Fidanza: ” Nessuna conseguenza frizioni Tump- Meloni, rapporti restano solidi


Le recenti incomprensioni emerse tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non hanno prodotto alcun raffreddamento nei rapporti tra Roma e Washington. È questo il
messaggio che Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia nel gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR) al Parlamento europeo, affida all’agenzia di stampa Italpress al termine della missione istituzionale dell’Ufficio di Presidenza dell’ECR nella capitale statunitense. Per quattro giorni la delegazione dei Conservatori europei ha preso parte a una serie di incontri con rappresentanti dell’amministrazione americana, membri del Congresso e numerosi think tank conservatori, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo transatlantico su alcuni dei principali dossier internazionali: dalla sicurezza alla difesa, passando per immigrazione, politica estera, relazioni economiche e ruolo dell’Europa nello scenario geopolitico. “La nostra visita istituzionale a Washington è stata una grande occasione per ribadire alcuni messaggi politici importanti”, spiega Fidanza.
“Tra questi, il fatto che le frizioni che nelle ultime settimane sono state raccontate tra Giorgia Meloni e Donald Trump non hanno inciso minimamente sulla qualità delle relazioni tra Stati Uniti e Italia. Questo è un elemento che abbiamo potuto constatare direttamente nel corso degli incontri che abbiamo avuto”.

La missione, annunciata dal gruppo ECR per la settimana dal 29 giugno al 5 luglio, ha previsto incontri ad alto livello a Washington con rappresentanti dell’amministrazione Usa, membri del Congresso e centri studi conservatori e transatlantici. L’obiettivo dichiarato era approfondire il dialogo diretto con gli Stati Uniti, definiti partner strategico chiave per l’Europa, e rafforzare la partnership transatlantica.
“Abbiamo spiegato ai nostri interlocutori quale sia la reale posizione del Governo italiano, ribadendo che l’Italia continua a sostenere la politica americana nei confronti dell’Iran e resta un alleato pienamente affidabile all’interno del quadro occidentale”. Nel corso degli incontri, aggiunge Fidanza, non sarebbe emerso
alcun segnale di deterioramento dei rapporti politici con Palazzo Chigi. “Anzi”, sottolinea, “abbiamo registrato una solidarietà che definirei permanente nei confronti di Giorgia Meloni. Non abbiamo percepito alcun cambiamento di atteggiamento da parte dei nostri interlocutori americani, neppure dopo le frizioni che sono state raccontate nei giorni scorsi. Il rapporto personale e politico con il presidente del Consiglio continua a essere considerato un punto di riferimento importante”.

Il bilancio politico, secondo la lettura che filtra dagli ambienti conservatori, è positivo. La delegazione ECR ha trovato negli Stati Uniti un interlocutore attento, soprattutto su alcuni dossier centrali: sicurezza, difesa, competitività industriale, rapporti commerciali, immigrazione, energia, intelligenza artificiale e sfida alla Cina. Tutti temi sui quali la famiglia conservatrice europea rivendica da tempo una linea alternativa rispetto all’approccio più burocratico e regolatorio di Bruxelles.

Il punto di fondo è che l’ECR si presenta a Washington non come forza anti-europea, ma come soggetto politico che chiede una Europa più realista, più forte e meno ideologica.


Lo sguardo della delegazione ECR è già rivolto anche ai prossimi appuntamenti internazionali, a partire dal vertice della NATO in programma la prossima settimana, destinato a rappresentare uno dei principali banchi di prova per i rapporti tra gli Stati Uniti e gli alleati europei. “Il sentiment che abbiamo raccolto qui a Washington è piuttosto chiaro”, spiega Fidanza. “Donald Trump utilizzerà ancora una volta il vertice per chiedere ai partner dell’Alleanza Atlantica di fare di più sul piano della difesa. Il tema dell’aumento della spesa militare continua a essere centrale nell’agenda americana e l’aspettativa è che gli alleati rispettino con maggiore efficacia gli impegni già assunti negli ultimi anni”.
Per il capodelegazione di Fratelli d’Italia-ECR, tuttavia, la missione americana aveva anche un obiettivo politico più ampio: contribuire a rafforzare la percezione dell’Europa negli Stati Uniti e valorizzare il percorso intrapreso dai Conservatori europei. “Il messaggio che stiamo cercando di trasmettere durante questa visita”, spiega, “è che l’Europa non è affatto un continente perduto, come talvolta viene rappresentato. Al contrario, negli ultimi mesi sono stati compiuti passi avanti importanti grazie anche al contributo delle forze conservatrici”.
Tra gli esempi citati da Fidanza figura il recente via libera europeo al nuovo regolamento sui rimpatri, considerato uno dei principali risultati raggiunti sul fronte della gestione dei flussi migratori. “L’approvazione del regolamento sui rimpatri rappresenta un segnale politico molto significativo”, osserva. “Si tratta di un provvedimento che testimonia come anche a Bruxelles stiano maturando scelte diverse rispetto al passato in materia di immigrazione. È un risultato che riteniamo sia stato reso possibile anche grazie al lavoro svolto da Giorgia Meloni e dal Governo italiano, che hanno contribuito a cambiare il dibattito europeo su questi temi”. Per Fidanza, proprio il dialogo avviato in questi giorni con amministrazione americana, Congresso e mondo conservatore statunitense rappresenta un tassello fondamentale per consolidare ulteriormente l’asse transatlantico in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni geopolitiche.

La missione negli Usa, dunque, è andata nella direzione auspicata: ha rafforzato i contatti politici, ha consolidato il canale transatlantico e ha confermato che l’ECR intende giocare una partita da protagonista. Per l’Italia e per Fratelli d’Italia, che rappresentano uno degli assi centrali della famiglia conservatrice europea, è un segnale importante: la linea Meloni, fatta di atlantismo, realismo, sovranità nazionale e pragmatismo economico, appare sempre più come una delle chiavi di lettura del nuovo rapporto tra Europa e Stati Uniti.


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 Vincenzo Caccioppoli

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