Gli USA progettano una base a Luzon, per difesa e ricerca strategica, a 120 km da Taiwan isola considerata dalla Cina una provincia ribelle.
Introduzione
Il dispiegamento di truppe statunitensi a Luzon, nelle Filippine, si spiega dal progetto dell’amministrazione Trump “Pax Silica”, lanciato a dicembre 2025 nel quale le Filippine hanno aderito il 16 aprile del 2026.
Da una parte lo stanziamento dei militari statunitensi deriva dalla volontà del Presidente Marcos Jr. che esprimeva una crescente preoccupazione riguardo il possibile coinvolgimento del proprio Paese contro la potenziale invasione della Repubblica Democratica di Cina (Taiwan) e che questa potesse coinvolgere la parte settentrionale di Luzon e il rimpatrio dei filippini dall’isola. Il Capo delle forze armate Filippine, il generale Browner ha dichiarato alle forze armate nell’area (NOLCOLM) di preparare le operazioni per una possibile invasione cinese di Taiwan. Già all’inizio del 2025 la Marina statunitense era impegnata nelle Filippine durante la missione “Balikatan 2025” con scopo difensivo tra Washington e Manila nello stretto di Luzon, presso le catene di Isole di Batanes. È stata una delle dimostrazioni di attacco della marina statunitense a svolgersi nello stretto di Luzon.
L’interesse statunitense nella regione mira a contenere la Repubblica Popolare Cinese impedendole un’invasione di Taiwan, di interesse per la Cina non solo per legami storici ma anche da un punto di vista strategico riguardo l’intelligenza artificiale e della produzione di semiconduttori, per il controllo della regione, attualmente oggetto di contesa tra le due potenze.
Iniziativa americana “Pax Silica”
La Pax Silica è un’iniziativa statunitense, con l’obiettivo di controllare la catena di approvvigionamento dei materiali critici. Come si legge dalla dichiarazione “è un progetto del Dipartimento di Stato riguardo il perseguimento per condividere gli sforzi di una reciproca prosperità, progresso tecnologico, sicurezza economica per i nostri popoli”. Questa iniziativa fa parte della competizione Stati Uniti e Cina riguarda il tema il controllo dei materiali critici. Ad esempio nel 2024 la Repubblica Popolare Cinese produceva il 99% del gallio mondiale e il 44% del rame globale. Ciò che la Cina non riesce a produrre lo importa da Paesi quali l’Indonesia e la Repubblica Democratica del Congo per assicurarsi l’accesso ai materiali critici come il rame e il nickel. Si ricordi che il controllo di questi materiali critici sono essenziali per il funzionamento delle apparecchiature elettroniche (dalle batterie dei telefoni cellulari ma anche armamenti militari quali l’utilizzo dei droni e così via).
L’iniziativa statunitense ha l’obiettivo di limitare il ruolo della Repubblica Popolare nel campo della catena di approvvigionamento delle terre rare, con lo scopo di rendere resiliente la catana di approvvigionamento tecnologica globale, assieme a tredici Paesi, tra i quali rientrano Australia, Singapore, Corea del Sud, Giappone, Finlandia, Germania, Grecia, India, Israele, Paesi Bassi, Norvegia, Qatar, Svezia, Filippine, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Taiwan[1] collaborando riguardo l’estrazione e la lavorazione di materiali critici. L’idea che sta alla base del progetto della Pax Silica è quella di creare un ecosistema più autonomo ed indipendente dalla Repubblica Popolare Cinese. La partecipazione delle Filippine al progetto statunitense è importante in quanto attraverso le proprie riserve di nickel, rame, cromite e cobalto può portare alla produzione di semiconduttori e componentistica elettronica e garantirebbe agli Stati Uniti e ai Paesi partner, l’accesso e il controllo dei materiali critici.
L’hub strategico
Il progetto che coinvolge le Filippine consiste nella costruzione di una base strategica hi-tech di ricerca nel campo della intelligenza artificiale con l’intento di ridurre il predominio della Cina nelle catene di approvvigionamento di semiconduttori, materiali critici e infrastrutture di intelligenza artificiale.
Il piano, come si legge dal sito dell’Ambasciata statunitense nelle Filippine, prevede la costruzione di un hub in un’area di 4.000 acri a Luzon a New Clark City. Viene chiarito che il progetto “è parte di una strategia più ampia per la produzione di materie prime vitali per le catene di approvvigionamento statunitensi, situato nel Corridoio economico di Luzon e ciò può sfruttare la centralità geografica delle Filippine nell’Indo-Pacifico, la sua forza lavoro giovane e qualificata e l’alleanza con gli Stati Uniti”.
Nell’infografica viene illustrato il Corridoio Economico di Luzon un’iniziativa tra Stati Uniti, Giappone e Filippine. Iniziativa economica che coinvolge paesi partner tra cui Australia, Canada, Danimarca Italia, Corea del Sud, Svezia, e Regno Unito con l’obiettivo di catalizzare la crescita economica tra i Paesi partner e creare nuovi posti di lavoro. La base americana, come si nota dall’infografica si trova nella città di Clark, nord di Luzon in un’area di 4000 acri.
Conclusioni
La costruzione della base statunitense a Luzon, nelle Filippine ha una duplice valenza. Da un lato la scelta di costruire la base a nord delle Filippine non è casuale (a 120 km di distanza da Taiwan) ma rientra nella strategia di controllo e contenimento della Repubblica Popolare Cinese riguardo Taiwan e le proprie rivendicazioni territoriali con Paesi dell’area che si affacciano sul Mar Cinese Meridionale.
Da un punto di vista economico invece sta a significare l’importanza per gli stessi Stati Uniti nella ricerca e sviluppo nell’ambito dell’intelligenza artificiale e del controllo e produzione dei materiali critici che rientra nel progetto della Pax Silica; iniziativa che secondo gli Stati Uniti di concerto con i paesi partner potrebbe essere l’inizio di una minor dipendenza dalla Repubblica Popolare Cinese nell’approvvigionamento del reperimento dei materiali critici.
[1] Taiwan partecipante non firmatario ha espresso il proprio apprezzamento riguardo i principi della Pax Silica attraverso la Dichiarazione congiunta delle Cooperazione economica tra Stati Uniti e Taiwan, 27th January 2026, https://www.state.gov/wp-content/uploads/2026/01/Pax-Silica-Declaration-AIT-TECRO.pdf.
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Marco Langiu
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