Il Memorandum of understanding, che include il fronte libanese, è stato firmato da Donald Trump, in visita in Francia. Le prime navi iraniane si muovono dopo la rimozione del blocco navale Usa
I presidenti statunitense e iraniano, Donald Trump e Massoud Pezeshkian, hanno firmato a distanza il protocollo d’intesa in cui Teheran si impegna a diluire il proprio uranio arricchito nell’ambito di futuri negoziati, in cambio della revoca delle sanzioni da parte di Washington. Il protocollo d’intesa, che include il fronte libanese, è stato firmato da Trump, in visita in Francia a Versailles.
Nei giorni scorsi un funzionario americano aveva riferito che sia Trump che JD Vance avevano firmato virtualmente l’accordo, e lo stesso aveva fatto il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Ora invece dall’amministrazione si fa sapere che il tycoon non aveva firmato digitalmente ma che aveva solo assistito alla firma da parte di Vance. Domani 19 giugno, invece, in Svizzera si terrà la cerimonia ufficiale delle firme e sarà ospitata dal Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif afferma che l’Iran riaprirà «immediatamente» lo Stretto di Hormuz e che gli Stati Uniti revocheranno «subito» il blocco.
PUNTI CHIAVE
08:04
Petrolio ancora in calo: Brent a 77,65 dollari a barile
07:11
Undici navi iraniane superano il blocco Usa
08:32
Dopo le indiscrezioni di Axios dei giorni scorsi, ora arriva anche la conferma dal Wall Street Journal: i rapporti tra Trump e Netanyahu è sempre più teso a causa degli attacchi dello stato ebraico sul Libano. Durante le trattative per la firma del Mou, il presidente Usa ha chiamato il premier israeliano e lo ha incalzato: “Perché fai saltare in aria edifici?”, ha detto, “smettila”. In un’altra telefonata, Trump si sarebbe lamentato che una recessione globale scatenata dalla guerra potrebbe alimentare un parallelo tra lui ed Herbert Hoover, il presidente della Grande Depressione degli anni ’30. E ai suoi consiglieri avrebbe detto che nessuno può gestire Netanyahu, intenzionato a “bombardare tutti”. Per risolvere l’impasse, Trump ha convocato nello studio Ovale i funzionari israeliani e libanesi impegnati in trattative e ha cercato di mediare lui stesso un accordo.
08:04
Prosegue la discesa dei prezzi del petrolio alla vigilia della ratifica definitiva dell’accordo Usa-Iran in programma. Il Brent viaggia sui 77,65 dollari al barile (-2,39 per cento), mentre il Greggio statunitense Wti è a 74,60 dollari al barile (-2,85 per cento).
07:54
Le spese sostenute dagli Stati uniti nella guerra contro l’Iran hanno raggiunto 113,3 miliardi di dollari, secondo il sito Iran War Cost Tracker, che calcola i costi del conflitto per i contribuenti americani. Secondo il portale, la guerra del presidente Usa Donald Trump contro l’Iran, durata 108 giorni, è costata ai contribuenti statunitensi 113,3 miliardi di dollari. La Casa bianca non ha fornito cifre ufficiali sul costo complessivo della guerra. Trump ha però affermato che negli ultimi attacchi contro l’Iran sono stati spesi 250 milioni di dollari solo in munizioni. Il portale Iran War Cost Tracker calcola i costi necessari per mantenere il personale, le navi dispiegate nella regione e altre spese legate al conflitto. La metodologia si basa su un rapporto del Pentagono al Congresso, che ha stimato in 11,3 miliardi di dollari il costo dei primi sei giorni dell’operazione militare, con spese aggiuntive previste di circa un miliardo di dollari al giorno.
07:30
Il presidente Usa Donald Trump ha firmato un “buon accordo”. Lo ha detto oggi il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando alla riunione dei ministri della Difesa della Nato a Bruxelles e facendo riferimento alla firma del memorandum d’intesa per porre termine alle ostilità con l’Iran. “Trump ha concluso un buon accordo. È importante perché ciò che questo accordo fa è degradare la capacità nucleare. È ciò che gli Stati uniti hanno fatto attraverso questa intesa, sostanzialmente dalla fine di febbraio, assicurandosi che la capacità nucleare dell’Iran fosse degradata”, ha detto Rutte.
07:23
La Cina accoglie con favore il memorandum d’intesa raggiunto da Iran e Stati Uniti e continuerà a contribuire alla pace e alla stabilità regionali. Così il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, al termine di una telefonata intercorsa ieri con l’omologo iraniano, Seyyed Abbas Araghchi. A quanto riferito dall’emittente statale “Cctv”, Wang ha affermato che “i fatti dimostrano che la forza e la politica di potenza non possono risolvere i problemi, e che il dialogo e i negoziati sono la scelta giusta”. “La Cina sostiene i legittimi diritti dell’Iran e i suoi sforzi per salvaguardare la sovranità e la sicurezza, così come gli sforzi di mediazione del Pakistan e della comunita’ internazionale”, ha sottolineato. Wang ha inoltre invocato una “gestione appropriata” della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz per rispondere alle “diffuse preoccupazioni internazionali” ed espresso “sostegno agli sforzi dell’Iran per migliorare i rapporti con i Paesi della regione ed esplorare la possibilita’ di istituire un relativo quadro di sicurezza”. Da parte sua, Araghchi ha informato Wang sull’accordo tra Teheran e Washington, ringraziando Pechino “per il suo ruolo costruttivo nel promuovere i negoziati e facilitare l’intesa”. “L’Iran ha sempre considerato le relazioni con la Cina da una prospettiva strategica e auspica di rafforzare la fiducia reciproca e approfondire la cooperazione in vari settori per promuovere il partenariato strategico onnicomprensivo tra i due Paesi”, ha affermato Araghchi.
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