CVC DIF prende il controllo di Eco-Eridania, al quarto giro di fondi. Exit per Icon Infrastructure. Deal da 1,1 mld di euro.


Andrea Giustini

Nuovo giro di fondi per EcoEridania spa, che negli anni è divenuta un rifermento nel mercato dei servizi end‑to‑end di raccolta, trattamento, e smaltimento di rifiuti pericolosi di strutture sanitarie e impianti industriali. Il gruppo genovese fondato e guidato da Andrea Giustini è infatti passato sotto il controllo di CVC DIF, la divisione di investimenti infrastrutturali di CVC, che, tramite il fondo DIF Infrastructure VIII, ha acquisito una quota di maggioranza dal fondo IV di Icon Infrastructure Operations. Quest’ultimo in via indiretta ha ceduto il 75% di EcoEridania (il restante 25% è di Giustini) ed è uscito dall’investimento (si veda qui il comunicato stampa).

Icon IV ha ceduto la sua quota sia a CVC DIF che a Giustini, il quale ha aumentato la propria quota di minoranza a una percentuale non divulgata (probabilmente al 30%), confermando l’impegno nella strategia di lungo periodo e l’allineamento con CVC DIF. Il nuovo azionista sosterrà la crescita del gruppo, soprattutto sul rafforzamento operativo, l’estensione della piattaforma nazionale e le opportunità di espansione nei segmenti chiave del waste management.

L’operazione, il cui closing è previsto nel quarto trimestre 2026, è stata seguita per CVC DIF da Citi e Jefferies come adviser finanziari, mentre Clifford Chance ha seguito gli aspetti legali. iCON Infrastructure Operations è stata seguita da JP Morgan per il financial advisory e da Chiomenti sul piano legale. Andrea Giustini (presente nel capitale tramite la holding di famiglia, Roccaforte S.r.l.) è stato assistito da Lazard per gli aspetti finanziari e da Hogan Lovells Cadwalader per quelli legali.

E’ significativo che l’investtore sia stato CVC DIF, strategia di investimento che attualmente ha 23 miliardi di euro in gestione e votato a investimenti in asset  da un profilo di rischio più basso rispetto al private equity come appunto waste management, infrastrutture di trasporto, reti di riscaldamento, e servizi essenziali in cui CVC DIF di solito impiega ticket compresi tra 300 e 800 milioni di euro.

Stando a quanto riferito da fonti di mercato, Eco-Eridania è stata valutata 1,1 miliardi di euro. Non erano circolate valutazioni all’epoca dell’acquisto del controllo da parte di di ION IV, avvenuto nel giugno del 2018 (si veda altro articolo di BeBeez), quando a passare il testimone all’investitore britannico era stata Xenon Private Equity. Stando al fatturato dell’epoca, circa 150 milioni, un ebitda di circa 30 milioni, e una media dei multipli EV/Ebitda di 9,5 volte per operatori del settore di scala regionale (come era all’epoca Eco Eridania), una valutazione plausibile si colloca tra 290 e 300 milioni di euro.

Da allora, e con il sostegno di Icon, Eco Eridania ha effettuato diverse acquisizioni. La prima è stata la pisana Tecnoambiente. Poi, nel 2023, è stata la volta di cinque realtà attive nel riciclaggio di oli e materiali gommosi usati, ossia Delca Energy, sempre a Pisa, le tarantine Simoco e Irigom, la pavese Officina dell’Ambiente e la materana Semataf. Infine, nel 2024, è stata la volta della pisana Go Green, attiva nel trasporto e smaltimento di rifiuti solidi e liquidi.

Per finanziare questa campagna, che ha fatto del gruppo genovese un operatore di scala nazionale, Eco Eridania nel febbraio del 2023 aveva ottenuto prestiti per 340 milioni di euro, di cui 135 milioni relativi a un bond a tasso variabile, in scadenza nel 2030, collocato in private placement presso investitori istituzionali esteri da Schroders Capital Management France e Kommunalkredit Austria (si veda altro articolo di BeBeez). I bond, successivamente quotati alla Borsa di Vienna, offrono una cedola pari all’Euribor 6 mesi maggiorato di uno spread variabile tra 475 e 550 punti base a seconda del leverage ratio.

Grazie a questo buy and build oggi Eco Eridania è uno dei maggiori operatori nazionali del waste management industriale e sanitario. Nel 2025 ha servito circa 27.000 clienti con una rete nazionale di 22 impianti, una flotta di 1.600 mezzi e 1,3 milioni di tonnellate gestite. Nel 2024, ultimo anno disponibile, il gruppo ha fatturato 442 milioni di euro per 109 milioni di ebitda a fronte di un debito netto di circa 82 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).

Ha dichiarato Tom Goossens, Co‑Head dei fondi DIF Infra, “EcoEridania è leader nel settore dei rifiuti sanitari, con potenziale industriale in forte crescita”. L’investimento è il primo in Italia dopo l’apertura dell’ufficio di Milano di CVC – DIF nel 2024.

Roberta Battaglia, Head di CVC DIF Italy, ha aggiunto: “La qualità del modello integrato, la presenza nazionale e la solidità del track record rendono EcoEridania un’infrastruttura essenziale in linea con la strategia del fondo”.

Per Giustini: “E’ un nuovo capitolo per il gruppo, che ha l’obiettivo di accelerare crescita e proiezione internazionale, continuando a investire e innovare in Italia e all’estero. Ringrazio il team e iCON per il supporto negli ultimi otto anni”.

Come accennato in apertura, per Eco Eridania si tratta del quarto giro di fondi. Abbiamo ricordato il passaggio del controllo, nel giugno 2018, ad Icon IV dal quinto fondo di Xenon. Quest’ultimo, nel giugno del 2014 (si veda altro articolo di BeBeez), aveva rilevato una quota del 32% da uno dei fondi di Fondo Italiano d’investimento in portafoglio a Intesa Sanpaolo e che successivamente, nel 2016, sarebbero passati sotto la gestione dell’allora NB Renaissance (oggi Renaissance Partners). Contestualmente, Xenon V aveva convertito le obbligazioni convertibili sottoscritte nel dicembre 2012 assieme al Fondo Italiano, che così avevano apportato complessivamente all’azienda 12,3 milioni funzionali, tra l’altro, all’acquisizione della società Team Ambiente spa.

Il Fondo Italiano era entrato nel capitale di Eco Eridania a fine settembre 2011, acquisendo una quota del 38,77% in aumento di capitale per 10 milioni di euro.

 

Eco Eridania, CVC DIF e Icon Infrastructure
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