar Baltico, il Mar Mediterraneo e il Mar Nero. A frenare il pieno ripristino delle risorse concorrono in modo determinante il degrado ambientale e gli effetti dei cambiamento climatico, cui si sommano la volatilità dei mercati energetici e commerciali. L’orientamento emerso punta a basare le decisioni future sulle migliori raccomandazioni scientifiche disponibili, integrando però tale rigore con misure capaci di tutelare la redditività delle flotte e la competitività dell’intera filiera produttiva. Il dibattito si è allargato alla capacità della flotta, all’applicazione dell’obbligo di sbarco e alla complessa transizione energetica del settore ittico.

Riforma della Pcp e nuovi strumenti finanziari per il mare

A tredici anni dall’ultima grande riforma del 2013, i ministri hanno avviato un approfondito esame valutativo sul regolamento della Politica Comune della Pesca. L’obiettivo è garantire un bilanciamento reale tra la dimensione ambientale, quella economica e la tutela sociale delle comunità costiere. Dai tavoli è emersa la necessità stringente di rendere la Pcp uno strumento agile, capace di adattarsi rapidamente alle repentine evoluzioni del mercato globale e alle emergenze climatiche, migliorandone l’applicabilità burocratica quotidiana.

Sul piano finanziario, la presidenza di turno cipriota ha illustrato lo stato dell’arte del nuovo regolamento sul sostegno dell’Unione alla pesca, all’acquacoltura e alla politica marittima per il periodo 2028-2034, inserito nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Il testo ha registrato significativi passi avanti negli ultimi sei mesi grazie ai compromessi promossi dalla presidenza, che ha rafforzato le risorse destinate all’acquacoltura, al controllo della pesca e alla raccolta dati. Il documento recepisce formalmente le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio sugli aiuti al settore, dando attuazione all’accordo Wto sui sussidi alla pesca entrato in vigore a settembre 2025. Resta invece aperto il confronto sugli investimenti per la modernizzazione e la decarbonizzazione dei pescherecci, tema che richiederà ulteriori approfondimenti tecnici.

Il futuro della Pac: flessibilità e sovranità agli Stati membri

La giornata del 23 giugno ha spostato il focus sull’agricoltura, proiettando il Consiglio verso il disegno della Politica Agricola Comune post-2027. Al centro del dibattito vi sono state le proposte di modifica all’Organizzazione Comune dei Mercati. I ministri hanno espresso un orientamento favorevole verso le linee di indirizzo presentate dalla presidenza, ma hanno chiesto a larga maggioranza una netta inversione di tendenza sul piano della governance, invocando maggiore sussidiarietà e una decisa flessibilità nell’applicazione dei target europei.

La richiesta unanime dei governi riguarda la drastica riduzione degli oneri burocratici a carico degli agricoltori e delle amministrazioni nazionali. Gli Stati membri rivendicano margini di manovra più ampi nella calibrazione del sostegno al reddito mirato, così come una maggiore adattabilità negli aiuti settoriali e ambientali. Tale flessibilità, secondo l’orientamento del Consiglio, non deve smantellare gli standard comuni europei, ma deve permettere di calibrare gli interventi sulle specificità territoriali per rispondere in modo efficace alla volatilità dei mercati, ai rischi climatici e alla necessità di garantire il ricambio generazionale, salvaguardando la competitività e la sicurezza alimentare del continente.

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Geopolitica e mercati: le misure d’emergenza contro i rincari

L’ultima sessione ha preso in esame la drammatica situazione dei mercati agricoli, fortemente condizionati dal perdurare del conflitto in Ucraina e dalle tensioni in Medio Oriente. I lavori si sono aperti con l’intervento in videoconferenza del Vice Primo Ministro ucraino per l’integrazione europea ed euro-atlantica, Taras Kachka, che ha aggiornato i colleghi europei sulle devastanti ripercussioni produttive e logistiche subite dal comparto agricolo di Kiev. Il Consiglio ha analizzato l’impatto cumulativo delle pressioni geopolitiche, delle emergenze sanitarie animali e dei costi energetici che gravano sulla produzione, sul trasporto, sullo stoccaggio e sulla distribuzione del cibo.

Per arginare la crisi, la Commissione Europea ha presentato un piano d’azione mirato a sostenere i produttori comunitari e a garantire l’approvvigionamento di fattori di produzione essenziali, con particolare riguardo ai fertilizzanti, al fine di garantire prezzi accessibili per i consumatori. Il Consiglio ha dimostrato compattezza conferendo mandato alla presidenza cipriota di comunicare al Parlamento Europeo la volontà di adottare il pacchetto di misure senza emendamenti, a condizione che l’Eurocamera proceda con la medesima celerità. I ministri hanno espresso pieno appoggio a questo iter accelerato, auspicando l’immediata entrata in vigore delle tutele per garantire la stabilità economica delle imprese agricole dell’Unione.

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