quali e cosa cambia per le multe agli automobilisti


Roma, 11 luglio 2026 – Alla mezzanotte di oggi si spegneranno 850 autovelox (1.204 per l’esattezza) sulle strade italiane. Ne resteranno attivi 3.150. In pratica 3 autovelox su 4 saranno ancora in funzione dopo le 00.01 del 12 luglio e continueranno a scattare foto e “comminare multe” agli automobilisti con il piede pesante.

Spenti 850 autovelox

E’ l’effetto dell’entrata in vigore del decreto atteso da 34 anni che sostanzialmente riconosce l’omologazione sono per gli apparecchi realizzati dopo il 2017. Dal 1992 infatti il codice della strada prevede l’omologazione, ma, sino ad oggi, non era mai stata indicata una procedura ufficiale per ottenerla. Questo comporterà lo spegnimento, secondo i dati comunicati dal Ministero dei trasporti, di 850 autovelox (realizzati prima del 2017) a partire dalla mezzanotte di oggi.

Il decreto

Per sanare questa situazione (e i ricorsi fatti dagli automobilisti multati con sistemi pre 2017) il ministero dei Trasporti ha realizzato un censimento sui oltre 4000 dispositivi presenti su strade ed autostrade italiane. Un censimento che contiene l’elenco dei dispositivi omologati che potranno continuare a rilevare i passaggi delle auto in transito e, nel caso di eccesso di velocità, far partire le multe.

La norma

Da mezzanotte di oggi entrerà dunque in vigore il decreto omologazione mettendo fine a polemiche e ricorsi scaturiti dopo l’ordinanza 10505/2024 della Corte di Cassazione. Il decreto è composto da sette articoli e da un lungo allegato tecnico contenente caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità ai sensi dell’art.142 del Codice della Strada.


Dal 10 giugno 2026 è in vigore il decreto autovelox voluto dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, documento atteso da anni

I modelli conformi

La principale novità si trova nell’articolo relativo alle disposizioni transitorie, quando si indica che “i dispositivi o sistemi approvati secondo quanto previsto dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 13 giugno 2017, n. 282, essendo conformi alle disposizioni dell’allegato tecnico, sono da ritenersi omologati d’ufficio”. Sarebbero solamente 12 i modelli dei sistemi già omologati d’ufficio.

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Che fine fanno gli autovelox spenti

Tutti gli altri dispositivi – quelli approvati prima del 2017 – dovranno seguire una “procedura tassativa con la disattivazione fino al completamento dell’iter di omologazione, che prevedono che il titolare dell’approvazione di un dispositivo o sistema approvato prima dell’entrata in vigore del decreto possa richiedere l’omologazione integrando la documentazione, presentata in occasione dell’approvazione, entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore del decreto”. Dunque gli autovelox pre 2017 saranno disattivati in attesa di essere sottoposti a verifiche e ricevere l’eventuale omologazione e potranno così rientrare “in servizio”.

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Un autovelox

Cosa cambia per gli automobilisti

Cominciamo col dire che multe fatte da uno degli autovelox che saranno spenti a mezzanotte non saranno cancellate. Non saranno infatti sanate le irregolarità rilevate fino alla mezzanotte di oggi da questi dispositivi. Gli automobilisti potranno però continuare a contestarle: le sanzioni fatte da questi autovelox restano illegittime e i giudici potrebbero continuare ad annullarle, applicando l’indirizzo della Cassazione. Chi invece passerà davanti a questi autovelox dalle 00.01 di oggi non rischierà invece che, in caso di velocità eccessiva, il sistema scatti la foto e faccia partire l’iter per la sanzione.

Il decreto in Gazzetta ufficiale

Il decreto del ministero delle Infrastrutture sugli autovelox è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di oggi. Come recita lo stesso provvedimento, il testo definisce la “disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità»” Arrivano dunque regole certe ed omogenee su tutto il territorio nazionale, idonee a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti. Il decreto, la cui firma da parte del ministro Matteo Salvini era stata annunciata un mese fa, vuole porre fine ad un lungo periodo di confusione e di polemiche su apparecchi diversi utilizzati su strade diverse.


La nota del Mit

“Alla luce delle nuove regole in vigore dalla mezzanotte di oggi riguardanti gli autovelox” il minsitero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica che “allo stato attuale, i dispositivi attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, sono circa 3.150”. Per gli altri, “circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo” presentando la documentazione integrativa prevista dal decreto. “Soddisfazione del ministro Salvini per il quale l’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”, indica il ministero.

La soddisfazione della Lega di Salvini

“Dalla giungla si passa alle regole. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle Infrastrutture, voluto dal ministro Matteo Salvini, entrano in vigore norme chiare e omogenee sugli autovelox in tutto il Paese. Basta al caos, alle multe a pioggia e agli apparecchi installati senza criteri. Il decreto definisce per la prima volta caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi. Regole certe che garantiscono solidità giuridica e amministrativa agli accertamenti e tutelano i cittadini. Salvini mantiene le promesse: si mette fine a un lungo periodo di confusione degli oltre 10mila autovelox selvaggi, sparsi sulle strade con l’unico obiettivo di fare cassa. La sicurezza stradale si fa con controlli trasparenti e regole uguali per tutti, non con trappole: il governo e la Lega scelgono la chiarezza”. Così i componenti della Lega in Commissione Trasporti al Senato.


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