#Finsubito news – a Ecomondo i dati Excelsior su lavoro e IA


La transizione ecologica e digitale accelera, ma si scontra con un mismatch record.

A Ecomondo 2026 i dati Unioncamere tracciano la mappa delle competenze del futuro, tra intelligenza artificiale e la crisi di tecnici nel tessile.

La transizione ecologica si consolida come il vero motore occupazionale italiano, ma la carenza di profili qualificati rischia di frenare la corsa verso la sostenibilità. Nel 2025, le imprese del nostro Paese hanno programmato ben 1.950.210 entrate di green jobs, pari al 33,6% del totale dell’economia (in crescita rispetto al 33,3% registrato nel 2024). Questa spinta eccezionale è trainata da un nucleo di aziende virtuose: il 57,2% delle imprese italiane investe in competenze green e, da solo, questo gruppo genera il 74,9% dei contratti di lavoro totali.

Tuttavia, lo scenario occupazionale deve fare i conti con un ostacolo strutturale: la difficoltà di reperimento dei candidati ha raggiunto il 53,4% nel 2025, segnando un divario di ben dieci punti percentuali rispetto alle professioni non ecologiche (ferme al 43,7%). Nella maggior parte dei casi (60%), la causa principale di questo mismatch è la totale mancanza di candidati sul mercato. I dati, emersi dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono stati presentati e discussi a Rimini durante il Tavolo nazionale sui Green Jobs a Ecomondo 2026.

La doppia transizione tra sostenibilità e intelligenza artificiale

La convergenza tra competenze green e competenze digitali definisce la cosiddetta Twin Transition. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali non è più solo una questione di automazione, ma uno strumento per ottimizzare le risorse e ridurre l’impatto ambientale.

I dati mostrano una crescita straordinaria della richiesta di competenze verdi all’interno delle professioni ICT: nel 2024, il 6,5% degli annunci per Data Scientist ha richiesto skill ecologiche, a fronte di un misero 0,7% nel 2018. Tra i professionisti dell’IA, si registra un’impennata di richieste per competenze legate all’efficienza operativa (+579%), alla manutenzione e riparazione (+190%) e alla gestione del ciclo di vita del prodotto (+152%).

Nei percorsi formativi d’eccellenza come gli ITS Academy, l’IA e le tecnologie 4.0 sono ormai integrate: nell’area ICT, l’83,9% delle entrate richiede l’applicazione di tecnologie digitali per innovare i processi e oltre il 78% esige competenze di gestione green. La sfida cruciale per il sistema formativo è creare figure poliedriche, capaci di connettere la sensibilità ecologica alla padronanza tecnologica.

I profili tecnici più difficili da trovare sul mercato

La scarsità di personale si fa drammatica quando si analizzano le professioni tecniche e artigianali più specializzate. In cima alla classifica dell’introvabilità troviamo i tecnici del risparmio energetico e rinnovabili con un tasso di mismatch del 94,2%, seguiti a ruota dalle altre professioni tecniche della salute (98,5%).

La carenza colpisce duramente anche i mestieri legati alla riqualificazione degli edifici e degli impianti: gli idraulici e posatori di tubazioni sono introvabili nel 77,3% dei casi, mentre gli elettricisti nelle costruzioni civili registrano una difficoltà di reperimento del 72,1%. Anche per i meccanici e montatori di macchinari industriali la quota di mismatch si attesta a un preoccupante 66,9%. Per il macro-gruppo degli artigiani e operai specializzati, che rappresenta il bacino più consistente con 751.900 assunzioni programmate, la difficoltà media è del 63,0%.

Il caso critico del comparto moda e tessile

Il settore del tessile, abbigliamento e calzature (Ateco 13-14-15) esprime un fabbisogno di 95.270 entrate programmate, di cui 22.390 green jobs (il 23,5%). In questo comparto chiave del Made in Italy, la difficoltà di reperimento sale al 55,0%, superando di otto punti la media nazionale.

L’economia circolare è al centro degli investimenti: l’81,6% delle imprese tessili green indirizza le proprie risorse verso l’ottimizzazione dei processi e la riduzione degli scarti di lavorazione. Sul fronte formativo, il 40,6% delle aziende pianifica corsi di formazione ecologica per il proprio personale.

La vera nota dolente riguarda i “super-tecnici” diplomati negli ITS Academy Area Sistema Moda: a fronte di 2.890 entrate previste, dove le competenze sul risparmio energetico sono richieste al 92,0% e quelle digitali all’81,7%, si registra un tasso di introvabilità record del 75,0%.

Le voci dei protagonisti e la proposta del Green Jobs Bonus

Durante il Tavolo nazionale, i massimi esperti del settore hanno sottolineato la necessità di un intervento politico e fiscale per colmare il divario di competenze.

Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green & Technology division di Italian Exhibition Group Spa, ha commentato: «I dati confermano che la transizione ecologica non rappresenta più una tendenza passeggera, ma la vera spina dorsale della nostra economia. Quasi due milioni di assunzioni programmate, pari a un terzo del fabbisogno nazionale, certificano che la sostenibilità è ormai una scelta industriale strutturale. Ad Ecomondo vediamo ogni giorno le tecnologie più avanzate per la circolarità e l’efficienza, dall’ecodesign al recupero degli scarti nei settori chiave del Made in Italy come il tessile. Tuttavia, queste innovazioni rischiano di frenare senza un capitale umano all’altezza. Il nostro impegno come piattaforma fieristica e di confronto è proprio quello di fare da ponte tra le eccellenze industriali, il mondo della formazione e le nuove competenze, aiutando il sistema produttivo a superare quel collo di bottiglia che oggi lascia scoperte oltre la metà delle posizioni aperte».

Sulla stessa linea d’onda Marco Gisotti, Direttore scientifico di Green Factor e Coordinatore del Progetto “Green Jobs & Skills” di Ecomondo: «Quello che emerge chiaramente è l’urgenza di governare la “Twin Transition”, ovvero l’ibridazione tra competenze ecologiche e innovazione digitale. Un green job oggi non è più soltanto una figura legata alla tutela dell’ambiente in senso tradizionale, ma un professionista in grado di gestire macchinari 4.0, intelligenza artificiale applicata ai processi ed economia circolare. Attraverso il progetto Green Jobs & Skills di Ecomondo abbiamo messo in luce proprio queste nuove figure poliedriche e dare voce alle professioni del futuro, coinvolgendo il mondo della formazione attraverso il partenariato con Unioncamere che ci fornisce i preziosi dati del monitoraggio Excelsior sul mercato del lavoro, la RUS, la Rete delle università per lo sviluppo sostenibile, e Asvis. dimostrando ai giovani che formarsi su queste competenze significa costruirsi una carriera solida, dignitosa e necessaria per il cambiamento del Paese.»

Per rispondere a questa emergenza, il professor Valerio Ficari dell’Università di Tor Vergata ha illustrato la proposta di un Green Jobs Bonus. Si tratta di una misura fiscale volta a incentivare le imprese a migliorare le performance ambientali, sostenendo non solo gli investimenti materiali, ma anche le assunzioni e la valorizzazione delle competenze. La proposta prevede di ampliare la detassazione dei premi di produttività (integrando gli obiettivi di sostenibilità nell’imposta sostitutiva Irpef del 5%), rivedere i limiti reddituali per l’accesso alle agevolazioni e introdurre voucher aziendali spendibili presso operatori sostenibili.

A chiusura dell’evento, sono stati premiati i sette istituti superiori vincitori del concorso “Storie di Alternanza: Best Future Vision”, promosso da Unioncamere ed Ecomondo, che ha visto trionfare l’Istituto Tecnico Economico Vittorio Bachelet di Ferrara per il miglior progetto video dedicato all’economia circolare.




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