Dietro i tecnicismi e i grafici della Relazione Annuale presentata oggi al Parlamento dal nuovo Collegio dell’ARERA (guidato dal Presidente Nicola Dell’Acqua), si nasconde la fotografia nitida di un’Italia a due velocità. Un Paese in cui la fine dei regimi di tutela e l’instabilità geopolitica internazionale stanno presentando un conto salatissimo ai consumatori, spingendo milioni di nuclei familiari nella morsa della povertà energetica e raddoppiando i segnali di allarme sul fronte di tariffe opache e potenziali frodi.
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L’anno 2025 si è chiuso con un dato incontrovertibile: in Italia le famiglie che si trovano nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas pagano sistematicamente di più rispetto a chi è rimasto nei servizi di tutela o a tutele graduali. Una realtà che ribalta le promesse storiche della liberalizzazione e che si scarica pesantemente sui soggetti più fragili.
Povertà energetica: lo scudo dei bonus sociali copre 4,3 milioni di famiglie
Il sintomo più evidente del disagio economico strutturale che attraversa il Paese è l’andamento dei bonus sociali. Nel 2025, ben 4,3 milioni di famiglie hanno dovuto ricorrere alle agevolazioni economiche per riuscire a saldare le fatture di luce e gas.
I numeri della vulnerabilità descrivono un’emergenza sociale diffusa:
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Luce e Gas: 2,7 milioni di famiglie hanno ricevuto il bonus elettrico e 1,6 milioni quello per il gas, per uno stanziamento complessivo che sfiora il miliardo di euro (840 milioni per l’elettricità, 165 milioni per il gas).
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Contributi straordinari: la necessità di innalzare temporaneamente lo scudo protettivo ha spinto il Governo a erogare un contributo speciale di 200 euro per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, intercettando una platea potenziale di altri 4,2 milioni di nuclei familiari che, pur non essendo formalmente in povertà assoluta, si trovano in una fascia di forte vulnerabilità energetica.
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Disagio fisico: balzo preoccupante dell’11,45% per i bonus destinati a famiglie in cui sono presenti apparecchiature mediche salvavita alimentate ad elettricità (86.010 nuclei). Un aumento dettato non solo da una maggiore informazione, ma dalla drammatica necessità di tutelarsi di fronte al rialzo dei costi.
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Acqua: anche la risorsa idrica è un elemento da attenzionare, con circa 1 milione di bonus rendicontati.
Difesa del consumatore: mercato libero più caro e il boom delle richieste di rettifica
Se il mercato libero dell’energia elettrica ha ormai inghiottito quasi l’80% delle utenze domestiche (24,3 milioni di clienti), l’ARERA certifica che questo passaggio non è stato indolore. I prezzi italiani della luce sono superiori del 13% rispetto alla media dell’Area Euro (e secondi solo alla Germania), mentre per il gas paghiamo il 7% in più rispetto alla media europea (con un divario del +47,3% rispetto alla Spagna).
In questo contesto di prezzi gonfiati e contratti complessi, il rischio di pratiche commerciali scorrette, errori di fatturazione e contratti poco trasparenti è diventato una costante. A confermarlo sono i dati relativi ai reclami e alle controversie gestite dalle autorità:
Lo Sportello per il Consumatore: 24 milioni di euro strappati ai fornitori
Il Servizio Conciliazione dell’ARERA si è confermato l’ultimo baluardo per i cittadini vittime di anomalie. Nel 2025 sono state presentate 30.235 domande di conciliazione. Sebbene il dato sia in calo rispetto all’anno precedente, l’efficacia del servizio è aumentata: il tasso di accordo è salito al 65% e, soprattutto, sono stati recuperati oltre 24 milioni di euro a favore dei consumatori. Si tratta di rimborsi, indennizzi e ricalcoli di fatturazioni errate ottenuti sanando abusi o sviste dei venditori.
Il raddoppio delle richieste di informazione: specchio della confusione
Un dato salta all’occhio nella sezione dedicata ai reclami gestiti direttamente dalle imprese di vendita:
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Nel settore elettrico, le richieste scritte di informazioni da parte dei clienti sono più che raddoppiate rispetto al 2024, raggiungendo quota 778.607.
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Nel settore del gas, le richieste scritte di informazioni sono letteralmente esplose, passando da circa 127.000 a ben 437.829.
Questo incremento anomalo dimostra lo stato di profondo disorientamento dei consumatori, spesso bersagliati da campagne di telemarketing aggressive o costretti a decifrare bollette non trasparenti.
Rettifiche e Indennizzi: la giungla dei contratti
Nel 2025 le aziende elettriche hanno dovuto effettuare 13.981 rettifiche di fatturazione (un dato raddoppiato rispetto alle 6.566 dell’anno precedente) per correggere errori nei conti. Le aziende hanno inoltre dovuto sborsare oltre 1 milione di euro complessivi in indennizzi automatici (632mila euro per la luce, 420mila per il gas) ai clienti, principalmente per non aver rispettato i tempi minimi di risposta ai reclami scritti. La stragrande maggioranza di questi indennizzi è finita nelle tasche dei consumatori domestici del mercato libero, l’area dove si concentrano le maggiori criticità.
La risposta di ARERA: la “Nuova Bolletta” contro le asimmetrie informative
Per tentare di arginare i rischi di frode e la scarsa trasparenza, ARERA ha spinto nel corso del 2025 sulla campagna informativa della “Nuova Bolletta – Scontrino dell’energia”. L’obiettivo è dotare il cittadino di uno strumento di lettura semplificato, riducendo l’asimmetria informativa tra utente e fornitore che spesso costituisce il terreno fertile per l’attivazione di contratti svantaggiosi o non richiesti.
I dati della Relazione ricordano che, mentre la povertà energetica si combatte con i sussidi, la tutela dalle trappole del mercato richiede consumatori informati: non è un caso che il 34% dei cittadini che hanno presentato un reclamo scritto si dichiari ancora insoddisfatto della risposta ricevuta dal proprio gestore, lamentando la mancanza di chiarezza e di risoluzione effettiva dei problemi.
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