Il Gino Lisa arranca, Cataneo: “Calo dei passeggeri legato ai voli ridotti, ignorata la delibera del Consiglio”


Il calo dei passeggeri registrato nei primi sette mesi del 2026 all’aeroporto “Gino Lisa” non rappresenterebbe una sorpresa, ma la conseguenza diretta della riduzione dei voli, delle frequenze e delle destinazioni. È la posizione del consigliere comunale di Foggia Pasquale Cataneo, che interviene sulle recenti analisi dei dati di traffico dello scalo e richiama gli indirizzi contenuti nella deliberazione del Consiglio comunale numero 151 del 2 luglio 2024.

Secondo Cataneo, i dati di Assaeroporti e le valutazioni espresse dai comitati Mondo Gino Lisa e Vola Gino Lisa confermerebbero quanto sostenuto da tempo nelle sedi istituzionali: la Capitanata e il suo ampio bacino di utenza rispondono positivamente quando viene garantita un’offerta adeguata, continua e diversificata, anche in presenza di orari poco agevoli e prezzi superiori rispetto agli altri aeroporti pugliesi.

“Leggere il calo del 30% dei passeggeri senza contestualizzarlo alla drastica riduzione dei voli, pari al 36% dei movimenti aerei, significa alimentare il falso mito dell’incapacità del territorio di generare domanda”, afferma il consigliere comunale.

Il richiamo alla delibera del 2024

Cataneo ricorda che il Consiglio comunale aveva già approvato all’unanimità, nel luglio 2024, una mozione a sua prima firma contenente una serie di indirizzi per lo sviluppo dello scalo.

L’atto impegnava la sindaca e la giunta a sostenere un percorso istituzionale con Regione Puglia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Aeroporti di Puglia, Anas, Enac ed Enav.

Secondo il consigliere, però, a distanza di oltre due anni non sarebbe ancora chiaro neppure se la deliberazione sia stata formalmente trasmessa a tutti i soggetti indicati.

“Abbiamo fornito alla sindaca Episcopo e alla giunta uno strumento di indirizzo politico-amministrativo chiaro, organico e votato all’unanimità dall’intero Consiglio comunale”, sostiene Cataneo, denunciando l’assenza di riscontri sulle azioni successive.

La richiesta della continuità territoriale

Uno dei punti principali riguarda la continuità territoriale e l’imposizione degli oneri di servizio pubblico.

La delibera chiedeva di impegnare la Regione e il Ministero a concludere rapidamente la Conferenza dei servizi, seguendo modelli già adottati per altri aeroporti italiani, con l’obiettivo di garantire collegamenti stabili e tariffe accessibili per un bacino di utenza che comprende anche territori esterni alla provincia di Foggia.

Per Cataneo, l’assenza della continuità territoriale penalizza lo scalo e contribuisce a rendere l’offerta meno competitiva rispetto agli altri aeroporti pugliesi.

Pista, antincendio e infrastrutture

Il consigliere richiama anche la necessità di superare i limiti legati alla classe antincendio, alla piena utilizzazione della pista e alle infrastrutture aeroportuali.

Tra le priorità indicate figurano la realizzazione della caserma dei vigili del fuoco, l’innalzamento della classe antincendio e la rimozione degli ostacoli che impedirebbero di sfruttare completamente la pista allungata fino a duemila metri.

Cataneo propone inoltre di programmare un ulteriore prolungamento, anche attraverso opere come un sottovia sulla strada statale 673, per rendere il Gino Lisa maggiormente attrattivo per vettori low cost, voli charter e trasporto cargo legato al settore agroalimentare.

Marketing e collegamenti con il territorio

Un altro punto della deliberazione riguardava l’utilizzo di risorse derivanti dalla tassa comunale di imbarco per promuovere lo scalo e il territorio.

La proposta prevedeva anche l’attivazione di navette e collegamenti rapidi con la stazione ferroviaria centrale, la stazione dell’Alta velocità e i principali nodi della viabilità provinciale e interregionale, compreso il collegamento con Campobasso.

Secondo il consigliere, la crescita dell’aeroporto non può essere affidata soltanto all’apertura di singole rotte, ma richiede una strategia integrata di promozione, accessibilità e servizi.

Protezione Civile e polo logistico

Cataneo sollecita inoltre l’effettivo avvio della sede logistica della Protezione Civile regionale e del polo logistico pubblico, finanziati attraverso diversi provvedimenti regionali ma, a suo giudizio, ancora incompiuti.

L’aeroporto dovrebbe diventare un’infrastruttura intermodale capace di integrare trasporto passeggeri, funzioni di emergenza e attività logistiche.

“L’unica vera novità è stata la reintroduzione del Gino Lisa come scalo nazionale”, osserva Cataneo, sostenendo che gli altri indirizzi sarebbero rimasti privi di attuazione.

Le critiche a Regione e Aeroporti di Puglia

Il consigliere accusa la Regione Puglia e Aeroporti di Puglia di adottare un trattamento differente tra gli scali regionali.

Secondo Cataneo, gli aeroporti di Bari e Brindisi continuerebbero a beneficiare di investimenti, politiche tariffarie, nuove rotte e iniziative promozionali, mentre il Gino Lisa resterebbe in una condizione di marginalità operativa.

Una situazione che costringerebbe i cittadini della Capitanata e delle province vicine ad affrontare costi più elevati, orari meno favorevoli e una minore disponibilità di collegamenti nazionali e internazionali.

La clausola di monitoraggio disattesa

Cataneo richiama infine il punto della delibera che prevedeva un monitoraggio semestrale sulle attività svolte.

La clausola, sostiene, sarebbe stata completamente disattesa dall’assessore Giuseppe Galasso e dal resto della giunta comunale. Il consigliere invita anche la Provincia di Foggia, in qualità di azionista di Aeroporti di Puglia, ad assumere una posizione più incisiva.

“Non c’è più tempo da perdere in analisi. Servono azioni, investimenti, cantieri aperti, infrastrutture adeguate, programmazione, marketing e la volontà politica di fare rispettare gli atti già deliberati”, conclude Cataneo.

Per il consigliere comunale, istituzioni locali, Regione e Governo devono agire insieme per chiedere conto dei ritardi e garantire ai cittadini e alle imprese dell’intero bacino aeroportuale le stesse opportunità offerte negli altri territori.

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