A Lodi la filiera dell’agribusiness si conferma il vero e proprio motore economico e strategico del territorio. Questo ecosistema d’eccellenza, capace di integrare agricoltura, imprese e attori dell’innovazione, permette di tenere solido il mercato del lavoro locale. In base ai dati presentati nella giornata di giovedì 2 luglio 2026, le progettualità incentrate sulla rigenerazione urbana e sul recupero delle aree dismesse stanno favorendo lo sviluppo industriale, trasformandosi in un volano d’attrattività per investimenti ad alta tecnologia e a impatto zero. Le evidenze emergono direttamente dall’analisi “Your Next Lodi 2030” sul sistema economico provinciale, curata dal Centro Studi, Territorio e Ambiente di Assolombarda.
Il valore della filiera e l’export
L’intera catena del valore — che spazia dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, fino ai macchinari e ai servizi — conta ben 1.067 imprese e quasi 7mila addetti. Questa rete attiva direttamente 744 milioni di euro di valore aggiunto, incidendo per un rilevante 9,5% sul Prodotto interno lordo della provincia. Si tratta di un primato basato su fondamenta solide: tra il 2019 e il 2024 la filiera ha registrato una crescita straordinaria del valore aggiunto pari al +57,2%, spinta in particolare dalle performance della trasformazione alimentare e del comparto agricolo. A tale dinamismo si associa una forte proiezione internazionale, con l’industria alimentare locale che ha sfiorato i 662 milioni di euro di export nel 2025. Nel territorio si concentrano inoltre ben 5 delle 12 realtà d’eccellenza mappate in tutta la Lombardia nel cosiddetto “sistema della conoscenza”.
Gli interventi dei vertici di Assolombarda
“Nel lodigiano tradizione e innovazione si rafforzano a vicenda – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. La crescita della filiera dell’agribusiness testimonia la capacità delle imprese di creare valore, ma per consolidare questa traiettoria è necessario accelerare la trasformazione digitale, investire nell’intelligenza artificiale e sviluppare le competenze necessarie per governare il cambiamento. Oggi la competitività si misura sempre più sulla capacità di utilizzare i dati e le nuove tecnologie per rendere i processi più efficienti, sostenibili e produttivi. È proprio con questo obiettivo che Assolombarda ha promosso forgIA, un ecosistema che accompagna le imprese nell’adozione concreta dell’intelligenza artificiale: le nostre stime mostrano che un incremento della produttività del 10% nelle micro, piccole e medie imprese industriali del territorio può generare 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto e una crescita di 0,8 punti di PIL nel quadrilatero di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. Un potenziale che può tradursi in opportunità anche per il lodigiano, a condizione di continuare a investire sulle persone, sulle competenze e sulla collaborazione tra imprese, sistema della ricerca e istituzioni. È da questa alleanza che passa la capacità del territorio di attrarre talenti e investimenti, generando innovazione e costruendo una crescita duratura”.
“Il dinamismo del lodigiano è confermato dai dati della filiera dell’agribusiness, un comparto che tra il 2019 e il 2024 ha saputo incrementare il proprio valore aggiunto di oltre il 57%- ha affermato Fulvio Pandini, Presidente della Sede di Lodi di Assolombarda- Per difendere questa nostra eccellenza identitaria, legata a doppio filo alla terra, la sfida strategica diventa oggi sia l’implementazione dell’infrastrutturazione digitale in grado di sostenere la competitività delle imprese, sia l’accelerazione della rigenerazione urbana. Recuperare i vecchi siti produttivi dismessi, infatti, è una strada per circoscrivere il consumo di nuovo suolo senza alterare gli equilibri del territorio e, al contempo, per attrarre grandi capitali internazionali. Allo stesso tempo contribuire a far comprendere alle imprese il loro livello di maturità digitale può aiutarle ad accrescere la consapevolezza di come l’innovazione e in particolar modo quella legata al digitale, può sostenerne lo sviluppo e la crescita”.
Il quadro macroeconomico e il lavoro
Il rapporto traccia un bilancio provinciale che, pur risentendo di un contesto internazionale complesso e delle tensioni geopolitiche che hanno frenato l’export manifatturiero nei primi mesi dell’anno in corso, stima una previsione di crescita dello 0,4%. A fronte di un Pil stazionario nel 2025, i riscontri più importanti arrivano dal mercato del lavoro: la platea degli occupati è salita a quota 101 mila profili, portando il tasso di disoccupazione al minimo storico del 2,0% e posizionando Lodi come la seconda provincia più virtuosa a livello regionale. Restano aperte le complesse sfide legate al mismatch occupazionale (il 49,6% delle figure cercate è di difficile reperimento), a un tasso di inattività del 31,9% e a una quota di NEET pari al 13,8%.
Le infrastrutture e l’asse longitudinale
Lo sviluppo del territorio è fortemente condizionato dalle reti di collegamento, in particolare dall’asse costituito dall’autostrada A1, dalla via Emilia, dalla linea ferroviaria Milano-Bologna e dalla TEEM. Questo corridoio multimodale connette la provincia con l’area metropolitana milanese e con il Centro-Sud, generando però un’evoluzione territoriale disomogenea che premia i poli urbani di Lodi e del sistema Casalpusterlengo-Codogno. Per superare le criticità storiche nella direzione est-ovest, penalizzata da una rete ferroviaria a binario semplice e non elettrificata, sono stati programmati diversi interventi strategici come la tangenziale di Casalpusterlengo, il potenziamento della ex-statale 415 Paullese e il raddoppio della linea ferroviaria Codogno-Cremona-Piadena. Lungo le vie principali si contano 16 poli industriali superiori ai 300.000 metri quadri, dove la logistica copre circa 1,1 milioni di metri quadri. In questo contesto, il mercato immobiliare mostra una fase espansiva sia nel segmento residenziale sia negli immobili d’impresa, ponendo il Lodigiano come candidato ideale per ospitare nuovi data center.
La misurazione della maturità digitale
La trasformazione tecnologica è una leva fondamentale, ma l’adozione è spesso frenata da costi elevati e carenza di risorse interne. Per questa ragione Assolombarda ha avviato un’analisi mirata sulla maturità digitale delle imprese lodigiane in collaborazione con il DIH Lombardia, utilizzando uno strumento di valutazione scientifico del Politecnico di Milano. L’obiettivo del progetto è fornire alle singole realtà aziendali un piano di interventi operativi e raccogliere dati aggregati per orientare le politiche di sviluppo locale. La sinergia tra l’amministrazione pubblica e i privati emerge come il vero fattore chiave per accelerare il processo e diffondere nuove competenze, seguendo il modello di cooperazione già strutturato attraverso l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale denominato “Il Lodigiano connesso”.
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