La cerimonia per la firma dell’accordo è prevista venerdì, in un hotel vicino a Lucerna, in Svizzera. Secondo fonti citate dalla Cnn, il memorandum d’intesa, lungo circa una pagina e mezza, contiene formulazioni volutamente generiche per creare le condizioni favorevoli ai negoziati tecnici che inizieranno nei prossimi giorni
La firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran è attesa venerdì, in un hotel a a Burgenstock, vicino a Lucerna, in Svizzera. L’intesa, già firmata digitalmente, «è equa e funzionerà», ha fatto sapere la Casa Bianca.
L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta lavorando alla pubblicazione del testo dell’accordo preliminare, ma diversi funzionari riferiscono – riporta la Cnn – che il documento ha soprattutto un valore politico, e non riflette gli impegni più importanti assunti da Teheran nei colloqui riservati. Secondo fonti citate dall’emittente televisiva statunitense, il memorandum d’intesa, lungo circa una pagina e mezza, contiene formulazioni volutamente generiche per creare le condizioni favorevoli ai negoziati tecnici che inizieranno nei prossimi giorni.
Intanto, però, Israele continua a bombardare il Libano. Ma, se l’esercito israeliano non fermerà la sua aggressione nel sud del paese, ha avvertito il quartier generale operativo delle Forze armate iraniane «dovrà aspettarsi una dura reazione da parte delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell’Iran», riporta l’agenzia Tasnim.
Nella notte, una terza petroliera, della National Iranian Tanker Company (Nitc), carica di circa un milione di barili di greggio iraniano, ha oltrepassato la linea del blocco navale statunitense nel Golfo di Oman, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Martedì altre due petroliere iraniane, Diona e Hero 2, avevano lasciato la zona del blocco, con un carico complessivo di 3,8 milioni di barili di petrolio.
PUNTI CHIAVE
11:01
Il Papa, al termine dell’udienza generale, ha espresso la sua “soddisfazione per il raggiungimento di un accordo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America che sarà firmato nella giornata di venerdì, quale incoraggiante risultato di un paziente lavoro di dialogo e di negoziazione. Esprimo gratitudine ai Paesi che si sono impegnati per favorire l’incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa. Auspico che questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza e la stabilità nel Medio Oriente promuovendo percorsi di dialogo e di cooperazione tra i popoli”.
10:45
“Oggi, alcuni celebrano l’accordo tra Stati Uniti e Iran. E sì, qualsiasi possibilità di pace è una buona notizia. Ma non dimentichiamo la verità: dopo oltre 7.000 morti, città distrutte e milioni di persone colpite dall’inflazione, siamo tornati al punto di partenza. Signora von der Leyen, signor Weber: avete voltato lo sguardo dall’altra parte durante una guerra illegale e immorale condotta da Trump e Netanyahu. Oggi vediamo il risultato di quelle promesse di sicurezza e persino di democrazia”. Lo afferma la presidente del gruppo Socialisti e democratici al Parlamento europeo, Iratxe Garcìa Pérez, nel dibattito alla plenaria sul Consiglio europeo di domani.
“Ora dovete rispondere: dov’è la democrazia promessa da Trump e Netanyahu? Perché la democrazia non nasce dai bombardamenti. Non si costruisce sulle macerie. Non fiorisce tra migliaia di cadaveri. Ed è grottesco sentire Trump decantare la riapertura dello Stretto di Hormuz come una vittoria. Quale vittoria? Hormuz era già aperto prima della guerra. Si vanta di aver risolto un problema che lui stesso ha creato”.
09:30
L’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran rappresenta “un passo molto importante”, ma resta ancora del lavoro da compiere per arrivare a un accordo duraturo. Lo ha dichiarato martedì l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, durante un incontro con il presidente statunitense Donald Trump a margine del vertice del G7 di E’vian-les-Bains, in Francia. Al Thani ha accolto con favore la prevista firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran, ribadendo il sostegno del Qatar agli sforzi volti a raggiungere un accordo permanente capace di rafforzare la sicurezza e la stabilità della regione.
Trump ha ringraziato l’emiro per il ruolo svolto dal Qatar nella gestione della crisi e ha discusso con Al Thani la seconda fase dell’intesa. Il colloquio ha riguardato anche la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, la continuità dei flussi commerciali internazionali e la cooperazione nel settore energetico. In un messaggio pubblicato su X, l’emiro ha affermato che la partecipazione al vertice del G7 ha rappresentato “un’importante opportunità per scambiare opinioni sulle priorità internazionali più urgenti, a cominciare dal consolidamento della stabilità e della pace nella nostra regione e dal rafforzamento della cooperazione e dello sviluppo a beneficio dei suoi popoli”.
“Il Qatar continuerà il proprio impegno costruttivo, guardando a un mondo nel quale prevalgano pace, sicurezza e prosperità”, ha concluso Al Thani.
09:19
L’Egitto sostiene gli sforzi che hanno portato all’intesa tra Stati Uniti e Iran, ritenuta necessaria per impedire una nuova escalation militare nella regione. Lo ha affermato il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi durante un incontro con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, avvenuto martedì a E’vian-les-Bains, in Francia, a margine del vertice del G7.
Secondo quanto riferito dal portavoce della presidenza egiziana, Mohamed el Shennawy, Al Sisi ha sottolineato che l’intesa deve garantire la sicurezza e la sovranità dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo e la libertà della navigazione internazionale.
Il presidente egiziano ha inoltre ribadito la necessità di raggiungere soluzioni politiche sostenibili per tutte le crisi regionali, nel rispetto della sovranità degli Stati e delle aspirazioni delle rispettive popolazioni.
Al Sisi ha confermato la disponibilità dell’Egitto a collaborare con l’Unione europea per attuare l’accordo destinato a porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza e ha riaffermato il sostegno del Cairo alla stabilità, alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano. Il presidente ha anche richiamato gli sforzi egiziani per porre fine alla crisi in Sudan e alle sofferenze della popolazione.
08:05
“Questo accordo è positivo e contribuirà a ristabilire la stabilità nella regione, a riaprire lo Stretto di Hormuz, a portare la pace in Libano e a consentire alle forze armate libanesi e alle forze internazionali che le sostengono di riacquistare il monopolio degli armamenti. Questo accordo contribuirà anche a ridurre le tensioni e ad abbassare i prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti. Pertanto, abbiamo sostenuto questo accordo durante il vertice del G7 e abbiamo anche deciso diverse misure molto concrete per garantirne l’attuazione e ridurre la nostra dipendenza dallo Stretto di Hormuz”. Così il Presidente francese Emmanuel Macron in un video sui social diffuso nella tarda serata di martedì.
07:58
“Riteniamo sia giunto il momento di intraprendere ulteriori azioni, visto che il presidente Donald Trump ha raggiunto un accordo, che sosteniamo, per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Riconosciamo i progressi e le opportunità attuali in Medio Oriente”, hanno scritto in una dichiarazione i leader del G7, riuniti a Evian, in Francia.
“Accogliamo con favore – aggiungono – l’annuncio di un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran, raggiunto sotto la ferma guida del presidente Donald Trump, con il sostegno dei paesi mediatori, che offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e per contrastare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. Sosteniamo la sua attuazione e siamo pronti a contribuire ad essa. Riaffermiamo che il diritto al libero e indisturbato transito è la pietra angolare del commercio internazionale. Abbiamo convenuto che l’iniziativa di difesa multinazionale e indipendente guidata da Francia e Regno Unito può svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine”.
“Sosteniamo con forza un accordo diplomatico solido e completo, complementare al memorandum d’intesa raggiunto dal presidente Donald Trump, che possa portare alla pace e alla sicurezza per tutti nella regione. Sottolineiamo che i negoziati condotti a questo scopo devono tenere conto delle minacce poste dall’Iran alla regione e oltre, e devono garantire che l’Iran non acquisira’ mai armi nucleari. Abbiamo convenuto che il contributo dei partner regionali e internazionali competenti, inclusa l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, sarebbe utile a questi negoziati. Riaffermiamo che l’Iran non acquisira’ mai armi nucleari. In Libano, sosteniamo, attraverso un cessate il fuoco fermo e immediato, gli sforzi delle autorità libanesi per raggiungere il disarmo di Hezbollah e un monopolio statale sulle armi, e per proteggere l’integrita’ territoriale e la sovranita’ del paese attraverso adeguate garanzie di sicurezza internazionali”. Conclude così la nota dei leader del G7.
07:44
Il quartier generale operativo delle Forze armate iraniane ha avvertito che se l’esercito israeliano non fermerà la sua aggressione nel Libano meridionale “dovrà aspettarsi una dura reazione da parte delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell’Iran”. Lo riporta Tasnim. “Negli ultimi due giorni, l’esercito israeliano ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale per ben 84 volte, nonostante la dichiarazione del presidente statunitense sulla fine delle ostilità, continuando a perpetrare atrocità e a uccidere la popolazione oppressa del Libano”.
06:05
L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta lavorando alla pubblicazione del testo dell’accordo preliminare raggiunto con l’Iran, ma diversi funzionari dell’amministrazione presidenziale riferiscono che il documento ha soprattutto un valore politico, e non riflette gli impegni più importanti assunti da Teheran nei colloqui riservati.
Secondo fonti citate dall’emittente televisiva Cnn, il memorandum d’intesa, lungo circa una pagina e mezza, contiene formulazioni volutamente generiche per creare le condizioni favorevoli ai negoziati tecnici che inizieranno nei prossimi giorni. I funzionari statunitensi sostengono che l’Iran abbia fornito garanzie informali non riportate esplicitamente nel testo, tra cui la disponibilita’ a consentire il coinvolgimento degli Stati Uniti e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) nella neutralizzazione delle proprie scorte di uranio altamente arricchito. Nel documento, tuttavia, Teheran si limita a riaffermare che non produrra’ mai armi nucleari, una formulazione simile a quella gia’ contenuta nell’accordo nucleare del 2015.
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