Los Angeles (Stati Uniti), 29 giugno 2026 – Il Brasile di Carlo Ancelotti suda le proverbiali sette camicie ma proprio all’ultimo respiro riesce a completare la sua rimonta ai danni del Giappone, battendolo 2-1 e approdando agli ottavi di finale al Mondiale 2026. Escono però a testa altissima dal terreno di gioco dello Houston Stadium i “Samurai Blue” che, in un primo tempo in cui sul Brasile ha giocato decisamente sotto ritmo e mostrando pochissima concretezza negli ultimi metri di campo, sono riusciti a passare addirittura in vantaggio (al 29’) con Sano, bravo a intercettare un errore in disimpegno di Danilo e a superare Alisson con un tiro ad incrociare nell’angolino. Nella ripresa, però, la musica è cambiata, perché il Brasile, grazie anche alle sostituzioni, ha alzato i giri del motore e, dopo aver sfiorato il gol in almeno un paio di occasioni, lo ha trovato con lo stacco di testa vincente di Casemiro. Un 1-1 che ha galvanizzato la truppa di Ancelotti, la quale ha continuato ad attaccare sfiorando con Vinicius (palo) un sorpasso poi trovato in pieno recupero grazie al guizzo del neoentrato Martinelli, imbeccato alla perfezione da Guimaraes.
Sano porta in vantaggio i nipponici
La partenza è un condensato di emozioni per la Seleçao di Ancelotti, che prima sussulta quando Paqueta, dopo meno di 2’, si tocca il flessore della coscia destra a seguito di un contatto e poi quasi gioisce sulla conclusione – a dire il vero non irresistibile – di Bruno Guimaraes, che Suzuki spedisce in corner non senza patemi. Un lampo che poteva far presagire un primo tempo ben diverso per i verdeoro che in effetti riescono sì a prendere in mano il pallino del gioco grazie alle loro eccellenti proprietà di palleggio, ma poi negli ultimi sedici metri di campo difettano sul piano dei ritmi e dell’efficacia dei meccanismi, non riuscendo a trovare guizzi né da Vinicius né da Cunha (velleitario il suo tentativo al 14’, che Suzuki devia in angolo). Brasile che non incide e al 21’ chiede a gran voce il secondo cartellino giallo ai danni di Sano, per un intervento in ritardo ai danni del già citato Cunha. Una porta girevole del match perché proprio il centrale del Magonza, subito il “cooling break” porta in vantaggio i “Samurai Blue”: al 29’ l’ex Juventus Danilo sbaglia un apertura a centrocampo e si fa intercettare il pallone da Sano, il quale poi si invola verso la porta e dal limite dell’area fa partire un destro a incrociare che si infila nell’angolino per il vantaggio nipponico. La reazione dei verdeoro non tarda ad arrivare perché la Seleçao riparte forte e alza la pressione sulla difesa giapponese ma continua a faticare sul piano della concretezza. Veri pericoli dalle parti di Suzuki non ne arrivano e così la formazione di Moriyasu rientra negli spogliatoi con un tanto prezioso quanto inatteso 1-0 in dote.
Casemiro e Martinelli all’ultimo respiro firmano la rimonta
All’intervallo Ancelotti decide di rimescolare le carte togliendo l’acciaccato Paquetà e inserendo il classe 2006 Endrick, con Vinicius che può così scalare nella naturale posizione esterno alto sinistro. Le mosse del tecnico dei verdeoro sembrano pagare buoni dividendi, perché il Brasile torta in campo con tutt’altro ritmo rispetto a quello dei primi 45’ e in due occasioni nei primi 7’ di ripresa arriva a un soffio dal pari: al 52’ è Bruno Guimaraes con un’incornata quasi perfetta a sfiorarlo. Ancor più nitida è però la palla gol che capita sulla testa di Casemiro – assistito dalla sponda di Danilo – e che viene miracolosamente neutralizzata sulla linea di porta da Suzuki e dalla difesa nipponica. I tempi per il pari verdeoro sembrano però maturi e a firmarlo è proprio Casemiro, che al 55’ si fa perdonare un primo tempo decisamente opaco e questa volta, su traversone al bacio di Gabriel, non sbaglia lo stacco di testa rendendo vano il tentativo di intervento di Suzuki.
Lo stacco imperioso di Casemiro per l’1-1 del Brasile (Ansa)
Trovato l’1-1, il Brasile prova a sciogliere ulteriormente le briglie e appena 3’ dopo il gol arriva addirittura a un’inezia dal guizzo del sorpasso con il tocco d’esterno di Vinicius, che Suzuki riesce a deviare sul palo evitando il gol con un intervento a dir poco provvidenziale.Per cercare maggior concretezza e freschezza in attacco, Ancelotti decide allora di giocarsi anche la carta Martinelli, inserendolo al posto di Cunha, mentre Moriyasu risponde inserendo Sugawara e Yuito Suzuki al posto di Doan e Nakamura. Il copione del match, dopo questa ennesima tornata di sostituzioni e il secondo “cooling break” non cambia e vede sempre il Brasile padrone del possesso palla e alla ricerca del giusto varco nella retroguardia nipponica: al 74’ ci prova anche Rayan, che si fa deviare un buon colpo di testa in angolo da un sempre più decisivo Suzuki. Con il passare dei minuti, l’impeto verdeoro sembra scemare al cospetto della grande compattezza di un Giappone che, aiutato in fase di copertura dalle sue forze fresche, riesce a resistere. Al 95’, però, il castello difensivo dei “Samurai Blue” crolla all’improvviso, quando Guimaraes pesca con una perfetta imbucata nel cuore dell’area Martinelli, il quale fredda Suzuki con un interno destro che vale il 2-1 e il passaggio agli ottavi dei verdeoro. Il tabellino: Brasile (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Douglas Santos; Guimaraes (dal 98’ Danilo Santos), Casemiro (dal 91’ Fabinho); Rayan, Paquetá (dal 46’ Endrick), Vinicius Jr; Cunha (dal 66’ Martinelli). Ct. Ancelotti. Giappone (3-4-2-1): Suzuki; Ito H., Tomiyasu, Taniguchi; Doan (dal 66’ Sugawara), Sano, Ito J. (dal 78’ Machino), Nakamura (dal 66’ Yuito Suzuki); Kamada (dal 78’ Ao Tanaka), Maeda (dal 98’ Ogawa); Ueda. Ct. Moriyasu. Marcatori: Sano (Giappone 29’), Casemiro (Brasile 55’), Martinelli (Brasile 95’). Note – Ammonizioni: Sano (Giappone), Kamada (Giappone), Casemiro (Brasile), Danilo (Brasile), Yuito Suzuki (Giappone).
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link


