Il primo ospite internazionale della quarta edizione dell’Outdoor Film Festival 2026, è stato l’attore turco Can Yaman, reduce dal grande successo con la serie tv Sandokan. Centinaia di fan provenienti da varie città italiane, sono arrivate a San Valentino Torio in provincia di Salerno, per accoglierlo e cercare di fare un selfie ricordo.
Abbronzato, capello corto rispetto al look di Sandokan, camicia bianca e pantalone grigio, Can Yaman è riuscito – come sempre – a incantare il pubblico con la sua avvenenza e a dimostrare quanto sia padrone della lingua italiana, nelle risposte date alla stampa e nel corso dell’incontro avvenuto nella Villa Comunale con la consegna del Premio Taurus Awards.
I nuovi progetti di Can Yaman
L’attore turco dopo aver attirato l’attenzione dei fotografi, ha risposto a delle domande, tra le quali una per NewsCinema.it. Tra i maggiori successi, ovviamente spicca la serie tv Sandokan andata in onda lo scorso dicembre su Rai Uno e prodotta da Lux Vide.
Dopo anni passati a recitare nelle dizi turche, nella serie Viola come il mare o nei panni del condottiero Balaban ne Il Turco, Yaman si è trovato a interpretare un personaggio letterario molto amato in Italia e diventato internazionale, grazie alla serie degli anni ’70: Sandokan.
Prossimamente, il pubblico che non perde neanche una produzione che lo vede come protagonista, avrà modo di vederlo nei panni dell’agente Kaplan nella serie Il Labirinto delle Farfalle a partire dal prossimo autunno su Canale 5. Mentre, a breve inizierà la produzione della serie BRO, nel quale interpreta un avvocato goffo insieme al suo amico e collega Giovanni Nasta.
L’intervista a Can Yaman per NewsCinema.it
La preparazione per interpretare Sandokan, durata ben cinque anni, ha portato l’attore a mesi di allenamenti fisici per imparare le coreografie dei combattimenti e il copione, essendo una serie recitata interamente in lingua inglese.
Per interpretare Sandokan ti sei sottoposto a un allenamento molto intenso, soprattutto da un punto di vista fisico. Ti sei mai sentito sotto pressione?
“Sandokan è un ruolo importante per tutta l’Italia, internazionale che rappresenta l’Italia, una responsabilità, un fardello. Non puoi fare una cosa fatta male, devi spaccare, perché se lo fai male tutti ti sfondano. Era una responsabilità, sì. Nella preparazione nella quale dovevo dimagrire, prepararmi, mi sono sentito sotto stress. C’è stato un periodo nel quale mi sono sentito molto alterato.”
“Con i registi sono stato fortunato in questo senso, perché mi hanno fatto sorridere, mi sono stati vicino in ogni attimo del percorso. Venivano a casa mia, studiavano insieme a me, mi hanno insegnato a sorridere mentre interpretavo Sandokan. Quindi, grazie ai registi mi sono liberato di questo fardello di interpretare Sandokan sennò erano cavoli miei.”
L’incontro nella Villa Comunale con Can Yaman
Nella serata, come previsto dal programma dell’Outdoor Film Festival, l’attore è stato protagonista di un incontro molto interessante, nel quale ha risposto in maniera molto precisa e piccata alle domande poste dal presentatore. Non sono mancati i riferimenti ai suoi progetti del passato, del presente e del futuro, che inizieranno a breve.
In merito alle ultime stories pubblicate sul suo profilo Instagram, in riferimento al botta e risposta con il suo ex produttore turco Faruk Turgut, non è mancato un accenno a una serie che lo ha lasciato con l’amaro in bocca. Can Yaman ha dichiarato: “Se la mia vita fosse un film avrebbe come titolo “Amore e Rivincita”. Ero affezionato al personaggio di Can Divit in Daydreamer e mi sono divertito a interpretare Ozgur nella serie Mr Wrong.”
Ha continuato dicendo: “Se fosse stato su un’altra piattaforma potevo continuare a farlo per cinque stagioni. Qualche volta vengono fatte delle cose su piattaforme sbagliate. Sandokan avrei preferito girare tre stagioni di fila, per non aspettare due o tre anni, prima di girare. Una volta che ti sei calato in quel personaggio, per mesi, poi riesci a salutarlo.”
La “matematica” spiegata da Can Yaman
Un passaggio molto interessante avvenuto nella conversazione nella Villa Comunale ha riguardato il suo modo di recitare, associandolo alla matematica.
“I copioni hanno una matematica, non puoi fare come ti pare. u non puoi improvvisare come vorresti, perché poi c’è un seguito che potrebbe non combaciare quello che viene dopo. Devi padroneggiare tutta la stagione, quando decidi di fare un gesto, una battuta. Improvvisare non è facile, magari una cosa che sembra carina, può essere sbagliata per dopo”.
Ha continuato dicendo: “Noi personaggi siamo confinati alla matematica del copione. In Daydreamer era diverso, percHé gli episodi erano tantissimi e non si rovinava l’equilibrio, anche improvvisando scene che non esistevano. Quando si ha una stagione limitata, sei per forza confinato e il personaggio deve essere per forza legato al copione. Per esempio in Viola come il mare, volevo fare una battuta e un team di esperti mi hanno detto che un poliziotto non avrebbe mai detto questa frase”.
Le difficoltà della vita privata
Avendo una popolarità mondiale, artisti del suo calibro sono soggetti a continui gossip, illazioni e finte relazioni. A tal proposito, alla domanda relativa al rapporto con la sua privacy, l’attore ha risposto:
“Nella tua vita privata, quando hai una fidanzata, non puoi uscire così tranquillamente, per fare una cena. Nella vita privata, ti porta a nasconderti, a vivere con la paranoia. Devi aver assistenti che ti regolano tutta la vita. All’inizio quando non sapevo come gestire, facevo degli errori. Oggi ho un’età, ho capito come non farmi beccare e seguo le regole, che in realtà non ho messo io.”
In merito al suo rapporto con i social, Can Yaman ha ricordato di un evento legato alla produzione di Sandokan:
“Sono impulsivo. Quando giravo Sandokan, mi è partita la ciavatta (mi sono innervosito). ho visto una pochezza su Instagram e ho eliminato, neanche disattivato, il profilo da 12 milioni di follower. Dopo nove mesi, la produzione mi ha chiesto di riaprire un profilo per promuovere Sandokan e ho iniziato da zero.”
Le fragilità e il pensiero sulla carriera
In merito alla tipologia di attore che intende essere, Can Yaman ha le idee molto chiare a riguardo ed è un pensiero condiviso anche da Debbie McWilliams, storica casting director della saga di 007, che ha dichiarato in questi giorni, in merito alla scelta del nuovo James Bond.
Can Yaman ha dichiarato: “Trovo sbagliato che un attore si sveli completamente. L’attore deve rimanere un po’ misterioso, quando si cala in un personaggio deve essere credibile. quando un attore si espone così tanto con la sua vita, secondo me, perde la magia, perde la credibilità. ti sei esposto troppo. Se appari sempre, diventa una cosa nociva.”
Un uomo così imponente, sicuro e determinato, ha ammesso che ci sono storie che lo portano alla commozione: “Quando vedo una biografia di una persona che è arrivata al successo, mi viene da piangere. Quando vedo storie di persone che hanno faticato per arrivare al successo, mi vengono le lacrime. Mi ci rivedo e mi viene da commuovermi”.
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Leila Cimarelli
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