| Fascia oraria / Programma | Media Share (%) | Spettatori Medi | Note |
|---|---|---|---|
| Prime Time di Rete(media picco marzo-aprile) | 7,0% | 1,4 mln | 3ª rete nazionale in prima serata dietro Rai 1 e Canale 5. |
| Otto e Mezzo(Lilli Gruber) | 8,7% | 1,7 mln | Pilastro dell’access prime time; picchi oltre il 9,6% su eventi di crisi estera. |
| Propaganda Live(Diego Bianchi) | 6,5% | 850 mila | Performance stabili nel prime time del venerdì. |
| Piazzapulita(Corrado Formigli) | 6,0% – 6,5% | 800–900 mila | Presidio fisso del giovedì sera. |
| diMartedì(Giovanni Floris) | 7,5% – 8,2% | 1,2–1,4 mln | Confermato tra i talk show d’approfondimento più visti del martedì. |
| TgLa7(Enrico Mentana) | 6,8% – 7,5% | 1,3–1,5 mln | Riferimento informativo principale della fascia 20:00. |
tabella realizzata con l’apporto di IA
Anche i dati di ascolto di In Onda, programma informativo con Marianna Aprile e Luca Telese (in sostituzione di Otto e Mezzo), portano alla rete numeri interessantissimi con uno share medio del 4,7% – 5,5%, spettatori medi tra gli 800mila e i 950mila, garantendo a La7 la leadership tra le reti generaliste per l’informazione serale estiva e mantenendo lo stacco sull’informazione di Rete 4, Nove, TV8. Cairo è poi riuscito nel decennio 2016-2026, grazie alla sinergia editoriale e alla stabilità dei palinsesti informativi, a costruire uno schema informativo che garantisce a La7 margini costanti e posizionamento di alta gamma pubblicitaria con una programmazione per ora impermeabile alla concorrenza. Il segreto? Secondo Cairo “l’errore peggiore che può fare un editore è modificare il Dna di un prodotto”, pare abbia ragione lui.
Arriva in RCS con il baraccone che ha perso 1 miliardo e 300milioni in cinque anni. Oggi il bilancio è in attivo, qualcosa avrà pur fatto. E anche lettori e copie parlano chiaro. Il Corriere della Sera vende tra le 143.000 e le 148.000 copie medie giornaliere (certo un tempo erano cinquecentomila, ma le cose cambiano e sono cambiate per tutti gli editori), e mantenendo la prima posizione assoluta sul mercato nazionale rispetto agli altri quotidiani generalisti. Tra Italia e Spagna raccoglie 1,4 milioni di abbonamenti digitali attivi. Secondo Audiweb lettrici e lettori di Corriere.it sono un esercito di 3,1 milioni di utenti unici giornalieri, costantemente al primo posto tra i brand d’informazione generalista in Italia per audience quotidiana.
Non va male nemmeno ai settimanali Cairo: circa 800.000 copie medie complessive vendute (inclusa la linea enigmistica come Enigmistica Mia e Enigmistica Più, mantenendo la leadership di mercato per copie vendute nel comparto periodici/settimanali. I ricavi pubblicitari del gruppo RCS hanno registrato una crescita dell’8,1% su base annua nel primo trimestre dell’anno, con una raccolta pubblicitaria online che rappresenta circa il 37,9% del totale dei ricavi pubblicitari dell’area quotidiani. Poi c’è La7, sempre lei, la cui raccolta pubblicitaria è salita del +4%, attestandosi a 38,9 milioni di euro.
Ora la nuova sfida sembra essere in arrivo: Enrico Mentana potrebbe lasciare la rete a fine anno, il contratto è in scadenza, e GEDI starebbe preparando una nuova rete all news, cosa diversa dalle reti La7, segmento quello delle all news rigorosamente in mano a editori filo-destra di governi e anche più in là. L’ingresso di GEDI nel settore potrebbe rappresentare una voce nuova e diversa a bilanciare verso posizioni più centriste e meno allarmistiche. Se Mentana dovesse andarsene pare che potrebbe essere Giovanni Floris a prenderne il posto, e non è detto che sia un male. Il resto della programmazione parrebbe confermate, ma si aspettano eventuali novità sempre possibili. E Cairo si è detto in più occasioni pronto, prontissimo, al rinnovo del contratto di Mentana. Poi c’è la nuova stagione de La7 con una serie di interessanti novità.
Confermata tutto la serata primi time con La Torre di Babele di Corrado Augias, diMartedì di Giovanni Floris, il successo della scorsa stagione Una Giornata Particolare di Aldo Cazzullo, Piazzapulita di Corrado Formigli, Propaganda Live di Diego Bianchi e quel genio di Makkox, con In altre Parole di Massimo Gramellini e In Onda di Marianna Aprile e Luca Telese; confermato quello che viene definito il presidio informativo e daytime con il TgLa7 di Enrico Mentana e Otto e Mezzo con Lilli Gruber; confermati Omnibus, Coffee Break (Andrea Pancani), L’Aria che Tira (David Parenzo) e Tagadà (Tiziana Panella), nel pre-serale continuerà IgnotoX con Pino Rinaldi, incursione nella spettacolarizzazione della cronaca nera che non ci sembra nelle corde della rete, ma mica comandiamo noi.
In arrivo una serie Tv evento: si tratta della serie M – Il Figlio del Secolo tratta dal romanzo di Antonio Scurati, con Luca Marinelli e diretta da Joe Wright, grazie a un accordo tra La7 e Sky. Poi i due speciali curati da Ezio Mauro dedicati all’assalto a Capitol Hill e alla presidenza di Donald Trump; il ciclo Piazzapulita 100 per le grandi inchieste di approfondimento; produzioni La7 Originals (tra cui House of Trump e The Epstein Files) e prime visioni cinematografiche (The Apprentice – Alle origini di Trump più il documentario Mr. Nobody Against Putin).
Ma la verà novità delle rete è il lancio della piattaforma in streaming La7 Play e il restyling dell’offerta cinematografica del canale La7 Cinema. Urbano Cairo non si ferma: “Guido un’azienda con 4.500 dipendenti, più altri 4.500 collaboratori… Stiamo entrando dentro una fase delicata: l’ecosistema Corriere è in piena espansione, il che coincide però anche con un passaggio di trasformazione epocale imposto dall’avvento dell’Ia” dice nell’intervista che il Corriere gli ha dedicato il 2 agosto. E continua, riferendosi all’IA: “Potete stare tranquilli. I posti di lavoro non sono in discussione… Anche se… Molti suoi colleghi già usano tanto l’Intelligenza artificiale”. E per la stesura delle tabelle e il reperimento dei dati che vi abbiamo riportato confessiamo di averla usata anche noi. Ma questo mica è chiedere consiglio su come fare l’amore con la propria ragazza, questo è informazione. Avremmo fatto una domanda in più a Urbano Cairo: “A quando la radio?”.
Ma forse basta aspettare.
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