Il bonus elettrodomestici torna nel 2027. Il disegno di legge di Bilancio stanzia 50 milioni di euro per rifinanziare il contributo che aiuta le famiglie a sostituire i vecchi apparecchi con modelli ad alta efficienza. Le regole precise, dagli importi ai requisiti, saranno fissate da un decreto del ministero delle Imprese dopo l’approvazione della manovra.
Cos’è il bonus elettrodomestici
Il bonus elettrodomestici è un contributo pubblico per comprare un grande elettrodomestico nuovo ad alta efficienza energetica, a patto di sostituirne uno vecchio della stessa categoria. È stato introdotto dalla legge di Bilancio 2025 ed è gestito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Funziona come uno sconto diretto sul prezzo, attraverso un voucher elettronico da usare in negozio o online. È un meccanismo diverso dalle detrazioni fiscali, come il bonus mobili, che si recuperano invece in dichiarazione dei redditi.
Cosa prevede la manovra 2027
Il disegno di legge di Bilancio per il 2027 rifinanzia con 50 milioni di euro il fondo per gli elettrodomestici. Il testo deve ancora passare dal Parlamento, che ha tempo fino a fine anno per approvarlo, e può cambiare durante l’esame.
Una volta approvata la legge, il ministero delle Imprese, insieme al ministero dell’Economia, avrà 60 giorni per scrivere il decreto con criteri, importi e modalità per fare domanda. Fino ad allora le regole del 2027 restano da definire.
Quando si potrà fare domanda
Le domande non sono ancora aperte. Il percorso passa da tre tappe:
- approvazione della legge di Bilancio entro il 31 dicembre 2026;
- decreto attuativo del ministero delle Imprese, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge;
- apertura delle domande, dopo il decreto e la preparazione della piattaforma.
Con questi tempi, il bonus non dovrebbe essere attivo prima della primavera 2027.
Quanto vale: le regole della prima edizione
Gli importi del 2027 non sono ancora decisi. La base di partenza è la prima edizione, finanziata con 48,1 milioni di euro.
|
Prima edizione |
|
|---|---|
|
Sconto |
Fino al 30% del prezzo |
|
Tetto |
100 euro |
|
Tetto con ISEE sotto 25mila euro |
200 euro |
|
Quanti |
Un elettrodomestico per famiglia |
|
Condizione |
Sostituire un vecchio apparecchio della stessa categoria e di classe energetica inferiore, da avviare allo smaltimento |
|
Produzione |
Solo apparecchi prodotti in stabilimenti dell’Unione europea |
|
Domande |
Dalle 7 del 18 novembre 2025, fino a esaurimento dei fondi |
Con il 2027 arrivano 50 milioni, una cifra vicina a quella della prima edizione.
Quali elettrodomestici erano ammessi
Il bonus copriva solo grandi elettrodomestici, con una classe energetica minima diversa a seconda della categoria.
|
Elettrodomestico |
Classe energetica minima |
|---|---|
|
Lavatrici e lavasciuga |
A |
|
Forni |
A |
|
Cappe da cucina |
B |
|
Lavastoviglie |
C |
|
Asciugabiancheria |
C |
|
Frigoriferi e congelatori |
D |
|
Piani cottura |
Conformi al regolamento Ue 2019/2016 |
Il ministero pubblicava un elenco ufficiale dei prodotti ammessi, aggiornato man mano che produttori e modelli venivano registrati.
Come si faceva domanda
Nella prima edizione la procedura era tutta digitale:
- Domanda: sull’app IO o sul sito ufficiale del bonus, con SPID o carta d’identità elettronica, indicando l’ISEE in corso di validità e la sostituzione di un vecchio apparecchio.
- Voucher: dopo i controlli arrivava un voucher elettronico, valido 15 giorni. Se non veniva usato in tempo decadeva e i fondi tornavano disponibili.
- Acquisto: in negozio il venditore inseriva prezzo e codice del voucher sul portale; online il codice si inseriva prima del pagamento. Il negozio doveva essere registrato all’iniziativa.
- Rimborso al venditore: il negozio caricava fattura e dichiarazione di smaltimento sulla piattaforma PagoPA e riceveva il rimborso da Invitalia.
Non è detto che il 2027 replichi lo stesso schema: lo deciderà il decreto attuativo.
E il bonus mobili?
La manovra proroga anche il bonus mobili per il 2027: una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5mila euro, da recuperare in dieci rate annuali. Resta legato a lavori di ristrutturazione iniziati dal 1° gennaio 2026, che devono partire prima dell’acquisto.
C’è però un punto da chiarire. Il testo del disegno di legge parla di «mobili finalizzati all’arredo» dell’immobile e non cita i grandi elettrodomestici, finora compresi nella detrazione. Se la formulazione resterà questa, frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie potrebbero uscire dal bonus mobili e restare coperti solo dal contributo dedicato. Bisognerà aspettare il testo definitivo.
Si possono sommare i due bonus?
No, almeno con le regole della prima edizione. Il bonus elettrodomestici non si poteva cumulare con altre agevolazioni sulla stessa spesa, compresa la detrazione per gli elettrodomestici legata alla ristrutturazione. Per lo stesso apparecchio bisognava scegliere: sconto immediato con il voucher o detrazione in dieci anni.
Le differenze tra i due bonus
|
Bonus elettrodomestici |
Bonus mobili |
|
|---|---|---|
|
Tipo |
Contributo, sconto all’acquisto |
Detrazione Irpef |
|
Valore 2027 |
Da definire con decreto |
50% su massimo 5mila euro |
|
Fondi |
50 milioni di euro, fino a esaurimento |
Detrazione per chi ne ha diritto |
|
Ristrutturazione |
Non richiesta |
Obbligatoria |
|
ISEE |
Conta per il tetto più alto |
Non richiesto |
|
Elettrodomestici |
Sì |
Da chiarire nel testo definitivo |
|
Quando si incassa |
Subito, al momento dell’acquisto |
In dieci anni, con la dichiarazione dei redditi |
Domande frequenti
C’è il bonus elettrodomestici nel 2027?
Sì, il disegno di legge di Bilancio 2027 stanzia 50 milioni di euro per rifinanziare il bonus elettrodomestici, il contributo per sostituire i vecchi apparecchi con modelli ad alta efficienza. La misura diventerà operativa solo dopo l’approvazione della manovra e un decreto del ministero delle Imprese, che fisserà importi e regole.
Quanto vale il bonus elettrodomestici 2027?
Gli importi del bonus elettrodomestici 2027 non sono ancora stati decisi e saranno fissati da un decreto attuativo. Nella prima edizione il contributo copriva fino al 30% del prezzo, con un tetto di 100 euro, che saliva a 200 euro per le famiglie con ISEE sotto i 25mila euro, per un solo elettrodomestico.
Quali elettrodomestici rientrano nel bonus?
Nella prima edizione il bonus copriva lavatrici e lavasciuga e forni in classe A o superiore, cappe in classe B, lavastoviglie e asciugabiancheria in classe C, frigoriferi e congelatori in classe D e piani cottura conformi alle norme Ue. Gli apparecchi dovevano essere prodotti nell’Unione europea. Per il 2027 deciderà il decreto.
Quando si potrà fare domanda per il bonus elettrodomestici 2027?
Le domande per il bonus elettrodomestici 2027 non sono ancora aperte. Prima la legge di Bilancio deve essere approvata entro fine 2026, poi il ministero delle Imprese avrà 60 giorni per il decreto attuativo. Le domande partiranno dopo, quindi non prima della primavera 2027.
Come si chiede il bonus elettrodomestici?
Nella prima edizione il bonus si chiedeva sull’app IO o sul sito ufficiale, con SPID o carta d’identità elettronica. Dopo i controlli arrivava un voucher valido 15 giorni, da usare in un negozio aderente o online. Per il 2027 le modalità saranno indicate dal decreto attuativo del ministero delle Imprese.
Il bonus mobili 2027 vale anche per gli elettrodomestici?
Non è ancora chiaro. Il bonus mobili 2027, una detrazione del 50% su 5mila euro di spesa legata a una ristrutturazione, nel testo della manovra cita solo i «mobili finalizzati all’arredo» e non i grandi elettrodomestici. Se la formulazione resterà questa, gli elettrodomestici potrebbero uscire dalla detrazione. Bisogna attendere il testo definitivo.
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