l comparto continua a rafforzare il proprio ruolo nell’economia regionale. Comuni in prima linea nella spesa per le opere pubbliche, mercato immobiliare in ripresa e occupazione stabile. Resta però il nodo del calo dei permessi di costruire
La filiera delle costruzioni continua a rappresentare uno dei principali pilastri dell’economia campana. Secondo il rapporto “Scenari regionali dell’edilizia – Campania”, elaborato dal Centro Studi Ance con il contributo di Prometeia e presentato da Ance Campania, il comparto contribuisce per il 13,4% agli investimenti che compongono il Pil regionale e garantisce l’8,4% dell’occupazione complessiva, confermando il proprio peso strategico nello sviluppo del territorio.
Le prospettive restano favorevoli anche per il prossimo biennio. Nel 2026 gli investimenti nelle costruzioni sono attesi in crescita del 5,9% in termini reali, sostenuti soprattutto dall’accelerazione delle opere pubbliche finanziate attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. In Campania risultano infatti 1.036 cantieri attualmente in corso, destinati a produrre effetti economici anche nel 2027.
A sostenere il comparto contribuirà inoltre la manutenzione straordinaria del patrimonio abitativo. La proroga delle agevolazioni fiscali prevista dalla Legge di Bilancio 2026, insieme alla crescente attenzione delle famiglie verso efficienza energetica, sostenibilità e contenimento dei costi legati alla gestione della casa, dovrebbe continuare a stimolare gli interventi di riqualificazione.
Comuni protagonisti della spesa pubblica
Tra gli elementi più significativi emersi dal rapporto spicca la capacità di spesa delle amministrazioni comunali campane. Nel 2025 la spesa in conto capitale collegata agli interventi del Pnrr registra un incremento del 20,5% rispetto all’anno precedente, superando di oltre cinque punti percentuali la media italiana, ferma al 15,3%, secondo i dati Siope della Ragioneria generale dello Stato.
Anche il mercato degli appalti pubblici mostra un’evoluzione positiva. Nel corso del 2025 i bandi per lavori pubblici sono aumentati sia nel numero (+14%) sia nel valore economico (+40,2%). Una dinamica alimentata dalle grandi opere infrastrutturali e dall’avvio operativo della programmazione dei fondi europei di coesione 2021-2027, inizialmente rallentata per concentrare le risorse sulla realizzazione degli interventi Pnrr.
Occupazione stabile, cresce il numero degli addetti
Il mercato del lavoro conferma una fase di consolidamento. I dati della Commissione nazionale paritetica per le casse edili evidenziano nel 2025 una sostanziale stabilità delle ore lavorate rispetto all’anno precedente, dopo la crescita del 9,3% registrata nel 2024.
Prosegue anche l’incremento degli occupati iscritti alle casse edili, seppure con ritmi più contenuti: il numero dei lavoratori aumenta del 2,1%, dopo il +7,9% dell’anno precedente.
Permessi edilizi in calo, ma il mercato immobiliare torna a crescere
Accanto ai segnali positivi emerge tuttavia una flessione dell’attività autorizzativa. Nel comparto residenziale il numero delle abitazioni autorizzate nel 2024 diminuisce del 10,3%, dopo il marcato arretramento del 29,2% registrato nel 2023.
Le riduzioni più consistenti interessano la provincia di Benevento (-56,8%), mentre Napoli limita il calo al -5,7%. Fa eccezione Salerno, unica provincia in controtendenza, con un incremento vicino al 13%.
Anche il settore non residenziale registra una contrazione, con una diminuzione dell’8% dei volumi autorizzati.
Scenario diverso per il mercato immobiliare. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, nel 2025 le compravendite di abitazioni in Campania raggiungono quota 44 mila, in aumento del 3,3% rispetto al 2024.
La crescita interessa soprattutto i comuni capoluogo (+4,2%), rispetto ai centri minori (+3%). Tra le città spicca Avellino (+11,8%), mentre Napoli registra un incremento del 3%. A livello provinciale, l’aumento varia dal +2,7% di Napoli al +5,3% di Caserta.
Lancellotti: “Serve una strategia industriale per il dopo Pnrr”
“Le costruzioni confermano il loro contributo determinante al Pil della Campania e rafforzeranno ulteriormente questo ruolo anche nel 2026. Con l’avvicinarsi della conclusione del ciclo di investimenti del Pnrr, però, è necessario che il Governo definisca un Piano industriale capace di accompagnare il settore nel prossimo decennio, valorizzando sia gli investimenti pubblici sia quelli privati. Occorrono un Piano Casa strutturato e una legge sulla rigenerazione urbana attesa ormai da trent’anni. In molti Paesi la riqualificazione delle città rappresenta il principale motore di sviluppo economico e sociale dei territori.”
Monosilio: “Le costruzioni restano uno dei principali fattori di crescita”
“In un contesto internazionale caratterizzato da forti incertezze e da una crescita italiana inferiore rispetto a quella di altri Paesi europei, il settore delle costruzioni continua a distinguersi come uno dei pochi comparti capaci di sostenere la creazione di valore. Questo fenomeno risulta ancora più evidente in Campania e nel Mezzogiorno, dove gli investimenti finanziati dal Pnrr hanno consentito di rispondere a esigenze infrastrutturali storiche. Una spinta che non dovrà interrompersi, anche perché le imprese hanno consolidato la propria struttura e sono pronte a proseguire questo percorso di sviluppo.”
Morra: “I Comuni hanno dimostrato di saper guidare gli investimenti”
“I numeri confermano ciò che gli amministratori locali sperimentano quotidianamente: la crescita passa dalla capacità dei Comuni di programmare, progettare e realizzare opere utili alle comunità. Durante la stagione del Pnrr le amministrazioni locali hanno svolto un ruolo decisivo nell’attuazione degli investimenti pubblici. Per questo è fondamentale continuare a rafforzarne competenze, strutture organizzative e autonomia decisionale. La collaborazione tra istituzioni e soggetti rappresentativi come Ance costituisce uno strumento indispensabile per sostenere lo sviluppo dei territori e offrire risposte concrete a cittadini e imprese.”
Un tessuto produttivo diffuso, composto prevalentemente da piccole imprese
L’analisi del sistema produttivo regionale conferma la forte presenza di piccole e medie imprese. Nel 2024 il settore conta quasi 38 mila aziende, pari a circa il 7% del totale nazionale.
Le imprese campane presentano una dimensione media di 3,5 addetti, superiore alla media italiana di tre addetti, grazie a una minore incidenza delle imprese individuali e a una presenza più consistente di aziende con organici compresi tra due e nove dipendenti.
Sotto il profilo economico prevalgono realtà di dimensioni contenute: oltre due terzi delle imprese dichiarano un fatturato inferiore a 200 mila euro, mentre un ulteriore 16% si colloca tra 200 mila e 500 mila euro. Nel complesso, circa l’84% delle aziende del comparto non supera il mezzo milione di euro di ricavi annui.
Dal punto di vista della specializzazione produttiva, il 55,7% opera prevalentemente nei lavori di costruzione specializzati, il 41,4% nella costruzione di edifici e solo il 2,9% nell’ingegneria civile.
La distribuzione territoriale vede la provincia di Napoli concentrare il 45,4% delle imprese regionali, con circa 17 mila aziende, seguita da Salerno (21,4%), Caserta (19,2%), Avellino (8,2%) e Benevento (5,8%).
Alessandro Manna
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