‘Approdi’: la stagione 2026-2027 di opera, danza, musical e concerti del Teatro Carlo Felice di Genova. Da Turandot a The Phantom of the Opera, fra tradizione e modernità (R. Bobbio)


Il sipario si alza su una nuova stagione. Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione 2026-2027 di Opera, Danza, Musical e Concerti: una programmazione che prosegue il percorso avviato nella stagione precedente e ne sviluppa la traiettoria.

Dopo l’immagine dei «Naviganti», scelta per raccontare un teatro in viaggio fra tradizione, nuovi pubblici, città e futuro, la prossima stagione trova il proprio segno negli «Approdi», intesi come luoghi di incontro, trasformazione e rilancio.

La presentazione rappresenta un momento strategico per la Fondazione perché, oltre a svelare i titoli in programma, offre l’occasione per delineare la visione culturale del teatro, tra la valorizzazione del grande repertorio, nuove produzioni e iniziative dedicate all’ampliamento del pubblico. Una stagione che punta a coniugare tradizione e innovazione con l’obiettivo di inserire il Carlo Felice tra i principali poli musicali italiani.

Se la stagione 2025-2026 aveva tracciato una rotta, la nuova programmazione individua una serie di approdi artistici e simbolici: il repertorio mozartiano e verdiano, il melodramma italiano tra Ottocento e Novecento, il belcanto, Puccini, il teatro musicale internazionale, la danza classica e contemporanea, il musical, le pagine sinfoniche con Beethoven al centro, Paganini e il dialogo tra musica, spiritualità e territorio con il progetto dedicato a San Francesco.

«Il Teatro Carlo Felice è un’istituzione culturale in continuo movimento, capace di cercare pubblici diversi continuando a rafforzare il suo inscindibile legame con Genova, dichiara il Sindaco Silvia Salis. Il titolo della nuova stagione è evocativo per la nostra città: parla di arrivi, incontri, relazioni e di una vocazione al dialogo che appartiene profondamente alla storia di Genova. In questo senso il Carlo Felice è uno degli approdi più importanti della città, un luogo in cui Genova incontra il mondo e in cui il mondo può incontrare Genova attraverso l’arte.

La qualità artistica della programmazione si accompagna a un lavoro che considero fondamentale: rendere il teatro sempre più aperto, accessibile e vicino alle persone. Penso, in particolare, ai giovani, alle scuole, all’Accademia, ai progetti di educazione musicale, ma anche agli anziani, alle persone con disabilità e a tutti coloro che devono poter sentire il Carlo Felice come una casa. La cultura è una parte essenziale della vita pubblica di una città perché crea conoscenza, relazioni, senso di appartenenza e qualità urbana.

Come amministrazione comunale stiamo accompagnando e continueremo ad accompagnare il percorso del Carlo Felice, sostenendo la sua ambizione artistica e promuovendo una gestione responsabile e capace di costruire continue alleanze con il territorio».

«La nuova stagione del Teatro Carlo Felice continua a valorizzare un’offerta culturale di altissima qualità, con grandi nomi e titoli imperdibili in cartellone, in un’alternanza fra innovazione e tradizione che il pubblico genovese ha dimostrato di apprezzare molto, dichiara il vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Cultura e allo Spettacolo, Simona Ferro. Il tema scelto per il prossimo anno è quello degli Approdi, intesi come luoghi di incontro, trasformazione e scambio di idee.

La direzione intrapresa già lo scorso anno dal sovrintendente Michele Galli e dal direttore artistico Federico Pupo si conferma e viene rafforzata. Il programma rappresenta infatti un segnale forte di rinnovamento e visione, per una cultura che crea connessioni e contribuisce alla crescita sociale della nostra comunità. Regione Liguria è orgogliosa di sostenere anche quest’anno le produzioni del Carlo Felice, una vera eccellenza artistica non soltanto del panorama ligure, ma dell’intero panorama nazionale».

«Questa nuova stagione, dichiara il sovrintendente Michele Galli, nasce dopo un anno di lavoro intenso, nel quale il Teatro Carlo Felice ha ricostruito e rafforzato il proprio rapporto con la città, con il pubblico e con molti soggetti del territorio.

Abbiamo aperto il Teatro a nuove esperienze di partecipazione, lanciato il progetto Education “Un mare di musica… Felice!”, avviato il percorso di accessibilità “Navigare insieme”, consolidato l’Accademia come parte viva della produzione artistica e portato la musica anche fuori dalla sala, nelle scuole, nei luoghi della fragilità e negli spazi della città.

Abbiamo intrapreso un piano di fundraising individuando i primi “Custodi del Faro”, una comunità di imprese e professionisti che riconoscono nel Carlo Felice un bene comune. Accanto a questo, abbiamo avviato un percorso di maggiore consapevolezza gestionale e di equilibrio, perché un teatro può essere aperto e ambizioso solo se è anche responsabile e sostenibile.

La stagione 2026-2027 è il risultato di questa visione: dopo aver navigato, ora approdiamo a nuove terre artistiche, senza smettere di guardare avanti».

«La programmazione 2026-2027, afferma il direttore artistico Federico Pupo, è costruita come un racconto articolato, nel quale ogni titolo ha una funzione precisa. Si parte da Mozart con Le nozze di Figaro, cioè da una delle opere che più chiaramente mettono in scena il rapporto fra individuo, società e trasformazione. Si attraversano Bellini, Leoncavallo, Rossini, Puccini, Čajkovskij, Verdi e il musical, alternando repertorio italiano, grandi titoli europei, nuove produzzioni e allestimenti di forte identità.

La danza acquista una presenza importante, con grandi classici e progetti contemporanei, mentre la stagione concertistica affianca Beethoven 200, Paganini, Verdi, il Novecento americano e la nuova musica. È una stagione pensata per pubblici diversi, ma non dispersiva: immaginiamo un teatro come spazio di esperienza, in cui il repertorio viene interrogato e rimesso in relazione con il presente e con la città.

Anche per questo motivo presentiamo il nuovo compositore in residenza, Cristian Carrara, del quale ascolteremo Transitus per le celebrazioni francescane e Rosso Ferrari nella stagione concertistica. Altra novità è l’arrivo di Giulio Magnanini come maestro del Coro».

Per Genova l’idea dell’approdo è parte della sua storia: il Teatro Carlo Felice, nel cuore della città, accanto a piazza De Ferrari, è un luogo di approdi continui: artisti, orchestre, cori, pubblici, studenti, visitatori, professionisti e cittadini, ciascuno con la propria storia, il proprio linguaggio e la propria immaginazione, che in teatro trovano uno spazio in cui concretizzarsi.

La stagione 2026-2027 intende quindi tracciare una mappa di approdi possibili: al centro vi è l’opera, con il grande repertorio da un lato e proposte meno consuete dall’altro; ampio spazio è riservato alla danza, anch’essa con titoli classici e progetti contemporanei; altrettanto articolato è il percorso della stagione sinfonica, che attraversa pagine monumentali, anniversari, repertorio virtuosistico, appuntamenti per le famiglie e progetti identitari.

L’ottavo centenario della morte di San Francesco porta infine la musica fuori dal teatro, nelle chiese e nei luoghi della spiritualità, confermando la vocazione del Carlo Felice a essere un’istituzione cittadina e profondamente radicata nel territorio.

La stagione si apre nel segno della vitalità e della trasformazione dei rapporti sociali con Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte, in scena, dopo dodici anni di assenza, dal 16 al 25 ottobre 2026, con un allestimento del Teatro Regio di Torino firmato da Emilio Sagi (ripreso da Matteo Anselmi), scene di Daniel Bianco, costumi di Renata Schussheim, coreografie di Nuria Castejón e luci di Eduardo Bravo.

Sul podio Jordi Bernàcer, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, protagonisti costanti della stagione, insieme a un cast di grandi interpreti del repertorio: Roberto De Candia e Christian Senn (Conte di Almaviva), Carmela Remigio e Sara Cortolezzis (Contessa), Daniela Cappiello e Lucrezia Drei (Susanna), Vito Priante e Giorgio Caoduro (Figaro), José Maria Lo Monaco e Irene Molinari (Cherubino), Sonia Ganassi (Marcellina), Alex Martini (Bartolo), Enrico Iviglia (Basilio), Gianluca Moro (Don Curzio), Chiara Maria Fiorani (Barbarina) e Stefano Marchisio (Antonio).

Dal 20 al 27 novembre il cartellone propone uno dei capolavori del belcanto, assente da quasi vent’anni dal palcoscenico genovese: I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani, in un allestimento dell’Arena di Verona, realizzato con il Teatro La Fenice di Venezia e la Greek National Opera di Atene, che farà rivivere la nota vicenda di Romeo e Giulietta e il mortale conflitto tra le due famiglie, rileggendo il Medioevo attraverso la sensibilità del Romanticismo.

La direzione è affidata a Renato Palumbo, con la regia di Arnaud Bernard, scene di Alessandro Camera e costumi di Maria Carla Ricotti. Anche in questo caso un terzetto di protagonisti di fama internazionale: Jessica Pratt nel ruolo di Giulietta, Annalisa Stroppa in quello di Romeo, Antonino Siragusa in quello di Tebaldo, ai quali si aggiungono Fabrizio Beggi nel ruolo di Capellio e Luca Dall’Amico in quello di Lorenzo.

Il nuovo anno si apre, dal 22 al 31 gennaio, con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in un allestimento di repertorio firmato da Teatri Alchemici – Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi – con scene di Federica Parolini, costumi di Agnese Rabatti e luci di Luigi Biondi.

Sul podio Valerio Galli, specialista del repertorio italiano tra Ottocento e Novecento, impegnato a restituire al pubblico di oggi quest’opera simbolo del verismo, capolavoro del “teatro nel teatro”, nel quale il confine tra maschera e verità, spettacolo e vita, comicità e tragedia è sottilissimo e di straordinaria attualità.

Nel cast Arsen Soghomonyan e Amadi Lagha si alterneranno nel ruolo di Canio; Claudia Pavone e Valentina Mastrangelo saranno Nedda; Claudio Sgura e Fabian Veloz interpreteranno Tonio; Vittorio Prato e Matteo Mancini vestiranno i panni di Silvio; Pavel Kolgatin e Christian Collia quelli di Peppe.

Dal 19 al 28 febbraio torna, dopo trent’anni di assenza, L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini, capolavoro della comicità musicale su libretto di Angelo Anelli, nell’allestimento dal sapore anche “genovese” del Teatro Massimo di Palermo, con le policrome ed evocative scene di Emanuele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì e la regia di Maurizio Scaparro, ripresa da Orlando Forioso.

Andriy Yurkevych dirigerà anche in questo caso un cast di grandi interpreti: Carlo Lepore e Adrian Sâmpetrean si alterneranno nel ruolo di Mustafà; Daniela Barcellona e Laura Verrecchia in quello di Isabella; Pietro Spagnoli e Paolo Ingrasciotta interpreteranno Taddeo; Ruzil Gatin e Chuan Wang saranno Lindoro; Mauro Borgioni e Antonino Giacobbe vestiranno i panni di Haly. Completano il cast Rocío Faus nel ruolo di Elvira e Juliette Gauthier in quello di Zulma.

Dal 19 al 25 marzo torna, dopo quasi un decennio, un altro capolavoro della storia del teatro musicale: l’incompiuta Turandot di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, proposta in un allestimento dello SNG Maribor – Slovene National Theatre, firmato da Filippo Tonon per regia, scene e luci, con i costumi di Cristina Aceti.

Sul podio il direttore emerito Donato Renzetti, che ha scelto di eseguire la versione originale pucciniana fino alla morte di Liù. Nel cast figura una delle più apprezzate interpreti odierne della principessa di ghiaccio, il soprano Olga Maslova, che si alternerà con Eunhee Maggio. Riccardo Massi e Antonello Palombi interpreteranno Calaf; Erika Grimaldi e Soojin Moon Sebastian saranno Liù; Peter Martinčič e Mariano Buccino vestiranno i panni di Timur.

Completano la compagnia William Corrò, Gianluca Failla, Didier Pieri, Saverio Fiore e Andrea Schifaudo.

Ad aprile, dal 16 al 21, appuntamento con un titolo meno frequente ma molto amato, assente dal 2008: Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in un allestimento dell’Astana Opera che porterà al Teatro Carlo Felice i suoi principali solisti, diretti da Yerbolat Akhmedyarov, specialisti di questo titolo di grande suggestione tratto dal poema di Puškin che racconta occasioni perdute, ricordi e sentimenti mai espressi.

La scelta di questa produzione è legata, come nel caso de L’italiana in Algeri con le scene di Emanuele Luzzati, anche a un elemento di “genovesità”, grazie alla regia di Davide Livermore, alle scene di Francesco Calcagnini, ai costumi di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov, alle coreografie di Elena Sherstneva e alle luci di Vincenzo Raponi.

Dal 21 al 30 maggio il Carlo Felice presenterà, come penultimo titolo della stagione, Nabucco di Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera, che torna in scena, a distanza di diciotto anni, in un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice, realizzato in coproduzione con il Teatro Regio di Parma e il Teatro Comunale di Bologna.

L’allestimento è firmato da Pier Luigi Pizzi, maestro del teatro italiano, con Massimo Pizzi Gasparon Contarini nel ruolo di regista collaboratore e autore delle luci, mentre i movimenti scenici sono curati da Marco Berriel.

Sul podio Sesto Quatrini guiderà un cast composto da Franco Vassallo e Dimitri Platanias nel ruolo di Nabucco, Matteo Desole e Paolo Lardizzone in quello di Ismaele, Simón Orfila e Mattia Denti in quello di Zaccaria, Silvia Beltrami e Benedetta Mazzetto in quello di Fenena, Francesco Milanese come Gran Sacerdote, Manuel Pierattelli come Abdallo e Maria Cristina Bellantuono come Anna.

A giugno, dal 17 al 20, la stagione approda al musical con uno dei capolavori più amati del repertorio internazionale: The Phantom of the Opera di Andrew Lloyd Webber, su liriche di Charles Hart, liriche aggiunte di Richard Stilgoe e libretto dello stesso Stilgoe insieme al compositore.

La direzione musicale è affidata a Julio Awad; regia e scene portano la firma di Federico Bellone; co-scenografa è Clara Abbruzzese; i costumi sono di Chiara Donato; le coreografie di Gillian Bruce, affiancata dalla coreografa associata Marta Melchiorre; le luci sono di Valerio Tiberi, il sound design di Roc Mateu e gli effetti speciali di Paolo Carta.

Il musical è prodotto su licenza di The Really Useful Group Limited, con la produzione e la messa in scena originale di Cameron Mackintosh e LW Entertainment, una scelta che conferma l’apertura del Teatro Carlo Felice ai diversi linguaggi del teatro musicale, in dialogo con un pubblico sempre più ampio e trasversale.

La danza avrà un ruolo di particolare rilievo nella stagione, anche grazie all’introduzione di uno specifico abbonamento.

Nel dicembre 2026 il Teatro accoglierà due grandi classici del repertorio, interpretati dal Corpo di ballo dell’Astana Opera, una delle più prestigiose compagnie della tradizione accademica: Lo schiaccianoci di Čajkovskij, in scena dal 3 al 6 dicembre con la coreografia di Yuri Grigorovich, ripresa da Ruslan Pronin, e la direzione di Arman Urazgaliev; quindi Giselle di Adolphe Adam, dall’11 al 13 dicembre, diretta da Elmar Buribayev, con coreografie di Altynai Asylmuratova, scene di Ezio Frigerio e Riccardo Massironi e costumi di Franca Squarciapino.

Dall’8 al 10 gennaio 2027 sarà la volta de Il lago dei cigni di Čajkovskij, con la direzione di Patrick Lange, scene di Michele Olcese, costumi di Francesco Morabito, luci di Vinicio Cheli e il coordinamento del ballo affidato a Gaetano Petrosino, con il Corpo di ballo della Fondazione Arena di Verona.

Il 2 febbraio 2027 debutterà per la prima volta a Genova Deledda. Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa, progetto di danza, musica e teatro firmato da Mvula Sungani, con coreografie di Emanuela Bianchini e dello stesso Sungani, musiche di Fabrizio De André, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni, Riccardo Cocciante e altri autori.

Lo spettacolo vedrà la partecipazione dell’étoile Emanuela Bianchini e del primo ballerino Damiano Grifoni con la Mvula Sungani Physical Dance.

Dal 2 al 4 aprile la Sergio Bernal Dance Company presenterà infine un trittico composto da Rango e Boléro, con coreografie di Rafael Aguilar, e The Rite of Spring, nuova creazione di La Venidera ed Eduardo Martínez, sulle musiche di Ravel e Stravinskij dirette da Paolo Paroni.

Cresce anche la Stagione concertistica 2026-2027, che propone tredici appuntamenti, affiancando repertorio sinfonico, pagine corali, ricorrenze e progetti speciali, come i due concerti dedicati al genovese Niccolò Paganini nell’ambito delle celebrazioni cittadine autunnali e i cinque appuntamenti del ciclo Beethoven 200, dedicato al bicentenario della morte del compositore.

Si comincia il 22 ottobre con Paganini_1, diretto da Jordi Bernàcer, con il violinista Kevin Zhu, Premio Paganini 2018, impegnato nel Concerto n. 2 “La campanella” di Paganini, accanto alla Symphonie fantastique di Berlioz.

Il 31 ottobre spazio ad Halloween con un concerto diretto da Massimo Zanetti, con il violinista Giulio Plotino. Per l’occasione il Teatro Carlo Felice si trasformerà, tra zucche e ragnatele, in un suggestivo antro misterioso per accompagnare il pubblico nell’ascolto di pagine di Dukas, Verdi, Saint-Saëns, Grieg, Puccini, Paganini, Falla e Stravinskij ispirate al mondo fantastico di streghe e folletti.

Il 5 novembre sarà la volta di Paganini_2, diretto da Francesco Ommassini, con Giovanni Angeleri, Premio Paganini 1997, protagonista di un programma che affianca Rossini, Paganini e Cherubini.

Il 20 dicembre il concerto Merry Christmas, diretto da Gino Tanasini, celebrerà il ventesimo anniversario del Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice.

Il 23 dicembre si terrà il tradizionale Concerto di Natale, diretto da Wolfram Christ, con la partecipazione del Coro.

Il 1° gennaio 2027 il Gran Concerto di Capodanno, diretto da Christopher Franklin, proporrà un programma che spazierà dal musical americano di Bernstein e Gershwin all’intramontabile repertorio dei valzer viennesi con musiche di Nicolai, Strauss e Suppé.

Il 2027 sarà inoltre caratterizzato dal ciclo Beethoven 200.

Il 28 gennaio Beethoven 200_1 vedrà Carlo Tenan sul podio e Uri Caine al pianoforte, impegnato nella celebre rilettura delle Diabelli Variations di Beethoven, accostate alla Sinfonia n. 9 di Šostakovič.

Il 25 febbraio Beethoven 200_2 avrà come protagonista Sergej Krylov nella doppia veste di direttore e violinista, interprete del Concerto per violino op. 61 e della Settima Sinfonia di Beethoven.

Il 3 marzo Beethoven 200_3, diretto da Min Chung, vedrà Yifan Wu al pianoforte nel Concerto n. 3 di Beethoven, seguito dalla Sinfonia n. 3 “Scozzese” di Mendelssohn.

Il 4 giugno Beethoven 200_4, diretto da Stefano Ranzani, riunirà Giulio Plotino, Giovanni Scaglione e Roberto Plano nell’esecuzione del Triplo Concerto op. 56, seguito dalla Sinfonia n. 3 “Eroica”.

Il 10 giugno Beethoven 200_5, con Roberto Abbado sul podio e Maurizio Baglini al pianoforte, proporrà il Concerto n. 4 e la Fantasia corale.

Fra gli altri appuntamenti spiccano il 29 aprile il Requiem di Verdi, diretto da Marco Armiliato, con un quartetto di solisti formato da Federica Guida, Valentina Pernozzoli, Francesco Meli e Michele Pertusi, e il 27 maggio il concerto Rosso Ferrari, diretto da Donato Renzetti, con la chitarrista Carlotta Dalia e il fisarmonicista João Barradas.

Il programma comprenderà Rosso Ferrari di Cristian Carrara, affiancato da pagine di Castelnuovo-Tedesco, Copland, Bernstein e Márquez.

Una sezione speciale della stagione è dedicata a “Genova per San Francesco: musica, arte e spiritualità”, in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

Dal 23 al 26 settembre 2026 si terrà In cammino con Francesco, ciclo di appuntamenti gratuiti nelle chiese francescane liguri – San Francesco d’Albaro, SS. Annunziata di Portoria, San Francesco a Recco e N.S. degli Angeli a Genova Voltri – con testi di e con Giacomo Montanari e Pino Petruzzelli, melodie gregoriane rielaborate da Federico Gon ed ensemble strumentali del Teatro Carlo Felice.

Il 3 ottobre 2026, nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, sarà presentato Transitus. Il cielo di Francesco, liturgia sacra per soli, coro e orchestra con musica del compositore in residenza Cristian Carrara, nella nuova versione commissionata dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova.

Lo spettacolo vedrà la direzione di Francesco Pasqualetti, la regia di Laura Sicignano e la partecipazione di Chiara Theodora Raftis, Francesco Sergio Vitale, dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice.

Roberto Bobbio
Foto Ilaria Molinelli


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 Redazione Genova

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