Memoria, identità e letteratura in piazza della Memoria civile. Tre riconoscimenti alla memoria di Giovanni Pelle, Francesco Guidace e Franco Caminiti. La musica di Fabio Macagnino ha impreziosito la serata
Una piazza trasformata in un grande salotto culturale sotto il cielo d’agosto, per raccontare Benestare attraverso le parole, i ricordi e le opere di chi ne ha custodito la memoria. Ha riscosso un notevole successo di pubblico e di critica la prima edizione di “Benestare Racconta – Radici d’Inchiostro”, l’iniziativa culturale svoltasi giovedì 6 agosto in piazza della Memoria civile.
Al centro della serata le radici di una comunità, la storia delle antiche bianche case di gesso, la vita contadina, il dialetto, le trasformazioni sociali e quella memoria collettiva che numerosi autori benestaresi hanno consegnato nel tempo a poesie, saggi e opere letterarie.
Particolarmente significativo l’omaggio a tre scrittori benestaresi scomparsi: Giovanni Pelle, l’avvocato Francesco Guidace e Franco Caminiti. Tre premi alla memoria per ribadire come il patrimonio lasciato attraverso i loro scritti continui a vivere. Il riconoscimento dedicato a Francesco Guidace è stato ritirato da Antonio Rocca, quello per Giovanni Pelle da Vincenzo Garreffa, mentre Francesca Caminiti ha ricevuto la targa in memoria di Franco Caminiti.
A moderare l’incontro è stato Flavio Garreffa, storico dell’arte ed esperto di arte barocca, che ha accompagnato il dialogo tra gli autori trasformando la piazza in uno spazio di confronto sulla Benestare di ieri e quella di oggi.
Numerosi i protagonisti. Franco Blefari, Renata Ceravolo, Saverio Macrì, Vincenzo Garreffa, Rosario Rocca, Antonio Rocca e Michele Zappia hanno contribuito, ciascuno attraverso la propria sensibilità, a ricostruire frammenti della storia e dell’identità del paese.
Particolarmente intenso l’intervento di Michele Zappia con la poesia “Timpa”. Franco Blefari, autore tra l’altro di Luci della memoria e di dieci farse carnascialesche dedicate agli usi e ai costumi del passato, ha ribadito il ruolo fondamentale della cultura nel progresso di una comunità e nella conservazione della sua memoria.
La poetessa Renata Ceravolo, conosciuta anche per l’esperienza dei “Catoja in festa”, ha raccontato il Sud e la Benestare antica, richiamando le proprie radici familiari legate alla nonna Eugenia e proponendo anche un omaggio a Rino Gaetano.
A riportare il pubblico ad alcune pagine cruciali della storia locale è stato l’ex sindaco Rosario Rocca, che si è soffermato sulla rivolta contadina del 24 maggio 1906 e ha ricordato Franco Caminiti, autore de La Humana Istoria, definendo simbolicamente la finestra della sua casa affacciata sul mare come “la finestra dell’anima”.
Saverio Macrì ha affidato alle sue poesie il racconto della storia contadina di Benestare, mentre Antonio Rocca, autore di Liberi di volare, ha ricordato gli anni Settanta e il ruolo svolto dalle associazioni come punto di riferimento culturale e sociale per il paese.
Ricco di memoria anche l’intervento dell’ex sindaco Vincenzo Garreffa, autore di Benestare oltre la Speranza e Massaru Vicenzu e maddamma Maria. Garreffa ha ricordato Tano Sant’Agata, indicato come il primo autore ad aver scritto di Benestare, l’avvocato Francesco Guidace e Giovanni Pelle, concludendo con la poesia “U Tempu”.
Tra i ricordi più suggestivi, quello di un viaggio in Australia compiuto insieme a Guidace: l’avvocato portava sempre con sé un taccuino sul quale annotava le antiche parole dialettali ormai in disuso, nel tentativo di salvarle dall’oblio.
A dare ulteriore forza alla manifestazione è stata la musica di Fabio Macagnino, reduce dal successo del suo ultimo lavoro Bioma. Anche A Melara di Francesco Guidace ha trovato spazio in una serata nella quale musica e letteratura hanno indossato, insieme, “l’abito più bello della memoria”.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione RES, presieduta da Francesco Bova, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Benestare guidata dal sindaco Domenico Mantegna, che ha aperto la manifestazione con i saluti istituzionali.
Un ruolo importante nell’organizzazione è stato svolto da Arlene Macrì, che ha fortemente voluto il progetto, insieme ad Antonella Primerano e Antonio Garreffa. Parte attiva anche i consiglieri comunali Andrea Romeo, Rosa Varacalli e Antonio Caminiti.
La grande partecipazione registrata alla prima edizione sembra già indicare la strada per il futuro. Come sottolineato dal moderatore Flavio Garreffa, “Benestare Racconta” nasce con l’ambizione di diventare un appuntamento fisso, capace di mettere in comunicazione passato e presente e di consegnare alle nuove generazioni il patrimonio culturale della comunità.
Perché raccontare Benestare significa custodirne le radici. E far sì che le voci, le parole e le storie di chi è venuto prima continuino a vivere nel futuro del paese.
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Giuseppe Mazzaferro
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