Alta tensione sul fronte della sicurezza all’ombra della Lanterna. I nodi legati alla gestione del territorio e alle condizioni di lavoro delle forze dell’ordine arrivano al pettine, scatenando la dura reazione del Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia). Nella giornata di ieri, una delegazione della prima organizzazione sindacale della Polizia di Stato in Questura e nei Commissariati genovesi, guidata dal Segretario Generale Provinciale Roberto Traverso, ha incontrato il Questore di Genova, Silvia Burdese.
Un faccia a faccia definito dalle parti come “franco, diretto e costruttivo”, svoltosi in un momento di delicatissima frizione sia a livello locale che nazionale. Al centro del tavolo, la pressione ormai insostenibile che grava sul personale e la necessità di una riorganizzazione radicale degli uffici, che per il sindacato non può più essere gestita con logiche emergenziali.
Sul tavolo è emerso un elemento politico e organizzativo di straordinaria importanza: il Questore ha infatti ammesso esplicitamente che se ad agosto, con la distribuzione degli agenti in prova in uscita dalle scuole, non arriverà un rafforzamento adeguato per Genova, l’Amministrazione sarà costretta a seguire le indicazioni e le proposte del Siap in materia di riorganizzazione, poiché gli uffici non sono più in grado di reggere questi ritmi. Una parziale apertura che però non ferma la linea della fermezza del sindacato, convinto che la ristrutturazione degli uffici genovesi vada fatta a prescindere dai numeri estivi, a causa di una cronica mancanza di risorse.
Il nodo Polizia Locale e la paralisi istituzionale
Il vero ostacolo al piano di rilancio della sicurezza cittadina, secondo il Siap, è però di natura squisitamente politica. Per liberare risorse preziose da reinvestire nei settori chiave – come Volanti, Squadra Mobile, Commissariati e Nucleo Servizi – è indispensabile un coinvolgimento attivo e coordinato della Polizia Locale, non solo per l’ordine pubblico ma per le specifiche funzioni di Sicurezza Urbana. Un passaggio che al momento appare bloccato dal mancato dialogo tra le istituzioni locali.
Su questo punto, le parole del Segretario Roberto Traverso sono perentorie:
“Nella giornata di ieri, una delegazione del SIAP di Genova — prima organizzazione sindacale della Polizia di Stato in Questura e nei Commissariati del territorio — da me guidata, ha incontrato il Questore di Genova, Silvia Burdese. Un confronto avvenuto in un momento di straordinaria e delicatissima tensione, sia sul piano nazionale che su quello locale, che investe direttamente le condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia di Stato. L’incontro con il Questore Burdese è stato franco, diretto e costruttivo. Un momento di dialogo che il SIAP valuta como assolutamente utile, durante il quale l’Autorità Provinciale di P.S. ha riconosciuto l’esistenza delle pesanti criticità che gravano sul territorio e sul personale.”
Traverso lancia poi l’affondo sull’assenza di una strategia condivisa tra il Sindaco Marco Bucci e il Prefetto:
“Evidenzio con chiarezza che questa complessa e coraggiosa manovra di riorganizzazione interna può essere messa in campo ed avere successo solo se si riuscirà ad avere un coinvolgimento attivo e un coordinamento strutturato con la Polizia Locale. Non parliamo solo delle esigenze di Ordine e Sicurezza Pubblica tracciate dalla Legge 121/1981, ma delle precise finalità di Sicurezza Urbana previste dal Decreto Legge 14/2017. Solo valorizzando e impiegando direttamente la professionalità degli operatori della Polizia Locale — nelle loro funzioni di Agenti e Ufficiali di Polizia Giudiziaria sul territorio — si potrà fare molto di più per la città. Questo passaggio è l’unico modo per liberare risorse preziose della Polizia di Stato, da reinvestire immediatamente nel rafforzamento degli uffici chiave: Volanti, Squadra Mobile, Commissariati e Nucleo Servizi. È importantissimo dare supporto anche all’attività investigativa, visto che ci si concentra troppo sull’ordine pubblico, mentre l’attività investigativa è fondamentale per la tenuta della sicurezza. Per farlo, come abbiamo detto, ci vuole questo coordinamento istituzionale e operativo che ad oggi non c’è. La nostra è una proposta concreta, ma per realizzarla è indispensabile un accordo politico forte tra il Sindaco e il Prefetto. Un accordo politico che ad oggi, purtroppo, abbiamo dovuto constatare non esiste. La sicurezza non può restare ostaggio di questa paralisi istituzionale.”
Il contesto nazionale e lo “scontro ideologico” a Genova
La crisi genovese si inserisce in un quadro nazionale già complesso, segnato dai pesanti ritardi nel rinnovo contrattuale della categoria e dalla mancanza di fondi specifici per la specificità del ruolo. A livello locale, denuncia il sindacato, la situazione è esasperata da un clima politico “asfittico” in cui la sicurezza è ridotta a terreno di scontro ideologico e continuo scaricabarile.
“A livello nazionale, il personale sta ancora aspettando un rinnovo contrattuale che tarda colpevolmente ad arrivare. Nonostante lo stanziamento delle risorse generali, mancano ancora i fondi specifici per riconoscere la specificità del nostro ruolo. Gli stipendi devono essere adeguati subito: non si può chiedere il massimo del sacrificio e della professionalità offrendo in cambio ritardi e incertezze economiche. A Genova questa situazione è aggravata da un clima politico asfittico. La sicurezza è diventata il terreno di uno scontro ideologico inaccettabile e di continui rimpalli di responsabilità. La politica locale scarica le proprie tensioni sulla Polizia, pretendendo di risolvere problematiche sociali complesse unicamente attraverso la spinta securitaria e gli interventi di forza. I nodi stanno venendo al pettine: da quasi dieci anni il SIAP denuncia che il modello genovese va radicalmente cambiato. Non esiste sicurezza urbana senza l’integrazione di politiche sociali, di rigenerazione e di una reale volontà politica di mettere a sistema le risorse di tutti gli attori istituzionali.”
Il piano del Siap: le proposte per la riorganizzazione
Davanti a questa situazione, il Siap ha presentato al Questore un pacchetto di richieste tassative. Tra le proposte più drastiche spicca la razionalizzazione degli Uffici Denunce: il sindacato chiede la chiusura degli sportelli nei quattro commissariati di Sestri Ponente, Prè, Foce-Sturla e Nervi, concentrando il personale per garantire un servizio unico d’eccellenza H24 presso la Questura centrale.
Sotto la lente anche il Nucleo Servizi dell’Ufficio di Gabinetto, definito attualmente un “tappabuchi” per le emergenze anziché una risorsa strategica, e la necessità di alleggerire il carico burocratico e operativo che schiaccia le Volanti (U.P.G.S.P.) e la Squadra Mobile, oggi penalizzate da uno sbilanciamento delle risorse interamente focalizzato sull’ordine pubblico. Il piano prevede inoltre trasparenza assoluta sui nuovi arrivi di agosto, lo stop allo straordinario sistematico per coprire i buchi d’organico e verifiche immediate sullo stato dei mezzi e degli alloggi di servizio.
L’ultimatum del sindacato: “Pronti ad agire in ogni sede”
La mediazione sindacale si ferma davanti alla tutela della salute e dei diritti dei lavoratori. Il Siap ha chiarito che l’esito del confronto con la Questura si misurerà solo sulla concretezza dei fatti e che il sindacato è pronto a dare battaglia se le risposte della politica continueranno a mancare.
“Il sindacato si confronta, propone e prende responsabilmente atto degli incontri franchi e utili come quello di ieri con il Questore. Ma il SIAP esprime anche profonda e seria preoccupazione per le gravi problematiche strutturali che mettono a rischio la sicurezza sul posto di lavoro dei poliziotti. Non si può lavorare senza le necessarie condizioni di sicurezza. Abbiamo detto chiaramente e direttamente al Questore che il SIAP non si fermerà qui. Andremo avanti con assoluta fermezza e tuteleremo i poliziotti genovesi in qualsiasi sede. Siamo estremamente preoccupati perché l’attuale mancanza di sicurezza interna ed operativa è diventata una problematica enorme che non può più essere tollerata. L’utilità dell’incontro di ieri si misurerà solo sui fatti: se l’accordo politico tra Sindaco e Prefetto continuerà a mancare, impedendo di ridare fiato alle Volanti, alla Squadra Mobile, ai Commissariati e al Nucleo Servizi, agiremo con ogni fermo strumento istituzionale a nostra disposizione. Non faremo un solo passo indietro. La sicurezza dei cittadini genovesi passa inevitabilmente attraverso la tutela, i diritti e la sicurezza dei poliziotti che la garantiscono”.
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