Enna è l’unico capoluogo siciliano senza sbocco sul mare, ma anche il più alto d’Italia. Ricco di attrazioni storico‑artistiche e di paesaggi naturali, racconta la parte più autentica dell’isola.
Fu soprannominata “Ombelico della Sicilia” dal poeta greco Callimaco perché situata nel cuore dell’isola. Ma Enna non è solo una posizione geografica: è una città che custodisce primati e suggestioni uniche. Con i suoi 931 metri sul livello del mare è il capoluogo più elevato d’Italia ed è conosciuta come il “Balcone della Sicilia” per le vedute mozzafiato sulle vallate circostanti e sui Monti Erei.
Dal centro storico medievale all’antico castello arroccato, passando per palazzi nobiliari, chiese secolari e musei che raccontano millenni di storia, Enna offre un patrimonio ricchissimo e sorprendente.
A circa 90 km da Catania e Agrigento, è sicuramente uno dei borghi più belli dell’isola, da scoprire con calma e predisposizione alla meraviglia.
Enna, cenni storici
Definita “urbs inexpugnabilis” per la sua collocazione strategica, Enna affonda le radici nella preistoria.
I primi insediamenti risalgono al Neolitico, ma sono gli antichi Sicani a dare forma al primo vero nucleo urbano, erigendo sullo sperone orientale del monte una roccaforte militare che, attraverso secoli di adattamenti, diventa l’attuale Castello di Lombardia.
A loro si deve anche l’introduzione dell’agricoltura e del culto della dea madre, destinato a fondersi successivamente con quello di Demetra e Cerere.
L’avanzata dei Siculi da oriente accresce l’importanza del sito, che resiste, tratta la pace e favorisce la fusione tra i due popoli. Dopo secoli di prosperità, Enna entra nell’orbita greca, poi romana, e attraversa dominazioni bizantine, arabe e normanne, fino alla grande fioritura sveva sotto Federico II.
Nel 1927 viene eletto capoluogo di provincia dal regime fascista che ripristina, per l’occasione, l’antico nome di Enna, soppiantando la precedente denominazione di Castrogiovanni.
Cosa vedere a Enna
La città si divide tra Enna Alta ed Enna Bassa: la prima sorge su un altopiano dalla caratteristica forma di freccia triangolare dominante sulla valle del Dittaino; la seconda si sviluppa più in basso, tra colline e aree pianeggianti.
Se Enna Bassa è un insieme di quartieri residenziali nati a partire dagli anni Ottanta, Enna Alta rappresenta il cuore storico e monumentale della città.
Scopriamo quali sono i principali luoghi di interesse.
Castello di Lombardia e Rocca di Cerere
Nel punto più alto di Enna si fronteggiano il Castello di Lombardia e i resti della Rocca di Cerere, dove è ancora visibile l’antica ara sacrificale utilizzata per oltre mille anni da Sicani, Greci e Romani nel culto di Demetra/Cerere.
Il Castello di Lombardia, tra gli edifici più rappresentativi della città, è anche una delle fortezze medievali meglio conservate dell’isola. La sua struttura, a pianta irregolare, rivela una planimetria interna complessa, articolata in una sequenza di cortili che raccontano secoli di trasformazioni e funzioni diverse.
Sopravvivono solo sei delle venti torri storiche originarie, tra cui la Torre Pisana, la più imponente.
Dal maniero è possibile godere di un panorama magnifico che spazia dalle Madonie all’Etna, fino al lago di Pergusa e ai bacini artificiali Nicoletti e Morello, offrendo un’ampia visione della Sicilia centro-orientale.
Belvedere
Il Belvedere di Enna, noto anche come Belvedere Marconi o Piazza Francesco Crispi, è la grande terrazza panoramica della città.
Dalla balaustra lo sguardo si apre sul vicino borgo medievale di Calascibetta, sui profili dei monti Nebrodi e delle Madonie, fino all’Etna che appare nelle giornate più limpide.
Al centro della piazza, si trova una splendida fontana marmorea sormontata dalla copia in bronzo del “Ratto di Proserpina” del Bernini.
Duomo di Enna
A circa 500 metri dal castello sorge il celebre Duomo di Enna.
Dedicato a Maria Santissima della Visitazione, è la chiesa madre della città, riconosciuta monumento nazionale e luogo di pace UNESCO dal 2008.
Del Trecento e rinnovata due secoli dopo, presenta una raffinata fusione di elementi gotici, rinascimentali e barocchi.
Al suo interno conserva numerose opere di pregio tra cui le pale d’altare di Guglielmo Borremans e di Filippo Paladini, allievo di Caravaggio.
Torre di Federico II
La Torre di Federico II è tra i monumenti federiciani meglio conservati d’Italia. Secondo la tradizione – e per molti studiosi – progettata alla corte di Federico II di Svevia, dall’architetto Riccardo da Lentini, fu residenza estiva dall’imperatore durante i suoi soggiorni in Sicilia.
Le origini, risalenti alla metà del XIII secolo, rafforzano l’attribuzione al sovrano svevo più che all’omonimo aragonese.
Situata in cima a una collinetta alberata dell’altopiano di Enna, la torre si distingue con i suoi 27 metri d’altezza e per la pianta ottagonale, ottenuta dalla rotazione di 45° di un quadrato come rappresentazione simbolica della “rosa dei venti”.
Museo archeologico regionale
Il Museo Archeologico Regionale, ospitato nel cinquecentesco Palazzo Varisano – accanto alla chiesa di San Michele Arcangelo – propone un viaggio attraverso la storia del territorio, dalla preistoria al medioevo.
Il percorso espositivo segue uno scrupoloso ordine topografico che permette di scoprire i reperti nei loro contesti originari, rendendo la visita intuitiva e coinvolgente.
Le collezioni provengono dagli scavi della Soprintendenza di Enna, da acquisizioni private e da importanti trasferimenti dai musei di Siracusa e Agrigento.
Come arrivare ad Enna
La soluzione più comoda per arrivare ad Enna è volare fino all’Aeroporto di Catania‑Fontanarossa, a circa 85 Km di distanza.
Arrivare in Sicilia in nave o traghetto resta però un’alternativa affascinante: Enna, pur trovandosi nell’entroterra, è facilmente raggiungibile approdando nei principali porti dell’isola, come Palermo o Catania, da cui proseguire in auto o autobus.
Per consultare rotte, orari e acquistare i biglietti online, consigliamo di affidarsi al pratico servizio Navi e Traghetti.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Valentina Concetti
Source link



