Segnalazioni antiriciclaggio – Il Corriere Nazionale


Le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) trasmesse all’UIF continuano a crescere. Nel 2025 il dato nazionale ha superato le 162.000 segnalazioni e il tasso medio è salito da 2,22 a 2,48 ogni mille abitanti rispetto all’anno precedente. Anche la Puglia segue questa direzione, sia pure con intensità diverse da provincia a provincia. Dietro questi numeri, tuttavia, c’è un sistema di adempimenti che coinvolge una platea molto ampia di operatori: banche, commercialisti, avvocati, notai, agenzie immobiliari e molti altri. Vediamo, in modo ordinato, chi è obbligato e a che cosa.

Le segnalazioni antiriciclaggio crescono: i dati di Puglia e Italia

In Puglia le SOS sono passate da 6.594 nel 2024 a 7.194 nel 2025, con una crescita complessiva dell’8,8%. Il tasso regionale, pari a 1,86 segnalazioni ogni mille abitanti, resta sotto la media nazionale (2,48), ma alcune province corrono ben più della media. Foggia, in particolare, guida la crescita relativa con un +20,4%, seguita da Bari (+15,9%) e Taranto (+7,9%). Incrementi più contenuti si registrano a Brindisi (+6,4%) e Lecce (+4,9%), mentre l’unica provincia in controtendenza è Barletta-Andria-Trani, con un calo dell’11,5%. Va detto, peraltro, che l’aumento delle segnalazioni non equivale necessariamente a un aumento dei reati: può riflettere anche una più attenta applicazione degli obblighi da parte degli operatori, oppure entrambe le cose.

Chi sono i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio

Il d.lgs. 231/2007 individua una platea articolata di soggetti obbligati. Non si tratta soltanto delle banche, come spesso si crede, ma di categorie molto diverse tra loro, accomunate dal fatto di gestire denaro o di assistere il cliente in operazioni economicamente rilevanti.

Banche e intermediari finanziari

Gli intermediari bancari e finanziari costituiscono il presidio storico del sistema. In effetti, la maggior parte delle segnalazioni proviene proprio da questo comparto, che dispone di strutture interne dedicate e di procedure automatizzate per il monitoraggio delle operazioni.


Professionisti: commercialisti, avvocati e notai

Rientrano tra gli obbligati anche i professionisti: dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro, revisori legali, avvocati e notai. Per questi ultimi, in particolare, l’obbligo si attiva quando assistono il cliente nella predisposizione o nell’esecuzione di operazioni immobiliari, societarie o di gestione del denaro. Occorre precisare che l’avvocato gode di alcune esenzioni collegate all’attività di difesa in giudizio e alla consulenza sull’opportunità di instaurare o meno un procedimento, ma resta pienamente obbligato nell’ambito della consulenza economica e patrimoniale.

Operatori non finanziari e agenzie immobiliari

Infine, la normativa coinvolge una serie di operatori non finanziari: agenzie immobiliari, prestatori di servizi relativi a società e trust, compro oro, case da gioco, mercanti d’arte e gestori di case d’asta. Le agenzie immobiliari, in modo particolare, sono da tempo sotto osservazione per la centralità del mercato immobiliare nei fenomeni di riciclaggio.

Quali sono gli obblighi antiriciclaggio

Gli adempimenti richiesti ai soggetti obbligati ruotano attorno a tre pilastri: l’adeguata verifica, la conservazione e la segnalazione.

Adeguata verifica della clientela

L’adeguata verifica consiste nell’identificare il cliente e l’eventuale titolare effettivo, nel comprendere lo scopo e la natura del rapporto e nel valutare il rischio di riciclaggio. L’intensità dei controlli, del resto, è graduata: più il profilo di rischio è elevato, più approfondita deve essere la verifica.

Conservazione dei dati e dei documenti

I dati e i documenti acquisiti vanno conservati per dieci anni, così da renderli disponibili, se richiesti, alle autorità di controllo. La conservazione, in ogni caso, deve garantire l’accessibilità e l’integrità delle informazioni.


Segnalazione delle operazioni sospette (SOS)

Quando l’operatore sa, sospetta o ha motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso operazioni di riciclaggio, deve inviare una segnalazione all’UIF tramite il portale INFOSTAT. La valutazione è soggettiva, ma deve comunque fondarsi su elementi oggettivi, tra cui gli indicatori di anomalia periodicamente aggiornati dall’autorità.

Le novità del 2026: le nuove istruzioni UIF

Un punto merita attenzione particolare. Con provvedimento del 18 dicembre 2025, operativo dal 1° luglio 2026, l’UIF ha rinnovato le istruzioni sulle segnalazioni di operazioni sospette, sostituendo l’impianto del 2011. Le novità, in realtà, non riguardano tanto la modulistica di identificazione della clientela, quanto il processo interno di gestione delle anomalie. In concreto, ogni soggetto obbligato è ora chiamato a designare formalmente un referente per le SOS, ad adottare una procedura interna scritta e a documentare tutte le valutazioni, comprese quelle che non si traducono in una segnalazione.

Le sanzioni per la violazione degli obblighi

Le conseguenze di un adempimento carente, va sottolineato, non sono affatto trascurabili. L’inosservanza degli obblighi di adeguata verifica è punita con una sanzione fissa di 2.000 euro, che sale da 2.500 a 50.000 euro nei casi gravi, ripetuti o sistematici; identico trattamento vale per la conservazione. L’omessa segnalazione di un’operazione sospetta, poi, comporta una sanzione base di 3.000 euro, che nelle ipotesi qualificate va da 30.000 a 300.000 euro e, quando la violazione produce un vantaggio economico rilevante, può arrivare fino a un milione di euro. Numeri, come si vede, che rendono decisamente conveniente un’organizzazione interna solida.

Il ruolo dell’avvocato antiriciclaggio

Districarsi tra questi obblighi non è semplice, soprattutto per gli studi professionali e le piccole imprese che non dispongono di funzioni di compliance strutturate. In questi casi il supporto di un avvocato antiriciclaggio può fare la differenza: dalla redazione delle procedure interne alla nomina del referente SOS, dalla formazione del personale fino all’assistenza in caso di contestazioni e procedimenti sanzionatori. Un’impostazione corretta, adottata per tempo, riduce sensibilmente il rischio di sanzioni e consente di affrontare eventuali verifiche con serenità.

In conclusione

I dati confermano un fenomeno in crescita e un’attenzione sempre maggiore da parte delle autorità. Adeguarsi, in definitiva, non è soltanto un obbligo di legge, ma anche una concreta forma di tutela per il professionista e per l’impresa. I dati completi di tutte le province italiane, con la metodologia e la riconciliazione con i totali ufficiali UIF (145.401 SOS nel 2024, 162.059 nel 2025), sono disponibili nello studio integrale.


Provincia SOS 2024 Tasso 2024 SOS 2025 Tasso 2025 Var. tasso
Foggia 1.091 1,86 1.317 2,24 +20,4%
Bari 1.837 1,51 2.131 1,75 +15,9%
Taranto 828 1,51 891 1,63 +7,9%
Brindisi 642 1,72 682 1,83 +6,4%
Lecce 1.413 1,85 1.481 1,94 +4,9%
Barletta-Andria-Trani 783 2,08 692 1,84 −11,5%
Totale Puglia 6.594 1,71 7.194 1,86 +8,8%
Italia (107 province) 130.980 2,22 146.502 2,48 +11,7%

Elaborazione statistica su dati UIF, Rapporto Annuale 2025 e Quaderni dell’antiriciclaggio, II semestre 2025 (Tavola a.6). Tasso = SOS / pop. residente × 1.000. Province ordinate per variazione decrescente. Dato nazionale comprensivo di Estero e Online: 145.401 (2024), 162.059 (2025).


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 Andrea Iaretti

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