La crescita esponenziale degli affitti brevi nelle principali città italiane ha inciso in modo significativo sull’equilibrio dei centri storici, sulla disponibilità di alloggi per residenti, sulla pressione turistica e sulla qualità della vita urbana. Di fronte a questa trasformazione si è costruito un sistema di regole sempre più articolato, spesso eterogeneo e non privo di tensioni interpretative.
La giurisprudenza ha chiarito che la protezione dell’ambiente urbano, la tutela del patrimonio storico‑artistico e gli obiettivi di politica sociale e culturale costituiscono veri e propri motivi imperativi di interesse generale, idonei a giustificare restrizioni alla libertà di iniziativa economica. Le pronunce della Corte costituzionale (sentenza n. 186/2025) e dei giudici amministrativi (ad esempio, Tar Toscana n. 925/2026) hanno confermato che gli enti territoriali possono intervenire per governare gli effetti delle locazioni brevi, purché le misure adottate siano proporzionate e sorrette da adeguata motivazione.
In questo quadro si collocano anche le norme regionali che, negli ultimi anni, hanno introdotto discipline specifiche. Parallelamente, numerosi Comuni hanno modificato i propri Regolamenti urbanistici ed edilizi, con l’obiettivo di governare le trasformazioni del tessuto urbano derivanti dalla moltiplicazione delle locazioni turistiche brevi.
Recentemente le locazioni brevi stanno progressivamente diventando oggetto di nuove iniziative regolatorie da parte dei Comuni, che intervengono con provvedimenti fiscali per governarne l’impatto sul territorio e sull’equilibrio abitativo delle città. Il “Formulario commentato del nuovo processo civile – Aggiornato ai correttivi Cartabia e mediazione” di Lucilla Nigro offre un supporto pratico e operativo per affrontare ogni fase del contenzioso civile, acquistabile su Shop Maggioli e su Amazon. Come supporto per i professionisti, consigliamo il Codice Civile e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
1. Il caso “Genova”: la nuova tassa di soggiorno per gli appartamenti a uso turistico
A Genova la giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore al Turismo, al Marketing territoriale e al Commercio, una delibera che ridefinisce le tariffe dell’imposta di soggiorno applicate agli appartamenti destinati a uso turistico e alle strutture extralberghiere (atto n. dgc 166 – aggiornamento della misura dell’imposta di soggiorno per le strutture extralberghiere e appartamenti ammobiliati ad uso turistico – seduta 25/06/2026). L’intervento nasce dall’esigenza di adeguare Genova agli standard delle principali città turistiche e di gestire in modo più equilibrato l’aumento dei flussi nelle strutture non alberghiere. Del resto, l’offerta di posti letto nelle strutture non alberghiere è aumentata in modo significativo, fino a rappresentare oltre la metà della capacità ricettiva complessiva del centro storico. Questa dinamica ha prodotto effetti rilevanti sul tessuto urbano: i due sistemi di ospitalità (alberghiero ed extralberghiero) generano impatti profondamente diversi, con conseguenze sociali, urbanistiche e commerciali che, nei casi più critici, possono condurre alla progressiva desertificazione dei centri storici.
L’obiettivo dichiarato del provvedimento è duplice: mitigare l’impatto socio‑urbanistico dei flussi turistici e, al tempo stesso, favorire un modello di turismo policentrico, capace di valorizzare le delegazioni cittadine oltre il centro storico. Per questo motivo, la delibera introduce una specifica agevolazione per gli appartamenti situati nei municipi periferici, dove la tariffa viene ridotta per incentivare una distribuzione più equilibrata dei pernottamenti.
Sul piano tariffario, la quota per notte viene fissata a 4 euro per B&B, affittacamere e case vacanza, mentre sale a 5 euro per gli appartamenti ammobiliati a uso turistico. Nelle zone periferiche, come detto, la tariffa per questi ultimi scende a 4 euro, introducendo una leva economica pensata per orientare le scelte dei visitatori e decongestionare le aree più dense.
I maggiori introiti derivanti dall’aggiornamento saranno interamente vincolati a interventi strategici per la città: promozione della destinazione turistica, progetti per lo sviluppo economico e l’occupazione stabile, manutenzione urbana, miglioramento del decoro e potenziamento dei servizi di accoglienza. È importante notare che diversi Comuni hanno proceduto, negli ultimi anni, a rimodulare le aliquote dell’imposta di soggiorno. In questo quadro, la soluzione adottata dal Comune di Genova si colloca però tra le prime grandi amministrazioni ad aver introdotto un incremento differenziato e più incisivo per gli appartamenti destinati alle locazioni turistiche brevi, rispetto alle altre tipologie di ospitalità extralberghiera. Il “Formulario commentato del nuovo processo civile – Aggiornato ai correttivi Cartabia e mediazione” di Lucilla Nigro offre un supporto pratico e operativo per affrontare ogni fase del contenzioso civile, acquistabile su Shop Maggioli e su Amazon. Come supporto per i professionisti, consigliamo il Codice Civile e norme complementari, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
2. Il problema TARI
Molte amministrazioni comunali hanno utilizzato la TARI come ulteriore strumento di regolazione degli affitti brevi. L’argomento impiegato dai Comuni è ormai ricorrente: il turista, rispetto al residente stabile, avrebbe un impatto più elevato sul sistema di raccolta dei rifiuti e, più in generale, sui servizi urbani. Da qui la scelta di riclassificare gli appartamenti destinati alle locazioni brevi come utenze non domestiche, assimilate alle strutture alberghiere prive di ristorante.
La logica amministrativa è lineare: se l’immobile non è utilizzato come abitazione ordinaria, ma come struttura ricettiva, esso deve essere collocato in una categoria tariffaria più onerosa, coerente con la natura ricettiva dell’immobile.
In sostanza, la TARI viene utilizzata come strumento di regolazione economica del mercato delle locazioni turistiche, con effetti rilevanti per i proprietari che destinano gli immobili a uso ricettivo.
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Giuseppe Bordolli
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