A oltre cinquant’anni dalla sua conclusione, MKULTRA è tornato al centro del dibattito politico statunitense. Il 30 giugno una sottocommissione della Camera dei Rappresentanti ha dedicato un’udienza al controverso progetto della CIA, riportando l’attenzione sulle responsabilità dell’Agenzia e sulla possibile desecretazione dei documenti ancora esistenti.
Avviato negli anni Cinquanta, MKULTRA nacque dal timore che Unione Sovietica e Cina avessero sviluppato tecniche avanzate di controllo mentale, ma poi la CIA si appassionò alla materia tentando di fare esattamente questo. Nel corso del programma la CIA finanziò almeno 149 sottoprogetti in oltre 80 istituzioni, coinvolgendo 185 ricercatori non governativi e conducendo esperimenti su soggetti umani, spesso inconsapevoli, attraverso l’impiego di LSD, altre sostanze psicoattive, ipnosi, elettroshock e deprivazione sensoriale. A testimoniare davanti alla commissione sono stati l’ex funzionaria dei National Institutes of Health Elizabeth Ginexi e i giornalisti Stephen Kinzer e Tom O’Neill.
Ne abbiamo parlato con David H. Price, professore emerito di antropologia alla Saint Martin’s University, che da anni studia i rapporti tra CIA e ricerca accademica e che ha recentemente analizzato le nuove audizioni sul caso MKULTRA in un articolo pubblicato su CounterPunch.
Professor Price, perché il Congresso è tornato a occuparsi di MKULTRA?
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«Questi legislatori repubblicani stanno concentrando la loro attenzione su uno dei casi più oscuri di ricerca non etica finanziata dal governo, e cercano di creare l’impressione che questo sia il tipo di scienza che vogliono fermare mentre tagliano i finanziamenti a settori come quello della ricerca sul cancro. MKULTRA è stato un programma orribile e merita di essere criticato, così come la storia più ampia della CIA merita un esame approfondito. Ma non credo che queste udienze siano un tentativo sincero di affrontare quella storia o di aumentarne la trasparenza. Piuttosto, MKULTRA viene usato come simbolo politico per minare la fiducia del pubblico nella ricerca accademica finanziata dallo Stato e gettare sospetti su ricercatori che, in molti casi, ignoravano che il loro lavoro sarebbe stato utilizzato dalla CIA. L’ironia è che molti di quelli che ora condannano MKULTRA hanno sostenuto metodi d’interrogatorio coercitivi in altri contesti, il che rende la loro indignazione poco credibile.»
Ci sono ancora documenti da desecretare?
«È possibile che alcuni documenti su MKULTRA possano essere rilasciati in una forma meno oscurata, ma dubito che cambierebbero radicalmente ciò che sappiamo del programma. Ad oggi rimangono le domande su chi sapeva cosa e quando. La maggior parte dei documenti originali della CIA è stata distrutta negli anni Settanta, lasciando grandi lacune nella documentazione storica. Una questione che a me interessa particolarmente è il rapporto fra la ricerca accademica e la CIA. Alcuni degli antropologi che ho studiato conducevano normali ricerche su come diverse culture reagiscono allo stress, non studiavano le tecniche d’interrogatorio. Ciò che manca è la documentazione che mostri come quella ricerca sia stata adattata ai fini d’intelligence, come quelli successivamente incorporati nel manuale d’interrogatorio KUBARK della CIA.»
Durante l’udienza è stata discussa anche l’Operazione Paperclip…
«L’Operazione Paperclip fu estremamente importante. Gli Stati Uniti reclutarono molti scienziati e specialisti tedeschi dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra cui ex membri del Partito Nazista. Alcuni, come Wernher von Braun, giocarono in seguito un ruolo fondamentale nella NASA. Penso sia giusto paragonare alcuni dei metodi usati in MKULTRA con la sperimentazione nazista. Le persone venivano drogate a loro insaputa, senza il loro consenso e usate come cavie umane inconsapevoli. Queste pratiche erano completamente immorali e meritano di essere condannate. Sfortunatamente, molti dei documenti che avrebbero potuto chiarire cosa accadde, comprese maggiori informazioni sulle vittime e sul funzionamento interno del programma, furono quasi certamente distrutti prima che gli investigatori potessero esaminarli.»
MKULTRA appartiene davvero solo al passato?
«La CIA ha continuato a portare avanti altri programmi legati agli interrogatori e alla propaganda, e sappiamo che questo tipo di attività non si è interrotto. Non esistono però prove che MKULTRA sia proseguito. Esistono invece prove che la CIA abbia continuato a essere coinvolta in interventi illegali contro governi democraticamente eletti e in altre operazioni per le quali dovrebbe essere chiamata a rispondere. Io sono un critico della CIA e credo che la sua storia debba continuare a essere esaminata criticamente. Un altro punto importante è che gran parte di ciò che MKULTRA cercava di ottenere si basava su una falsa idea di ciò che la scienza potesse fare. L’idea di un completo “controllo mentale” appartiene più alla fantascienza che alla realtà. Molti esperimenti furono estremi e non etici, ma la maggior parte semplicemente non ha funzionato. Le forme di influenza che rimangono rilevanti oggi sono diverse: la capacità di plasmare gli ambienti informativi attraverso giornali, televisione e internet.»
Perché considera così importante la testimonianza di Elizabeth Ginexi?
«Penso che il suo intervento sia stato estremamente importante perché ha rivelato il vero sottotesto dell’udienza. Mentre la discussione si concentrava sugli abusi storici di MKULTRA, la Dottoressa Ginexi ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze degli attuali attacchi alla ricerca pubblica in ambito scientifico e medico. È rimasta calma e concentrata, evidenziando questioni che la commissione non sembrava interessata ad affrontare. Ritengo che la sua testimonianza abbia mostrato come il vero oggetto dell’udienza non fosse soltanto MKULTRA, ma anche lo scontro politico attorno alla ricerca scientifica.»
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Larissa Clelia Remenyi
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