Pescocostanzo: cosa vedere nel borgo d’Abruzzo


Pescocostanzo è uno dei borghi più affascinanti d’Abruzzo: un luogo dove tradizioni antiche, splendidi paesaggi di montagna e moderne piste sciistiche convivono in perfetta armonia. Un borgo da vivere e scoprire, per un’esperienza autentica nel centro d’Italia.

Pescocostanzo è un caratteristico borgo montano della provincia dell’Aquila. Situato a ben 1.395 metri di altitudine, nel Parco Nazionale della Majella e nel cuore degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, dal 2007 fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia.

Il paese custodisce un patrimonio straordinario, a partire dal centro storico rinascimentale e barocco, tra i meglio conservati d’Abruzzo, che racconta secoli di storia e architettura locali.
A tutto questo affianca un vivace mondo artigiano, con botteghe che tramandano da generazioni le antiche arti del merletto a tombolo, del ferro battuto, del legno intagliato e della filigrana d’oro e argento.
Ma le sorprese non finiscono qui.
A pochi minuti di strada dal noto comprensorio sciistico di Roccaraso (il più grande del Centro-Sud d’Italia) e da Rivisondoli, ospita anche quello di Pescocostanzo‑Vallefura: circa 9 Km di piste, ampie e con pendenze variabili, ideali per famiglie, principianti e sciatori intermedi.


Pescocostanzo è un’ottima destinazione in qualsiasi periodo dell’anno: d’estate per le temperature fresche e la natura incontaminata, d’inverno per le vacanze sulla neve e la suggestiva atmosfera di Natale.
Una meta perfetta per chi apprezza lo slow tourism e desidera vivere la montagna con lentezza e stupore autentico.

Pescocostanzo, cenni storici

​Pescocostanzo è un antico borgo medievale.
Fondato intorno al X secolo, nell’XI compare tra i possedimenti dell’Abbazia di Montecassino.
Fiorisce artisticamente e culturalmente tra Quattrocento e Seicento, in particolare dopo il devastante terremoto del 1456.
La ricostruzione, guidata da maestranze lombarde, ne plasma l’attuale assetto urbano dando impulso alle varie tradizioni artigiane per cui è tuttora nota.

Nel 1774, riscattatosi dal dominio feudale, il borgo ottiene il titolo di Universitas Sui Domina“comunità padrona di sé”, motto che ancora campeggia sullo stemma comunale.

Cosa vedere a Pescocostanzo

Il centro storico di Pescocostanzo è indubbiamente la sua anima più preziosa: un raffinato intreccio rinascimentale e barocco fatto di strade lastricate, case in pietra e palazzi signorili ornati da balconi in ferro battuto. Senza contare le vedute mozzafiato sulla Majella e sull’Altopiano.

Non resta che scoprire le sue principali attrazioni.

Piazza del Municipio

Piazza del Municipio è il vero salotto di Pescocostanzo, uno spazio elegante e vivace dove si affacciano bar, botteghe, monumenti ed edifici storici.
Tra questi: la splendida fontana seicentesca che campeggia al centro, il Palazzo del Municipio con la torre dell’orologio e Palazzo Fanzago, costruito nel 1624 su progetto del celebre architetto Cosimo Fanzago.

Durante la bella stagione, la piazza accoglie eventi, musica e momenti di socialità che ne esaltano il fascino senza tempo.


Basilica di Santa Maria del Colle

La Basilica di Santa Maria del Colle domina il borgo dall’alto della scenografica scala del 1580 ed è il monumento più rappresentativo di Pescocostanzo.
Ricostruita dopo il terremoto del 1456, sulle fondamenta di un precedente tempio dell’XI secolo, è oggetto di importanti restauri e ampliamenti in epoca rinascimentale e barocca.

Di particolare pregio sono il Cappellone del Sacramento, realizzato tra il 1699 e il 1705 da Santo di Rocco e Norberto Cicco, gli splendidi soffitti lignei e i ricchi apparati decorativi che raccontano la lunga storia religiosa e artistica della cittadina.

All’interno della collegiata si trova il Museo della Basilica con oreficerie, statue e arredi sacri.


​Chiesa di Santa Maria del Suffragio dei Morti

Eretta nel Cinquecento, e precedentemente intitolata a San Sebastiano, si presenta con una semplice facciata tripartita, dove spicca il bellissimo portale seicentesco con timpano triangolare sorretto da colonne.

Di notevole pregio anche l’altare in noce realizzato da Palmetio Grasso e completato da Ferdinando Mosca insieme al soffitto ligneo a cassettoni, che arricchisce l’interno con la sua elegante struttura decorativa.​


Museo del tombolo

​Per preservare l’antica tradizione del merletto – negli anni Novanta – il Comune di Pescocostanzo istituisce, all’interno del seicentesco Palazzo Fanzago, la Scuola per il Tombolo e la Mostra‑Museo Mercato dell’Artigianato.
Il Museo del Tombolo, collocato al secondo piano dell’edificio, raccoglie numerosi manufatti: dai lavori storici recuperati da collezioni private e corredi ecclesiastici, fino alle creazioni contemporanee che testimoniano la vitalità di questa arte.

Tra le opere più interessanti, la “Colazione del Principe”, una raffinata tavola imbandita con i prodotti tipici dell’artigianato abruzzese.

Bosco di Sant’Antonio

Nel Parco Nazionale della Majella si trova il Bosco di Sant’Antonio, un’area naturale protetta che si estende per 17 ettari tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella.
Un tempo foresta sacra dedicata a Giove e, nel Medioevo, consacrata a Sant’Antonio, è oggi una delle faggete più belle d’Abruzzo.

Oltre ai maestosi faggi, ospita aceri, querce, tassi, agrifogli e il raro pero cordato.
Assolutamente da non perdere in autunno, per gli spettacolari foliage.

La riserva, vicina a Pescocostanzo e all’eremo di Sant’Antonio, offre numerosi sentieri ideali per escursioni e ciaspolate.


Come arrivare a Pescocostanzo

Pescocostanzo si trova nel cuore dell’Appennino centrale, a circa 80 Km da Pescara e 105 km da L’Aquila.
Ben collegata alle principali città del Centro e del Sud Italia, è raggiungibile con diversi mezzi. In:

  • Treno – Dalla stazione di Rivisondoli‑Pescocostanzo (la più vicina, a circa 2 Km), si prosegue con taxi locale o autobus di linea; dalla stazione di Sulmona partono comodi autobus regionali con un tempo di percorrenza di circa 40 minuti
  • Autobus – Le linee locali collegano Pescocostanzo a Sulmona, Castel di Sangro e Roccaraso, garantendo spostamenti frequenti;
  • Auto – Da Napoli si percorre la A1, mentre da Roma si raggiunge la A25, con uscita consigliata a Pratola Peligna-Sulmona, proseguendo verso gli Altopiani Maggiori.

Per un viaggio più rapido e senza stress, è consigliabile utilizzare i servizi di telepedaggio e di controllo traffico in tempo reale.

Articolo Modificato Il:9 Luglio 2026


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Valentina Concetti

Source link

Di