Trent’anni di impresa significano attraversare trasformazioni tecnologiche profonde senza perdere la capacità di anticipare il cambiamento. È la storia di Nardi Elettronica, azienda nata a San Bonifacio il 4 luglio 1996 e oggi presente sui mercati internazionali con soluzioni elettroniche progettate e realizzate su misura. Dalle prime collaborazioni con il settore dell’essiccazione del legno ai prodotti per la smart home, passando per il bollino ottico farmaceutico, il termostato Jotto e applicazioni destinate alla nautica, l’azienda guidata da Salvatore Piccinato ha costruito il proprio sviluppo sulla ricerca, sulla produzione italiana e sulla volontà di affrontare ogni nuova sfida tecnologica.
Piccinato, Nardi Elettronica nasce il 4 luglio 1996. Perché avete scelto proprio questa data?
È stata una scelta voluta. Il 4 luglio è il giorno dell’Indipendenza americana e ai miei soci piaceva molto il richiamo agli Stati Uniti e all’idea di libertà imprenditoriale. Stavamo creando una nuova azienda, una realtà indipendente, e quella data ci sembrava particolarmente significativa per iniziare il nostro percorso.
Da quale esperienza nasce il progetto imprenditoriale?
Lavoravo già nel settore elettronico e collaboravo con Nardi Essiccatoi, che all’epoca era un’azienda leader nella produzione di impianti per l’essiccazione del legno. La proprietà desiderava creare una realtà dedicata alla componente elettronica e io avevo l’ambizione di avviare un’azienda che potessi gestire direttamente sotto il profilo tecnico. Le due esigenze si sono incontrate e da quella collaborazione è nata Nardi Elettronica.
Quanto è cambiata l’azienda rispetto agli inizi?
È cambiata moltissimo, pur mantenendo lo stesso nome e la stessa identità. Siamo cresciuti, abbiamo ampliato le competenze e oggi lavoriamo in numerosi settori. Il nostro prodotto di base resta la scheda elettronica, ma attorno a essa abbiamo costruito una filiera completa che comprende progettazione hardware, sviluppo software, applicazioni, connessioni IoT e sistemi di controllo.
Lei definisce Nardi Elettronica un sarto dell’elettronica. Che cosa significa?
Significa che realizziamo prodotti su misura per i nostri clienti. Non ci limitiamo a fornire una scheda standard, ma studiamo il problema, sviluppiamo la soluzione hardware e software e accompagniamo il prodotto fino alla fase di industrializzazione. Ogni progetto nasce dalle esigenze specifiche del cliente, proprio come un abito sartoriale viene costruito sulle misure della persona che dovrà indossarlo.
Oggi operate anche sui mercati internazionali.
Sì, lavoriamo con clienti in Italia, in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Il nostro quartier generale e la produzione restano a San Bonifacio, ma abbiamo sviluppato presidi strategici in Cina e in India, che ci permettono di osservare da vicino l’evoluzione tecnologica e intercettare rapidamente nuove opportunità.
Qual è il ruolo della Cina all’interno della vostra organizzazione?
La Cina è oggi un punto di riferimento fondamentale per la componentistica e per l’ingegneria elettronica. Dal 2009 abbiamo una presenza stabile che ci permette di individuare tecnologie, materiali e soluzioni innovative. Il nostro obiettivo, però, è sempre stato produrre in Italia. Utilizziamo le competenze e le opportunità che arrivano dal mercato asiatico, ma l’assemblaggio, i test e il controllo del prodotto vengono svolti nella nostra sede.
E l’India?
L’India sta diventando sempre più importante per lo sviluppo software. Se la Cina ha una grande forza nell’hardware, l’India possiede un enorme patrimonio di programmatori e competenze digitali. La presenza in entrambi i Paesi ci permette quindi di integrare due mondi complementari e di mantenere uno sguardo internazionale sull’evoluzione del settore.
Uno dei prodotti più rappresentativi della vostra storia recente è Jotto. Come nasce?
Jotto nasce da una sfida lanciata da un cliente americano, che desiderava un termostato evoluto simile ai prodotti già presenti sul mercato, ma completamente senza fili. Abbiamo lavorato per oltre tre anni e siamo riusciti a realizzare il primo termostato al mondo alimentato a batterie e dotato di tecnologia Bluetooth. Da quel progetto è poi nata una piattaforma più ampia dedicata alla smart home e al comfort abitativo.
Quali funzioni offre oggi questa piattaforma?
Oggi Jotto permette di controllare la temperatura, l’umidità e la qualità dell’aria. Negli anni abbiamo integrato applicazioni, connessioni IoT e sistemi di controllo remoto. È un prodotto nato da una singola esigenza, ma che progressivamente è diventato una vera piattaforma per la gestione del comfort all’interno delle abitazioni.
Nardi Elettronica ha iniziato a lavorare con tecnologie come Amazon Alexa già molti anni fa.
Abbiamo iniziato a confrontarci con quel mondo intorno al 2013, quando queste tecnologie erano ancora poco diffuse in Italia. La collaborazione con clienti americani ci ha permesso di essere esposti molto presto alle evoluzioni dell’IoT e della casa connessa. Essere nel posto giusto al momento giusto ci ha dato la possibilità di acquisire competenze che oggi rappresentano un vantaggio competitivo importante.
Avete sviluppato soluzioni anche per il settore nautico.
Sì, insieme a un nostro cliente abbiamo realizzato Murano, un timone intelligente che presenta un display circolare centrale capace di rimanere fermo mentre il volante ruota. Attraverso lo schermo è possibile gestire informazioni e comandi relativi alla navigazione, al motore e all’imbarcazione. È un progetto che unisce design, elettronica e Made in Italy.
Quanto inciderà l’intelligenza artificiale sul vostro settore?
L’intelligenza artificiale è già presente nel nostro lavoro da alcuni anni. Bisogna però distinguere la moda legata al termine dalle applicazioni concrete. È uno strumento che permette di accelerare lo sviluppo di competenze e di affrontare problemi che richiederebbero molto più tempo. Deve essere addestrata, controllata e contestualizzata. Non può essere utilizzata in modo indiscriminato, ma non potremo più farne a meno. Dobbiamo imparare a usarla bene, senza abusarne.
Quali sono le soddisfazioni più importanti maturate in trent’anni?
Ne porto due in modo particolare nel cuore. La prima è lo sviluppo del sistema per la stampa e il controllo del bollino ottico farmaceutico che troviamo sulle confezioni dei medicinali. Quel progetto è stato sviluppato all’interno di Nardi Elettronica ed è diventato un elemento presente nella vita quotidiana di milioni di persone. La seconda è Giotto, perché rappresenta una sfida nella quale abbiamo creduto anche quando sembrava molto difficile.
Ricorda le reazioni iniziali del suo gruppo di lavoro al progetto Jotto?
Ricordo che, quando presentai l’idea, uno degli ingegneri mi chiese se non avessimo già abbastanza cose da fare. Era una sfida complessa e probabilmente sembrava quasi eccessiva per una realtà delle nostre dimensioni. La testardaggine, però, ci ha portato avanti e alla fine siamo riusciti a realizzare il prodotto. Ancora oggi scherziamo dicendo che, su mille idee, almeno una è riuscita davvero bene.
Quanto conta la capacità di rischiare nella vita di un imprenditore?
Conta moltissimo. Per fare impresa bisogna assumersi responsabilità e accettare anche la possibilità di sbagliare. Se non ci si mette in gioco, però, non si costruisce nulla di nuovo. La nostra storia nasce proprio dalla volontà di creare qualcosa di indipendente e di credere in progetti che, almeno inizialmente, potevano sembrare troppo ambiziosi.
Come immagina Nardi Elettronica nei prossimi anni?
Immagino un’azienda in ulteriore crescita, capace di lavorare con clienti sempre più importanti e di consolidare il proprio ruolo nel settore della smart home e del comfort abitativo. I trent’anni di esperienza ci permettono oggi di sederci al tavolo con grandi player internazionali con una consapevolezza diversa. Non siamo una realtà appena arrivata: abbiamo storia, competenze, prodotti e brevetti che dimostrano ciò che sappiamo fare.
Anche la nuova generazione si sta avvicinando all’azienda.
Sì, mia figlia sta entrando gradualmente nell’area produttiva e anche mio figlio si sta avvicinando al mondo delle invenzioni, dell’automazione e dell’elettronica. Per me è importante condividere questa esperienza con i collaboratori storici e con le nuove persone che entreranno in azienda. Nardi Elettronica è una parte importante della mia vita, ma il futuro dovrà essere costruito insieme alle nuove generazioni.
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Matteo Scolari
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