Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
Nei giorni successivi, dalle tre utenze sottoposte ad intercettazione, emergevano contatti con altre imprese edili dell’isola:
– la ITALCOSTRUZIONI s.p.a di Palermo, composta da VECELLIO LEGATORE Giuseppe, nato ad Auronzo di Cadore (BL) il 15/09/1910 e PARATORE Elio nato a Carini il 15/07/1943;
– la ing. FURNARO Domenico Costruzioni di Palermo;
– la COLIS di Palermo, di cui e` amministratore unico FURCO Salvatore, nato a Montemaggiore Belsito il 15/09/1951;
– l’impresa edile BRUCCOLERI Calogero, nato a Favara il 21/02/1954 e residente ad Agrigento in viale Giardini n.9.
Con tutte queste il SIINO limitava i dialoghi a brevissimi scambi di battutte, perlopiu` al fine di stabilire successivi personali incontri, facendo intendere in tal modo di voler evitare le comunicazioni telefoniche.
Ormai coscienti del pericolo rappresentato dalla intercettazione tecnica delle conversazioni telefoniche, molti dei soggetti coinvolti nelle indagini di cui alla presente annotazione, trascorrono gran parte della loro giornata lavorativa a bordo di autovetture, spostandosi da un appuntamento all’altro con il fine di stabilire personali accordi con altri imprenditori volti a conseguire l’acquisizione delle gare di appalto per lavori pubblici, ovvero scambiarsi notizie al riparo di orecchie indiscrete.
Tra le conoscenze del SIINO compariva anche un noto imprenditore edile nisseno, COSENTINO Francesco, denunciato dalla 1^ Sezione del Nucleo Operativo del Gruppo CC. Palermo I^ con rapporto giudiziario n.2215/11 del 23/02/1989 inviato alla Procura della Repubblica di Caltanissetta, perche` ritenuto responsabile del reato di cui all’art.416 bis c.p. finalizzata all’illecita acquisizione di pubblici appalti.
Il 27/01/1989 veniva svolta osservazione all’esterno della concessionaria di automobili Autoteam del SIINO.
Numerosi titolari e rappresentanti di imprese edili facevano visita, quel giorno, al SIINO:
– GIUNTA Francesco, nato a Resuttano (CL) il 22/04/1931 ivi residente, impresario di qual centro;
– LI DESTRI Domenico, nato a Caltavuturo il 14/01/1946, ivi residente via C.Meli n.85, impresario di quel centro;
– IMPRESEM di Agrigento di NICOLOSI Giuseppe, nato a Caltabellotta il 06/12/1924 e di SCAGLIONE Francesco Paolo, nato a Caltanissetta il 18/02/1950.
Tale inspiegabile viavai di addetti al settore edilizio sembrava perlomeno strano. La vendita di automobili era dunque un’ attivita` che, solo in apparenza, doveva impegnare il SIINO, il quale viceversa, era completamente proiettato ad intrattenere contatti con imprenditori dell’isola. Anche fonti confidenziali, attivate in aderenza alle indagini dirette ed ottimamente inserite nello specifico settore, indicavano concordi, infatti, Angelo SIINO come il rappresentante di “Cosa Nostra” per il mondo dei pubblici appalti. Nel dettaglio egli avrebbe la funzione di stabilire e riscuotere le tangenti imposte agli impresari edili, nonche` decretare l’assegnazione dei lavori pubblici in gara alle imprese predestinate, secondo un ordine funzione degli interessi generali delle famiglie di “Cosa Nostra” e degli operatori economici ad esse legati.
Per una conferma di quanto detto, oltre al contatto con gli impresari vittime del taglieggiamento del consorzio mafioso, era necessario acquisire il maggior numero di dati possibili sulla gia` evidente esistenza di relazioni qualificanti dal punto di vista criminale.
I servizi di osservazione, controllo e pedinamento permettevano di rilevare, confermandone l’indole e lo spessore mafioso, frequenti contatti del SIINO con personaggi materialmente legati a Cosa Nostra.
Si poteva stabilire con il servizio di intercettazione telefonica l’amichevole relazione con CALANDRA Giuseppe, indiziato mafioso, appartenente alla famiglia FARINELLA Giuseppe di S.Mauro Castelverde, molto vicino al “clan” SANTAPAOLA, nonche` ex dipendente dell’impresa COSTANZO di Catania e denunciato da parte della 1^ Sezione del Nucleo Operativo del Gruppo CC. Palermo I^, col R.G. nr.2261/1-37 datato 09/03/1988 che diede luogo all’emissione di nr.20 ordini di cattura e di nr.12 comunicazioni giudiziarie (c.d.”blitz delle Madonie”).
La telefonata in uscita alle ore 20,55 sull’utenza n.091/6257664 del giorno 01/02/1989, permetteva di accertare rapporti confidenziali tra Angelo SIINO e D’ACCORSO Giuseppe residente in via G.Kastriota n.76 a Piana degli Albanesi (n.091/8571065).
L’interlocutore si identifica in D’ACCORSO Giuseppe, nato a San Giuseppe Jato (PA)il 22/05/1938, residente a Piana degli Albanesi, cugino dell’ex capo famiglia della zona, CAMARDA Giorgio, recentemente deceduto. Egli viene indicato quale elemento emergente della mafia locale, aspirante alla posizione occupata in precedenza dal piu` noto congiunto.
Il D’ACCORSO, circa tre anni addietro, cedeva a titolo di compravendita un vasto appezzamento di terreno, in localita` “Iacchetta” ai fratelli GRIZZAFFI di Corleone, operanti, come risaputo in nome e per conto dello zio RIINA Salvatore, attuale capo dei corleonesi e, da oltre 15 anni latitante.
Il SIINO, o meglio il fratello e il padre dello stesso, erano impegnati nella realizzazione di alcune opere edilizie pubbliche in associazione con altri impresari:
– Mazara del Vallo: SIINO – EQUIZZI per la realizzazione delle tribune spalti del nuovo stadio;
– Castelvetrano: BULGARELLA – ICOM – SIINO gara di appalto per i lavori di urbanizzazione delle aree per insediamenti artigianali per un importo di lire 5.023.230.000.
L’ascolto telefonico permetteva di accertare contatti con le seguenti imprese edili:
– COSENTINO di Caltanissetta;
– SAILEM s.p.a (D’AGOSTINO Benedetto di Palermo);
– BRUCCOLERI Calogero di Agrigento;
– DE MARCO Nicolo` di Palermo;
– VITA costruzioni di Agrigento;
– EDILPA s.p.a di Palermo;
– EQUIZZI Rosario di Palermo;
– FARINELLA Cataldo di Catania;
– TORRE Antonio di Messina;
– BULGARELLA Giuseppe di Trapani;
– SCIACCA Gioacchino di Trapani.
Molte tra le conversazioni telefoniche intercettate, avevano come oggetto indiretti riferimenti alla compravendita di autovetture, ma l’impressione che si ricavava era che in realta` si facesse ricorso a dei frasari convenzionali, i quali, trattando l’oggetto dell’apparente attivita` del SIINO, consentivano di ritenere gli stessi assolutamente insospettabili.
Il servizio di osservazione del 13/02/1989, svolto nei pressi dell’AUTOTEAM, permetteva di accertare l’incontro tra il SIINO ed uno sconosciuto giunto a bordo di una Lancia Thema che, solo pochissimi giorni prima, era stata venduta da VALENZA Benedetto, figlio di Salvatore e nipote di VALENZA Erasmo, entrambi noti mafiosi di Borgetto, scomparsi presumibilmente con il metodo della “lupara bianca”. Attualmente il VALENZA conduce una azienda che produce materiale per l’edilizia. Nonostante la somiglianza, le circostanze non consentivano di identificare con sicurezza il suddetto personaggio, incontratosi con il SIINO, nel predetto VALENZA. Il nuovo proprietario del veicolo, CUSIMANO Giovanni, classe 1963, di Palermo, risulta immune da precedenti penali e, ufficialmente, disoccupato. Strano dunque che possa permettersi l’acquisto di una vettura di categoria superiore qual’e` la Thema.
Nel corso dello stesso servizio, inoltre, venivano notate le vetture di proprieta` rispettivamente dell’impresario edile di Caltavuturo, Domenico LI DESTRI e dell’impresa
edile di Agrigento IMPRESEM s.p.a..
I contatti telefonicamente intrattenuti dal SIINO permettevano di aggiungere alla lista sopra indicata i seguenti nominativi:
– ANDOLINA impresario di Siracusa;
– LUNA impresario di S.Giuseppe Jato;
– OROBELLO Tommaso della cooperativa edile LA SICILIA di Bagheria;
– PARADISO Calogero impresario di Siracusa;
– SORRISO impresario di Licata;
– VIRGA titolare della S.Ciro costruzioni di Marineo;
– TEDESCO impresario di Bompietro.
Il giorno 08/03/1989, militari dipendenti in servizio di osservazione nei pressi dell’AUTOTEAM, accertavano la presenza di due soggetti estremamente indicativi della reale funzione esercitata dal SIINO nel contesto imprenditoriale siciliano. (vds.in all.5 la relazione di servizio). Quella mattina, infatti, oltre al solito “pellegrinaggio” degli imprenditori edili, quali DE FRANCISCI Francesco e BULGARELLA Giuseppe, si notava, presso lo stesso civico l’arrivo di una Mercedes 190 diesel targata AG-28832* intestata all’imprenditore di Favara MILIOTI Giovanni. L’uomo che ne scendeva veniva riconosciuto, dal personale operante, nel fratello di quest’ultimo, Carmelo, nato a Favara il 28/02/1952, noto mafioso del centro agrigentino. Questi entrava all’interno della concessionaria permanendovi, per circa 20 minuti. Poco dopo davanti al civico sostava una Autobianchi Y10, targata PA-938196, di proprieta` della SANTO BONOMO & FIGLI s.n.c. di S.Mauro Castelverde. Il conducente dell’autovettura veniva riconosciuto in BONOMO Francesco, nato a S. Mauro Castelverde il 30/09/1958, genero del noto capomafia madonita FARINELLA Giuseppe.
Naturalmente il BONOMO si recava all’interno dell’AUTOTEAM. Che un mafioso del calibro del MILIOTI Carmelo si recasse ad incontrare il SIINO era un fatto che serviva a meglio lumeggiare, non solo il preciso raccordo di quest’ultimo con Cosa Nostra, ma ancor piu` la centralita` del ruolo esercitato nella gestione, effettuata per conto dell’organizzazione, degli illeciti affari collegati al settore edilizio.
Appariva significativo, dunque, il contatto tra i due che avra` modo di ripetersi ed altrettanto importante si rivelava l’incontro con il genero del FARINELLA.
Presso gli uffici dell’AUTOTEAM si realizzavano, quindi, contatti, all’apparenza non giustificabili, tra numerosi impresari edili, elementi mafiosi, personaggi a questi vicini con un unico e diretto interlocutore: Angelo SIINO.
Il successivo servizio di osservazione, effettuato il 10/03/1989 presso la concessionara d’auto, non faceva che confermare il singolare viavai di personaggi legati al mondo dell’edilizia. Nel corso della sola mattinata si succedevano alla presenza del SIINO i titolari o i rappresentanti delle imprese VITA di Agrigento , EDILCOSTRUZIONI di Santa Margherita Belice, EQUIZZI Rosario di Palermo. Il servizio fotografico relativo all’incontro avvenuto tra il SIINO, un rappresentante dell’impresa bolognese ingegner Guido LAMBERTINI e BRUCCOLERI Calogero, titolare dell’omonima impresa edile di Agrigento (vds.all.nr.6 ) ritraeva a colloquio tali personaggi: da un lato SIINO e i suoi interlocutori, dall’altro, distanti tra loro ed in atteggiamento protettivo, gli accompagnatori di questi ultimi quasi a voler tutelare la riservatezza dell’incontro.
Non potra` sfuggire, a questo punto come l’attivita` di rivendita di automobili venga esercitata dal SIINO in modo puramente fittizio, poiche` lo stesso e` impegnato in ben altre incombemze.
Altrettanto indicativo e` il fatto che gli imprenditori che si portano dal SIINO provengano dalle diverse province della Regione e, alcuni addirittura da altre localita` della penisola.
Il 13/03/1989 SIINO riceveva la visita dell’imprenditore trapanese BULGARELLA Giuseppe che, residente a Paceco, intrattiene con lui cordialissimi rapporti, verificati anche da frequentissimi contatti telefonici nel corso dei quali i due hanno modo di esprimersi con grande confidenza.
I successivi servizi di osservazione e pedinamento, intrapresi nei confronti del SIINO, confermavano il tenore dei precedenti:
– il giorno 11/03/1989, davanti all’ingresso della concessionaria AUTOTEAM si notava l’autovettura Ford Sierra, targata PA-914787, intestata all’impresa edile FEDIL s.r.l. di Palermo;
– il giorno 16/03/1989, il SIINO, uscito di casa, si portava presso il civico 53 della locale via De Gasperi ove faceva ingresso.
Quest’ultimo dato, nell’ottica delle indagini finalizzate a stabilire l’appartenenza del SIINO a Cosa Nostra, rappresentava un elemento di sicura rilevanza.
Infatti, il civico 53 della via De Gasperi era stato oggetto di approfondite indagini da parte del Nucleo Operativo del Gruppo CC. Palermo I, il risultato delle quali sfociava nel r.g. n.3033/16-1983 del 10/04/1984, intestato a GARIFFO Carmelo piu` 29 inviato a codesta Procura della Repubblica. Tale rapporto faceva seguito a quello nr.538/1 del 27/11/1983 relativo alla denuncia per associazione per delinquere di tipo mafioso di PROVENZANO Bernardo + 18.
GARIFFO Carmelo, nato a Corleone 11/08/1958, indiziato mafioso, nipote di PROVENZANO Bernardo, sebbene residente a Corleone, era domiciliato proprio al sesto piano del civico 53 di via De Gasperi. Allo stesso indirizzo alloggiava anche il fratello del noto boss di Corleone, PROVENZANO Salvatore, il quale occupava un appartamento al settimo piano. Il civico in questione, inoltre, ospitava, si deve ritenere non certamente a caso, gli uffici della societa` IM.A. – Immobiliare Aurora – S.p.A. di proprieta` dei fratelli SCHIMMENTI Santo e Gaetano.
La societa`, impegnata nel settore delle costruzioni edili, stradali, lavori marittimi industriali, aveva, quale presidente del collegio sindacal, COTTONE Salvatore, allo stesso tempo consulente della “MEDISUD” s.r.l., della “SCENDISUD” s.r.l., della “Residence Capo San Vito s.r.l.” e della “Costa Rossa s.p.a” tutte correnti in Palermo. Queste societa`, dalle emergenze processuali, risultavano di fatto controllate dall’indiziato mafioso LIPARI Giuseppe e, piu` in generale, ricadevano sotto la gestione di PROVENZANO Bernardo.
Delle stesse societa` l’organizzazione si sarebbe servita per il riciclaggio e l’investimento del denaro proveniente dal traffico internazionale delle sostanze stupefacenti.
Secondo quanto si evidenziava dalle indagini, il GARIFFO gravitava normalmente nell’interno degli uffici della MEDISUD, stabilendo cosi` un preciso contatto con il LIPARI Giuseppe anch’egli cola` reperibile.
Tale relazione veniva altresi` suffragata dalla presenza, all’interno dello stesso edificio, della Residence Capo San Vito s.r.l. la cui amministratrice unica era IMPASTATO Marianna, moglie del LIPARI Giuseppe.
Il servizio del 16/03/1989, (vds.in all.nr.7 la relazione di servizio) permetteva di dare maggiore consistenza all’ipotesi del contatto esistente tra il SIINO ed il LIPARI, quindi del collegamento del primo con ambienti strettamente legati ad interesse mafiosi dell’entourage di PROVENZANO Bernardo e quindi con la famiglia di “Corleone”.
L’importantissimo dato trovava conferma il successivo giorno 22/03/1989. Personale in servizio di pedinamento nei confronti del SIINO poteva accertare che, dopo un incontro dallo stesso avuto all’AUTOTEAM con tale TORRE Antonino, imprenditore edile di San Filippo del Mela (ME), il SIINO, accompagnato dal proprio autista, si recava presso il civico 53 della locale via De Gasperi, trattenendosi all’interno per circa 20 minuti. (vds.in
all.nr.8 la relazione di servizio).
Stanti le ripetute apparizioni del SIINO presso il noto civico, si decideva di iniziare anche verso tale indirizzo un mirato servizio di osservazione, cercando in tal modo di focalizzare piu` compiutamente gli interessi cui vi facevano capo.
Il giorno 30/03/1989, nel corso del primo servizio di osservazione, a breve distanza di tempo l’uno dall’altro, giunvevano presso lo stabile controllato, facendovi ingresso, EQUIZZI Rosario, GARIFFO Carmelo, SCHIMMENTI Santo (amministratore unico della I.M.A.) ed altri due personaggi giunti a bordo di una autovettura intestata al”CO.MI.PAS. Costruzioni MIRABILE-PASTORELLI di PASTORELLI Sebastiano & C.- Palermo”.
Qualche minuto piu` tardi arrivava in prossimita` dell’edifico la Mercedes 300 del SIINO Angelo, con il solo autista. Questi parcata l’autovettura nei pressi, si tratteneva a bordo per circa un’ora, in evidente atteggiamento di attesa, dopodiche`, sempre solo, si allontanava.
I dati cosi` acquisiti, sempre in relazione all’ipotesi investigativa formulata, permettevano di stabilire alcuni punti fermi:
– i contatti esistenti in passato tra il LIPARI ed il GARIFFO erano ancora vivi;
– anche il SIINO, come il GARIFFO, intratteneva rapporti con il LIPARI;
– stante l’attualita` delle relazioni tra i tre, appariva pertinente supporre reale la vicinanza del SIINO alla famiglia dei “corleonesi”, alla quale LIPARI e GARIFFO sono ritenuti affiliati.
Peraltro i rapporti del SIINO con esponenti di spicco della malavita organizzata sarebbero risultati, ovviamente, piu` articolati.
L’incontro avuto con il BONOMO, genero del capo mafia FARINELLA Giuseppe, pur stabilendo un sicuro contatto del SIINO con l’elite della consorteria criminale madonita e determinandone di riflesso il “peso” ricoperto all’interno dell’organizzazione di “Cosa Nostra”, non sara` l’unico.
Il rapporto del SIINO con la mafia madonita veniva vieppiu` confermato dall’esito di un servizio di osservazione svolto in corrispondenza dell’abitazione dello stesso il giorno 05/04/1989.(vds.in all.nr.9 la relazione di servizio).
Quel giorno il SIINO riceveva la visita del noto indiziato mafioso MARANTO Vincenzo di Polizzi Generosa.
Il MARANTO e` socio della “MADOCAVA s.r.l.” di Polizzi Generosa, unitamente ai fratelli pergiudicati Santo e Gandolfo DAVID, quelst’ultimo indiziato mafioso e D’ANNA Francesco, imprenditore edile, anche lui come gli altri di Polizzi.
Il MARANTO, piu` volte visto in compagnia di FARINELLA Giuseppe, e` ritenuto, unitamente all’amico e socio DAVID Gandolfo, l’attuale uomo forte della “famiglia” di Polizzi. Personaggio di rilievo della consorteria mafiosa, gode dell’amicizia e del favore di personalita` di spicco.
Assieme a loro si trovavano inoltre, BRUNO Michele di Castelbuono, segretario particolare dell’ex parlamentare nazionale e regionale CAROLLO Vincenzo ed il dott. CUCCIA Vincenzo, figlio dell’indiziato mafioso CUCCIA Giuseppe classe 1902, deceduto nel 1979, del quale si ritiene abbia colto l’eredita` in seno alla locale famiglia mafiosa (vds.R.G.nr.2261/1-37 datato 09/03/1988 della 1^ Sezione del Nucleo Operativo del Gruppo CC. Palermo I .
Esistono all’interno di Cosa Nostra codici di comportamento e formalismi i quali, al di la` dell’evoluzione del fenomeno criminoso, mantengono un valore inalterato tra gli affiliati.
Percio` carisma e potere, all’interno di Cosa Nostra danno, a chi li possiede, una condizione privilegiata, che comporta conseguentemente una serie di “attenzioni”.
In sostanza il riconoscimento di una superiore condizione si manifesta anche atraverso dei formalismi i quali mettono in risalto il forte senso della gerachia esistente all’interno di Cosa Nostra.
Quindi ricevere una visita piuttosto che renderla e`, in situazioni di normalita`, una manifestazione della propria condizione di superiorita`.
L’esasperato ricorso a tali formalismi, il fortissimo senso della gerarchia, il timore di contravvenire a tali regole che, in sostanza, permettono una eccezionale “comandabilita`” dei sottoposti, viene definita, nel vocabolario mafioso, da una parola:”rispetto”.
Quanto sopra esposto servira`, tra l’altro, a dare la giusta interpretazione all’episodio che vede il MARANTO fare visita al SIINO e non viceversa.
L’interpretazione di questo fatto, nell’ottica precedentemente esposta, non puo` che determinare il ruolo svolto dal SIINO all’interno di Cosa Nostra.
Altro particolare interessante riguarda la coincidenza tutt’altro che fortuita, secondo la quale i numerosi personaggi sicuramente mafiosi che incontrano il SIINO sono in qualche modo legati al mondo dell’edilizia.
Il SIINO, pertanto, ricopre, per conto dell’organizzazione, una sorta di “specializzazione”, legata appunto all’ambiente economico – imprenditoriale. Nel corso del servizio di osservazione che verificava l’incontro tra il MARANTO ed il SIINO, si aveva altresi` modo di accertare la contestuale presenza del costruttore trapanese BULGARELLA Puccio.
La visita dello stesso era stata d’altronde preannunciata da una conversazione telefonica, in entrata alle ore 14,02 sull’utenza n.091/6257664 del 05/04/1989, la quale, una volta ancora, dimostrava le cointeressenze esistenti tra i due interlocutori:
B = BULGARELLA S = SIINO
S= …ehi Puccio…
B= …Angelo mio, io stamattina ti ho cercato tutta la mattinata;
S= …ehhh lo so…alle tre avevamo appuntamento…
B= …ho capito…senti ci vediamo…tu dove sei? in Autoteam ci sei…
S= …ehhh…a casa sono…
B= …a casa?… e fino a che ora ci sei…fino alle due e trenta?
S= …fino a verso le tre e mezza sono a casa…
B= …ahhh…allora passo da casa alle tre e mezza perche` io ho un impegno ora capisci…altrimenti sarei passato ora…va buono…
S= …va ene, vieni pero`…perche` dobbiamo vedere sta situazione…
B= …no, dobbiamo vedere il fatto…-incomprensibile-
S= …ehhh…soprattutto…
B= …ehhh…lo so, ma io per questo devo venire…
S= …ehhh…perche` senno` siamo fermi…
B= …ehhh…lo so, ma io, questo e` il mio problema…
S= …appunto…cosi` prendi le cose…vedi come te le devi venire a prendere…-incomprensibile-…okay…
B= …va bene, daccordo…
S= …vedi che ti aspetto ahhh…
B= …senz’altro…
L’ermetismo dei dialoghi e` segnale indiscutibile dell’intercorrente illecita attivita` dei due personaggi, condotta in comunione di intenti.
I militari in servizio di osservazione avevano, altresi`, modo di notare l’arrivo di altri imprenditori a bordo di autovetture intestate rispettivamente alla S.I.C.OO.PP. s.r.l. ed a VICARI Marina Laura titolare della ICOM, entrambi correnti in Palermo. Tali costruttori, avendo cordialmente salutato l’autista del SIINO al loro arrivo, dimostravano una pratica con quest’ultimo tutt’altro che occasionale (vds.in all.nr.10 la relazione di servizio).
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